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Pinocchio – Carlo Collodi

Pinocchio – Carlo Collodi

GRANDI CLASSICI

Non fare come Pinocchio: vai dritt* per la tua strada

Pinocchio, il grande capolavoro di Carlo Collodi narra la storia di un burattino che sognando di diventare un bambino vero, ci insegna ad andare dritti per la nostra strada senza lasciarci distrarre da persone ed eventi che possiamo incontrare lungo il nostro cammino.

8 DICEMBRE 2022

GRANDI CLASSICI

Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi

Se in tutti questi anni non ci sei ancora arrivat* te lo dico io: il nome Pinocchio non viene dal nulla ma dal materiale di cui questo burattino è fatto!

…frutto del pino, il pinolo, ossia il “pinocchio”, come si diceva appunto nella Toscana dell’Ottocento

Il burattino nato dalla fantasia di Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini e plasmato dalle mani di Mastro Geppetto nasce proprio da un ciocco di pino. Certo non tutti i ciocchi di legno riescono a prendere vita iniziando a muovere gli occhi e a correre ovunque come capita nei primi capitoli del grande classico di Collodi, ma a volte seppur nella fantasia succede, e abbiamo davvero di cui impararne.

Tu sei quello che mi ha insegnato la strada.

Declinazione pedagogica con premio conclusivo

Leggo questo libro per la prima volta all’età di 33 anni, nell’inverno del 2022 a Torino e la famosa morale che c’è in ogni libro per ragazzi (?) questa volta diventa una morale per gli adulti. Sì per tutti quegli adulti un po’ persi, come se fossero bambini sperduti dell’Isola che non c’è del Peter Pan di James Matthew Barrie (1911) o non sapessero più che consigli seguire, nemmeno quelli che ci si danno da soli, come capita all’Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll (1865).

Disgraziatamente, nella vita dei burattini c’è sempre un ma, che sciupa ogni cosa.

Leggere questo libro da adulti, lascia indubbiamente molto di più di quanto accada leggendolo da ragazzini. La questione è semplice: prendere la decisione giusta non è mai facile, e non è piacevole perché comporta delle rinunce: comporta l’abbandonare la nostra zona di comfort e le nostre idee che fino a quel momento abbiamo sostenuto e difeso a spada tratta.

Ma una decisione, una saggia decisione! va sempre presa e poi portata avanti. Non ci sono Gatti e Volpi (il Gatto e la Volpe), Lucignoli vari (Lucignolo), monete sonanti (Campo de’ Miracoli), spettacoli affascinanti (Mangiafuoco), personaggi ammalianti (Ometto) o ghiottonerie (Paese dei Balocchi) che tengano, quando davvero abbiamo chiaro il nostro percorso, il nostro “why” per dirla usando un termine che appartiene alla crescita personale.

 

Ve lo dirò io, miei cari e piccoli lettori.

Le nostre bugie hanno il naso lungo come Pinocchio o le gambe corte?

Pinocchio almeno nei primi trentaquattro capitoli (su trentasei!) non aveva chiaro il perché effettivamente dovesse agire in maniera retta. Ma quando poi lo ha trovato (il suo di perché) ciò che è stato in grado di portargli nella vita e in quella delle persone a lui care, ha di gran lunga superato le aspettative più floride.

[Da tenere a mente per il futuro ;-)]

Perché quando i ragazzi, di cattivi diventano buoni, hanno la virtù di far prendere un aspetto nuovo e sorridente anche all’interno delle loro famiglie.

Quante volte abbiamo sentito la frase minacciosa da parte di un adulto verso un bambino (magari eravamo proprio noi quel bambino…) “Non dire le bugie altrimenti ti cresce il naso come Pinocchio“? Probabilmente tante ma il vero significato probabilmente non eravamo in grado di coglierlo. Avere il naso lungo significa aver detto così tante bugie da arrivare ad allontanare le persone che ci sono vicine e questo Pinocchio lo impara davvero a carissimo prezzo.

Vero è che esiste anche una seconda tipologia di bugie: quelle con le gambe corte, ossia quelle che vengono scoperte dopo poco tempo.

I ragazzi fanno presto a promettere, ma più delle volte fanno tardi a mantenere.

Anzi ad onor del vero esiste anche una terza tipologia di bugie: quelle che raccontiamo noi stessi quando ci fingiamo migliori di quello che siamo, quando non facciamo realmente i conti con noi stessi e con quelli che sono i nostri reali obiettivi di vita. Quest’ultima è a mio avviso è la tipologia più pericolosa e alla fine lo stesso Pinocchio si scontra con questa verità e ne comprenderà il significato.

Quando però ci rendiamo conto dei reali effetti che le nostre azioni/bugie causano a noi e agli altri, il nostro Grillo parlante interiore ci bussa sulla spalla, ci tira le orecchie (per fortuna senza staccarcele come invece fa l’Omino con uno degli asinelli) e ci aiuta a tornare sulla retta via.

Mi sono dovuto persuadere che per mettere insieme onestamente i pochi soldi bisogna saperseli guadagnare o col lavoro delle proprie mani o coll’ingegno della propria testa.

La leva della paura come pretesto pedagogico

Per chiunque faccia marketing che la paura sia una potente leva è cosa nota. Ma è anche un potente “strumento” pedagogico e Carlo Collodi con il suo Pinocchio ne fa decisamente largo uso.

Tale paura trova concretezza massima nella trasformazione in somari, momento in cui si acquisisce contezza del fatto che le conseguenze sono oramai irreversibili e si prova un senso di paura profonda per le sorti della propria stessa vita. 

Che ne sarà di me,

Che ne sarà di me,

Che ne sarà di me.

Come sappiamo nel caso di Pinocchio in tal senso l’epilogo sarà addolcito dall’intervento della Fata turchina, che diviene per Pinocchio una vera e propria figura materna quasi a voler evidenziare da parte di Collodi l’importanza di figure cardini nella crescita di un bambino e parlando di un libro di fine ‘800 chiaramente queste figure sono il padre e la madre.

Sorte diversa spetta invece a coloro che “abbandonati” a loro stessi (Lucignolo) devono convivere con la loro mala sorte, alla quale hanno spianato la strada. Eppure sul finire la capacità di parola che Lucignolo ha mantenuto vuole forse essere un messaggio di speranza che ci fa pensare che anche quando tutto sembra perduto, alla fine non lo è mai davvero.

…e il senso di colpa di Pinocchio

Insomma Pinocchio alla fine impara che la scelta migliore è quella di andare sempre dritti per la propria strada, lasciando al loro posto quello che ci attrae vanamente durante il nostro percorso ed andare dritti (il più possibile) alla nostra meta.

Che questa sia la casa paterna, quella della Fata dai capelli turchini o (per essere più concreti) un obiettivo di vita, la strada giusta è quella che percorriamo rimanendo concentrati su ciò che volevamo sin dall’inizio del nostro viaggio.

Il vero premio non sarà certo raccogliere migliaia di monete d’oro dopo averne sotterrate quattro! Ma piangere di gioia quando si arriva dopo un lungo viaggio, dove davvero stavamo andando o si raggiunge chi stavamo cercando anche se questo ci porta nello stomaco di un Pesce-Cane (no, non è una balena).

E come viene insegnato tutto questo da Carlo Collodi? Usando una seconda leva: quella del senso di colpa.

Non ci avevi mai fatto caso eh?! Eppure è proprio lì:

  • quando fa sentire in colpa Pinocchio perché suo padre patisce il freddo per aver venduto la sua unica casacca;
  • quando non vuole dispiacere alla Fata Turchina a causa delle sue scorribande quando rincasa alla sera;
  • quando legge (pur non sapendo leggere) che quest’ultima è morta di dolore per causa sua;
  • quando scopre che suo padre si è avventurato in mare per cercarlo;
  • etc..

Alla fine però questa terapia d’urto funziona e Pinocchio vede tutte le sue scorribande perdonate e dopo una serie di dimostrazioni che attestino il suo reale cambiamento diventa un bambino vero.

Bravo Pinocchio! In grazia al tuo buon cuore, io ti perdono tutte le monellerie che hai fatto fino a oggi.

Pinocchio alla fine muore

No alla fine del libro di Collodi Pinocchio non muore; nella versione definitiva Pinocchio vivrà felice con suo padre Mastro Geppetto.

La scena dell’impiccagione ad opera degli “Assassini” ossia il Gatto e la Volpe viene comunque descritta nel XV capitolo, ma ridurrà il nostro Pinocchio semplicemente in fin di vita.

L’importanza di questo capitolo rimane comunque cardine e a te lettore lascio la curiosità di scoprire il perché.

(Pinocchio è uno di quei) simboli quali non è più possibile rinunciare con nemmeno immaginare che possano non esistere più.

Personaggi e luoghi

  • Maestro ciliegia, mastr’Antonio
  • Geppetto, Polendina
  • Pinocchio
  • Grillo-parlante
  • Paese dei Barbagianni
  • Il Gatto e la Volpe
  • Osteria del Gambero Rosso
  • Quercia grande
  • Bambina dai capelli turchini, fata turchina,
  • grosso Falco
  • Can-barbone
  • Medoro
  • Corvo
  • Civetta
  • Picchi
  • Città “Acchiappa-citrulli”
  • Campo dei miracoli
  • Pappagallo
  • Il Giudice gorilla
  • Giandarmi Can-mastini
  • Giovane imperatore della città acchiappa-citrulli
  • grosso Serpente
  • la Lucciola
  • Melampo
  • grosso Colombo
  • Delfino
  • Pesce-cane
  • Il paese delle Api industriose
  • Compagni di scuola di Pinocchio
  • Eugenio: ragazzo che viene colpito dal libro Trattato di aritmetica
  • i Pesci
  • grosso Granchio
  • due carabinieri
  • Alidoro: can mastino dei carabinieri
  • pescatore: vive in una grotta
  • la Lumaca
  • Romeo soprannominato Lucignolo
  • Paese dei Balocchi
  • Omino
  • bella Marmottina 
  • Tonno
  • l’ortolano Giangio

Info bibliografiche

Titolo originale: Le avventure di Pinocchio (Italiano)

Titolo: Le avventure di Pinocchio

Autore: Carlo Collodi

Prima edizione italiana: Febbraio 1883

La mia edizione: Prima edizione – Ottobre 2022

Editore italiano: Giunti

Genere: Per ragazzi, Romanzo, Fantasy, Grandi classici, 

Numero di pagine: 206

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Alice nel paese delle meraviglie | Lewis Carroll

Alice nel paese delle meraviglie | Lewis Carroll

GRANDI CLASSICI

Alice e la follia di un mondo assurdamente meraviglioso

Ambientazione onirica per questo grande classico della letteratura del 1865. Lewis Carroll ci lascia entrare nel paese delle meraviglie della sua Alice e non possiamo fare altro che rimanere catturati dalla meravigliosa assurdità di luoghi e personaggi che incontriamo pagina dopo pagina. La morale? Scoprila in questo articolo.

13 NOVEMBRE 2022

GRANDI CLASSICI

Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll: ecco la mia recensione

Qualche giorno fa sono passata davanti a una vetrina allestita con delle gigantografie di carte da gioco, così nella mia mente non ho potuto far altro che immaginare la Regina di cuori di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll.

Così ho acquistato una nuova edizione di questo libro da aggiungere alla mia biblioteca, ma stavolta ho scelto una versione illustrata: una BUR Deluxe, che ora fa la sua bella figura vicino alla comunque bella edizione Feltrinelli, che in questo articolo riporto e che di fatto è stata la prima che ho letto.

Così come tanti di noi, anche io ho avuto il mio primo approccio con Alice nel paese delle meraviglie grazie al mondo Disney. Quando invece ho letto il libro per la prima volta per me è stato un piacere trovare una certa similitudine, tra le immagini consolidate nella mia mente a forza di guardare questo film d’animazione e il capolavoro di Lewis Carroll.

Davvero un piacere.

Mi ritrovo a scrivere questo articolo dopo aver letto per la seconda volta questo libro. E anche in questo caso, come ultimamente è stato con la rilettura de: Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde, ho colto sfumature che erano passate inosservate durante la mia prima lettura.

Il punto su cui è stato per me interessante soffermarmi, oltre quello dell’onirico che diventa il mondo in cui mi sono “trasferita” per il tempo che ho impiegato a rileggere Alice nel paese delle meraviglie, è proprio sulla sua protagonista: Alice stessa.

Probabilmente questa riflessione non sarebbe mai potuta nascere nella mia mente, quando ho letto questo libro la prima volta che avevo 16 anni; ma alcuni libri si leggono proprio per questo: per comprenderli meglio e offrire loro il nostro vissuto affinché nuove riflessioni e interpretazioni emergano.

Scoprire Alice, nel paese delle meraviglie

Quasi per caso, Alice nel paese delle meraviglie è nato…

…per far piacere a una bambina che amavo…

Magari (immagino) le sembianze stesse dell’Alice che conosciamo noi, vengono proprio da questa bambina cara al cuore di Carroll che all’epoca doveva ancora crescere, ed evidentemente ne aveva voglia non come i bambini sperduti del Peter Pan di James Matthew Barrie.

Alice nonostante visivamente sia rappresentata come una “bambolina” con tanto di calze bianche (come le mie nelle foto), scarpe di vernice, vestito di tulle e boccoli biondi, non è affatto il personaggio passivo che si potrebbe immaginare. Che questa bambina non ha un carattere facile lo intendiamo bene già dalle prime pagine, e questo ovviamente prosegue per l’ intero racconto. Alice risulta infatti una “ragazzina viziata” eppure c’è il lei il germe di una forza d’animo che non si conoscerà appieno all’interno di Alice nel paese delle meraviglie, bensì in Alice attraverso lo specchio.

Ho scritto poc’anzi che Alice non è un personaggio passivo, infatti non manca di far sentire la sua voce quando lo ritiene più opportuno. Tipicamente diventa una eroina nel senso letterario del termine, che si schiera per difendere chi non è in grado di farlo da solo, incurante di quelle che saranno le conseguenze, prima di tutti per se stessa.

Non sono tutti boccoli dorati quelli che luccicano, infatti in alcune occasioni il personaggio di Alice risulta realmente “fastidioso” che acceleriamo nella lettura per passare alla scena successiva. Il suo atteggiamento riesce a oscillare dal totalmente disinteressato al saccente, quasi assorbisse il comportamento generale che ritroviamo in molti degli altri personaggi e del “paese delle meraviglie. 

Si pensi al Cappellaio matto, al Brucaliffo, ai fiori, allo Stregatto e ovviamente alla Regina di cuori e al Re; dunque in tal senso è congruo riscontrare questi tratti anche nel personaggio di Alice.

Eppure in Alice, queste occasioni comportamentali risultano tipiche di un’età acerba e che vengono perfettamente controbilanciate dalla propensione per un comportamento corretto nei confronti degli altri, nonostante questo le costi non poca fatica considerato sia il suo modo di fare sia il contesto “meraviglioso” nel quale è inserita.

Non è certamente un caso se una delle frasi più celebri è proprio:

Io mi so dare ottimi consigli ma poi seguirli mai non so.

Alice cresce e noi con lei

Voglio ritornare sul fatto che davvero il personaggio di Alice è molto interessante anche all’occhio adulto (questa mia seconda rilettura la faccio a 33 anni) in quanto abbiamo il piacere di scoprire alla fine due personaggi in uno. C’è infatti la Alice dell’inizio libro e c’è la Alice delle ultime pagine, che matura e accetta di diventare adulta anche grazie all’eccesso di “follia” dal quale lei per prima ne era assolutamente attratta.

