Come raggiungere il successo cominciando da “chi devi essere”

Come raggiungere il successo cominciando da “chi devi essere”

Frankenstein di Mary Shelley durante la lettura

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

Come raggiungere il successo cominciando da “chi devi essere”

Solo quando lavori sulla tua identità e modifichi chi sei allineandoti ai tuoi obiettivi allora li raggiungi davvero! Non è questione di fortuna ma di Metodo, disciplina e costanza. Ma soprattutto di applicare davvero il Metodo FEDE!

5 APRILE 2026 – TORINO

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

Rendere al massimo di Massimo Piovano. Ecco la mia recensione.

Il libro Rendere al massimo di Massimo Piovano è uno dei primissimi libri di crescita personale che ho letto nella mia vita e sono davvero molto felice di averlo ripreso in mano dopo 20 anni dalla prima lettura. 

 

In questo modo mi sono davvero resa conto di quanto io abbia effettivamente interiorizzato tutto quello che lessi anni fa al punto, non soltanto di applicare questi insegnamenti su me stessa sulla mia vita e sul mio business, ma trasmettendoli anche agli altri attraverso Spiritual CEO Academy, i miei percorsi, i Mentoring 1:1 e i vari eventi dal vivo che ciclicamente organizzo e ospito.

 

Non è un libro semplice da riassumere quindi sin da subito dichiaro che non è una “sintesi” che leggerai qui ma “il mio viaggio.

Infatti già di per sé questo manuale è una sintesi di quelli che sono gli strumenti più efficaci per raggiungere davvero i propri obiettivi in qualunque ambito della propria vita e trasformarsi a tutti gli effetti in una persona che è completamente in grado di “Rendere al massimo”.

Metodo FEDE: 4 fasi per i tuoi obiettivi 

Quello che credo sia il grandissimo pregio di questo manuale che non appartiene alle masse e che è davvero molto semplice e pratico e se utilizzato con metodo disciplina e fiducia saprà veramente fare la differenza nella tua vita e nel perseguire con consapevolezza e intenzionalità la tua definizione di successo.

 

Continuo ad essere convinta che non serva ingoiare a decine i manuali di crescita personale per nutrire l’ego, piuttosto lavorare davvero sull’integrare quei “testi che sanno diventare sacri” e costruire su questi la propria forza interiore.

Per me è stato parte di ciò che ha davvero funzionato!

 

Voglio infatti partire dal metodo che viene messo a punto da Massimo Piovano all’interno di Rendere al massimo: ossia il metodo FEDE.

Questo metodo condensa i quattro pilastri che servono a chiunque indipendentemente da quello che è il punto di partenza e questi sono forza, energia, determinazione e infine elasticità. Ogni persona di successo necessariamente deve padroneggiare tutti e quattro questi punti per poter passare da sogno a realtà.

Frankenstein di Mary Shelley durante una recensione spirituale
Dorso dell’edizione BUR Deluxe di Frankenstein di Mary Shelley
Copertina illustrata di Frankenstein di Mary Shelley edizione BUR Deluxe

Progressi costanti: come il Kaizen giapponese insegna ad avanzare

 

Fa sempre un certo effetto rileggere un libro che è a tutti gli effetti stato un imprinting con la crescita personale

Ricordo ancora quando nella libreria della stazione Termini di Roma nel 2007, poco dopo aver varcato la soglia dei 18 anni, cercavo un testo che potesse darmi esattamente la mappa per scardinare la situazione che stavo vivendo ed è arrivato “lui”: come sempre nella mia vita i libri mi raggiungono quando “devo leggerli”.

 

Questo è stato il testo che mi ha insegnato che cosa fosse il concetto giapponese di kaizen, prima ancora che diventasse Mainstream, ma anche prima ancora di incontrarlo in molteplici altri libri, come ad esempio Il pensiero giapponese.

 

Questa parola: kaizen è sempre stata una mia fedele alleata, perché mi ha sempre e comunque ricordato quanto non fosse importante la distanza dall’obiettivo finale, riportandomi al momento presente.

 

A ciò che era effettivamente possibile per me in quel momento.

E mi commuovo profondamente mentre scrivo queste parole perché, ricordo perfettamente in quante migliaia di occasioni ho dovuto fare appello a tutta la mia volontà nel muovere il prossimo passo, anche quando questo passo mi sembrava sospeso completamente nel vuoto…(ecco perché oggi sono così brava a condurre profonde trasformazioni anche quando le fasi di vuoto sono così lunghe e profonde…)

 

Ma è esattamente qui che si crea l’identità di successo che ora non è qualcosa di “ambito” per me, ma è esattamente ciò che mi definisce come persona, imprenditrice e donna.

Identità di successo: la costruzione di chi devi essere per…

In tutta onestà, non ricordavo quanta attenzione questo libro portasse sui concetti di identità e di energia che oggi sono di fatto alla base del mio Metodo e sono a tutti gli effetti i pilastri che sostengono Spiritual CEO

 

Anche qui è stato emozionante rendermi conto di quanta strada ha fatto quella Marzia che ero nel 2007 rispetto ad oggi ha praticamente 20 anni di distanza.

Il lavoro interiore (sui vari piani: identitario, mentale, energetico, animico, etc…) è alla base di ciò che effettivamente ci permette di raggiungere i nostri obiettivi a partire da “chi siamo” e soltanto quando davvero lavoriamo in allineamento energetico, identitario, vibrazionale e operativo allora i risultati arrivano davvero perché la bellezza di un metodo efficace è che questo funziona sempre, se si persevera abbastanza da portare in materia (o manifestare se preferisce questo termine) esattamente quello che vuoi.

