L’arte di essere felici spiegata dal pessimismo di Schopenhauer
È curioso avvicinarsi a un testo con un titolo che promette felicità, sapendo che a scriverlo è stato un filosofo considerato uno dei massimi esponenti del pessimismo occidentale. Eppure, è proprio da quella visione lucida, a tratti spietata, che nasce un insegnamento sorprendentemente attuale: la nostra felicità non dipende dall’esterno, ma dal modo in cui abitiamo la nostra interiorità.
15 NOVEMBRE 2025 – TORINO
L’arte di essere felici di Arthur Schopenhauer. Ecco la mia recensione.
Ho comprato questo libro a Firenze il 24 Marzo 2023 per farmi compagnia in una splendida caffetteria scovata nel mio vagare per la città senza una meta precisa.
L’ho finito di leggere quando dopo essere stata a Roma sono finalmente andata a Pompei dopo anni e anni che volevo vedere gli scavi.
Mi sono concessa un lungo bagno nella vasca della splendida stanza di hotel che avevo prenotato in compagnia di questo libro (che in parte in quella vasca anche lui si è bagnato perché mi ero davvero rilassata) e di un’ottimo infuso biologico sorseggiato lì, nella morbidezza di un caldo bagno rilassante.
Ricordo perfettamente quando ho iniziato a leggere questo libro nella splendida caffetteria in cui mi sono imbattuta: soffitti così alti da avere un secondo piano con vista sul piano terra e giochi di arredi, di pieni e vuoti che hanno appagato il mio animo da Architetto.
Probabilmente un testo filosofico è uno dei migliori compagni in alcune fasi della vita e così io che ero in cerca di compagnia e introspezione, ho trovato L’arte di essere felici.
Iniziato a Firenze, si è trasformato velocemente in un compagno di viaggio anche nei giorni successivi: Roma, poi Pompei, e infine il ritorno verso Torino.
“Il suo dolore e il suo benessere non sarebbero dunque affatto determinati dall’esterno.”
È stato questo il nodo che ha risuonato in me e che poi ora trasmetto in Spiritual CEO e che ho ben chiarito anche quando ho definito la Filosofia di Spiritual CEO.
E mentre camminavo tra le rovine di Pompei, un luogo in cui il tempo sembra fermarsi e la vita si racconta da sola, ho sentito che quel messaggio stava sedimentando.
Il viaggio di ritorno, come oramai sempre sperimento, è stato un tempo di integrazione lenta e silenziosa.
Il vero significato de L’arte di essere felici per Schopenhauer
Nonostante il titolo, Schopenhauer non ci parla di “come essere felici” nel senso moderno, o forse dovrei dire “sperato” del termine. Non offre formule, non promette soluzioni. La sua è un’indagine filosofica che affonda nella condizione umana e nella natura del desiderio.
Non è una ricetta pronta all’uso ma spunti di miglioramento che si plasmano, se glielo permetti, sulla tua situazione attuale.
Uno dei principali ostacoli alla felicità è la nostra stessa insaziabilità:
“La causa principale dell’infelicità è l’insaziabilità del volere.”
E allora la felicità diventa, per Schopenhauer, un esercizio di riduzione del superfluo, di ascolto del necessario e di accettazione dell’inevitabile.
Fare spazio. Eliminare ciò che ci appesantisce, che non è più allineato…quanto di questo vive e riecheggia nel mondo che ho creato all’interno di Spiritual CEO?
“La saggezza della vita consiste nell’eliminare tutto ciò che ci rende infelici.”
Questo pensiero, così semplice da leggere, così difficile da mettere in pratica, è ciò che dà struttura a questa raccolta di 50 massime e per estensione alla nostra stessa esperienza di vita.
Oltre il pessimismo scopriamo l’essenza della felicità per Schopenhauer
Rivolgersi a Schopenhauer per cercare la felicità è a tutti gli effetti un paradosso, un ossimoro per definizione. Eppure, proprio la sua visione disincantata permette di arrivare a un punto essenziale:
la felicità non è un’euforia da raggiungere, ma uno stato da mantenere stabile, protetto, interiorizzato.
Per Schopenhauer:
“La felicità appartiene a chi è soddisfatto di sé stesso.”
Ed è un’affermazione che ci fa cambiare davvero prospettiva.
La felicità diventa una forma di autonomia interiore, una competenza silenziosa che si coltiva nel rapporto con sé, non negli eventi esterni:
“L’uomo saggio porta dentro di sé la propria felicità, perché non la affida agli avvenimenti.”
Il pessimismo, allora, non è la fine del cammino, ma il suo punto di partenza e spunto evolutivo durante l’intero viaggio.
Solo riconoscendo la natura dolente e imperfetta dell’esistenza possiamo imparare a costruire una felicità che non crolla alla prima scossa.