Tutto questo semplicemente per insegnarci che saremo sempre immersi in un mondo folle (più o meno a seconda dei casi) eppure se noi abbiamo dei punti fermi, delle regole, comunque sapremo cavarcela.

E per certi versi non si può fare altro che volgere il pensiero anche al Pinocchio di Carlo Collodi.

Morale

Ogni cosa ha la sua morale, basta trovarla.

Probabilmente per un libro che esprime tutta l’ammirazione dell’autore per James Joyce e per le sue “parole-baule“, per sintetizzare la morale la scelta migliore è proprio quello di utilizzare parole che lo stesso Carroll mette in bocca al Re nel suo “paese delle meraviglie”:

Inizia dall’inizio e vai avanti finché non arrivi alla fine: poi, fermati.

Un invito pertanto ad avanzare nella propria esistenza indipendentemente da tutto, probabilmente persino indipendentemente dalla strada scelta, poiché ce n’è e se sempre che ne sarà una gran moltitudine (di scelte). Dunque l’importante è esplorare, rischiare di cadere in un buco con la garanzia che certamente si arriverà in luoghi meravigliosi. E se ci troviamo in un periodo grigio della nostra vita, avendo la passione per la lettura, abbiamo la possibilità di immergersi nel colorato, assurdo e atemporale mondo di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll.

Info bibliografiche

Titolo originale: Alice’s adventures in wonderland (inglese)

Titolo: Alice nel paese delle meraviglie

Autore: Lewis Carroll

Prima pubblicazione: Novembre 1865

Prima pubblicazione in Italia: 1872

La mia edizione: X edizione Febbraio 2008 // 2022

Editore italiano: Feltrinelli Editore // Rizzoli Editore

Collana: I classici – Universale economica Feltrinelli // BUR Deluxe 

Genere: Grandi classici, Romanzo, Fantasy

Numero di pagine: 189 // 222 (illustrazioni incluse)

Preceduto da: Le avventure di Alice sottoterra – 1864 (stampato nel 1886)

Seguito da: Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò (1871)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde – Robert Louis Stevenson

Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde – Robert Louis Stevenson

GRANDI CLASSICI

Esplorare la dualità con il Dr. Jekyll e Mr. Hyde

In questo grande classico troviamo il concetto di dualità dell’essere umano fortemente estremizzato e anzi portato al limite ultimo, quello da cui non si è più in grado di fare ritorno. Ciò nonostante la dualità nell’essere umano non è fatta solo di bene e male, ma di equilibri tra le parti.

13 NOVEMBRE 2022

GRANDI CLASSICI

Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde Di Robert Louis Stevenson: ecco la mia recensione

Altro viaggio, altro libro.

Oramai direi che è diventata quasi una abitudine leggere più spesso quando sono fuori casa, che non lo sono. Forse perché il viaggio è un momento di introspezione (tra le altre cose) e la lettura ci si abbina davvero molto bene.

E accadde a me come accade a tanta parte dei miei simili, di scegliere la parte migliore e di non avere la forza necessaria a tenerla in vita.

Nel caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde di Robert Louis Stevenson, ho avuto modo di rileggerlo una seconda volta quando l’ho portato con me in Liguria dove sono andata per passare un weekend al mare (estate 2022). Quello è stato un week-end abbastanza improvvisato dunque l’unico bagaglio era un piccolo zaino, va da sé la necessità di portare con me un piccolo libro scelto rapidamente al mattino prima di andare in stazione.

E sono occasioni come questa che mi confermano il fatto che il libro che ci capita tra le mani, nuovo o “vecchio” che sia, lo fa sempre al momento giusto, come le persone del resto. E anche in in questo caso con il dottor Jekyll e Mr. Hyde di Robert Stevenson ho percepito la stessa ironica puntualità, mai casuale.

Lo strano caso del Dr.Jekyll e Mr.Hyde: la mia seconda volta

 

In questa recensione ti parlo della mia seconda lettura di questo libro e nel raccontartelo sono partita dall’ironia di come l’ho riletto proseguendo con il momento in cui, a livello personale, ho esplorato nuove dualità presenti nella mia vita e quindi nella mia persona.

Gli esseri umani, così come noi li incontriamo, sono un miscuglio di bene e di male.

Infatti la dualità presente nei personaggi del Dottor Jekyll e del Signor Hyde, non è poi così distante dalla dualità che regna in ciascuno di noi, semplicemente in questo caso il tutto viene estremizzato e reso gotico riuscendo a far emergere (allo stesso modo di come emerge Mr. Hyde), un aspetto che appartiene a ciascuno di noi e che tuttavia celiamo.

In questo caso tuttavia non mi sono soffermata tanto sulla differenza tra bene e male, quanto piuttosto sul concetto stesso di dualità.

Trama de Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde

La storia la conosciamo un po’ tutti, in fondo si parla di un romanzo famigerato!

Sintetizzando estremamente ci troviamo di fronte ad un medico, il Dr. Jekyll, che a seguito di numerosi esperimenti riesce a trovare la “drugs” giusta che gli consente di liberare la sua parte malvagia e priva di freni. Una sorta di “sturm und drang” personale.

Chiaramente non possiamo sapere se nella genesi di questo romanzo, è nata prima l’idea della “pozione” o della figura del “dottore”, eppure entrambi questi elementi conferiscono autorevolezza ad una trama altrimenti troppo assurda per essere accettata dalla mente razionale del lettore.

La tentazione di fare ciò che è proibito, proprio perché è proibito, è la più grande delle tentazioni.

Sospensione dell’incredulità….

Vero è vero che il lettore si impegna a sospendere la sua incredulità quando si approccia ad una determinata tipologia di romanzo, eppure in quest’occasione si è quasi naturalmente protesi a credere ad ogni singola evento descritto da Stevenson.

Significativa è la scelta di introdurre la pozione all’interno della narrazione, solo nelle ultime pagine del libro! Ciò nonostante non se ne sente assolutamente la mancanza fino a quel momento, poiché ogni singola pagina è dotata di eccellente credibilità.

C’è decisamente un motivo se ancora oggi lo leggiamo, ne parliamo e ne scriviamo e lo portiamo con noi quando facciamo un week-end di svago da qualche parte.

…e metodo scientifico

In lingua originale inglese la pozione è indicata con il termine drug che tra le varie interpretazioni del termine significa sia droga quanto farmaco. Ecco l’elemento scientifico! Non ci viene proposta una pozione venuta dal nulla, ma il frutto di una serie di esperimenti coscienziosi messi a punto non solo da un medico, ma da uno dei dottori più rispettati di tutta Londra.

Scoprii che certi agenti chimici avevano il potere di scuotere e soffiare via questo rivestimento di carne, come il vento fa volare le tende di un padiglione.

Tirare in ballo il metodo scientifico è una scelta narrativa, un escamotage, che consente al lettore di accedere naturalmente al patto di sospensione dell’incredulità poiché tutto sembra al lettore, come già detto, plausibile sin dalle prime pagine.

Così come era già accaduto in Frankenstein (1817), altro grande romanzo gotico, il tratto apparentemente soprannaturale trova immediata spiegazione in elementi che richiamano alla scienza e che quindi fanno leva sulla replicabilità del risultato, poiché questo non nasce dal caso.

Se il racconto di Mary Shelley (1817) può essere considerato l’avvento della fantascienza almeno dal punto di vista letterario, Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde di Robert Louis Stevenson prosegue con fierezza sulle stesse orme.

Empatia: un ponte sull’assurdo

Altro elemento che rende estremamente autentica la percezione di questo romanzo gotico è l’aspetto umano esplicitato nella preoccupazione dei cari amici di Mr. Hyde: Gabriel John Utterson, un avvocato, Richard Enfield, amico e cugino di Utterson e Hastie Lanyon, dottore e stretto amico di Utterson e Jekyll.

Questi infatti sin dalle prime pagine ci incuriosiscono dapprima con i loro racconti, proseguendo poi nel confessarsi l’un l’altro l’enorme preoccupazione nei riguardi del comune amico.

Anche il rapporto di empatia con i personaggi, consente al lettore di costruire un ponte sull’assurdità “razionale” degli eventi che Stevenson ci propone. Quasi si arrivasse ad aver “timore” che vivendo a Londra e aggirandosi per Cavendish Square si potesse incappare nella figura del Signor Hyde.

Ho imparato che l’uomo deve sopportare per sempre il peso e il destino della sua vita: quando tentiamo di disfarcene, essi ci ritornano addosso con nuova e più terribile violenza.

La stessa dualità del ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde

Anche leggendo le pagine de Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde (1890)  ritroviamo come già ne Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde di Robert Louis Stevenson (1886) una trasposizione letteraria del concetto di dualità dell’essere umano.

Da un lato abbiamo infatti la parte che mostriamo con orgoglio al mondo esterno, quella che consente agli altri di avere una buona opinione di noi e forse anche di noi stessi. In questo senso pensiamo anche alla bellezza del Signor Dorian Gray.

Dall’altro lato c’è invece la parte “censurata“ che è quindi bene nascondere affinché non contamini tutti i nostri sforzi, volti ad essere percepiti nel migliore dei modi, nel contesto sociale nel quale siamo inseriti e vogliamo rimanere.

Probabilmente la grande differenza tra questi due romanzi è che mente il Dorian Gray di Oscar Wildeintrappola il suo lato maligno” all’interno di un suo ritratto; il Dr. Jekyll di Stevenson concede libertà al suo AlterEgo: il Signor Hyde, addirittura intenzionalmente.

Tuttavia un punto di incontro tra questi due romanzi è assolutamente presente: la curiosità portata all’estremo, la volontà di esplorare il proprio lato oscuro anche se questo diventa brutale, crudele e maligno oltre ogni limite.

Volendo essere più attuali troviamo che Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde di Robert Louis Stevenson, un po’ come ci spiega Chiara Franchi in Fattore & altro non è se non l’invito a voler accogliere tutte le parti che ci compongono, senza tagliare fuori nulla anzi cercando in questa dicotomia un equilibrio che ci definirà poi nel nostro essere completi.

Lo strano caso…di come è stato salvato dalle fiamme

Come sappiamo accadrà per la Lolita di Nabokov (1955), anche per Lo strano caso del dottor Jekyll e di Mr. Hyde di Robert Louis Stevenson, ci troviamo di fronte ad un romanzo di fama mondiale salvato dalle fiamme.

Mentre nel caso di Lolita fu Nabokov stesso a dare alle fiamme il manoscritto, salvato poi dalla moglie; in questo caso (da una delle versioni tramandateci) fu invece la stessa moglie di Stevenson a dar fuoco al manoscritto, costringendo quindi il marito a riscrivere tutto nella versione che conosciamo oggi.

Mio marito ha scritto una vera schifezza, è un racconto senza senso. Fortunatamente lo ha dimenticato e io lo brucerò dopo avertelo mostrato.

– FANNY VAN DE GRIFT

Genesi del romanzo

Ancora ad oggi non si è raggiunta una versione univoca rispetto a quella che è la genesi de Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde. Ciò che è ben noto però è che la storia sia nata nel periodo in cui lo scrittore, al culmine della sua fama per aver scritto L’Isola del tesoro (1883) viene colpito da tubercolosi. Le continue emorragie e il dolore fisico lo portarono a chiedere al suo medico dei farmaci che potessero alleviare i suoi disturbi, così iniziò ad assumere ergotina negli effetti molto simile alla cocaina.

E se da un lato questi rimedi alleggerivano la sua condizione, dall’altro gli causavano una serie di allucinazioni, le quali però gli consentirono di creare questo capolavoro che ora abbiamo tra le mani.

Tra le poche informazioni certe di cui disponiamo e che Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde ebbe due versioni: la prima che andò le fiamme (non si sa bene se fu lo stesso Stevenson a darlo alle fiamme o se fu la moglie che sconcertata bozze del manoscritto scelse in tal senso), mentre la seconda prese vita nell’arco di sei giorni ed è quella che ad oggi possiamo leggere.

Che un invalido nelle condizioni di salute di mio marito fosse stato in grado di mettere su carta sessantamila parole in sei giorni sembrava veramente incredibile.

– FANNY VAN DE GRIFT

Il Dr. Jekyll e Mr Hyde: perché leggerlo

Nonostante sia stato pubblicato nel 1886 questo romanzo risulta attuale in maniera sconcertante.

Come già detto è molto breve (106 pagine nella mia edizione Feltrinelli, 144 nell’edizione illustrata BUR Deluxe), eppure è avvincente come se fosse un thriller di Dan Brown (Il codice da Vinci del 2003 – oppure Angeli e Demoni del 2000, nel mio ordine di lettura).

Io stessa ho scelto di interrompere la lettura nei momenti di climax, perché altrimenti davvero lo avrei finito troppo velocemente, poiché gli occhi correvano veloci sulle pagine affamati di scoprire cosa succederà nella prossima scena.

Le trasposizioni letterarie e cinematografiche sono innumerevoli, tuttavia la vera essenza la si può scoprire solo leggendo la versione originale e perché no?! (se si conosce la lingua) proprio quella inglese che, seppur appartenente ad un genere totalmente diverso, anche in Alice nel paese delle meraviglie di Carroll, dà grandi soddisfazioni.

Oltre all’enorme capacità di coinvolgere il lettore di Stevenson che ci fa pensare al Melville di Boby Dick, troviamo certamente una morale profonda e sintetica.

La curiosità nel superare certi limiti è indubbiamente una tentazione, eppure prima di addentrarsi in profondità in luoghi sconosciuti ci si dovrebbe chiedere prima se ne vale la pena poiché la possibilità di percorrere la medesima strada al contrario non è garantita (vedi nuovamente Alice), e nel caso, certamente non facile.

P.s. Forse in linea con questo libro anche io ho riscritto questo articolo due volte: il primo scritto tutto d’un fiato si è perso chissà dove con mio grande dispiacere, perché mi piaceva molto il risultato. Dunque come per il romanzo di cui tratta questo articolo, anche dal mio lato propongo una seconda stesura. Spero davvero che sia esaustiva e coinvolgente al punto di farti leggere questo capolavoro letterario, un grande classico che merita di stare in qualsiasi bliblioteca privata e non.

Buona lettura.

Info bibliografiche

Titolo originale: Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde (inglese)

Titolo: Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde

Autore: Rober Louise Stevenson

Prima pubblicazione: 1886

Prima pubblicazione in Italia: 1905

La mia edizione: XII edizione Settembre 2005 // 2022

Editore italiano: Feltrinelli Editore // Rizzoli Editore

Collana: I classici – Universale economica Feltrinelli // BUR Deluxe

Genere: Grandi classici, Romanzo, Fantasy, Horror, Gotico, Fantascienza

Numero di pagine: 111 (postfazione inclusa) // 222 (illustrazioni incluse)

Preceduto da: Il principe Otto – 1885

Seguito da: Il ragazzo rapito – 1886

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le mille e una notte

Le mille e una notte è uno di quei testi che si sogna di leggere da sempre, perché la loro fama li precede promettendo al futuro lettore, di vivere avventure e visitare luoghi che neanche nei suoi sogni più fervidi, ha mai sperato di raggiungere.

E così si rimane nel sogno, anche dopo la lettura di questi racconti: ci sentiamo come avvolti da un velo di magia perché ciascuno dei racconti ne è intriso e ci mostra che forse, in un tempo che è così lontano in una terra che è così distante dalla nostra cultura, magari qualcosa di molto simile è davvero potuto accadere.


Dopo anni in cui ho sempre avuto la curiosità di leggere questa raccolta di novelle popolari, finalmente ho letto Le mille e una notte! Complice la bellissima edizione Deluxe della Bur, che tra le meravigliose illustrazioni e la “trama” della carta, contribuisce a rendere questa lettura, decisamente un’esperienza.