Diventa la tua personale rockstar

Non c’è nulla di più importante che coltivare la fede in se stessi e nel proprio obiettivo e nelle proprie capacità di raggiungerlo davvero. E la verità è che l’unico vero modo per raggiungere ogni cosa è cancellare tutto quello che già c’è e iniziare sin da subito a fare esperienza di quello che si vuole.

Quello che chiamiamo “vivi come se…”

Molto poetico.

Immensamente difficile.

Ma è la chiave per Saltare.

Mi sento di poter affermare che non è affatto facile fare questo soprattutto quando sono richiesti cambiamenti profondi e radicali sia interiori che esteriori, ma la verità è che quando vedi la bellezza del tuo futuro (perché lo immagini, lo vedi, ne fai esperienza quantica, te ne innamori, …) è lì che sei davvero dispost* ad agire anche se ti costa fatica infinita.

E in questo processo scopri anche che riesci ad aumentare la tua soglia di tolleranza allo sforzo al dolore alla sofferenza e diventi resiliente fino ad un punto che non credevi nemmeno esistesse.

E allora è lì che diventi davvero la persona che è in grado non soltanto di raggiungere i suoi obiettivi o di rendere al massimo, ma di superare te stess* e di diventare il tuo più grande idolo. 

Quindi è questo che ti auguro leggendo questo libro o qualunque altro, ma anche queste mie stesse parole: di lavorare così duramente e di superare così tante sfide da poter semplicemente brillare della tua luce massima e diventare la rockstar (e se non lo sapevi è esattamente per questo che il mio Podcast si chiama Business in stile Rock) che guardi con ammirazione ogni singolo giorno quasi sorprendendoti che quella persona sei tu e che hai davvero raggiunto più molto di più, di quello che avevi pianificato all’inizio.

Perché la bellezza dei viaggi coraggiosi è che superano sempre le aspettative e ti regalano ferite di cui essere profondamente fiera e che ti rendono unica, rara e preziosa (vedi Kintzugi all’interno di Il pensidero Giapponese e Kintsukuroi) oltre a darti accesso a quell’esperienza di vita completa che di fatto è ciò che siamo venuti a sperimentare su questa terra.

Morale: la responsabilità e il privilegio del risultato

Ho perso il conto di quante persone nella mia vita mi hanno chiesto come ho fatto a raggiungere tutto quello che ho raggiunto e soprattutto come ho fatto a vivere con profonda centratura ed equilibrio il viaggio che di volta in volta mi ha portata da dove ero a dove volevo andare…

 

La verità è che semplicemente mi sono presa la responsabilità della mia vita e dei miei sogni e mi sono letteralmente “presa e portata” dove volevo e così farò sempre; e così sempre insegnerò a fare a chiunque sceglierà di lavorare con me, ma anche semplicemente a chiunque entrerà in contatto con me, con la mia persona con i miei contenuti con il mio lavoro.

 

Il mio vero obiettivo è quello di attivare le persone a dare il meglio di loro stesse in qualunque contesto soprattutto quando sono completamente a terra e la speranza sembra non abitare più nei loro cuori ma è lì che la FEDE in sé si attiva ed è lì che il Salto Identitario si manifesta e anticipa il Salto Quantico.

Questa è la bellezza a cui assisto nella mia vita in quella degli altri.

Buon viaggio.

Chissà quale tratto di strada condivideremo…

Sinossi

Rendere al massimo di Massimo Piovano è un manuale pratico di crescita personale che si concentra su un obiettivo preciso: aiutarti a migliorare concretamente le tue performance nella vita e nel lavoro.

Attraverso un approccio diretto e senza fronzoli, il libro esplora i meccanismi mentali, le abitudini e gli atteggiamenti che determinano i risultati, mostrando come allenare concentrazione, disciplina e gestione dell’energia per ottenere di più con maggiore efficacia.

Non è un testo teorico né motivazionale in senso classico: Piovano propone strumenti operativi, esercizi e strategie per trasformare il potenziale in azione, portando il lettore a sviluppare una mentalità orientata al risultato.

Una lettura pensata per chi vuole smettere di rimandare e iniziare a muoversi davvero in direzione dei propri obiettivi, assumendosi la responsabilità dei propri risultati.

 

Info bibliografiche

Titolo originale: Rendere al massimo
Titolo italiano: Rendere al massimo
Autore: Massimo Piovano

Anno di uscita originale: 2004
Prima pubblicazione italiana: 2004

La mia edizione: Ottobre 2007
Editore italiano: De vecchi Editore
Numero di pagine: 178

Genere: GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP 

Data, luogo ed età di acquisto del libro: Roma, Ottobre 2007, 18 anni
Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: Torino, 5 Aprile 2026, 36 anni

 

 

SEGUIMI SUI MIEI SOCIAL

L’arte di respirare come viaggio nell’inconscio e allineamento col “tempo divino”

L’arte di respirare come viaggio nell’inconscio e allineamento col “tempo divino”

Frankenstein di Mary Shelley durante la lettura

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

L’arte di respirare come viaggio interiore e allineamento col “tempo divino”

L’iperventilazione consapevole ci insegna a diventare piloti del nostro sistema nervoso autonomo e del nostro corpo, anziché semplici passeggeri ed è a tutti gli effetti una via per viaggiare dentro di noi accedendo a quella parte subconscia che spesso rimane celata e non ascoltata. 

28 MARZO 2026 – TORINO

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

L’arte di respirare di James Nestor. Ecco la mia recensione.

