Copertina del libro Le mosche e Porta chiusa di Jean-Paul Sartre, edizione Bompiani 1947

POESIA E TEATRO

L’esistenzialismo di Sartre spiega la filosofia di Spiritual CEO

Jean-Paul Sartre, con la crudezza e la lucidità del suo pensiero, ci riporta al punto essenziale da cui nasce la filosofia di Spiritual CEO: nessuno può scegliere al nostro posto.
Questo il cuore della mia visione: la vita è un atto di decisione interiore ed esteriore, e il Business non è altro che la sua espressione più visibile.

Tra le pagine di Le mosche e Porta chiusa impariamo a conoscere la libertà come atto radicale, come responsabilità personale, come scelta quotidiana che costruisce la nostra presenza nel mondo.

24 MAGGIO 2025 – MILANO•TORINO

POESIA E TEATRO

Le mosche e Porta chiusa di Jean-Paul Sartre. Ecco la mia recensione.

Ho letto Le Mosche e Porta chiusa in un viaggio in treno: le ultime pagine tra Roma e Milano, e l’inizio di questa recensione mentre avevo davanti a me l’ultima ora di treno da Milano Centrale verso Torino.


Come sempre: un viaggio fisico che si è incastrato perfettamente con il viaggio interiore che queste opere hanno aperto dentro di me.

Le Mosche e Porta chiusa sono le prime due opere teatrali che leggo di Jean Paul Sartre. Affezionata a questo autore a causa del mio percorso di Fiamma, sono rimasta piacevolmente colpita dal ritmo incalzante di entrambe le opere. Si tratta di un ritmo che ti cattura e “costringe” a guardare ciò i personaggi inscenano davanti ai tuoi stessi occhi.

Il tema che funge da filo conduttore per entrambe le opere è duplice: da una parte la punizione e il senso di colpa come condanna sociale o divina, dall’altra la punizione che il singolo si impone con il desiderio di espiare le proprie colpe, presunte o reali.

Ma c’è anche il suo opposto: l’assoluta assenza di colpa quando non vi è alcun pentimento.

La citazione di Sartre come cuore filosofico: “L’inferno sono gli altri”

In queste pagine troviamo la celebre e spesso fraintesa frase:
“L’inferno sono gli altri.”

Per Sartre, se la vita è la piena possibilità dell’essere, la morte è stasi: non possiamo più modificare chi eravamo nell’ultimo istante.

Nella frase criticata e non sempre correttamente interpretata, Sartre non rifiuta l’altro (ricordiamo che in quanto esistenzialista amava le feste, la compagnia, gli amici),  ma ci avverte del momento in cui gli altri diventano il nostro limite.

Questo limite è: quando scegliamo di guardare noi stessi con gli occhi degli altri.
Quando, come accade tra Estelle e Elise, ci specchiamo nello sguardo altrui fino a farci modellare.

Il gioco sadico dell’inferno di Sartre è quello in cui si è costretti a rimanere in compagnia ( e vittime) di coloro che sono sia i nostri carnefici che le nostre stesse vittime.

Recensione del libro Le mosche e Porta chiusa di Sartre, analisi e riflessione filosofica
Dorso del libro Le mosche e Porta chiusa di Jean-Paul Sartre, edizione Bompiani
Lettura del libro Le mosche e Porta chiusa di Sartre durante un momento di riflessione personale

L’esistenzialismo si unisce alla visione evolutiva e imprenditoriale

Sarà il mio essere molto spirituale, sarà il mio essere una Coach e Mentore Evolutiva per Leader Visionar*, eppure questo messaggio mi risuona potente: la nostra anima, quando può scegliere, sceglie sempre sé stessa.

Nei miei percorsi come coach, una parte fondamentale nasce dalle domande che pongo.
Leggendo Le Mosche e Porta chiusa la domanda che Sartre sembra porci è:

“Sei davvero sicur* di volere che siano gli altri a scegliere il tuo destino?”

È una domanda esistenzialista e allo stesso tempo profondamente spirituale.

È anche una domanda imprenditoriale: chi scegliamo di essere quando costruiamo il nostro Business?