Secondo la tradizione, Le mille e una notte altro non è che la raccolta di tutti quei racconti che la principessa  Shahrazād, figlia maggiore di un gran visir, racconta al suo novello sposo, per avere salva la vita, essendo egli un uxoricida. Questi infatti per vendicarsi del tradimento ai suoi danni della prima moglie, aveva evidentemente preso l’abitudine di uccidere la propria moglie già dopo una sola notte di nozze, ma l’astuzia è donna e Shahrazād con l’aiuto della sorella hanno effettivamente dimostrato la veridicità di questa affermazione.

Se qualche cruccio viene ad amareggiarti,

ragazzo, vattene altrove,

e lascia pure che la casa pianga

al ricordo dei costruttori.

Il luogo della terra natale,

troverai sempre un’altra terra,

mentre la vita, se la perdi,

non potrà mai essere rimpiazzata.

I viaggi di Sinbad

Ed è sempre secondo la leggenda che la novella sposa ottiene salva la vita, narrando al proprio sposo un racconto nuovo ogni sera, rimandando il finale all’indomani in modo da rimanere in vita per un altro giorno ancora, finché il marito si innamorerà di lei e la manterrà in vita, dopo aver ascoltato ben mille-e-una storie.

La romanticheria in un certo senso ci sta!

Nella realtà, seppur numerosi, i racconti presenti in Le mille e una notte non sono milleuno, come si è erroneamente tradotto originariamente dall’arabo, e come il più dei lettori ritengono, quando si approcciano la prima volta a questo libro.

In arabo il numero 1001 indica non il numero di per se ma il concetto di innumerevoli, come a dire “troppe per essere contate, eppure finite”.

Sono stato scottato una volta, e credete pure che starò

bene in guardia per non cadere nella rete una seconda volta.

Il dormiente che non dorme

Nel corso dei secoli sono state raccolte in diversi volumi, in diverse edizioni e molti sono stati gli illustratori; nella mia edizione Deluxe della Bur ad esempio, è presente la seguente selezione di racconti, con le illustrazioni di Edmund Dulac, noto illustratore dal tratto floreale quanto più che preraffaellita:

I viaggi di Sinbad

Le avventure di Aladino

Il pescatore e il jinn

Il facchino e le dame

Il dormiente che non dorme

In questa edizione mancano ad esempio i racconti di Alì Babà e Shahrazād, che si andranno a leggere evidentemente altrove, si spera in una edizione all’altezza di questa.

Ad ogni modo ho scelto di leggere questi cinque racconti proprio come vuole la tradizione: leggendoli ad alta voce e alla sera (quasi sempre 😉 ), così che nella quiete delle ore serali ci si è potuti immergere in ciascuno dei luoghi, e camminare in ogni terra lontana di cui si legge in quel momento tra quelle righe, mentre il dito scorre sulla carta che ha una texture decisamente all’altezza della situazione.

Pensate che era bastata una notte, una misera notte,

per mettere insieme tutto quel tesoro!

Le avventure di Aladino

C’è da dire però, che la tipologia di narrazione non consente al lettore di immedesimarsi in prima persona, probabilmente anche per l’assoluta irrealtà di talune scene e avventure!

Ciò nonostante il lettore riesce a figurarsi perfettamente le ambientazioni, gli oggetti, i personaggi e persino i suoni tanto è vivida la narrazione. In tal senso l’uso che si fa dell’ipotiposi, è da intendersi non tanto una “scelta” letteraria, quanto piuttosto una necessità narrativa, poiché sempre va ricordato che Le mille e una notte sono figlie di una trasmissione orale, per altro non esattamente databile, ma comunque riconducibile al X secolo. E solo più tardi, nel XII-XIII secolo si hanno le prime stesure (tutte per altro differenti tra di loro), fino ad arrivare nel 1400 alla stesura definitiva che è quella che oggi possiamo leggere.

Insomma non è il Pañcatantra indiano, ma ha comunque attraversato un bel po’ di secoli per arrivare fino a noi, e di questo direi che possiamo solo che essere riconoscenti al lavoro di tutti i vari traduttori e trascrittori che si sono adoperati in tal senso.

La tua immagine abita tra il mio occhio

e la mia palpebra chiusa. Il tuo ricordo

s’insinua in ogni battito

del mio cuore.

Il pescatore e il jinn

Più in generale ne Le mille e una notte, troviamo impiegate delle tecniche che dal punto di vista letterario risultano innovative, poiché figlie della tradizione orale, a cui i diversi narratori fanno ricorso. Il fine è quello di incrementare la drammaticità delle storie e saturare emotivamente il lettore/ascoltatore, che nel rendersi conto dell’assurda fantasticheria di cui viene messo a parte, è comunque incapace di smettere di leggere/ascoltare.

Io credo che l’approccio migliore con cui si può scegliere di esplorare Le mille e una notte, è quello di non ricercare affinità con quanto le varie trasposizione cinematografiche per adulti e bambini hanno cristallizzato nella nostra mente.

Si rende infatti necessario un approccio ex novo, perché solo in questo modo si può effettivamente cogliere tutto il gusto dell’onirico che la magia e le creature fantastiche come i  jinn e spiriti, per altro di derivazione persiana, ci ispirano.

Ospite, questa è la casa della gioia:

le sue pareti portano a colui che qui risiede

calma e serenità, e qui egli oblia

tutti gli affanni, alla porta li lascia.

IL facchino e le dame

E quando dico esplorare, mi riferisco proprio a quella sensazione che accompagna il viaggiatore curioso, perché oltre ad avere una genesi multipla dal punto di vista evolutivo, ne Le mille e una notte, tale molteplicità ha una trasposizione anche dal punto di vista ambientale poiché ci muoviamo tra la Persia, l’Egitto, paesi arabo-musulmani come la città di Baghdad o il porto di Basra e persino la Cina e ovviamente l’India.

Ecco quindi che ci troviamo immersi in luoghi che soddisfano il nostro gusto dell’esotico e del viaggio, il tutto comodamente adagiati sul nostro divano bevendo dell’ottimo the, ovviamente indiano, prendendoci il giusto tempo per riflettere sulla morale che accompagna ogni racconto, e se Shahrazād con il suo narrare è riuscita a far riflettere il suo sposo, re persiano Shahriyār, puoi essere cert* che qualche riflessione germoglierà anche nella tua di mente, che se poi ti ricordi gli insegnamenti delle lezioni di italiano a scuola, i compiti dei racconti orali erano due: intrattenere e insegnare e direi che nel caso di Le mille e una notte, abbiamo entrambi gli obiettivi soddisfatti.


Titolo originale: Les mille et une nuits

Autore: –

Prima pubblicazione: 900-1400

Prima pubblicazione in Italia: –

La mia edizione: Prima edizione classici Bur Deluxe Marzo 2016

Editore italiano: Il libro è un “self publishing

Collana: –

Genere: Fantastico, Novella, Poema indiano

Numero di pagine: 510

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La signora di Erith | Cecilia Darth-Thornton

La signora di Erith è il capitolo conclusivo della trilogia fantasy The Bitterbynde di Cecilia Darth-Thornton. Qui finalmente la trama trova il suo epilogo e il lettore trova ben due fili conduttori dell’intera vicenda tra le Terre conosciute di Erith e il Reame Fatato.

Quando un viaggi ha inizio lo si deve completare, perché nelle “Terre conosciute di Erith”,  infestate da creature wight, la scelta equivale a vivere o morire. Ma probabilmente questo vale anche nella vita vera, non soltanto in questo terzo capitolo della trilogia fantasy “The Bitterbynde”.

Qualche volta devi andare indietro, per poter andare avanti.

Leggendo a posteriori il titolo inglese del terzo capitolo della saga di Cecilia Darth-Thornton, The battle of Evernight, andiamo avanti veloce a quella che è la battaglia epica tra i due gemelli di razza Faêran: L’Aquila e il Corvo, quasi a voler enfatizzare uno dei due fili rossi che intessono la trama dell’intera trilogia.

L’intera erith tacque,e trattenne il fiato.

Ancora una volta il dualismo si ripropone nella più tipica delle battaglie: quella tra il bene e il male, quella tra due fratelli che vogliono (amano?) la stessa donna, sebbene per motivi apparentemente diversi.

Quando abbandonerai la vanitosa aquila per volare col corvo,

allora forse la tua memoria tornerà completa.

L’alert iniziale è che anche ne La signora di Erith, troviamo gli stessi appunti “stilistico-compositivi” che hanno caratterizzato anche i primi due capitoli La ragazza della Torre e La Dama delle Isole; dunque gli avvenimenti vanno seguiti con attenzione per cogliere al meglio le sfumature e i suggerimenti emozionali, dei personaggi che l’autrice a volte accenna per instillarci un dubbio, una curiosità, e che ci fanno entrare maggiormente nel racconto.

La donna saggia vive per cogliere l’attimo.

La donna sciocca vive nel timore di perdere ciò che ha.

E ciascuna di noi è saggia e sciocca.

La protagonista, verso la quale i lettori hanno opinioni contrastanti, dimostra ancora una volta quella determinazione ad andare avanti e a garantire la sicurezza delle persone che ama, più della sua stessa vita, che viene immancabilmente messa a repentaglio nonostante gli aiuti sia di Caitri e Viviana, che nonostante la loro devozione non possono salvare la loro signora dal langothe.

Dovrò sopportare l’insopportabile.

Le tre viandanti dopo aver lasciato l’oscura e tremenda foresta di Timbrilfin-Khazathdaur arrivano ad Appleton Thorn, dove il fermento per l’imminente festa locale contagia anche le tre fanciulle, persuadendole ad ogni nuovo giorno a prolungare la loro permanenza.

Tuttavia il desiderio tanto di liberarsi del langothe, quanto di ricongiungersi a Thorn, spingono Imrhien/Tahquil/Ashalind/…. a riprendere il viaggio con la fedele scorta di Galan Arrowsmith, ma anche della ragazza-cigno e degli ormai fedeli Tully, l’urisk e del cavallo d’acqua, il nygel di nome Tighnacomaire.

Uno strano uccello, uno strano bipede, uno strano cavallo.

E una strana cacciatrice, che era anche una preda.

La missione rimane invariata: raggiungere la fortezza del Principe Corvo Morragan. Tuttavia la strada per raggiungere la Fortezza Nera, è un percorso obbligato che subito dopo aver lasciato il villaggio, conduce la “compagnia” nel Lallillir, la Terra dell’Acqua Corrente, (se ben si ricorda nel primo capitolo La ragazza della Torre, “abbiamo” viaggiato nella Terra delle Acque immote, il Mirrinor), dove sono i fiumi con il loro ingrossarsi e contrarsi a offrire o sbarrare il percorso ai viandanti.

E è proprio a causa della potenza dell’acqua dolce, che Mastro Arrowsmith, nato dall’unione di una creatura marina e di un essere umano, sarà costretto ad accettare il suo destino e fare ritorno al mare, poiché sulla terra ferma, non sarebbe riuscito a trovare la felicità, soprattutto dopo aver incontrato Tahquil.

Anche se non abbiamo modo di decidere dove la strada deve portarci,

possiamo stabilire dove poggiare i piedi e cosa guardare lungo il percorso.

Caitri

La Caccia Selvaggia prosegue e il Ponte di Terra, che congiunge (ed è diviso a metà dal confine tra) l’Eldaraigne e la Namarre è sbarrato, così la ragazza cigno offre alle tre donne rimaste ora con la sola protezione di loro stesse, una via sotterranea alternativa che le condurrà nel Cinnarine, la terra dei succulenti frutti proibiti.

Vivono solo per la loro ossessione.

E se da un lato questa succulenta regione offre una pausa rigenerante dopo le fatiche dell’improbabile via sotterranea, dall’altro porta Viviana a cadere vittima di uno dei tanti tranelli dei goblin dei boschi, innescando un’escalation di eventi che la porterà al terribile incontro con il Garconer Lord Vallentyne, e perfino alla cattura tanto della stessa Viviana che di Caitri.

La bussola della sua mente era sempre orientata su di lui,

tanto che a volte si sentiva distaccata dai fatti della vita.

Non basta il rapimento delle sue fidate compagne a scuotere Tahquil, anche la notizia della morte del Re-Imperatore giunge a lei da fonti certe. Ciò nonostante la missione domina le sue passioni e le impone di percorrere tanto il Firzenholt, un intricato  e magnifico labirinto vegetale, quanto di attraversare la Tapthartharath, una terra vulcanica dove rivoli di lava scorrono roventi, saturando l’aria di gas tossici e inquinando l’acqua fino a rendere la stessa viandante, oramai davvero sola,  preda di un mangiacarogne.

Poteva sembrare sola,ma in effetti aveva fin troppa compagnia.

Ma fin tanto che la vita ci resta attaccata possiamo continuare ad andare dove siamo diretti, dunque Tahquil fugge, ritrova i suo amici wight e ricevendo in prestito il mantello della ragazza cigno, entra nella Fortezza Nera dove trova tutto ciò che stava cercando: Morragan, e le sue due amiche, ma anche Yallery Brown, una vecchia e sgradita conoscenza.

Scura è la notte che acceca la vista

se non c’è affetto a illuminar la via.

Sia l’esercito Imperiale che quello del Principe dei Faêran sono schierati e si danno battaglia, ma sarà lo scontro tra l’Aquila e il Corvo ad essere decisivo, per le sorti dei due regni, un tempo amici.

Dimentica. Dimentica il desiderio della terra di delizie oltre le stelle.

Il langothe viene finalmente estirpato, l’antico patto che suggella l’amicizia tra due Re viene rivelato, e la Porta del Bacio dell’Oblio viene ritrovata e riattraversata, privando tutta Erith, dei doni che un tempo il Re dei Faêran fece ai mortali.

Un mausoleo in memoria di una donna amata viene eretto, nonostante questa donna dai capelli d’oro sia ancora viva. Ancora una volta un bacio cancella ogni ricordo nella mente di Tahquil, offrendo la possibilità al nuovo Re-Imperatore di rivelare la sua capacità di essere subdolo, disposto ad ogni cosa pur di avere Lei, la donna così a lungo desiderata.


La conclusione del romanzo non solo è decisamente troppo repentina ma anche poco appassionata, deludendo non poco! Ciò nonostante troviamo non una ma ben due chiavi per una lettura più profonda, che ci portano a dover misurare diversamente l’intero romanzo. Questi due fil rouje che sottilmente collegano tutti gli eventi dell’intera trilogia sono il tempo e il dualismo, come già si è detto.

Per quanto riguarda il tempo, il lettore ammetterà che si ha una certa difficoltà a percepire qual’è il vero ritmo con cui trascorrono i giorni, i mesi e gli anni, per il semplice fatto che passiamo costantemente da una narrazione ad un altra: un fatto che accade sul momento o un episodio accaduto migliaia di anni prima.

Il concetto di tempo in tutta onestà è alquanto vago in tutta la saga. Narrando infatti di tempi più simili a ere che decenni, abbiamo una certa difficoltà nel renderci conto di quale sia la realtà del tempo trascorso.


L’unica vera scansione che ci viene offerta, ma che non è sufficiente a soddisfare il lettore, è quella delle stagioni che con i loro nomi e colori ci fanno capire che ci stiamo muovendo su una ideale linea del tempo. Tuttavia non ci rendiamo bene conto ne di quanta strada abbiamo percorso, ne quanta ancora ce n’è davanti a noi.

I personaggi rimangono quasi del tutto immutati, ad eccezione degli innumerevoli travestimenti messi in atto da colei che era la “creatura” di Isse, e l’unico a mostrare un palese cambiamento è il Principe (Re-Imperatore) Edward.