Il tema centrale di questo libro, per me, non è stato l’aspetto pratico del respirare con consapevolezza.

È stato ciò che ha rappresentato.

Un segnale di perfetto allineamento con quello che possiamo chiamare tempo divino.

L’arte di respirare mi viene regalato il 19 Ottobre 2021 e lo lascio per quasi cinque anni nella sezione della libreria dove ripongo i libri da leggere: quelli che compro perché ne sono attirata in quel momento ma che non sempre leggo immediatamente.

Ecco, questo è uno di quei libri.

Più volte l’ho tirato fuori dalla libreria per iniziare a leggerlo, con il risultato che non aprivo nemmeno una pagina.

Non era il momento.

L’altra sera ho capito perché.

Il giorno prima di finirlo di leggere seguo un corso sul sistema nervoso. Conoscevo già l’argomento, ma solo oggi ne sento fortissimo il richiamo, al punto di volerlo introdurre anche all’interno di Spiritual CEO con lezioni e pratiche energetiche specifiche.

La sera in cui ho finito di leggerlo ho unito i puntini: dovevo prima avere l’epifania nel cuore di ciò che rappresenta per me – e per i miei studenti e clienti – il lavoro sul sistema nervoso, prima di arrivare alla fine di questo libro.

Una di quelle sincronicità che ci danno la certezza di essere in allineamento con quello che chiamiamo: tempo divino.

Respiro olotropico e Metodo Wim Hof: la mia esperienza

Nel corso degli anni, ancora prima del mio trasferimento a Torino, la mia rinascita era iniziata (fra le altre cose) proprio attraverso l’incontro con il Metodo Wim Hof.

Una di quelle cose che ti sfidano a fare un passo in più.

La mia mente aveva bisogno di un reset.

Di ricominciare.

E Wim Hof è stato quella guida che mi ha scossa dal torpore in cui ero intrappolata. [Consideriamo che la recensione del suo libro è datata 5 Febbraio 2020…]

Leggere fra le pagine de L’arte di respirare ciò che ha condotto Wim Hof a “diventare Wim Hof” mi ha riempita di emozione profonda.

Così come anche incontrare l’esperienza di Alexandra David-Néel che ho “sentito” molto. 

La sua forza liberale già so che per me sarà icona e guida.

Accedere all’inconscio e rimuovere blocchi energetici

Grazie a L’arte di respirare di James Nestor ho anche potuto approfondire l’aspetto scientifico di come funziona la respirazione olotropica, che in una fase più consapevole – per capirci ero già a Torino – ho potuto praticare con risultati davvero straordinari.

È un vero e proprio strumento di guarigione.

Rilascia blocchi energetici ed emotivi bypassando completamente la parte razionale.

Semplicemente, c’è il rilascio.

Un modo potentissimo per accedere al proprio inconscio (se lo si desidera) in maniera totalmente autonoma. Non è per tutti questo è vero, ma se si supera la soglia dall’altra parte c’è la completa liberazione!

Ogni volta che ho praticato la respirazione olotropica di Stanislav Grof ho sempre rilasciato tantissimo.

Tutte le volte è stato un profondo reset energetico e mentale.

Non a caso ho sempre svolto questa pratica alla domenica, ossia un giorno in cui potevo completamente concentrarmi su di me e sul mio sentire, sia prima che dopo la pratica.

Non sempre ho saputo collegare l’emozione rilasciata – spesso in modo violento e brutale – ad un evento, ad una situazione o ad una persona in particolare, ma ho sempre avuto completa fiducia nel mio corpo e nella mia mente di rimanere integri durante il rilascio.

Mi ricordo perfettamente di quando la prima volta è come se il mio corpo mi avesse chiesto:

posso rilasciare?

Io ho risposto sì!

Il mio corpo ha iniziato a muoversi da solo e la voce è uscita potente dalla gola.

Dopo ero stremata ma in pace!

Quando sperimenterai questo tipo di pratica semplicemente dai il permesso al tuo corpo e alla tua mente di lasciare andare.

Abbi fiducia.

Perdi il controllo.

Trova il tuo equilibrio.

Frankenstein di Mary Shelley durante una recensione spirituale
Dorso dell’edizione BUR Deluxe di Frankenstein di Mary Shelley
Copertina illustrata di Frankenstein di Mary Shelley edizione BUR Deluxe

Qigong e Breathwork: lavorare con il respiro

Quando respiriamo, espandiamo la nostra forza vitale.

I cinesi chiamavano il loro sistema di respirazione conscia qigong.

Qi significa “respiro”.

Gong significa “lavoro”.

Dunque lavoro con la respirazione.

Originariamente la domenica per me era dedicata alla pratica del Cord Cuttin. Devo tantissimo anche a questa tecnica energetica. Davvero tantissimo…infatti l’ho praticata ogni settimana per un anno e mezzo! Avevo tanto lavoro da fare sì…

Ad oggi ho canalizzato varie pratiche energetiche connesse al tagliare i cordoni energetici, ed è possibile svolgere questa pratica in maniera guidata insieme a me accedendo o a Spiritual CEO Academy oppure ad Ultracosmo.

Quando poi ho voluto andare più in profondità, ecco che il mio viaggio evolutivo e di guarigione energetica e animica incontra la respirazione olotropica di Stanislav Grof.

Solo oggi scopro l’origine di questa parola:

“la respirazione olotropica deriva dal greco holos, che significa “intero”, e trepein, che si traduce come “avanzare verso qualcosa”.”

“La respirazione olotropica disintegra la mente per portarla verso l’integrazione.”

