I tre livelli dell’amore in Sull’amore
Hermann Hesse però non si ferma qui, anche se basterebbe.
Ci porta in un crescendo che divide l’amore in tre fasi e mentre si avanza con la lettura, si impara a sentire sé stessi in modo diverso.
É come se in questo processo come lettore hai l’occasione di ritarare il tuo intero sistema interiore connesso all’amore, ed è straordinariamente bello!
L’amore adolescenziale
Il primo livello è quello dell’innamoramento giovanile.
La curiosità del primo tocco.
L’idealizzazione.
L’attesa.
I rifiuti.
L’anelito verso ciò che non si può avere. Il sentirsi desiderati.
Il desiderare.
Costantemente in bilico fra l’avere il non avere ciò che si vuole.
È un amore che vive soprattutto nell’immaginazione e che proprio per questo possiede una straordinaria forza evocativa.
L’esperienza amorosa matura
Successivamente emerge una forma di amore più consapevole.
Qui l’altro non è più un sogno da inseguire ma una persona reale da incontrare.
È in questa parte che ho ritrovato una delle intuizioni più interessanti della raccolta: la consapevolezza che talvolta amare significa anche rinunciare.
Non per paura.
Non per sacrificio.
Ma per rispetto della propria natura.
Come nel caso della donna che comprende che unirsi a un uomo incapace di comprenderla significherebbe tradire sé stessa e spegnere la propria vitalità.
L’amore per l’umanità e il mondo intero
Infine l’amore compie un ulteriore salto.
Non è più rivolto a una sola persona. A sé o all’altro nella sua singolarità.
Diventa amore per la vita.
Per l’umanità.
Per il mondo.
Qui maschile e femminile superano la dimensione puramente fisica e diventano simboli della forza creativa dell’esistenza.
L’amore diventa qualcosa che ci attraversa.
Qualcosa che non possediamo ma che possiamo trasmettere.
Qui sperimentiamo l’amore cosmico: quello che ci attraversa, ci invade e ci espande.