Ed è proprio questo personaggio, che compare qui e là sempre quasi marginalmente ad enfatizzare ed essere l’anello che congiunge i due grandi temi che Cecilia Darth-Thornton infonde nella saga di The Bitterbynde.


Re Edward è l’unico la cui evoluzione segue un tempo che possiamo percepire come lineare: si parla della sua nascita e fanciullezza, della sua adolescenza e incoronazione fino a che maturato nell’età adulta, ci propone in maniera cruda il dualismo con il quale in tutti e tre i romanzi, la Thornton ha sempre molto giocato. 

Si pensi all’evoluzione della protagonista dagli innumerevoli nomi, che ci mostra un lato quasi maligno e altezzoso nel momento in cui trova il suo posto a corte. Si pensi a Sianadh che riscopre un certo imbarazzo, quasi sessuale, quando si trova davanti alla Lady delle Sorrows. Ci si ricordi della crudeltà con cui il Re Thorn punisce, nonostante sia di indole benevola. Persino lo stesso Pod “Il saggio” che è un’altalena tra il malevolo e il benigno, per non parlare ovviamente del Re Aquila e del Principe Corvo, o della vecchia Grethet della Torre di Isse che si occupa della “creatura” e non chiarisce mai la vera leva che si cela dietro alcune sue scelte, poiché ci sembrano appunto contraddittorie.


Sintetizzando la dualità viene sempre proposta, ma mai risolta completamente fino a che non si chiarifica nel personaggio dell’ormai Re-Imperatore Edward.

Solo accennato nel primo capitolo della saga e introdotto a tutti gli effetti nel secondo, viene inizialmente descritto come dolce, innocente, pudico e sottomesso. Ma è in questo terzo capitolo che rivela un atteggiamento che denota la sua crescita ed evoluzione, dando finalmente la possibilità all’autrice (e soprattutto al lettore) di riappacificarsi anche con il tempo.

Infatti tanto l’evoluzione del nuovo Re, tanto gli eventi che seguono il ritrovamento fortuito della Porta del Bacio dell’Oblio, ci aiutano a percepire meglio il reale scorrere del tempo fino a che nella conclusione, che si è detta fin troppo rapida data la tipologia di scrittura cui l’autrice ci ha abituati nelle oltre 1500 pagine complessive, si attua una sincronizzazione del tempo tra i due mondi. Ed anche i personaggi, possono finalmente godere della quiete dell’aver trovato ciò che lottando contro il tempo, e contro gli innumerevoli rovesci di medaglia, si è riusciti a raggiungere. È chiaro che per ciascuno di noi, quello che cerchiamo ardentemente, è il nostro Reame Fatato.

Gli occhi di lei lo bevevano, assaporando ogni dettaglio.


Titolo originale:  The Bitterbynde. Vol. 3

Autore: Cecilia Darth-Thornton

Prima pubblicazione: 2003

Prima pubblicazione in Italia: Marzo 2006

La mia edizione: II Edizione – Settembre 2006

Editore italiano: Nord

Collana: Narrativa 182

Genere: Romanzo, Fantasy

Numero di pagine: 537

Preceduto daLa dama delle isole – Cecilia Darth-Thornton (2002)

Seguito daL’albero di ferro – Cecilia Darth-Thornton (2004)

CAPITOLI

  • 1. Kazathdaur – Gli alberi d’Ombra
  • 2. Ishkiliath – Celebrazioni sul Fiordo di Vetro Grigio
  • 3. Lallillir – La Terra dell’Acqua Corrente
  • 4. Cinnarine – Frutto Proibito
  • 5. Firzenholt – Il Labirinto
  • 6. Tapthartharath – Fumo sull’acqua, fuoco nel cielo
  • 7. Darke – Notteterna
  • 8. Annath Gothallamor, Parte Prima – La Fortezza Oscura
  • 9. Annath Gothallamor, Parte Seconda – L’Aquila e il Corvo
  • 10. La battaglia di Notteterna – Dell’amore e della guerra
  • 11. Bitterbynde, Parte Prima – La Porta del Bacio dell’Oblio
  • 12. Bitterbynde, Parte Seconda – La sposa del Re-Imperatore

Personaggi

Principali

  • Lady Nimriel del Lago e di Easgathair delle Porte: nuovo nome di Imrhien Capelli d’Oro, i precedenti furono Ashalind, Imrhien, Rohain, Tahquil na Pedran
  • Ashalind na Pendran, Lady del Circolo: onorificenza che venne concessa a “Imrhien” per aver salvato i figli dei talith
  • Re-Imperatore Edward : il Principe Edward che nel corso degli eventi diviene il sovrano di Erith, che è in realtà i Re dei fatati a causa di una promessa fatta al defunto legittimo sovrano e padre del principe ereditario 
  • Il Re Aquila di Faêrie, Thorn: 
  • Fithiach di Carnconnor, Morragan, Principe Corvo di Faêrie
  • Mastro Galan Arrowsmith: uomo di circa ventotto inverni, Borgomastro e Lord dei Cento, si offre di ospitare le tre viandanti. È figlio di una silkie e padre umano e si invaghisce di Tahquil Galan figlio di Siune
  • Whitiue: ragazza-cigno legata a Tahquil dal patto
  • Nygel: cavallo d’acqua seelie sei più favorevoli agli uomini, le tre rincontrano lo stesso che l’allora muta Imrhien acquistò al mercato di Gilvaris Tarv per un angelo per poi liberarlo
  • Tighnacomaire: nome del nygel “equino” che è in debito con Tahquil 
  • Tully: nome dell’urisk all’epoca in cui viveva con la famiglia Arbalister, e che aiuterà in maniera significativa la futura “Signora di Erith” e le sue compagne in questo susseguirsi di avventure
  • Vivianessa “Viviana” Wellesley: dama che il Duca di Roxburg assegna a Lady Rohain-Imrhien delle isole Sorrows, che sarà sua fedele alleata anche nel secondo capitolo 
  • Caitri Lendoon: figlia della Custode delle Chiavi, che insieme a Viviana sarà la fedele compagna di viaggio sia in questo viaggio che in quello del secondo capitolo

Nomi falsi

  • Signora Mellyn: nome falso di Rohain Tahquil
  • Signora Wellesley 
  • Signora Lendoon

Maghi

  • Sargoth: il mago che era anche una spia di Morragan, dal quale ricevette in cambio tutta una serie di favori, e che è ancora vivo nonostante si pensasse il contrario
  • Feulath: ora mago imperiale al posto di Sargoth, capace persino di superarlo nelle sue esibizioni 
  • Ex mago di Isse: mago imperiale che sostituisce Sargoth

DEL VILLAGGIO DI ISHKILIATH

  • Naso Grosso: sentinella di guardia alla barriera del villaggio di Ishkiliath
  • Wimblesworthy
  • Ironmonger: nome di uno delle due sentinelle 
  • Elmo Lucido: sentinella di guardia alla barriera del villaggio di Ishkiliath
  • Bowyer: sorta di menestrello del villaggio
  • Cooper: uno degli abitanti del villaggio e Capo delle Guardie
  • Berony: una delle due sorelle di Mastro Arrowsmith
  • Sorrel: una delle due sorelle di Mastro Arrowsmith
  • Dan Broome: colui al quale Finoderee rapì la vacca rossa, l’evento non è ben descritto
  • Hazel: vecchia vicina di Arrowsmith
  • Sally: uno dei partecipanti ai rituali del villaggio di Ishkiliath

MORTALI CHE CONOSCONO LA VERITÀ SUL RE-IMPERATORE

  • Il principe
  • Tamlain Conmor Duca di Roxburg: uomo retto apprezzato dai faêran
  • Alys: sposa di Tamlain
  • Lady Rosamonde: figlia dei Duchi di Roxburg
  • Thomas Learmont il sincero di Elcirdourn: perché il bardo dopo aver visitato Faêrie e fatto ascoltare le sue doti di bardo i faêran decisero di fare un dono di esaltare i toni della sua voce con l’obbligo da quel momento in poi di dire sempre la verità

CAVALIERI DELLA TEMPESTA

  • Lord Voltasus
  • Ustorix
  • Isterium
  • Valerix
  • Oscenis

LEGIONARI & ALLEATI

  • Diarmid Bruadair: tenente in seconda del Reggimento Imperiale 
  • Miurne Bruadair: Caporale della Compagnia degli Arcieri Reali
  • Eochaid: giovane arciere dell’esercito imperiale, originario di Gilvaris Tarv
  • Sianadh Kavanagh
  • Arysk: Uomini dei Ghiacci, combattono per l’impero 
  • Severnesse: popolo della
  • Luindorn: popolo del
  • Dainnan
  • Cavalieri Tide
  • Firth
  • Dale
  • Flint
  • Gill
  • Tor del Quinto Thriesnium: riferirà a Morragan un messaggio di Angavar

LO SCHIERAMENTO DI MORRAGAN

  • Lord Iltarien: un faêran che Ashalind/Tahquil rincontra alla fortezza del principe Corvo
  • Naifindil: cavaliere faêran di Nido dell’Aquila
  • Macha: uno dei tre Corvi di Guerra
  • Neman: uno dei tre Corvi di Guerra
  • Morrigu: uno dei tre Corvi di Guerra
  • Snafu: goblin al servizio di Morragan
  • Lord Ergaiorn: faêran fedele a Morragan
  • Lady Gildianrith: dama della Corte in Esilio del principe Morragan
  • Dorliroen: cavaliere faêran di Nido dell’Aquila

ALTRI

  • Prudery: fratello di Tahquil, probabilmente ancora a Faêrie ma di lui non se ne parlerà approfonditamente, se non in occasione della narrazione degli eventi nel secondo capitolo
  • Hythe Mellyn: bambini talith, attirati in Faêrie
  • Thomas Rhymer: menestrello di Corte a Isse
  • Fodward: una delle sentinelle dell’esercito imperiale
  • Ergaiorn: bardo di Morragan che suona il Cierndanel
  • Asrhydmai: il faêran che fece il dono a Thomas
  • Fithiach: colui che bandisce il vento shang dalla fortezza perché porta immagini degli uomini 
  • Tamlain Conmor:
  • Regina Leilieln delle Ginestre Fiorite: regina di Faêrie che salvo il giovane caduto da cavallo e consentendogli di vivere in Faêrie gli affidò il compito di sorvegliare le sue rose
  • Alys: giovane donna che paga il prezzo delle rose con la sua verginità al guardiano
  • Tamlain Conmor: è il guardiano delle rose
  • Rosamonde: figlia di Alys e Tamlain partorita sulla Via tra Faêrie e i regni dei mortali nel giardino delle rose, in onore di questo si deve il suo nome Rosamonde
  • Epchaid
  • Roosin Tuillimh:
  • Tom Chppins:
  • Silken Janet Trenowyn:
  • Elasaid: madre
  • Ironmonger:
  • Wimblesworthy:
  • Griflet: paggio di corte
  • Duchessina Rosamonde di Roxburg: innamorata di Edward e sua promessa sposa praticamente da sempre
  • Pod “Il saggio”: da che nel primo capitolo e nel secondo era servo alla Torre di Isse, ora presta i suoi servigi presso la corte imperiale
  • Dama Lindorieth: donna Faêran tra gli ospiti “invisibili” de La Festa delle Meraviglie
  • Marchese di Early: Marchese con la gotta preso di mira dagli scherzi di faêran invisibili 
  • Robin: uno dei due uomini che ritrovano Ashalind viva, nel mausoleo a lei dedicato 
  • Easgathair Gufo Bianco: un faêran che è il Custode delle Porte dei Faêran 

SEELIE & UNSEELIE

  • Grig: piccoli wight non più alti di due palmi, con guance rubizze come mele, occhi castani e boccucce ridenti. Il capo coperto da berretti simili a funghi rossi, braghe color corteccia  lunghe fino al ginocchio e bluse di felci verdi.
  • Urchen: eldritch gobbi vestiti come spaventapasseri  occhi sporgenti e lunghi nasi
  • Urisk: eldricht Unseelie con zampe di capra, amano la compagna degli umani
  • Urchen: wight 
  • Trow: Vicini Grigi, particolarmente permalosi e vendicativi
  • Bruney: wight che collabora con gli umani aiutandoli a tenere la loro casa pulita 
  • Billy il Cieco: bruney domestico di Viviana
  • Hobyah: eldritch Unseelie 
  • Trow: rubano l’argento come il ditale di Viviana 
  • Skriker
  • Pixie: ingannano i viaggiatori 
  • Grim: cambiaforma
  • Annis Nera: strega dei gatti che divora i bambini mortali
  • Malkin: enormi e agili felini
  • Hurchin:
  • Collotorto: wight unseelie più alto di un uomo e col collo in una posizione impossibile a meno che non fosse spezzato 
  • Caerb: massacratore unseelie di uomini e bestiame che tutti chiamano l’Uccisore
  • Ælf: unseelie che attaccano le tre con frecce avvelenate 
  • Finoderee: seelie che guarisce Caitri dal veleno degli ælf, abita in una grotta alla sommità della valle di Rushen
  • Shock: creatura wight che nessuno è in grado di descrivere ma comunque di dimensioni medio piccole, se ne parla perché infesta la casa di Mastro Galan Arrowsmith
  • Annie Gentile: wight che scatena le tempeste contro gli abitanti del villaggio di Mastro Galan Arrowsmith
  • Annis Nera: sorella di Annie Gentile
  • Webweavet: soprannominato Spider, è il Dyn-Cynnil che protegge il villaggio di Mastro Galan Arrowsmith
  • Fiath: wight unseelie mutaforma dalle sembianze ora di capra ora di donna, che abita nelle acque del Lallillir 
  • Siofra: mercanti ambulanti wight che vendono merce “incantata”
  • Goblin dei boschi: come i Siofra ma peggIo
  • Ganconer: unseelie del Cinnarine che non deve essere ne guardato ne ascoltato
  • Gruagach: seelie d’acqua che amano il caldo del fuoco, a differenza dei fiath non possono mai asciugarsi. In un primo momento parrebbero dei biondi talith ma il loro volto tradisce la natura di creature magiche 
  • Morthadu: wight unseelie Esseri-Lupo che ululano sono creature notturne dal pelo nero e gli occhi di brace
  • Malkin grigi: unseelie 
  • Coillduine: wight seelie, sono degli arborei appartenenti a una specie di silfidi che si nutrono di energia solare 
  • Glashan: hobgoblin che è una spia del Signore Huon e del Signore Each Uisge, che l’urisk amico delle tre incontra sulla Via dei Wight 
  • Signori del Male: o Principi dell’Incubo Attriod Unseelie con a capo il formidabile Waelghast
  • Morthadu: unseelie fedeli a Morragan 
  • Ganconer Lord Vallentyne: wight dall’aspetto di un avvenente quanto tremendo soldato, il suo corpo non proietta ombra e le sue parole sono come un incantesimo. La sua vittima sarà Viviana Wellesley che verrà “risucchiata” dal wight
  • Mangiasiepi: piccoli esseri con mandibole a forma di forbice 
  • Baobanish: unseelie vampireschi dalle sembianze di fanciulle avvolte in vesti rosse
  • Joan-la-Torcia: amico di Tighnacomaire, è un wight fatuo
  • Jack Lanterna: amico di Tighnacomaire, è un wight fatuo
  • Wight fatui: abitanti degli acquitrini 
  • Spunkie: wight che avvisano di un lutto
  • Candele-funebri: wight che avvisano di un lutto
  • Bogle: wight abitanti degli acquitrini che attirano i mortali per poi affogarli nelle loro polle d’acqua 
  • Gull: wight unseelie è il capo degli spriggan
  • Glastyn: wight unseelie che bussò tre volte per farsi aprire a Rosedale nella casa di Silkien Janet
  • Lhiannan-shee: controparte femminile dei garconer come Lord Vallentyne
  • Wealghast: pericoloso membro dell’Attriod Unseelie
  • Nuckelavee: wight unseelie centauro marino che attaccò il Re-Imperatore e la sua sposa Katherine
  • Scrimscratcher: uno dei due spriggan che condussero Ashalind al cospetto dei Faêran per darle udienza
  • Spiderstalkenhen: uno dei due spriggan che condussero Ashalind al cospetto dei Faêran per darle udienza 
  • Asrai: wight seelie? acquatiche dai capelli verdi
  • Garconer Romeus: fratello di Vallentyne
  • Garconer Childe Launcelyn: fratello di Vallentyne
  • Dunter: wight scavatori
  • Hrimscathr: eotauro del Re Supremo
  • Cuinocco: elusivo cavallo fornito di un corno candido e trasparente come il cristallo, le sembianze sono appunto quelle di un unicorno
  • Benvarrey: wight d’acqua 