E io verso qualcosa ci stavo avanzando davvero ed ero disposta a fare tutto ciò che necessitava al mio “arrivarci lì dove stavo andando” che puoi solo immaginare l’emozione di scoprire che una delle pratiche che più di ogni altra mi ha condotta dove sono oggi in realtà si chiama avanzare verso qualcosa!

Riprendere il controllo della propria vita

Dentro L’arte di respirare di James Nestor certamente si trovano tecniche pratiche per iniziare a dare un aiuto reale e concreto alla propria salute – sì, anche in caso di malattie croniche, autoimmuni, psicologiche, psicosomatiche – ma soprattutto si ritrova la speranza e la fiducia.

La fiducia nel fatto che esiste uno spazio di intervento.

Uno spazio di possibilità.

L’essere umano non è solo un organismo […] è anche una mente la cui forza, se usata saggiamente, può consentirgli di riparare il corpo quando vacilla.

Morale: il paradosso di lasciare andare per avere il pieno controllo

L’arte di respirare non è arrivato quando volevo leggerlo.

È arrivato quando avevo bisogno della conferma di aver integrato ciò che avevo esplorato negli ultimi 6 anni della mia vita.

 

Solo quando lasciamo andare.

Lasciamo che “avvenga”.

E osserviamo la Legge del non attaccamento allora ci sintonizziamo davvero sul tempo divino.

E quando accade, quando riusciamo a fare questo, tutto semplicemente arriva a noi.

Sinossi

L’arte di respirare è un viaggio tra scienza, storia e sperimentazione personale che mette in discussione qualcosa che diamo per scontato ogni giorno: il respiro.

James Nestor parte da una domanda semplice ma destabilizzante: stiamo davvero respirando nel modo giusto? Attraverso ricerche scientifiche, incontri con esperti e pratiche antiche dimenticate, l’autore dimostra come il modo in cui respiriamo influenzi profondamente salute fisica, equilibrio mentale e qualità della vita.

Il libro intreccia discipline come la fisiologia, la medicina moderna, le tradizioni yogiche e le tecniche di respirazione ancestrali, mostrando come l’essere umano abbia progressivamente “disimparato” a respirare in modo naturale, con conseguenze su ansia, sonno, postura e persino struttura del volto.

Tra esperimenti diretti – come il respirare esclusivamente dalla bocca per giorni – e analisi di casi clinici, emerge una verità tanto semplice quanto scomoda: il respiro è uno degli strumenti più potenti di regolazione del sistema nervoso, eppure è anche uno dei più trascurati.

“L’arte di respirare” non è solo un saggio divulgativo, ma una guida concreta per recuperare una funzione biologica fondamentale e trasformarla in una leva di benessere, presenza e performance.

 

 

 

Info bibliografiche

Titolo originale: Breathe: The new science of lost art
Titolo italiano: L’arte di respirare
Autore: James Nestor

Anno di uscita originale: 2020
Prima pubblicazione italiana: 2021

La mia edizione: Prima edizione, 2021
Editore italiano: Aboca
Numero di pagine: 334

Genere: GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

Data, luogo ed età di acquisto del libro: 19 Ottobre 2021, Torino, 32 anni
Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 28 Marzo 2026, Torino, 36 anni

 

 

 

SEGUIMI SUI MIEI SOCIAL
L’impostazione shintoista giapponese ai giorni nostri per riconnettersi con il Tutto

L’impostazione shintoista giapponese ai giorni nostri per riconnettersi con il Tutto

Copertina libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP FILOSOFIASPIRITUALITÁ

L’impostazione shintoista giapponese ai giorni nostri per riconnettersi con il Tutto (sia nel tangibile che nel sottile)

Non puoi integrare una nuova filosofia senza diventare una nuova versione di te. Il cambiamento non è qualcosa che va imparato ma che va ricordato poiché appartiene alla nostra natura innata essendo parte del Tutto da cui abbiamo origine.

21 MARZO 2026 – TORINO

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP FILOSOFIASPIRITUALITÁ

Il pensiero giapponese di Le Yen Mai Tavis. Ecco la mia recensione.

15 concetti.

15 luoghi che corrispondono a 15 tappe geografiche attraverso il Kansai in Giappone.

1 pretesto per integrare nel quotidiano lo shintoismo che scopriamo essere molto più vicino a noi di quanto non si possa pensare.

Questo è un libro che si lascia leggere veloce ma si integra lentamente perché di mezzo c’è il cambiamento identitario. Non a caso ho comprato questo libro il 2 aprile 2023 a Napoli dove lo inizio a leggere e lo finisco oggi che scrivo che è il 21 marzo 2026 a tre anni di distanza.

Già, le evoluzioni identitarie sono in assoluto quelle che richiedono più tempo…

Di fatto è uno di quei libri che non finiscono quando arrivi all’ultima pagina, ma che è proprio quando arrivi all’ultima pagina che iniziano davvero.

 

Accogliere l’imperfezione e praticare il miglioramento costante

2 Kaizen • 6 Nintai 

Quando avevo circa 16 anni o giù di lì, incontro per la prima volta il termine Kaizen. Da allora me ne innamoro, lo sposo e lo faccio mio in ogni ambito della mia vita al punto da creare un progetto che è stato battezzato proprio così.

Questo concetto è autenticamente quello che mi ha permesso di raggiungere ogni cosa nella mia vita sia personale che imprenditoriale. Senza non sarei mai diventata chi sono oggi e non potrei essere chi devo diventare. É molto semplice: nessuno stravolgimento improvviso ma un cambiamento costante, come una scala che si sale gradino dopo gradino.

