La solitudine dell’evoluzione e il vivere ai margini
Frankenstein vaga in luoghi remoti, si nasconde, vive ai margini.
Proprio come accade a chi sta evolvendo senza ancora avere gli strumenti per farlo.
É un movimento cieco e incessante.
É un avanzare tormentato e profondo.
C’è una solitudine particolare che accompagna l’evoluzione (ma anche l’imprenditoria…sono certa che sai si cosa parlo…): quella di chi sente che non può più tornare indietro, ma non sa ancora dove andare.
La vendetta, allora, diventa un tentativo brutale, e non evolutivo/elevato, di liberarsi da un peso enorme.
La rabbia di Frankenstein nasce dal fatto di non avere strumenti per evolvere.
Vive la tremenda frustrazione di essere incastrato in un limbo che sente di non aver scelto.
Esattamente come accade quando siamo intrappolati in un loop che la nostra parte subconscia ci ripropone ancora e ancora, come un tormento senza fine.
Il tempo animico non è mai casuale
Ho scritto questa recensione il 13 dicembre 2025, il giorno dopo il portale 12/12, in un anno a energia 9.
Il giorno dopo essere stata a Milano per un evento dal vivo che poggiandosi sulle basi costruite fin qui ha smosso la giusta energia per la mia evoluzione futura come donna e imprenditrice.
Oggi che scrivo apprendo la notizia che stanotte (nel pieno del portale energetico) la mia storica insegnante di danza si spegne per sempre.
Stamattina ancora non lo sapevo.
Nel mio channeling mattutino lei mi è apparsa: evidentemente era un saluto e se n’è andata ricordandomi una cosa importante per me.
Sei un’artista.
Non le ho mai creduto.
Stamattina nel riaffiorare delle sue parole ho pianto.
Questa è la sua eredità per me.
La onorerò al mio meglio.
Nulla è stato casuale.
Nemmeno questa lettura.
Nemmeno questo momento.
Nemmeno il mio (possibile) rimanere a Milano qualche ora in più senza farlo davvero.
Quando l’anima è pronta a chiudere un ciclo ciò che è funzionale ci attiva per chiudere i cerchi ancora aperti e per darci i doni che servono al nuovo ciclo in cui stiamo per entrare.
Varca la soglia.
Rileggere Frankenstein da adulti: oltre il gotico
Rileggere Frankenstein in età adulta significa spogliarlo dell’horror e riconoscerlo per ciò che è: un Maestro Oscuro.
Non un mostro da temere, ma una coscienza ferita da comprendere.
Un insegnamento animico che ci invita a guardare ciò che diventa distruttivo quando non viene guarito.
Ci ricorda che nero, o gotico in questo caso, è solo ciò che ancora non abbiamo integrato.
Ci ricorda che la tenebra è la fase prima della luce.
Frankenstein non chiede giudizio.
Chiede integrazione.
Morale: rimanere in bilico fra rabbia e non appartenenza finché non guariamo
Finché non guariamo le nostre ferite, restiamo in bilico.
Fra rabbia e non appartenenza.
Fra desiderio di essere visti e paura di esserlo davvero.
Guarire significa diventare integri.
Significa smettere di respingere chi siamo e l’altro.
Significa diventare il nostro stesso Mondo e scegliere da questa nuova dimensione se accogliere altri al suo interno e quindi intrecciare ciò che per noi abbiamo creato, con i mondi altrui.
Di fatto solo quando siamo integri possiamo scegliere il luogo, il contesto, il mondo a cui appartenere.
Osservando le dinamiche attraverso le quali ho vissuto questo Grande Classico ritengo che possa trovare il suo lettore/lettrice o all’inizio del suo percorso evolutivo per mostrargli le sue ombre; oppure quando l’evoluzione è completa per mostrargli la luce che ha portato dentro di sé.
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