ATTRIOD IMPERIALE

come si è già trovato nel primo capitolo

  • 0. Re-Imperatore: capo dell’Attriod imperiale
  • 1. Tamlain Duca di Roxburg
  • 2. Thomas Duca di Ercildourne
  • 3. Richard di Esgair Garthen: Lord Supremo Ammiraglio del Mare
  • 4. Lord Octarus Ogier: Lord Supremo Comandante dei Cavalieri della Tempesta e quindi delle Guardie Reali
  • 5. Duran Rivenhall: Lord Supremo Cancelliere
  • 6. Istoren Giltornyr: Lord Supremo Ammiraglio del Cielo
  • 7. Lord John Dromdunach: Lord Supremo Comandante delle Guardie Reali

ATTRIOD SUPERSTITE

  • 1. Tamlain di Roxburg 
  • 2. Thomas di Ercildourne
  • 3. Richard di Esgair Garthen
  • 6. Istoren Giltornyr

Termini & Nomi

  • Uncouthant
  • Bullbeggar: cacciatori
  • Nobile Thorn: albero solitario che cresce al centro del villaggio di Ishkiliath. Fiorisce solo una volta all’anno, a mezzanotte della Vigilia del Piccolo Sole.
  • Vigilia della scarrozzata: giorno che precede la scarrozzata, in cui il fermento è secondo solo alla giornata della Scarrozzata vera e propria
  • Scarrozzata:
  • Corno della Foresta: suono che odono le tre fanciulle poco prima di essere attaccate dagli ælf
  • Rogo del Barcaiolo: cerimonia in onore della fioritura del Thorn 
  • Hrimscathr: cavallo da guerra di Thorn, il Re-Imperatore James XVI
  • Arcturus: spada di Thorn il Re di Faêrie che rimarrà con lui sia durante la reggenza in Erith, sia tornerà con lui nel regno dei fatati
  • Gallo Guerriero: gioco infantile che emula la scherma con rami d’albero 
  • Canzone della Fioritura: inno in onore della fioritura del Nobile Thorn
  • Cavallo Incappucciato: uno dei riti per festeggiare la fioritura del Nobile Thorn, prima però del Rogo del Barcaiolo
  • Pesatura del Lord: cerimonia 
  • Corsa della Torta: evento folcloristico del villaggio di Ishkiliath
  • Sonno Pendur: periodo in cui i due fratelli re e principe di Faêrie dormono sotto due distinte colline. Nell’anno 1039, sotto la collina di Nido del Corvo il principe Morragan si risveglia dal suo sonno e inizia a dare la caccia alla talith
  • Era della Gloria: periodo in cui le terre umane di Erith vissero un periodo florido e pacifico sotto il regno di Re James L’Unificatore
  • Arbalister: famiglia con cui viveva l’urisk che ora aiuta le viandanti 
  • Gwartheg Yllin: mucca bianca il cui latte è benefico
  • Cochal: parte “materiale” del cibo il “guscio” 
  • Toradh: la “sostanza” il vero nutrimento del cibo. I faêran riescono a prendere solo il toradh lasciando intatto il cochal
  • La nobile Sithean: musica che venne insegnata agli uomini direttamente dai faêran e che inizia dal nulla quando la ragazza-cigno e il seduttore iniziarono il loro rito eldricht
  • Terzo Drusillieri Luindorn: uno dei reggimenti dell’esercito imperiale 
  • Settore Slegorn: uno dei settori sorvegliati dall’esercito imperiale
  • Hobyah: wight a sorveglianza della fortezza 
  • Spriggan: wight di ronda sull’Alto Pianoro
  • Fridean: wight scavatori??!!
  • Corvi Neri: corvi di vedetta che sorvolano Annath Gothallamor
  • Yallery Brown:
  • L’incantesimo dell Gaeta Poeg na Déanainn: l’obliviazione che avviene dopo che 
  • Venti shang: originati dalla rottura dei confini tra i due mondi: Faêrie e umani
  • Coirnéad: Corno da caccia che i D’Armancourt si tramandano
  • Siangha: altro nome per i venti shang
  • Eudail: modo in cui Thorn chiama Ashalind 
  • Ionmhuinn: modo in cui Thorn si rivolge ad  Ashalind 
  • Ceol na Slàn: la Canzone dell’Addio che il bardo Ergaiorn suona in onore del defunto Principe Corvo
  • Erithbunden: anche così i faêran chiamano Ashalind 
  • Xocohuatl: dolce fatto con i semi di un albero faêran 
  • Gramarye: aura di potere faêran
  • Ottavo Severnesse:
  • Battaglione del Re-Imperatore:
  • Piffero Leantainn: di ebano intarsiato d’argento 
  • Durandel: spada del Principe Corvo
  • Rimany: orai della neve
  • Kazathdaur: linguaggio 
  • Cigno: parola che apre la Caverna sotto la Scala d’Acqua celata da un indovinello risolto da Thomas in Sincero
  • Giorneterno d’autunno: fenomeno apprezzabile in Avlantia
  • Sovrana D’Armancourt: enorme Nave d’Acqua imperiale 

NOMI DELLA FORESTA

  • Timbrilfin: sterminata foresta, la Terra dei Grandi Alberi
  • Città degli arborei: tra i rami degli alberi Aurtaken verso oriente 
  • Arda Musgarh Dubh
  • Bolr Sceadu (per i bogle)
  • Axis Umbru (nei tempi antichi)
  • Urlarliath (per i cigni)
  • Aurtaken: alberi a fusto liscio che raggiungono un’altezza fino a ottanta braccia 
  • Khazathdaur “Gli Alberi d’Ombra” (gli uomini del Fiordo di Vetro Grigio)

Luoghi

  • Gaeta Poeg na Déanainn: Porta del bacio dell’Oblio
  • Arcdur: terra di Erith su cui si apre la Porta del Bacio dell’Oblio, si trova all’estremo nord-ovest dell’ Eldaraigne, se ne parla già nel secondo capitolo, ed è il luogo dove le tre viandanti si dirigeranno ma non arriveranno
  • Carnconnor: luogo che si trova sotto il Colle di Hob, ossia il luogo della porta del Bacio dell’Oblio
  • Cinnarine: terra che le tre attraversano
  • Prati Arven: località di Timbrilfin
  • Witham: dove c’è la casa di Viviana
  • Ishkiliath: villaggio che le viandanti incontrano e dove conoscono Mastro Galan Arrowsmith
  • Tirnan Alainn: Terra delle Foglie Lunghe Faêrie
  • Ishkiliath: villaggio subito fuori dalla foresta 
  • Appleton Thorn: località dove si trova il villaggio di Ishkiliath
  • Colle Creech: dorsale collinare vicino al villaggio di Ishkiliath
  • Rig: campi
  • Sykie risk: palude, acquitrino 
  • Gowan bank e brae: pendii scoscesi e valli
  • Taverna del Thorn: unica locanda del villaggio di Ishkiliath
  • Errechd: piazza quadrata del villaggio in cui si tenevano le riunioni pubbliche e c’era anche il Nobile Thorn
  • Fiordo di Vetro Grigio: luogo 
  • Via Lunga: strada diretta a nord, tagliata sui fianchi delle colline
  • Kingsdale: fiume
  • Fossa Churnmilk: luogo di Erith
  • Frostrow: luogo di Erith
  • Shaking Moss: luogo di Erith
  • Hollybush Spout: luogo di Erith
  • Cascata di Ashgill: luogo di Erith che le viandanti incontrano
  • Quercia Spezzata: burrone in cui precipita la Cascata di Ashgill
  • Rupe di Rookhope: che si alza oltre i colli di Briarwood
  • Pietraruna: “prodotto” dell’uomo
  • Monte Mallorstang: montagna che segna la fine della Via Lunga, si trova sul confine del Lallillir
  • Lallillir: Terra dell’Acqua Corrente, composta da tre lunghe valli chiuse tra quattro catene montuose parallele, e dai tre fiumi con la loro miriade di affluenti. È una terra ricca di argento ed electrum, oltre che di nodo di cristalli, gemme e pietre preziose, e soprattutto di platino che ricopriva letteralmente molte zone
  • Churrachan: fiume del Lallillir
  • Grande Salato: mare
  • Grassrill: fiume
  • Monti Swart: i più alti e vicini al mare
  • Monti Bleak: monti che le viandanti incontrano 
  • Monti World: monti che le viandanti incontrano 
  • Monti Scarrow: dove c’è la sorgente del monte Corvo
  • La Valle del Fiume Elfin: valle occidentale che le viandanti incontrano 
  • La Valle del Fiume Nero: la valle centrale che le viandanti incontrano 
  • La Valle del Fiume Corvo: valle orientale che le viandanti incontrano 
  • Fiume Nero: scorre verso nord e al termine delle catene montuose gira a ovest fino a confluire nel fiume Elfin
  • Fiume Elfin: il più occidentale, scorre verso nord e al termine delle catene montuose gira a ovest verso il mare
  • Fiume Corvo: scorre verso nord e al termine delle catene montuose gira a ovest per unirsi agli altri due fiumi. Il quarto fiume che originano e che mantiene il nome di uno dei tre fiumi che lo originano prima di finire nel mare
  • La Via dei Wight: percorso nel Lallillir scelto dai quattro viandanti
  • Ponte Nero: l’ultimo ponte rimasto
  • Ponte Winch: l’ultimo ponte ad essere crollato che faceva parte della Grande Strada del Re
  • Forza nera: nome con cui viene battezzato  dalle tre, un torrente scuro e possente del Lallillir 
  • Via Sotterranea: alternativa al Corvo,il percorso ha inizio con una caverna scavata nella gola del cratere del fiume nero
  • Doundelding: grotte di stagno capitolo 2
  • Muraglia Frangivento: fatta di pietra arenaria, serve a tenere lontani i venti del sud e morthadu
  • Cinnarine: regione che le tre raggiungono dopo Lallillir è un terreno vasto lungo 170 miglia da nord a sud e ricco di frutteti oramai abbandonati
  • Talaim Meith: altro nome, originale, di Cinnarine
  • Lago Katrine: luogo di ritrovo per gli urisk che vi si radunano ogni nove anni
  • Nido dell’Aquila: collina sotto la quale dorme nel Sonno Pendur il Supremo Rr Angavar col suo esercito e i suoi seguaci
  • Millbeck Tarn: luogo in cui il nygel “salvato” venne catturato 
  • Firzenholt-Haythorn: labirinti noti anche come Haythorn
  • Ponte di Terra: diviso a metà dal confine tra Eldaraigne e Namarre
  • Tapthartharath: zona di Namarre sul confine occidentale dove abita il mangiacarogne. È una terra buia e calda perché le esalazioni della lava coprono il cielo e striano il terreno
  • Darke: notteterna
  • Cuore Caldo: roccia ardente del Tapthartharath
  • Rupe Nera: luogo dove Morragan fa costruire la sua fortezza
  • Annath Gothallamor: altro nome per la fortezza di Morragan insieme a Fortezza Oscura e Grande Castello della Notte
  • Alto Pianoro: altopiano su cui sorge la Rupe Nera e quindi il castello del principe Morragan
  • Torre dell’Incrocio: una sala rotonda con un grande rosone all’interno della Fortezza Nera in cui Caitri trascorrere la maggior parte del suo tempo durante la prigionia 
  • Sala degli arazzi: dove giace addormentata Viviana e dove vi sono gli arazzi delle quattro stagione dietro a uno dei quali, quello d’inverno, c’è un percorso nascosto 
  • Arcdur: terra dove si trova la Porta lasciata aperta da Tahquil 
  • Foresta di Glincuith: dove il Supremo Re Angavar e il Re-Imperatore William D’Armancourt nell’anno 45 stringono la loro alleanza
  • Terra Oltre le Stelle: si intende Faêrie
  • Riachadh na Catha: Pian della Battaglia o Campo di Battaglia dei Re, altro nome del Pianoro Alto
  • Campi di Lys: luogo in Faêrie dove i due fratelli reali combattevano per diletto e allenamento, prima della loro tremenda disputa
  • Gothallamor: luogo dove scorre un torrente che emana una fosforescenza azzurra
  • Burrone Nero: burrone che sta sotto il Pianoro Alto
  • Valle di Carterhaugh: in Roxburg dove c’era uno speciale giardino di rose il cui guardiano si dice fosse un faêran  che chiedeva alle giovani che vi si avventuravano il mantello o la verginità. Quel giardino è in realtà il Roseto dellaa Regina Leilieln
  • Lago della Vendetta del Re: cratere nato dalla violenza con cui Re Angavar si scagliò contro il Nuckelavee
  • Lago Amarach: lago perennemente coperto da nebbia dove al centro sorge una isoletta su cui c’è una Porta Faêran questa porta venne usata dai faêran per riportare in Faêrie il Re Supremo 
  • Revenstonedale: patria dei lupi
  • Capo delle Maree: uno dei porti d’acqua di Erith
  • Catena delle Fumaiole: serie di isole

Feste & Eventi

  • 1089 nel mese di Gaothmis: che la ragazza muta ma ancora con la memoria entra alle Torri della Caccia o fortezza di Huon
  • Battaglia di Notteterna: scontro tra i due eserciti e fratelli 
  • Festa di Samdain: nel giorno dell’Equinozio d’Autunno con la Cerimonia di Ringraziamento del Buon Raccolto
  • Gaothmis: il mese del vento mese in cui venne incoronato il Re-Imperatore Edward IX della Casa D’Armancourt e Trethe, Sovrano della Grande Eldaraigne, di Finvarna, di Severnesse, di Luindorn, di Rimany e di Namarre, Signore dei Reami e dei Territori Uniti
  • La Festa delle Meraviglie: così vennero chiamati i tre giorni e le tre notti di festeggiamenti in onore del nuovo sovrano di Erith
  • Guerra Namarrana

La dama delle isole | Cecilia Darth-Thornton

La dama delle isole di Cecilia Darth-Thornton è il secondo capitolo della trilogia fantasy “The Bitterbynde”. L’autrice sviluppa temi fondamentali non solo per la protagonista, ma che costituiscono le basi della vita in generale.

Nonostante The Bitterbynde sia diviso in tre volumi, l’impressione che si ha leggendoli, è che si tratti di una storia “epica” concepita come un unico libro, e che a causa di ovvie esigenze di stampa e vendita, ha dovuto subire un rimpasto editoriale.

Differentemente da altre saghe fantasy, quella della Darth-Thornton infatti rende impossibile comprendere la storia, finché non la si legge per intero. 


I tre “capitoli” infatti, presi singolarmente non possono riescono a  espressione, data la moltitudine di dettagli, nomi e fatti che vi sono presenti e che bisogna appunto lasciar decantare. Volendo semplificare,  questa è una saga da leggere, seppur con avidità senza fretta, poiché ad ogni riga ci sono fatti importanti che si ritroveranno più avanti.