La seconda parola giapponese che incontro nel mio percorso evolutivo è ikigai e questo perché quando avevo circa 18 anni ero alla ricerca di come dare un senso alla mia vita. 

In quel periodo chiunque fosse interessato di marketing e crescita personale veniva inondato da “questo ikigai”, solo pochi lo hanno davvero integrato nelle loro vite e ancora meno lo hanno portato nella dimensione imprenditoriale. Io sono fra coloro che hanno saputo farlo e ora sono Guida Evolutiva per chi desidera fare lo stesso.

Libro La regina degli scacchi di Walter Tevis chiuso in mano
Libro La regina degli scacchi aperto durante la lettura
Dorso del libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

Sbocciare come i fiori di ciliegio: diventare noi stessi “bellezza” raggiungendo lo scopo più alto

3 Hanafubuki • 9 Shinrin-Yoku • 113 Ikigai • 4 Yūgen

Molto facile è guardare la bellezza che è fuori di noi.

Grandissimo insegnamento è però quello di diventare noi stessi bellezza.

Accogliere le ciclicità e la caducità della vita.

Ricordare che funzioniamo esattamente come un fiore: da bocciolo dobbiamo aprirci, mostrarci al mondo con la corolla aperta e rivelare la nostra bellezza per poi semplicemente fare posto alle successive stagioni.

Ed è quando accogliamo chi siamo davvero che anche il nostro scopo più alto, non “solo” la Missione ma il nostro ikigai si rivela e in allineamento ad esso riusciamo davvero a vivere.

Per quanto il termine e la filosofia alla base dell’Ikigai possa far pensare a qualcosa di totalmente impalpabile, in realtà è incentrato non solo sul bilanciamento fra crescita personale e spirituale ma anche imprenditoriale. Non si può infatti essere completamente realizzati senza avere anche l’appagamento nel denaro (scopri il corso per migliorare il tuo rapporto con il denaro).

L’armonia perfetta delle parti.

Questo è il vero obiettivo dell’Ikigai.

Il ruolo dell’altro

4 Omoiyari • 8 Omotenashi 

E forse la società occidentale insegna una predominanza dell’Ego e quindi di agire per noi stessi; ma ben presto ci viene rivelato che solo quando siamo a servizio degli altri e in condivisione con loro, imparando anche ad anticiparne persino i bisogni, allora siamo davvero integri.

Comprendere e appagare i bisogni altrui non è servilismo né tantomeno sottomissione ma è cura reciproca; a mio avviso un concetto meraviglioso che può forse suonare utopico ma del tutto praticabile a partire dalla semplicità quotidiana. Non è un atteggiamento perbenista ma legato ad una profonda cultura orientata all’altro. 

Per chiunque abbia un Business questo diventa letteralmente oro colato perché allenare lo spirito di osservazione, l’empatia e la conoscenza dell’altro (nella fattispecie del proprio cliente) si riuscirà ad appagare davvero i suoi desideri.

Ed è lì che ci si sente davvero sazi nello spirito.

Accogliere le rotture e praticare la gratitudine profonda

5 Kintsugi • 1 Wabi Sabi • 7 Itadakimasu • 15 Mono No Aware

 

Avevo già avviato Spiritual CEO quando la mia evoluzione mi ha portata a rompermi in mille pezzi, ancora e ancora. Ed è in quel momento che con un tempismo meraviglioso incontro la parola Kintsugi. Come per le altre me ne innamoro tant’è che anni più tardi leggerò il libro di Tomas Navarro mentre vado ad incontrare la mia Fiamma Gemella al Lago Maggiore. Quel viaggio ha inaugurato una nuova versione di me.

Sapevo che ero rotta ma non mi volevo arrendere all’essere “da buttare” e così quello che ho fatto è stato, così come insegna la pratica del kintsugi, a fare delle mie ferite la mia unicità. Non le ho più nascoste ma impreziosite con l’oro.

 

La parola Wabi Sabi invece la incontro a Torino in uno dei tanti mercatini artigianali che rendono viva la città che ad oggi che scrivo è ancora la mia casa.

Dovevo abbandonare il perfezionismo che sempre mi aveva accompagnata e accogliere la bellezza dell’imperfezione. Ero pronta ad integrare anche questo nuovo codice e ne ho subito scoperto la bellezza.

Questi due concetti sono molto vicini e forse è proprio per questo che sono arrivati nella mia vita con la stessa prossimità.

Praticare l’identità del benessere e aprirsi all’amore

10 Hanasaki • 11 Koi No Yokan • 12 Danshari 

 

Ad eccezione dei 4 che avevo incontrato nel mio percorso, tutti gli altri concetti li ho scoperti grazie a questo libro ma anche se non ne conoscevo il nome ho subito riconosciuto che facevano già parte di me e del mio modo di essere: della mia identità!

L’identità è uno dei nodi cardine con cui ciascuno di noi si trova a dover fare i conti.

Ciò che pensiamo, quello che mangiamo, come ci prendiamo cura di noi, dei luoghi che abitiamo, dei gruppi di cui facciamo parte.

Cesellare con consapevolezza il “chi siamo” è la più alta forma d’amore che possiamo sperimentare nella nostra vita. E solo dopo che abbiamo normalizzato questa vibrazione nelle nostre vite allora potremmo anche fare esperienza di quella “premonizione d’amore” che ci porta a connetterci ad un livello più profondo non solo con noi stessi ma soprattutto con la persona che è arrivata sul nostro cammino per amarci e accogliere il nostro amore.

L’autrice dell’articolo

Ciao, il mio nome è Marzia Rosi e questo è il mio Book Blog.