Da chi vogliamo essere visti?
Quali sono gli sguardi a cui permettiamo di influenzarci?

Un invito a vivere appieno la bellezza della nostra vita e a scegliere con cura di chi circondarci, perché questo avrà una sua rilevanza decisiva nel modo in cui ciascuno di noi porta avanti il nostro cammino, e anche il nostro progetto imprenditoriale.

Morale: il ponte tra pagina, vita e Business

La libertà è un atto.
Un gesto.
Una scintilla che nasce dentro e diventa scelta.

Sartre ci ricorda che se non siamo noi a scegliere, qualcun altro lo farà per noi.
E nella vita, come nel Business, questo è il modo più rapido per perdere sé stessi.

Viviamo ora.
Scegliamo ora.
Appaghiamoci ora.

Perché la porta, quando si apre, non sempre la attraversiamo se temiamo la certezza che dall’altra parte troviamo noi stess*.

L’autrice dell’articolo

Ciao, il mio nome è Marzia Rosi e questo è il mio Book Blog.
Qui racconto come i libri mi insegnano ogni giorno a viaggiare dentro e fuori di me.
Mi definisco Guida evolutiva per l’imprenditoria visionaria 🔮
Esperta in allineamento fra identità e obiettivi, lavoro sia con chi sta scalando il fatturato che con imprenditrici e imprenditori già strutturati, nella loro crescita personale, spirituale e imprenditoriale.
L’obiettivo è incarnare la propria identità più elevata e raggiungere insieme gli obiettivi di fatturato unendo Strategia ed Energetica.

Oggi puoi iniziare anche tu il tuo viaggio dentro di te accedendo alle risorse gratuite di Spiritual CEO Academy.

Sinossi

Due opere teatrali che hanno segnato il Novecento, riunite in un unico volume.

Le mosche e Porta chiusa è un viaggio nelle ombre della mente umana, nelle stanze dove la colpa, lo sguardo degli altri e la paura di scegliere diventano gabbie più solide del ferro.

In Le mosche, entro le mura di Argo, tutto è impregnato di rimorso. Le mosche non sono insetti: sono i pensieri che ronzano quando non ci perdoniamo, quando ci lasciamo definire da ciò che abbiamo ereditato e non da ciò che scegliamo. Oreste entra in scena come un simbolo vivente: l’essere umano che capisce che la libertà non è un dono, ma un atto radicale. Un salto nell’ignoto. Una responsabilità che pesa e libera allo stesso tempo.

In Porta chiusa, la stanza si fa specchio. Nessuna via d’uscita, nessuna finestra: solo gli altri e lo sguardo che posano su di noi. È qui che Sartre ci lascia la sua frase più pungente: “L’inferno sono gli altri.”
Un inferno che nasce quando smetti di essere autore della tua identità e la consegni alle mani altrui.

Un’auto-condanna che ti imponi quando smetti di essere autrice/autore della tua vita e permetti allo sguardo altrui di decidere chi sei.

Due opere, una rivoluzione interiore:
• la libertà non è assenza di limiti,
• ma il coraggio di scegliere chi essere, non “anche quando il mondo ti guarda”, ma “nonostante sia condizione umana” (e aggiungo necessaria soprattutto se hai un Business da crescere) l’essere visti!

Un volume che non si legge soltanto: ti chiama. E ti chiede una sola cosa:
Hai davvero deciso di essere liber*?

Due drammi diversi ma uniti da un filo rosso: la libertà è un atto, non una condizione. E nessuno può viverla al nostro posto.

Info bibliografiche

Titolo originale: Les Mouches (1943) e Huis Clos (1944)

Titolo: Le mosche e Porta chiusa

Autore: Jean-Paul Sartre

Prima edizione: 1943 (Les Mouches), 1944 (Huis Clos)

Prima edizione italiana: 1947 (traduzione di Franco Fortini)

Editore italiano: Bompiani

La mia edizione: 1947

Genere: POESIA & TEATRO / FILOSOFIA

Numero di pagine: 239

 

 

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