Ne è un esempio il flauto citato quasi distrattamente il La ragazza della torre e che in La Dama delle Isole diventa un elemento cruciale, non solo del secondo volume da dell’intera saga.

Tre libri da leggersi quindi (o rileggersi nel mio caso) uno dopo l’altro,  partendo da La ragazza della torre, passando per La Dama delle Isole fino ad arrivare a La signora di Erith, in un luogo tranquillo e con il massimo dell’attenzione.

Leggendo La dama delle isole, ci si rende immediatamente conto che il taglio che l’autrice conferisce alle pagine, è molto più “maturo” in termini di trama. Infatti i passaggi da un avvenimento all’altro sono meno rapidi, e questo consente al lettore di assaporare meglio gli eventi, possibilità che invece era molto meno presente in La ragazza della torre.


Il primo capito si concludeva con un avvincente colpo di scena, dunque la storia non poteva che ripartire, da dove ci aveva lasciati in sospeso.

Ora Imrhien ha una voce e un volto, e nonostante non sappia giudicare se si possa trattare di un bel volto o di una faccia qualsiasi, ne è enormemente grata.

Così dei tre desideri che la mossero a intraprendere il suo viaggio tra le terre di Erith, Imrhien è riuscita a realizzarne due (un volto, e una voce) e a ottenerne (forse) un quarto (Thorn) che (forse) si sostituisce al suo terzo (un passato).

Ma questo è solo il secondo capitolo e per fortuna ce n’è un terzo La signora di Erith, in cui potremmo trovare la soddisfazione finale di questa “Odissea fantasy”.


Nei giorni immediatamente successivi alla sua guarigione, grazie alla maschera di Fango Azzurro applicatale da Maeve la Guercia, a White Down Rory; Imrhien scopre che le Carlin in realtà nascono come guaritrici delle creature magiche eldricht e non degli esseri umani, e avrà modo di incontrare la ragazza cigno dalla quale riceverà un dono prezioso.

Ora che questi primi due traguardi così importanti sono stati raggiunti, la giovane talith è ancora più intenzionata a mantenere la sua parola: rivelare solo al Re-Imperatore la verità sul tesoro nascosto sotto la Scala d’Acqua.

Ma la casa della Carlin è sorvegliata, e se quello non era un luogo sicuro di certo non lo sarebbe stato nemmeno Caermelor. Ecco che con parte degli ultimi averi di Rohain, Maeve con l’aiuto del suo assistente Tom Coppins, oltre a trasformare Imrhien nella Lady delle Isole Sorrow, riesce ad eludere la pressante sorveglianza delle guardie di Scalzo (?) e a garantire un trasferimento sicuro per Rohain fino alla Capitale dell’Impero.


Raggiunta Caermelor e ottenuta udienza (soltanto) con il Comandante Dainnan Roxburgh, Lady Imrhien-Rohain Tarrenys, a causa del suo aspetto evidentemente molto più che accettabile (stando non solo alla parola di Viviana), viene molto ben accolta nel Gruppo costituito da una cerchia ristretta di nobili di corte.

Ovunque Rohain cerca Thorn, ovunque 

(…) volgendo le armi gemelle dei suoi occhi (…)

otteneva consensi tra i gentiluomini di corte, eppure lei sapeva di essere sua, nonostante ancora non conoscesse la verità sul Dainnan incontrato nella foresta di Tiriendor.

un sovrano avveduto deve controllare lo stato del suo reame.

Quale modo migliore che esplorarlo sotto mentite spoglie?

Una Nave del Vento imperiale viene fatta salpare alla volta della Scala d’Acqua, l’esattezza di quanto sostenuto, varrà alla Lady non solo il titolo di Baronessa ma anche una rendita e una tenuta.

Nonostante fosse costantemente circondata di persone con cui intrattenersi, di certo non è possibile affermare che Rohain avesse davvero degli amici. Ecco che a tradirla sarà quella tremenda sensazione di nostalgia, che la spingerà a chiedere di Thorn, nientemeno che a Lady Dianella.

Gli eventi la costringeranno infatti a tornare alla Torre di Isse, dove tuttavia riuscirà, tra le altre cose, a togliersi qualche sassolino dalla scarpa,

Volare nell’azzurro è la cosa che desidero di più.

e nella maniera più impossibile, sopravvivendo alla Caccia Selvaggia, incontrerà di nuovo il suo amato,

(…) scaldandosi alla sua vicinanza come al sole dell’estate

 e scoprirà oltre ogni aspettativa di essere ricambiata

E vedevo te

(…)

io vedevo te. Le tue doti interiori


Avevi la capacità di provare gioia e tristezza in modo così

completo da oscurare i torbidi sentimenti degli altri…

Le creste e le profondità delle altrui emozioni

sono come quelle delle onde del mare, ma in te le vette

sono isole montuose che s’immergono tra le nubi

e gli abissi sono fosse oceaniche.


Da quel momento in cui lei poté ricongiungersi a lui, e lui poté ritrovarla, fu tutto estremamente rapido: l’annuncio del fidanzamento tra la Lady delle Isole Sorrow e il Re-Imperatore, il conversare con lui “davvero” 

Condividere quei ricordi con qualcuno le diede

l’impressione che il cuore le si fosse alleggerito di un peso.


(…) poiché lo conosceva abbastanza bene da prenderlo un po’ in giro


(…) come nutrendosi di ciò che vedeva

(…)

i lineamenti del volto di lui seri e ridenti

allo stesso tempo e così pieni di forza.


Anch’io sto guardando te, come spero di poter

fare spesso (e in modo più completo) ogni volta che vorrò.

e la partenza per Caermelor come futura Regina-Imperatrice di Erith.

Si dice che amasse Katharine

al punto di non poter più amare nessun’altra.


Quando però è il Cacciatore in “persona” a cercare vendetta, neanche Caermelor è più sicura. Ecco allora che i futuri sposi devono separarsi ancora una volta, l’uno per raggiungere il campo di battaglie e l’altra per trovare rifugio sull’Isola Imperiale.

Le settimane sull’isola di Tamhania-Tavaal, scorrono serene e colme di preziose e interessanti esperienze. Ma la chiamata dal Nord è incessante, e il fermento delle creature eldricht wight non può trovare pace. 

Commettendo un grave errore Rohain, con il benestare del principe Edward, accende la Luce condannando l’intera isola a scomparire per sempre, come pure i suoi abitanti.

A salvarla sarà l’anello che Thorn le donò come pegno del loro amore, e così facendo fu in grado di rinvigorire la volontà di Rohain di ritrovare il suo passato, 

Le cose (…) sono la somma del loro passato

e delle loro speranze per il futuro.

facendo ritorno nel luogo dove venne trovata dalla carovana, che la condusse alla Torre di Isse, orrendamente sfigurata.


Probabilmente il Langothe è qualcosa che trascende la nostra memoria, è qualcosa che ci rimane incastrato dentro e continua a chiamarci 

No, non lo voglio…eppure dovrà essere così,

perché ho già capito dove vuole stare il mio cuore

Mi sento come se fosse già uscito dal mio corpo per tornare là.

e ad attrarci, infatti a prescindere che ne siamo consapevoli o meno, subiamo il potere della sua chiamata.


Con l’aiuto di due improbabili compagne di viaggio, Caitri e Viviana,

Continuando a chiedersi se avrebbe avuto il coraggio

di portare a termine quella missione

Rohain con il solo aiuto delle poche nozioni “Dainnan” che Thorn le impartì all’epoca del loro primo viaggio tra le foreste di Erith, trova qualcosa di decisamente inaspettato:

Caileagh elindor: “amato uccello marino”

(…)

l’uccello bianco della libertà

(…)

non tocca terra per sette anni e

sorvola immensi tratti di mare aperto

senza punti di riferimento

(…)

e arriva molto lontano prima di riposarsi

il braccialetto donatole da sua padre e i suoi ricordi, prima che “il bacio di qualcuno nato sulle terre di Erith” le fece perdere la memoria.

Quella terra riempiva i suoi sogni,

le stagnava nella mente durante le ore di veglia e

l’attraeva come la  luna attrae l’oceano


(…) l’importante era che lei avesse potuto

intraprendere un cammino liberamente scelto.

Non era stata costretta da nessuno;

aveva voluto tentare quell’impresa

(…)

finché l’avesse portata a termine. (!)

Così traendo nuova forza dalla disperazione,

si alzò in piedi e riprese il viaggio.

Un patto è un patto e la Porta del Bacio dell’Oblio, riscosse il suo pagamento.

In conclusione è possibile affermare che i temi fondamentali de La dama delle Isole, sono:

  • 1. amore 
  • 2. desiderio
  • 3. ossessione
  • 4. ricerca 
  • 5. passato
  • 6. obiettivo
  • 7. conseguenze
  • 8. baratto

e chiunque sarà d’accordo nel ritenere quest’elenco di otto punti è la sintesi non solo del tumulto interiore di Imrhien-Rohain, ma anche di molte persone “reali” che ritrovano in uno o più punti la vera leva che le muove e guida nelle decisioni della propria vita.

Personaggi

PRINCIPALI

  • Lady Rohain Tarrenys delle Isole Sorrows: nuovo nome che Imrhien Capelli d’Oro, assume come copertura/protezione quando si reca a Corte. Rohain, significa bella e chiunque lo confermerà nei fatti.
  • Tahquil: nome che Imrhien-Rohain sceglie come precauzione mentre si dirige con Caitri e Viviana alle Torri della Caccia. Significa guerriera
  • Re-Imperatore: sovrano di Erith, che è in realtà i Re dei fatati a causa di una promessa fatta al defunto legittimo sovrano e padre del principe ereditario 
  • Vivianessa “Viviana” Wellesley: dama che il Duca di Roxburg assegna a Lady Rohain-Imrhien delle isole Sorrows, che sarà sua fedele alleata anche nel terzo capitolo 
  • Caitri Lendoon: figlia della Custode delle Chiavi, che insieme a Viviana sarà la fedele compagna di viaggio sia in questo viaggio che in quello del terzo capitolo

LADY, LORD, CORTIGIANI & MILITARI

  • Duca di Roxburg: è uno dei cortigiani più vicini e fedeli al Re-Imperatore, poiché è uno dei pochi a conoscere la realtà dell’identità del sovrano di Erith
  • Maiwenna: cugina della famiglia reale che risiede a corte e appartiene, come Imrhien, ai talith una razza estinta da tempo
  • Thomas “il Sincero” Learmont: detto il Poeta è il Bardo Reale, uomo degno di fiducia raccomandato a Imrhien da Maeve, si scoprirà che il suo essere sincero è in realtà un dono dei fatati. Nobilissimo Duca di Ercildourne, Marchese di Ceolnnachta, Conte di Huntley Bank, Barone di Achduart, Bardo Reale di Erith, per menzionare alcuni dei suoi titoli più importanti; ha i capelli rossi. Alla sua protezione è affidata Lady Rohain durante la trasvolata sulle Lofty Mountains, alla ricerca della Scala d’Acqua
  • Tamlain Conmor: capitano dei Dainnan, è uomo degno di fiducia a corte. Nobilissimo Duca si Roxburgh, Marchese di Canterhaugh, Conte di Miles Cross, Barone di Oakington-Hawbridge e Lord Maresciallo Supremo dei Dainnan…per citare alcuni dei suoi titoli
  • Duchessa Alys-Jannetta: moglie di Tamlain Conmor
  • Marchesa di Netherby: nobildonna di corte dal tremendo carattere, a cui era assegnata Viviana Wellesley, prima di essere assegnata a Lady Rohain-Imrhien delle isole Sorrows
  • Lady Calprisia: dama di corte
  • Lord Percival Richmond: lord di corte
  • Lady Dianella: la più perfida delle dame di corte, è altresì la nipote del Mago di Caermelor: il Lord Mago Supremo, Sargoth l’Incappucciato
  • Lady Elmaretta: dama di corte
  • Lord Marchese di Early: il più importante (e il più grasso) tra i presenti durante la prima cena di Rohain, al punto che solo dopo che lui si è ritirato gli altri possono scegliere di congedarsi a loro volta dalla compagnia
  • Rupert: cugino di Viviana, ha paura del rumore della stoffa che si strappa a causa di un trauma infantile
  • Duchessa Alys-Jannetta: moglie di Roxburg con la quale l’oramai Baronessa Rohain aveva fatto amicizia
  • Lady Maiwenna: dama di corte piuttosto riservata
  • Colletto Alto: una delle Lady di corte
  • Lady Rosamonde: figlia del Duca di Roxburg, del cui concepimento si saprà di più nel terzo capitolo
  • Marchesa vedova di Netherby sul Fens: dama di corte praticamente calva, si adorna il capo con una pregevole parrucca di autentici capelli talith
  • Lady Maiwenna: giovane talith di corte
  • Lady Solveig di Ixtacutl: lady “Arysk” che viene presentata a Rohain
  • Lord Mago Supremo, Sargoth l’Incappucciato: mago di Caermelor che è lo zio di Lady Dianella e che in cambio dell’accrescimento del suo potere è alleato (spia) degli unseelie e quindi del principe corvo che vuole assolutamente trovare la talith che può aprire l’ultima porta rimasta aperta
  • Contessa di Sheffield: lady di corte
  • Marchesa di Early: Lady di corte
  • Lord Ustorix: Cavaliere della Tempesta che accoglie Lady Rohain quando torna alla Torre di Isse, è uno dei più fidati membri del seguito del Re-Imperatore
  • Lady Heligea: sorella di Ustorix
  • Lord Voltasus: padre di Lord Ustorix
  • Lord Callidus: uno dei nobili della Torre di Isse, è i corriere che affianca Lord Ustorix nella prova con le barre di sildron nel primo capitolo della saga
  • Cavalieri Alfieri: operano quota 300 piedi, sono i Figli più giovani del Casato, posta del popolo più agiato ovviamente 
  • il Reggimentale: vola alla quota di 400 piedi, trasporto mercantile e Corrieri per i ricchi mercanti
  • Squadrone Nobiliare: cavalca solo per i Pari del Regno, cavalcano a 500 piedi secondi solo agli emissari del Re
  • Emissari del Re: più veloci e di rango più elevato, si occupano di trasmettere di “affari di Stato”
  • Regina-Imperatrice Katharin: defunta moglie del Re-Imperatore uccisa dal Nuckelavee
  • Re James: il vero Re-Imperatore e padre del principe Edward, che grazie alla sua amicizia con il Re dei Fatati, garantirà prosperità al suo regno anche dopo la sua morte
  • Principe Edward: principe ereditario di Erith è figli del Re-Imperatore James e Regina-Imperatrice Katharin
  • Huon: tenente delle Legioni Reali, e fidato consigliere del Re-Imperatore
  • Sir Flint: del Terzo Thriesnium
  • Duca di Roxburg: comandante dei Dainnan,
  • Lord Jasper: cortigiano di Caermelor
  • Lady Elmaretta: decide insieme con Calprisia la pena di Lady Dianella 
  • Lady Calprisia: decide insieme con Elmaretta la pena di Lady Dianella 
  • Marchesa di Early: nobildonna della Torre di Isse