Qui racconto come i libri mi insegnano ogni giorno a viaggiare dentro e fuori di me.

Mi definisco Guida evolutiva per l’imprenditoria visionaria 🔮

Esperta in allineamento fra identità e obiettivi  lavoro sia con chi sta scalando il fatturato che imprenditrici/imprenditori con Business strutturati nella propria crescita personale, spirituale e imprenditoriale con l’obiettivo di incarnare la propria identità più elevata e raggiungere insieme gli obiettivi di fatturato unendo Strategia ed Energetica!

Oggi puoi iniziare anche tu il tuo viaggio dentro di te accedendo alle risorse gratuite di Spiritual CEO Academy.

Sinossi

Il pensiero giapponese di Le Yen Mai è un viaggio immersivo nella cultura del Sol Levante, costruito come una camminata simbolica tra Kyoto e la regione del Kansai.

Attraverso quindici luoghi, il libro diventa una porta d’accesso ai concetti fondamentali del pensiero giapponese: filosofico, spirituale e quotidiano.

L’autrice guida il lettore nella comprensione di idee affascinanti ma spesso difficili da tradurre nella vita occidentale, colmando la distanza tra due visioni del mondo profondamente diverse.

È un percorso che non si limita a spiegare, ma invita a vedere, sentire e integrare questi principi nella propria realtà, trasformando la distanza culturale in possibilità di crescita interiore. 

 

Info bibliografiche

Titolo originale: Il pensiero giapponese
Titolo italiano: Il pensiero giapponese
Autore: Le yen Mai

Anno di uscita originale: 2020
Prima pubblicazione italiana: 2020

La mia edizione: Prima edizione, Quinta ristampa 2022
Editore italiano: Giunti Editore
Numero di pagine: 303

Genere: GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP FILOSOFIASPIRITUALITÁ

Data, luogo ed età di acquisto del libro: 2 Aprile 2023, Napoli, 33 anni
Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 21 Marzo 2026, Torino, 36 anni

 

SEGUIMI SUI MIEI SOCIAL
Il viaggio ascetico prima di tornare nel mondo reale. Una lettura delle Favole Buddiste

Il viaggio ascetico prima di tornare nel mondo reale. Una lettura delle Favole Buddiste

Copertina libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

SPIRITUALITÁGROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

Il viaggio ascetico prima di tornare nel mondo reale. Una lettura delle Favole Buddiste

Fare esperienza della vita ascetica è un passaggio necessario. Per alcuni dura più tempo per altri meno. Ciò che accomuna tutti noi che abbiamo fatto questo tipo di esperienza di vita è che quando torniamo nel mondo non abbiamo la capacità di farlo nello stesso modo. Semplicemente facciamo ritorno si, ma lo facciamo in maniera completamente diversa.

18 MARZO 2026 – TORINO

SPIRITUALITÁGROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

Fiabe buddiste di Eugen Diederichs Verlag . Ecco la mia recensione.

Innumerevoli sono i temi affrontati nelle varie favole qui raccolte. 

Il filo conduttore che nella mia esperienza e vissuto personale li accomuna tutti è il voler fare esperienza ascetica ad un livello terreno.

 

Queste fiabe non sono un percorso, non sono una guida, non sono una bussola. 

Sono semplicemente dei semi che vengono piantati dentro di noi quando li leggiamo, oppure ci fanno capire che in noi alcuni fiori sono già sbocciati e siamo pronti per qualcosa di più.

 

Ho iniziato a leggere questo libro il 25 Maggio 2025. Il giorno in cui a Milano ho incontrato una delle mie anime gemelle. Volevo un libro che parlasse di viaggio e lo è stato.


Ho impiegato 10 mesi per leggerlo. Non è un libro che si legge tutto d’un fiato. Ha bisogno di tempo e di presenza. É un libro che si intreccia profondamente al proprio cammino evolutivo e lo sancisce. Non è un libro che leggi perché “è bello” ma perché ha delle consapevolezze da far emergere.

Spiritualità significa imparare a camminare nel vuoto

Scrivo questa recensione come un sigillo che chiude questo mio periodo di evoluzione animica e personale profonda.
In questo tempo ho creato Spiritual CEO, ho canalizzato pratiche meditative ed energetiche profonde, sono cambiata così tante volte da aver perso il conto.

Proprio pochi giorni fa mentre leggevo le ultime pagine di questo libro durante uno dei miei channeling ho ricevuto questa immagine di me stessa, conclusiva e al contempo descrittiva, di quanto vissuto fino a qui.

Mi sono vista camminare come un equilibrista su un filo.
Intorno a me tutto avvolto dall’oscurità, sotto di me il baratro e le uniche cose visibili erano l’asprità della pietra rocciosa scura.


Nel mio avanzare non mi sono mai voltata.
Ho continuato ad andare avanti. Da sola.


Il filo su cui ho camminato è quello che mi ha condotta da Roma alla me stessa di quattro anni e mezzo più avanti.

Alla fine sono arrivata dall’altra parte.
Solo la centratura acquisita in questo tempo di solitudine e introspezione mi ha permesso di farcela: di raggiungere l’altra parte del filo.
E dall’altra parte ho trovato il mio Salto Quantico Incarnato: quella dimensione di vita che a lungo avevo cercato e che solo ora finalmente sperimento.

Certamente questo libro non è fra i miei preferiti, ma per me ha un suo significato profondo. Forse perché sono Lettrice Akashica ma ad ogni libro affido capitoli della mia vita e anche stavolta è stato così.