Perché leggere L’arte di essere felici se non parla davvero di felicità
Proprio perché non promette felicità, questo libro è liberatorio.
Non impone obiettivi irraggiungibili, non suggerisce metodi, non punta a un’idealizzazione della vita.
Invece, insegna qualcosa di molto più profondo:
- come stare meglio qui, nella realtà così com’è
- come evitare le sofferenze evitabili
- come accettare quelle inevitabili
- come non creare dolore aggiuntivo con aspettative, confronti o desideri smisurati
“Fare di buon grado ciò che si può, e sopportare altrettanto di buon grado ciò che si deve.”
Fra queste pagine troviamo quindi la capacità di vivere una nostra dimensione filosofica quotidiana, all’apparenza semplice, che diventa giorno dopo giorno uno strumento di presenza, lucidità e alla fine un ponte per quella felicità che fra le pagine non viene spiegata, ma che attraverso di esse nel nostro quotidiano diventiamo capaci di vivere ed esperire in molte forme.
Morale: Cosa ci insegna oggi L’arte di essere felici
La lezione principale che ho portato con me è che la felicità non è un traguardo, ma un modo di muoversi nella vita.
É a tutti gli effetti una scelta.
Essere felici è una scelta intenzionale al pari dell’amore.
Non è una sensazione o un sentimento che sfugge o viene dominato dall’esterno, ma qualcosa che nasce dentro di noi e nel nostro stesso essere affonda le sue radici.
Un modo dunque quieto, essenziale, libero dalla ricerca frenetica di ciò che manca perché si tratta soltanto di risvegliare qualcosa che in noi è silente e silenziosamente migliora la nostra vita, quando la felicità la scegliamo davvero.
“Chi non ha mai provato grandi dispiaceri non conosce la felicità.”
Di fatto la nostra stessa storia, con le sue crepe, le sue fatiche e i suoi momenti di smarrimento è parte integrante della nostra capacità di essere felici.
Questo libro non consola.
Illumina.
Non insegna.
Attiva.
E letto nel momento giusto del tuo percorso evolutivo, rimette a posto l’essenziale come se fosse un Energy Reset profondo e duraturo.
L’autrice dell’articolo
Ciao, il mio nome è Marzia Rosi e questo è il mio Book Blog.
Qui racconto come i libri mi insegnano ogni giorno a viaggiare dentro e fuori di me.
Mi definisco Guida evolutiva per l’imprenditoria visionaria 🔮
Esperta in allineamento fra identità e obiettivi lavoro sia con chi sta scalando il fatturato che imprenditrici/imprenditori con Business strutturati nella propria crescita personale, spirituale e imprenditoriale con l’obiettivo di incarnare la propria identità più elevata e raggiungere insieme gli obiettivi di fatturato unendo Strategia ed Energetica!
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Sinossi
L’arte di essere felici di Arthur Schopenhauer raccoglie una serie di riflessioni e aforismi in cui Arthur Schopenhauer esplora il rapporto fra l’essere umano, le sue aspettative e la possibilità concreta di coltivare una vita serena.
Il filosofo, che va ricordato essere lo stereotipo del pessimismo, parte da un presupposto semplice e radicale: non possiamo controllare il mondo, ma possiamo imparare a governare il nostro atteggiamento nei confronti degli eventi. Attraverso osservazioni brevi, dirette e talvolta ironiche, Schopenhauer invita il lettore a ridimensionare i desideri eccessivi, riconoscere i limiti naturali della condizione umana e sviluppare una forma di saggezza pratica che nasce dall’esperienza.
Il testo non offre ricette per la felicità (a dispetto del titolo nemmeno possiamo aspettarcela visto che stiamo leggendo Schopenhauer), ma ci ritroviamo ad avere tra le mani una guida disincantata e lucidissima all’arte del vivere: proteggere la propria pace interiore, onorare ed esperire l’essenziale, coltivare il distacco, scegliere con cura relazioni e contesti, evitare inutili sofferenze autoindotte.
Ne risulta un piccolo compendio di filosofia quotidiana, capace di parlare ancora oggi con sorprendente attualità.
Info bibliografiche
Titolo originale: Aphorismen zur Lebensweisheit
Titolo italiano: L’arte di essere felici
Autore: Arthur Schopenhauer
Prima edizione completa: 1890 (postumo)
La mia edizione: 1997
Editore italiano (edizioni più diffuse): Adelphi (la mia edizione), Newton Compton, BUR
Genere: FILOSOFIA
Numero di Pagine: variabile secondo l’edizione (113 la mia edizione)
Data, luogo ed età di acquisto del libro: 23 Marzo 2023, Firenze, 33 anni
Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 15 Novembre 2025, Torino, 36 anni




