Un libro di soli perchè di Gianni Rodari

Il libro dei perchè è stato un mio compagno di “giornata”, nel senso che un adulto non impiega più del tempo di una mattinata o di un pomeriggio a leggere d’un fiato il volumetto.

Quello che mi ha sorpresa, è che ho iniziato la lettura convinta di non conoscerne neanche una parola, sul finire rimango sorpresa di leggere le parole, che rievocano in me una canzone che mi cantavano da bambina.

La palma della mano
i datteri no fa:
sulla pianta del piede
chi si arrampicherà?
Non porta scarpe il tavolo:
su quattro piedi sta.
Il treno non scodinzola,
ma la coda ce l’ha.
Anche il chiodo ha la testa
però non ci ragiona:
la stessa cosa capita a più di una persona

(Il pettine ha i denti
ma non può masticar
La luna è una palla
ma non ci puoi giocar)
da Perché si dice “la palma della mano”?

E’ bello immergersi nella lettura di un testo così semplice, eppure così sorprendentemente intelligente.

La maestria dell’immediatezza lasciano folgorato l’adulto, figurarsi il bambino! proprio per la capacità di rispondere agli argomenti più disparati, con l’efficacia della ragione scientifica unita alla sua ben nota fantasia.

L’unione di queste due componenti è equilibratissimo, al punto che si annullerebbe l’intero testo qualora si volesse annullare l’una o l’altra. Questo metodo pedagogico, accende la curiosità anche di fronte ad argomenti storici come la nascita delle Olimpiadi, del tricolore italiano nel 1795, come la mitologia citando le sirene, o la differenza di classe tra il ricco e il povero.

Questo alternare risposte “scientifiche”, a filastrocche del tutto irreali stimola il buffo e la risata, con l’unico fine di rischiarare una mente turbata dal qualche cruccio del dubbio.

Ma qual’è il viaggio che queste pagine evoca?

Semplicemente il passato. Il Rodari in questo testo ci fa tornare con la mente, e fors’anche con il cuore, ad anni in cui si giocava al totocalcio sperando di fare tredici, in cui le donne in chiesa mettevano il fazzoletto e gli uomini toglievano le scarpe, la musica si ascoltava con il grammofono e si viveva facendosi forza di proverbi, che a metterli d’accordo tutti non ci si riusciva mai.
E’ bello, perché ad ogni domanda che propone un conflitto la risposta è sempre l’uguaglianza, l’affetto, l’amicizia e il rifiuto della guerra

“Di qui si vede finalmente
quanto è piccola la Terra:
non c’è posto per fare la guerra,
statevi in pace, gente con gente.”
da Perché gli scienziati vogliono andare sulla luna

Persino il concetto di razzismo viene toccato tra un perché e l’altro, come ad esempio in

Perchè la gente di colore in certi paesi viene così maltrattata?

Si vede che in quei paesi hanno ancora da imparare dai gatti: i quali tra di loro, non fanno differenza di pelo, e i gatti bianchi no sono più “gatti” dei gatti neri, e i gatti rossi sono gatti né più né meno degli altri.

Importantissima è la componente educativa e in un certo senso di cultura generale, perché si parla delle stagioni, del giorno e della notte, dell’anno bisestile e in ogni occasione, di nozioni scientifiche come l’inclinazione dei raggi solari e quella terrestre rispetto alla terra. Il moto di rotazione e rivoluzione vengono spiegati in termini semplici certamente, ma tecnicamente esatti; persino la questione del ghiaccio perenne ai poli viene opportunamente affrontata.

Un vademecum che va dalle nozioni di base, a quelle più domestiche come il lucidarsi le scarpe  da soli in Perchè bisogna lucidare le scarpe, per togliere l’incombenza alla madre che è diventata lavoratrice, e per imparare a prendersi cura delle proprie cose, ‘che

ogni mese il salario,
appena lo tocco, là per là,
tutto in debiti se ne va.”
in Perché i re sono re

altro che il re Mida, il quale trasformava in oro ogni cosa toccasse.

E poi c’è ovviamente tutta usa serie di disegni Coloratissimi, che non sono cornice ma parte integrante del testo stesso, poiché troviamo che molto ingegnosamente, essi collegano due “storie” quasi a farne una il proseguo (o l’inizio) dell’altra. Un approccio divertente e interessante, che sottolinea ancora di più la volontà dell’editore Einaudi, di creare un filo conduttore fra tutti questi quesiti.

Seppur intitolato Il libro dei perché, in realtà esso è una raccolta di 181 risposte, a quelle che erano domande che i bambini potevano sottoporre a Gianni Rodari in persona. Questi perché venivano pubblicati, sulle due rubriche per bambini, tenute sull’Unità dal 1955 al 1958 dai titoli Il libro dei perché e La posta dei perché.

Di qui il titolo del libro: l’ennesimo omaggio all’età della fantasia e ai bambini, che siano grandi o piccini.

Al dunque Il libro dei perché si presenta come un testo scorrevole, ma da non sottovalutare. La sua lettura è consigliata, qualora si volesse staccare la spina, magari concedendosi alcune ore sul prato di un parco verdeggiante. Quel che è certo, è che sarà un regalo meraviglioso, che faremo a noi stessi e alla nostra biblioteca quando, al termine della lettura, il volumetto verrà riposto a fianco degli altri per essere ripreso forse più avanti, per leggere ad altri alcune pagine, magari proprio quelle che rivelano il segreto della felicità

“La felicità sta nel fare le cose che possano arricchire la vita di tutti gli uomini; nell’essere in armonia con coloro che fanno le cose giuste  e necessarie…quelli che non si stancano mai di cercare e di lottare e di fare, vi riescono, e credo che possano essere felici per tutta la vita”

da Vorrei sapere in che consiste la felicità e se si può vivere felici per tutta la vita

Marzia

Il momento della scelta del vestito giusto quando sono nella cabina armadio, è di cruciale importanza!

2 Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published.