Il mio periodo di ascesi urbana a Torino

Ho vissuto gli ultimi anni in una dimensione di profonda solitudine intenzionale.

Ho voluto immergermi nelle profondità.

Non sapevo a cosa andavo incontro ma l’ho fatto.

 

Ne sentivo il richiamo.

Tanto mi è bastato.

 

Spesso si crede che per raggiungere un livello più alto di coscienza ci si debba ritirare in luoghi lontani, distanti. Ma io sono la prova che per fare viaggi interiori profondi si può vivere anche in pieno centro.

Come insegno anche all’interno di Spiritual CEO non è quello che si fa ma la dimensione interiore dalla quale si agisce. 

Libro La regina degli scacchi di Walter Tevis chiuso in mano
Libro La regina degli scacchi aperto durante la lettura
Dorso del libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

Trovare la propria dimensione fra Spiritualità e Mondo

Le fiabe buddiste non sono semplici racconti.

Sono traiettorie.

Ogni storia mostra un essere che vive, sbaglia, comprende…
e poi ritorna.


L’esperienza di vita che tutti noi facciamo è imperfetta. Ma è proprio questo il punto: riscoprire il divino che è in noi per poi riuscire ad essere in perfetta comunione fra ciò che esiste dentro e ciò che invece è fuori.

Sempre di più il confine si assottiglia ed è lì che sperimentiamo la felicità più autentica.

Il punto ancora una volta è allinearsi.

Unire spirito e materia.


E questo libro lo sussurra continuamente:
nessuno di noi è qui per rimanere nell’esilio, per essere invisibile.

Ma siamo qui esattamente per il contrario: fare esperienza “dell’alto” per poi portarlo nella materia.

Quando l’asceta torna nel Mondo

Il mio isolamento urbano a Torino è stato il mio ritiro.

Non in un tempio.
Non su una montagna.

Il mio isolamento urbano a Torino è stato il mio ritiro.

Non in un tempio.
Non su una montagna.

Ma dentro la mia vita.

 

Quattro anni e mezzo in cui ho attraversato me stessa.
In cui ho tolto, lasciato, osservato.

E proprio come nelle fiabe buddiste,
ho compreso che l’ascesi non è il punto di arrivo.

È una fase.

Una preparazione.

 

E poi arriva il momento.

Quello che nessuno racconta davvero.

Il ritorno.

 

L’asceta torna.
Il Bodhisattva si reincarna.

Chi ha visto… fa ritorno.

 

Non per adattarsi. [non ci sarebbe alcuna possibilità di riuscirci]
Ma per trasmettere.

 

Sapevo già dalle mie Guide quale fosse la mia Missione.

Ma quando ho toccato con mano quanto io fossi cambiata e quanto anche il mio intorno si fosse plasmato…

É lì ho riconosciuto il senso di questo ciclo, che a starci dentro ammetto essermi sembrato infinito. Un tempo lunghissimo in cui solo il mio Credo più profondo mi ha permesso di andare avanti.

 

La fiducia nella mia Missione.

Nel processo di co-creazione.

La connessione e la riscoperta del Divino nel suo senso più ampio.

 

Non ho mai scelto l’isolamento ascetico perché volevo una via di fuga.

L’ho scelto perché in questo tempo e durante questa esperienza dovevo acquisire quella conoscenza che poi avrei portato nel Mondo.

 

Non sono stata un’asceta per essere isolata.

Sono diventata un’asceta per abitare davvero il Mondo e la mia Vita.

 

Il mio ritorno ha portato solo Doni.

Fiabe buddiste: perché questo libro è ancora attuale

Qui si parla di una verità che non cambia.

Che tu viva oggi o migliaia di anni fa,

il percorso è lo stesso: vivi, comprendi, evolvi, ritorni.

Questo libro non è veloce.
Non è leggero.

Ma è un modo per fare ritorno.

 

Perché ti mette davanti a una domanda semplice:

stai usando la tua evoluzione per vivere davvero o per fuggire?

Morale

Con queste pagine si conclude quello che chiamo il mio isolamento urbano a Torino. Quattro anni e mezzo in cui sono stata con me stessa. In cui ho autenticamente vissuto l’ascesi perché il luogo in cui mi sono recata in tutto questo tempo è stato la mia anima e “altri luoghi cosmici”.

 

Ma l’anima non è il luogo in cui si abita.

Il luogo in cui si abita è il Mondo.

Quello vero. 

 

Quello in cui abbiamo scelto di reincarnarci.

 

Così l’invito e l’insegnamento che ho colto è: un viaggio introspettivo anche molto lungo è necessario ma il viaggio per definizione volge al termine, e quando finisce il nuovo viaggio nel Mondo può iniziare davvero.

 

Quindi che sia questo il portale per accedere ad un nuovo livello di vita e di unione fra divino e terreno.

 

Non sei venut* qui per restare sospesa tra due mondi.

Sei venut* per attraversarli entrambi.

 

Per perderti nell’anima
e poi ritrovarti in una materia che vibra a frequenze più alte.

Per ricordare
e poi incarnare.

 

Perché la verità più alta
non è quella che contempli nel silenzio.

È quella che riesci a vivere
quando torni nel mondo.

 

Puoi evolvere quanto vuoi.
Puoi comprendere, studiare, canalizzare.

Ma se non torni nel mondo,
non serve.

 

Il vero Salto Quantico non è mai solo spirituale.

È incarnato.

 

Non nell’ascesi.

Ma nel ritorno.