NAVI & EQUIPAGGIO

  • Pellegrina: nome della fregata Dainnan con un equipaggio di ventisette Dainnan
  • Heath: capitano della Pellegrina, la fregata Dainnan che si reca alla ricerca della Scala d’Acqua
  • Mastro Aelfred: navigatore di bordo della Pellegrina
  • Toby: apprendista di bordo della Pellegrina
  • Geralg: cuoco di bordo della Pellegrina
  • Sir Tide: aeronauta della Pellegrina con uno spiccato senso dell’orientamento
  • Kirtle Verde: nave del vento, una goletta, di proprietà della Duchessa di Roxburg
  • Carpa dell’Arpista: clipper del Vento
  • La Re James XVI: Nave d’Acqua Reale, la nave del Re-Imperatore che viene usata per condurre Rohain con il suo seguito sull’isola imperiale di Tamhania

ALTRI

  • Tom Coppins: aiutante e servitore della Carlin Maeve, è un ragazzino dai capelli color cannella e gli occhi neri
  • Coillach Gairm: colei da cui si originano i poteri delle Carlin, una sorta di matriarca spirituale
  • Wilfred: valletto di Tamlain Conmor, è anch’egli degno di fiducia
  • Mago “Jackal” Korguth: mago che tenta di guarire il volto di Imrhien, col risultato tuttavia di peggiorare la situazione e causare molto altro dolore alla giovane donna
  • Harry Millbeck: protagonista di una storia su Yallery Brown, faceva il contadino in un grande podere
  • Carthy McKeightley: protagonista umano della storia che Ercildourne narra a Rohain sulla Pellegrina 
  • Eilian: una povera ragazza talith
  • Perdret Olvath: giovane graziosa che viveva nel Luindorn
  • Jenkins: il valletto di una delle Lady di corte, Colletto Alto
  • Arysk: una razza di Erith
  • Goblet: lacchè di corte
  • Custode della Dispensa d’Argento: uno dei membri dello “staff” di corte
  • Georgiana Griffin: valletta di Lady Dianella, abile tra le altre cose, nel tingere i capelli
  • Dondolo: il domestico più anziano di Casa Arcune, è un bruney
  • Capo Carceriere: capo della prigione di Caermelor dove è rinchiuso Sianadh 
  • Eochaid: tradì Sianadh 
  • Priz: vecchio amico di Sianadh, il damerino
  • Dogga: vecchio amico di Sianadh 
  • Lusco Barrowclout: un bullo scola bicchieri, è un fehor
  • Rennet Thighbone: peggior cuoco della Torre di Isse, dai cui piatti è sempre meglio tenersi alla larga
  • Dolvatch Trenchwhistle: addetto all’elevatore della Torre di Isse
  • Pod: il servo di Ustorix
  • Grethet: la vecchia serva, oramai morta, che prese cura dell’allora “creatura” Imrhien 
  • “Il narratore”: bardo di corte
  • Dain Pennyrigg: l’unico servo sorridente della Torre di Isse, è uno stalliere
  • Keat Featherstone: stalliere collega di Dain Pennyrigg
  • Mago Zimmuth: mago della Torre di Isse che trova in Rohain-Imrhien-La creatura, alcuni spunti interessanti per migliorare la qualità della vita alla Torre di Isse anche ai piani inferiori
  • Aiutante: aiutante del mago Zimmuth
  • Dain Pennyrigg: tra i primi ad abbandonare la compagnia che parte dalla Torre di Isse
  • Keath Feartherstone: tra i primi ad abbandonare la compagnia che parte dalla Torre di Isse
  • Dolvatch Trenchwhisrle: servitore a Isse
  • Pod “il saggio”: servo della Torre di Isse, l’unico insieme al Re-Imperatore a riconoscere Rohain che secondo voci ha la Vista 
  • Diarmid Bruadair: nipote di Sianadh con cui Imrhien viaggiava all’epoca dell’incontro con Thorn
  • Maeve la Guercia: la Carlin che guarisce Imrhien nel volto e nella voce, ma non nella memoria
  • Mabhoneen di Finvarna: Comandante Supremo che ha bandito Sianadh dalla Finvarna, la sua terra natale
  • Sianadh “l’Orso” Kavanagh: l’ertish con il quale Imrhien condividerà la parte iniziale del suo viaggio nel primo capitolo e che qui rincontra nelle sembianze di Rohain delle Sorrows, futura regina imperatrice
  • Mastro Falconiere: fa da insegnante a Rohain
  • Feuleth “Dita di Fuoco”: uno dei maghi di corte, abile con i fuochi d’artificio il che gli vale come soprannome nonostante la sua giovane età 
  • Iainh e Caelinh Maghrain : figli gemelli del Capitano delle Isole Occidentali, creduti affogati nelle acque di Corrievreckan. Sono stati costretto al servizio dell’Each Uisge per un anno invece di essere uccisi come i loro camerati
  • William Javert: figlio che salva Ashalind con la su nave insieme al padre Tom, quando lei esce dal Reame Fatato
  • Tom Javert: padre che salva Ashalind con la su nave insieme al padre William, quando lei esce dal Reame Fatato
  • Tavron Caiden: amico di William Javert, come anche la sua famiglia 
  • Medellinn Caiden: moglie di Tavron Caiden
  • Davron Caiden: figlio maschio di Tavron e Medellinn Caiden
  • Tansy Caiden: figlia femmina di Tavron e Medellinn Caiden

SEELIE & UNSEELIE

  • Withiue: è la ragazza-cigno dai neri capelli e nere le vesti, che si rivolge a Maeve in piena notte per rimettere a posto un osso fratturato. Presterà a Imrhien il suo mantello piumato per consentirle di andare via dalla casa della Carlin inosservata e quindi sicura, ma anche nel terzo capitolo dove grazie ad esso riesce ad entrare nella fortezza del principe corvo
  • Fig: sauriano squamoso, è l’animale domestico della Carlin Maeve
  • Yallery Brown: il più maligno unseelie che sia mai esistito, Imrhien lo rincontrerà anche nel terzo capitolo poiché è al servizio del principe corvo
  • Bogle: creatura magica
  • Huon il Cacciatore: unseelie che sfida Carthy McKeightley, e perde in astuzia dopo una partita a carte durata tre giorni e tre notti, è anche uno dei sette membri dell’Attriod unseelie
  • Connanuin: seguaci di Huon il Cacciatore
  • Asrai: seelie d’acqua
  • Merrow: femmina eldricht wight
  • Silkie: femmina eldricht wight
  • Tyrax: creature magiche
  • Bogle: creature magiche
  • Spriggan: creatura magica
  • Gailladu: seelie “del fiore” che salva la vita a Sianadh 
  • Bruney: wight seelie domestico
  • Suofra: minuscoli eldricht wight che rispondono alla loro Regina Mab
  • Spriggan: eldricht wight 
  • Morthadu: seelie dagli occhi di brace dall’aspetto di un grosso canide, il vederlo è presagio di morte
  • Nuckelavee: temibile unseelie marino, il centauro scorticato che uccise la Regina-Imperatrice Katharin e come si scoprirà, anche il “vero” Re James
  • Hobyah: eldricht wight, unseelie alati
  • Spriggan: eldricht wight
  • Duergar: crudeli uccisori, eldricht wight
  • Bauchan: eldricht width
  • Fuath: creature magiche
  • Capelli di Topo: creatura unseelie che interloquisce con Ashalind “Elindor” quando entra nel Reame Fatato, altri non è che Yallery Brown
  • Each Uisge: principe dei Cavalli d’Acqua
  • Bruney domestico: eldricht width
  • Bogle: eldricht width
  • Trow: eldricht width
  • Waelghast: Capitano delle Falangi Unseelie
  • Roane: seelie che possono togliersi la pelle di foca e trasformarsi in umani; William Javert ne sposa una
  • Voce Muggente: uno degli unseelie di Torri della Caccia
  • Hoglin: unseelie 
  • Voca Fessa: servo wight di Torri della Caccia
  • Voce Roca: servo wight di Torri della Caccia

Tamhania

  • La Luce: accesa nella Torre di Tamhania solo per ordine de Re-Imperatore, o in seguito alla ricezione di una runa segreta portata da un piccione viaggiatore 
  • La Spaccatura: segno inconfondibile di Tamhania
  • Tamhania-Tavaal: isola segreta, chiamata anche Tavaal, è dall’anno 600 circa che costituisce il rifugio segreto dei Re della Casa D’Armancourt
  • Foglia-nuvola: duilleag neoil, erba che cresce a Tavaal, e che l’avvolge di nebbia
  • Tana: la tenuta Reale a Tamhania, è di fatto un castello 
  • Roland Avenel: Siniscalco di Tana
  • Sala delle Guardie: si trova a Tana ed è una galleria lunga 100 piedi e larga oltre dieci uomini
  • Geolas: piccole barche dei pescatori dell’isola di Tamhania
  • Dialetto di Tamhania: una versione della Vecchia Lingua
  • Ursilla: moglie di uno degli agricoltori dell’isola di  Tamhania-Tavaal
  • Sally: bambina di  Tamhania-Tavaal  che ricevette in dono, come scusa per il furto della sua bambola, una collana di perle da una sirena bambina
  • Baia di Benvarrey: luogo vicino all’isola di  Tamhania-Tavaal, dove i pescatori NON raccolgono i frutti che cadono da un melo a causa della vicenda che portò alla collocazione del melo in quel preciso punto dell’isola
  • Sayle: grossa famiglia di pescatori  di  Tamhania-Tavaal
  • Evan Sayle: l’ultimo rimasto a  Tamhania-Tavaal dei figli del signor Sayle
  • Benvarrey: creatura seelie femminile, una sirena
  • Uova di terra: mele per la benvarrey
  • Annie: domestica di tana che raduna le foche in un’occasione 
  • Hugh e Rona Wade: marito e moglie
  • Sevran Shaw: uno dei migliori partiti dell’isola che si interessa a Georgina Griffin, l’ex cameriera di Lady Dianella 
  • Piazza del Villaggio Vecchio: piazza di Tamhania-Tavaal dove si allestisce il mercato 
  • Elasaid Trenowyn dei Meli: donna che Lady Rohain scorge al mercato e che riaccende in lei il sentore di un ricordo si scoprirà essere la madre dei dodici corvi
  • Vinegar Tom: canide guardiano di una mulattiera che conduce alla Baia di Topaz, al quale come lasciapassare bisogna recitare correttamente un ritornello in quattro strofe
  • Baia di Topaz: dove abita Elasaid dei Meli
  • Liban: figlia adottiva di Elasaid dei Meli, che la prese con se dopo che un gruppo di morgan marini nella fretta di rituffarsi in acqua la lasciarono sulla spiaggia
  • Minna Scales: abitante di Tamhania-Tavaal che crede che i suoi male siano colpa di Liban
  • John Scales: marito di Minna Scales
  • Colt-pixie: eldricht wight, guardiano degli alberi di mele
  • Urchen Conch: gettò una cassa di monete d’oro, il dono della Benvarrey che salvò, vicino agli scogli orientali dove ora i bambini vanno a giocare
  • Molly Chove: serva azzoppata dai wight seelie di Tana, che trascorso il “tempo” potrà e riacquisterà l’uso della sua gamba
  • Annie: serva della Tana
  • Punta Lucertola: zona dell’isola di Tamhania-Tavaal 
  • Mastro Lutey: mago di Tamhania-Tavaal, noto come Mago del Mare era un pescatore
  • Morvena:  sirena che Mastro Lutey incontra dopo che questa si era arenata a Punta Lucertola, e che gli donò i poteri in egual misura dei suoi
  • Marool: tritone geloso di Morvena
  • Sperone Ventoso: luogo dell’isola di Tamhania in cui si trova la pianta in grado di guarire la zoppia di Molly
  • Festa di Beldane: assimilabile alla Pasqua in Tamhania
  • Grottafonda: luogo marino dell’isola 
  • Punta Seacliffe: luogo marino dell’isola
  • Mastro Grullsbodrn: Guardiano della Torre della Luce: di Tamhania-Tavaal è un Arysk, un albino Uomo dei Ghiacci 
  • Stodgebeck di Porthery: artigiano che ha fabbricato il cannocchiale del Mago Lutey

CREATURE DEL MARE DI TAMHANIA

  • Creature del mare: sono 5
  • 1. Sirene coi compagni tritoni
  • 2. Benvarrey
  • 3. Morgan marini
  • 4. Merrow
  • 5. Fanciulle del mare, maighdeanna na tuinne come i Silkie ma più gentili

Luoghi

  • Il Cerchio delle Tempeste: limite conosciuto di Erith
  • Erith: territorio assimilabile ad una regione/reame di Aia, al quale ci si riferisce con l’espressione “Terre Conosciute di Erith”, per distinguerlo dalle altre due sconosciute appunto ai mortali
  • Aia: insieme delle tre regioni/reami, che comprendo: le Terre Conosciute di Erith, le Regioni Ignote oltre il Cerchio delle Tempeste e il Reame Fatato
  • White Down Rory: dove abita Maeve la Guercia
  • Strada di Caermelor: è il percorso “di terra” che conduce alla Città Imperiale
  • Castello Vecchio: antica fortezza che si erge su un isoletta collegata a Caermelor solo quando c’è la bassa marea
  • Caermelor: città imperiale e residenza del Re-Imperatore con la sua famiglia reale e i suoi cortigiani
  • Isole Sorrow: note come “le isole tristi per via dei relitti della navi d’Acqua Lord occhi languidi”; è la fittizia terra di provenienza di Lady Rohain-Imrhien
  • Lofty Mountains: zona montuosa dove Lady Rohain e “l’Orso”, trovarono la Scala d’Acqua con il suo tesoro
  • Torre di Caermelor: fortezza dove aveva sede il Primo Casato dei Cavalieri della Tempesta 
  • Bellsteeple: montagna sulla strada per la Scala d’Acqua
  • Arcune: località in cui si trova la tenuta che viene affidata a Rohain insieme a una rendita, come ringraziamento per la fedeltà dimostrata “denunciando” il tesoro
  • Faêrie: terra dei Faêran, l’Altrove nota anche Reame Fatato, Terra delle Foglie lunghe o Tirnan Alainn, Reame Pericoloso nomi della terra dei Faêran
  • Willowvale: luogo di Erith amato dai Faêran, a nord di Eldareigne
  • Culver: collina che cela uno degli ingressi  che era il passaggio per i Faêran tra le loro terre e quelle di Erith
  • Vie: via al singolare, sono gli Ingressi per il Reame Fatato chiamate raths, knowes, brughs, lisses, sitheans o shians
  • Coumluch: un lago che cela una Via, perennemente avvolto da una nebbia nel Giorno del Biancofiore compare al centro un’isola 
  • Prato di Eilian: prato in cui la talith Eilian, fu vista l’ultima volta prima di andare coi Faêran
  • Roscourt Moor: luogo dove viene condotta la levatrice che accoglie Eilian
  • Bryn Ithibion: colle verde di Roscourt Moor
  • Rath: colle di Erith collegato agli eventi dei Faêran
  • Sala da Disegno Bianca: una delle sale di Caermelor dove viene allestito il banchetto della festa di Malgoverno 
  • Catena delle Fumaiole: luogo in cui Rohain, Caitri e Viviana si ritrovano dopo essere naufragate a seguito dell’esplosione vulcanica che ha affondato  l’isola di Tamhania-Tavaal. Questo luogo è vicino alle Torri della Caccia. Il loro nome è Eotenfor “ Pietre Giganti” vulcani, ora sono 8 isole in un lago connesse tea di loro mediante ponti.
  • Witham: luogo in cui è cresciuta Caitri
  • Golfo di Mara: lo si attraversa su una nave d’Acqua per arrivare a Caermelor 
  • Ilian: località di Erith
  • Torri della Caccia: luogo in cui la ora Rohain fu trovata da alcuni carrettieri. È il nome di un lago di origine vulcanica infestato, a nord-ovest della Torre di Isse
  • Colle di Rowan: prima tappa del viaggio per via di terra verso le Torri di Caccia
  • Colle Lungo: pendio che la carovana di dodici cavalli percorre lungo il viaggio per via di terra verso le Torri di Caccia 4 di bagagli
  • Appartamento Reale del livello 14: sistemazione di alto rango alla Torre di Isse 
  • Tiriendor: boschi dove Thorn iniziò il viaggio di esplorazione delle sue terre prima di incontrale l’allora Imrhien 
  • Gilvaris Tarv: città di Erith dove abita la sorella e i nipoti di Sianadh e in cui quest’ultimo insieme con la “creatura” si reca dopo aver scoperto la Scala d’Acqua. É anche la città da cui la Nave del Vento “Città di Gilvaris Tarv” prende il none
  • Scala d’acqua: luogo del tesoro scoperto da Rohain-Imrhien e Sianadh
  • White Down Rory: luogo dove vive Maeve la Guercia
  • Appartamento Luindorn: appartamento di Caermelor vasto e deliziosamente ammobiliato tipicamente riservato ai visitatori stranieri di alto rango è quello che viene assegnato alla futura Regina-Imperatrice 
  • Sala del Trono: sala con soffitto alto ben 40 piedi con ogni sfarzo e i due troni gemelli 
  • Sala delle Udienze: Lady Rohain e Sianadh vi conversano dopo la promessa liberazione dell’ertish
  • Cuore della Foresta: è un antico pozzo di pietra, il luogo in cui i Dainnan del nono Thriesnium catturano il Mago Sargoth e scoperto il nascondiglio/trappola di Maeve la Guercia col suo assistente Tom Coppins
  • Riserva Reale dell’Antica Foresta di Glincuith: tipicamente è un luogo di caccia col falco
  • Giardino d’Inverno: la futura regina Rohain vi passeggia di quando in quando con l’Erede, il principe Edward
  • Ilian: luogo di una delle basi militari
  • Corvath: luogo di Erith interessato dalla guerra
  • Stretto di Dormjaggar: stretto d’acqua che si riversa nel Golfo di Mara, a sud di Punta delle Maree e a nord di Capo dei Venti
  • Strada dell’Anello: pericolosa strada vicino alle Torri della Caccia
  • Punta delle Maree: luogo marino vicino al Porto di Isse
  • Isola degli Uccelli: dove William e Tom Javert, vivono in un villaggio

Avlantia

  • Avlantia: terra che fa parte dell’impero di Erith nota per essere la terra natale dei talith, il biondo popolo preferito dai faêran e dunque quello di Imrhien
  • La Luce: accesa nell
  • Auralonde delle Foglie Rosse: regione occidentale di Avlantia 
  • Ysteris dei Fiori: regione orientale di Avlantia 
  • Hythe Mellyn: città di Avlantia costruita in mellil e sede corte reale
  • Valle di Glisseater: luogo di Avlantia, lo si intende come una zona di confine di quella terra
  • Fiume Gliss: fiume di Avlantia
  • Catena del Dardenon: serie di dirupate colline di Avlantia

Termini & Nomi

  • Faêran: antico popolo, noto anche con il nome di: Fatati, i Patrizi, gli Stranieri, i Segreti, i Signori di Gramarye, Loro
  • Tarrenys: cognome tipico delle Sorrow, che Maeve ritiene valido nel travestimento di Imrhien
  • Creature eldricht: creature “magiche” che si dividono in seelie e unseelie, dunque benevole e malevole nei confronti degli esseri umani. Dopo l’inizio della “chiamata” entrambe le categorie ma ancor di più gli unseelie, sono attirati verso nord
  • Tilhal: amuleto magico; quello di Imrhien è un pietra con un foro naturale che è tra i talismani più potenti che esistano
  • Pietra dell Straniero: pietra larga e piatta
  • Bitterbynde: traducibile con patto, ne è un esempio il dono della penna di Whitiue e la promessa di Persefonae di unirsi in matrimonio
  • Cortigianese: è la lingua parlata a corte, nota come farfugliese tra le persone di basso rango, poiché in effetti non si capisce molto e le parole sono “contratte” tra di loro
  • Il Gruppo: circolo ristretto di nobili di corte, nel quale fortunatamente Lady Rohain-Imrhien delle isole Sorrows viene accettata, a causa della sua bellezza prima e del suo rapporto con il sovrano poi.
  • Dentro/Fuori: modo per indicare l’appartenenza o l’esclusione dal gruppo
  • Castellana: cintura a cui sono attaccati tutti gli oggetti di prima necessità che una cameriera deve avere immediatamente a portata di mano, come Viviana dimostrerà anche nel terzo capitolo
  • Sala da Pranzo Reale: luogo dove Lady Rohain-Imrhien delle isole Sorrows, consuma “per così dire”, la sua prima cena a corte. È una sala talmente vasta da necessitare di sei camini, tre per lato, per essere riscaldata opportunamente
  • Chiusura: decisione dei Faêran di chiudere i passaggi tra il loro mondo e quello degli umani a causa dei loro furti in occasione delle loro visite al Reame
  • Rade: cavalcata dei Faêran
  • Langothe: sentimento di nostalgia verso il Reame Fatato che aumenta quanto più tempo vi si è trascorso e che solo il Re dei Faêran può cancellare come si vedrà nel terzo capitolo
  • Malgoverno: tradizione annuale di fine anno in cui lady e lord invertivano i ruoli con i loro servi, è il modo in cui i cortigiani festeggiano il capodanno
  • Ceppo di Imbrol: banchetto “di Capodanno” che si tiene a Caermelor nel salone dei banchetti
  • Corriere dello Squadrone della Nobiltà: incaricato di recapitare aggiornamenti da Ercildourne
  • Regina del Malgoverno: la serva più umile tra tutte, che per una volta all’anno è invece la più importante
  • Nathrach drirge: sangue di drago
  • Caccia Selvaggia: degli eldricht wight, unseelie non è altro che la cieca ricerca della talith che può aprire l’ultima porta e consentire così di porre fine all’esilio del principe corvo
  • Legioni Reali: esercito del Re-Imperatore
  • Olio di siedo: cura per le piaghe e ferite, Rohain non ne tollerava l’odore già ai tempi in cui la vecchia Grethet lo uso per curarla, eppure è molto efficace
  • Errantey: l’astore di Thorn il Re-Imperatore, che Rohain conobbe già quando era Imrhien
  • Arcturus: spada del Re-Imperatore
  • Elindor: “amato uccello marino”, caileagh elindor, l’uccello bianco della libertà che vola per sette anni arrivando molto lontano prima di riposarsi, è un vagabondo dell’oceano
  • Attriod: traducibile con consiglio ristretto composto da sette figure; esiste sia quello imperiale che quello unseelie
  • Maestro della Casa Reale: ?
  • Rua “la Rossa”: Nave del Vento dalle vele rosse che il Re-Imperatore regala a Sianadh 
  • Altair: stallone di Re James
  • Firinn: stallone della futura regina Rohain, dono del suo futuro sposo
  • Sogni-rivelazioni: sono i sogni che Lady Rohain continua a fare dopo aver recuperato voce e volto e sono tre: Tre Facce, Ratti, Cavallo Bianco a cui se ne aggiunse un quarto “il Sogno della Festa”
  • Lista: “elenco” di maghi abilitati e riconosciuti nella loro professione e abilità
  • Shyster: corrispondente femminile do Mago
  • Fidanzamento reale: tra Rohain-Imrhien e il Re-Imperatore Thorn che si terrà il quindici di Sovrachmis, il mese delle primule quindi in inverno
  • Coirnéad: corno bordato d’argento di fattura faêran che si tramanda tra i sovrani di Erith. Il Re-Imperatore lo ha affidato anzitempo al figlio il principe Edward, ponendo di fatto fine alla “sostituzione del sovrano”
  • Audax: una delle aquile Reali
  • Vento di gramarye: vento shang, tempesta magica cappucci talium

LE ORIGINI DI ROHAIN-IMRHIEN

  • Peri, Pero-Hiblinn “cavallino bianco”: è il pony che il Lord Sindaco regala alla figlioletta di sette anni per il suo compleanno 
  • Leodogran na Pendran: il Lord Sindaco di Hythe Mellyn
  • Rhys: figlio maschio secondogenito di Leodogran, il  Lord Sindaco
  • Ashalind “Elindor” na Pendran: figlia femmina primogenita di Leodogran, il  Lord Sindaco. L’unica bambina superstite del “richiamo” del Pifferaio, per ben due volte, ciò nonostante il langothe l’accompagnò perchè aveva visto ciò che il Pifferaio le aveva mostrato. Colei Che Non Andò 
  • Carlin Meganwy: colei con cui Ashalind trascorse la sua infanzia e dalla quale imparò praticamente tutto, tra cui l’erboristeria e la musica nelle quali divenne esperta
  • Pryderi Penrhyn: ex impiegato e futuro amministratore di Leodogran na Pendran, nel momento in cui questi si congedò a vita privata
  • Rufus: cane di Ashalind na Pendran
  • Easgathair: Guardiano delle Porte dei faêran, che indica ad Ashalind come liberare i bambini talith rapiti dal pifferaio
  • Razmath il Sapiente: Mago di Hythe Mellyn
  • Oswyn: governante di Ashalind “Elindor” na Pendran
  • Via delle Siepi: uno dei tratti di strada che Ashalind percorre mentre segue la rade faêran
  • Prydery Penrhyn: ha ventiquattro anni e insieme al padre di Ashalind, l’accompagna nelle sue passeggiate pomeridiane in cerca della risposta ai tre quesiti del Principe dei Faêran
  • Meganwy: ?
  • Niamh: madre di Ashalind e Rhys, morta dando alla luce quest’ultimo 
  • Lady del Circolo: titolo coniato per Ashalind che la eleva a titolo di baronessa
  • Llewell: uno dei giovani reduci da Reame Pericoloso, è un musico 
  • Via verde: strada che da Faêrie conduce a “casa” i bambini talith dopo che Ashalind ha risposte alle tre domande del Re faêran
  • Orlith: Mago del Re di Avlantia, la terra nativa dei talith
  • Gwyneth: Regina di Avlantia, la terra nativa dei talith
  • Satin: puledra nera di Ashalind dono dei concittadini 
  • Prydery: stallone di Leodogran

I FAÊRAN

  • Principe Morragan di Carnconnor: principe dei Faêran al quale Ashalind “Elindor” na Pendran decide di chiedere una petizione Sua Altezza Reale Morragan, Principe della Corona del Reame, Fithiach di Carnconnor, il Principe Corvo, è il fratello poi giovane del Re Supremo
  • Cappello a Tricorno: il Pifferaio che attirò o bambini talith attraverso la via del Colle
  • Sala delle Tre Porte: sala in cui Ashalind risponde alla terza domanda 
  • Cragh Tor: luogo dove Ashalind ottiene udienza coi faêran, luogo von dei megaliti 
  • Dama Rithindel di Brimairgen: faêran che insieme con Easgathair, Gufo Bianco, Guardiano dell porte, il Pifferaio si reca a Cragh Tor
  • Cierndanel:  Bardo Reale, pifferaio
  • Flauto Leantainn: il Piffero Che Si Fa Seguire 
  • Angavar: detto lo Iolaire è il Re Supremo dei Reame dei faêran ed è amico dei mortali 
  • Tre Sfide:
  • Re-e-Regine: gioco chiamato “scacchi” dai talith 
  • Ergaiorn: bardo del Principe Faêran, Morragan
  • Torre di Guardia: postazione “osservatorio” delle Vie presenziato da Easgathair
  • Liriel: gioielliere di Faêrie
  • Giovhnu: Mastro Fabbro dei faêran 
  • Il Giorno della Chiusura: avverrà il Giorno di Mezzinverno
  • L’Abbandono di Hythe Mellyn: sulla Strada Verde
  • Filori: luogo della nuova Corte di Avlantia, nella regione chiamata Ysteris dei Fiori, dopo L’Abbandono di Hythe Mellyn
  • Nimriel del Lago: Regina dii Faêrie 
  • Chiamata: per tre volte venne suonato l’allarme con il corno che segnalava  l’eterna e imminente chiusura delle Porte
  • Arcdur: terra di Erith su cui si apre la Porta del Bacio dell’Oblio, si trova all’estremo nord-ovest dell’ Eldaraigne nel terzo capitolo è il luogo dove le tre viandanti si dirigeranno ma non arriveranno
  • Corrente Calder: contribuisce a mantenere il clima di Arcdur più fresco rispetto a quasi tutti gli altri territori di Erith

Chiavi

  • Scrigno Verde: cofanetto nel quale sono conservate le chiavi delle Vie che collegano Faêrie al mondo degli uomini 
  • Chiave di Smeraldo: della Porta delle Foglie, Gaeta Duiach
  • Chiave di cristallo argentato: della Porta della Luna
  • Chiave di giada e madreperla: di Gaeta Cuan
  • Grande Chiave di basalto: di Gaeta Ard

Porte

  • Colle di Hob: collina dove il Pifferaio apre un portale dove scompare con i ratti che vi aveva attirato con il suo piffero, è in realtà la Porta di Arnconnor
  • Porta del Bacio dell’Oblio: quella che attraversa Ashalind, è una porta mobile 
  • Porta d’Argento: da dove Ashalind era entrata 
  • Porta di Pietra: lato di Erith

Titolo originale:  The Bitterbynde. Vol. 2

Autore: Cecilia Darth-Thornton

Prima pubblicazione: 2002

Prima pubblicazione in Italia: 2005

La mia edizione: I edizione 2005

Editore italiano: Nord

Collana: Narrativa 182

Genere: Romanzo, Fantasy

Numero di pagine: 557

Preceduto da: La ragazza della torre – Cecilia Darth-Thornton

Seguito da: La Signora di Erith – Cecilia Darth-Thornton

CAPITOLI

  • 1. White Down Rory – Maschera e specchio
  • 2. Caermelor, parte prima – Moda e vanità
  • 3. Caermelor, parte seconda – Racconti e punizioni
  • 4. La Torre – Caccia e desideri del cuore
  • 5. Caermelor, parte terza – Il fuoco e la flotta
  • 6. L’isola – Verdi chiome, mare oscuro
  • 7. La caldera – Timo e marea
  • 8. Avlantia – Ricerca e domande
  • 9. Il langothe – La nostalgia della perdita, la perdita della nostalgia
  • 10. La caduta

Altre citazioni

La misura della felicità è la differenza tra quello che ti aspetti

e quello che accade. Non dipende da quanto si possiede,

bensì da quanto si è contenti di ciò che si ha.


Le grandi aspettative sono il preludio di grandi delusioni.


Ogni stagione ci porta dei doni.


Oggi le nuvole si sono aperte per lasciar

splendere il sole sulla nostra felicità


Possibile che quell’intensa e incessante nostalgia

avesse il potere di creare un ponte tra di loro?


La loro alchimia trasformava il piombo in oro fuso


Hai un po’ di tempo da regalarmi, dolcezza?


Tutto ciò di cui ho bisogno è (…) aria da respirare, 

l’uomo che amo

e che lui vada bene per “me”


La passione d’amore è un’energia misteriosa 

e forte, come quella che accende il cielo durante i temporali.


(…) una sensazione estatica, quasi paralizzante


L’amore non dovrebbe rubare né costringere


Sono forse destinata ad apparire sempre

come ciò che non sono?


(…) non possono dimenticare neppure per un breve periodo

la terra che ha stimolato la loro fantasia e

continuano a cercare una Via per tornare là.


Attento a ciò che desideri, perché potresti ottenerlo!


La pace che nasce dall’assenza di ogni desiderio

(PACE = PIENEZZA)


Viene sempre il giorno in cui l’uccellino deve volare via dal nido,

altrimenti non lo farà più.