 

Sinossi

Una raccolta di racconti della tradizione buddhista che attraversano le molteplici incarnazioni del Bodhisattva, mostrando attraverso storie semplici e simboliche le leggi universali che regolano il comportamento umano. Un viaggio tra karma, consapevolezza e trasformazione, dove ogni esperienza diventa insegnamento e ogni vita un passo verso la comprensione.

 

 

 

Info bibliografiche

Titolo originale: Buddhistische Märchen aus dem alten Indies

Titolo italiano: Fiabe buddiste

Autore: Eugen Diederichs Verlag 

 

Anno di uscita originale: 1991

Prima pubblicazione italiana: 1996

 

La mia edizione: 1996, prima edizione italiana

Editore italiano / Editore: Mondadori

Numero di pagine: 408

 

Genere: SPIRITUALITÁGROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

 

Data, luogo ed età di acquisto del libro: 13 Maggio 2025, Roma

Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 18 Marzo 2026, Torino, 36

SEGUIMI SUI MIEI SOCIAL
Il Frankenstein di Shelley ci spiega 2 ferite dell’anima: l’abbandono e il rifiuto

Il Frankenstein di Shelley ci spiega 2 ferite dell’anima: l’abbandono e il rifiuto

Frankenstein di Mary Shelley durante la lettura

ROMANZO – GRANDI CLASSICIHORROR & GOTICO

Il Frankenstein di Shelley ci spiega 2 ferite dell’anima: l’abbandono e il rifiuto.

Leggere Frankenstein con le lenti della Spiritualità è un’esperienza evolutiva. Spogliando il “mostro” delle sue ombre ecco che diventa archetipo delle difficoltà che l’essere umano incontra quando guarisce la sua anima dalle ferite più profonde.

13 DICEMBRE 2025 – TORINO

ROMANZO – GRANDI CLASSICIHORROR & GOTICO

Frankenstein di Mary Shelley. Ecco la mia recensione.

Non è stata la prima volta e non sarà l’ultima.

Forse perché sono Lettrice di Registri Akashici ma i libri che leggo sono tessere del mosaico che è la mia vita.
Quando prendiamo in mano un libro crediamo di essere noi a leggerlo ma in realtà “è lui” che ci legge e al contempo ci dà la possibilità di leggerci mentre lo sguardo scorre fra le parole dette e non dette dell’autore. Almeno se gli lasciamo questo spazio.

 

E se ci sono libri che “ci leggono” ci sono anche quelli che che ci aspettano.

Frankenstein è stato così per me.
L’ho acquistato tre anni prima di leggerlo davvero.

Un richiamo come sempre mi ha mossa a portarlo con me…in attesa.

Oggi so che non avevo gli strumenti per dargli una lettura oltre la cultura gotica di massa.

Di fatto l’ho scelto/mi ha scelta quando ancora non avevo sbloccato pienamente la mia coscienza e la mia competenza spirituale. Un libro rimasto in silenzio, come se sapesse che non era ancora il tempo giusto.

Aveva ragione.

Oltre la storia gotica troviamo di più.
Una mappa dell’anima ferita.
Un archetipo potentissimo di ciò che siamo prima di guarire.

E questa mia riflessione è certamente fuori dall’ordinario ma non lo è anche la “creatura” che è nata dal genio di Mary Shelley?!

Frankenstein come archetipo: ciò che siamo prima di guarire

Frankenstein non è un mostro.
Frankenstein è un patchwork un assemblaggio di ciò a cui il nostro inconscio ci ha esposto e in cui ci ha trasformato.

 

È ciò che diventiamo quando siamo un esperimento di esperienze non integrate, di ferite mai guardate, di parti di noi che hanno imparato a sopravvivere invece che a vivere.

Un’entità che sentiamo di non aver scelto perché è la nostra parte animica e quindi (ancora) inconscia ad avere in mano le redini della nostra vita.
La creatura è lo specchio dell’essere umano non ancora guarito, non ancora intero, non ancora accolto.

Il gotico, allora, non è il fine o lo stile.
È un velo.
Un linguaggio simbolico che nasconde, e al tempo stesso rivela, una verità profondamente umana: quando non siamo integrati, facciamo paura. Prima a noi stessi. Poi al mondo.

Quando non sappiamo chi siamo e pensiamo di non esserci scelti il nostro passo nel mondo è pesante e devastante prima di incontrare la leggerezza della consapevolezza.

La saggezza di Frankenstein, un libro che mi ha aspettata

Come già detto ho acquistato questo libro anni fa, quando ancora non avevo le parole, né gli strumenti, per leggerlo davvero l’oltre che nasconde.
L’ho ripreso in mano durante uno dei miei “viaggi interiori” ultimato con l’ennesimo treno fra Torino e Milano, nel momento esatto in cui il mio sguardo era intenzionalmente e definitivamente cambiato.

Il tempo giusto non è mai casuale.
E soprattutto non si può programmare.

Semplicemente ci muoviamo nella sua direzione per poi lasciarci travolgere dagli eventi a volte soffici a volte brutali. Stavolta ho sperimentato la bellezza di un momento morbido.

Ci sono letture che accadono solo quando la coscienza è pronta a sostenere ciò che rivelano. Frankenstein nel suo essere gotico semplicemente è crudo e quindi non artefatto, eppure se lo leggi quando non sei allineat* ti perdi un mondo e resta una storia oscura.

Se lo leggi quando sei pront*, diventa uno specchio sacro.

Frankenstein di Mary Shelley durante una recensione spirituale
Dorso dell’edizione BUR Deluxe di Frankenstein di Mary Shelley
Copertina illustrata di Frankenstein di Mary Shelley edizione BUR Deluxe

Leggere Frankenstein con gli occhi della spiritualità

Il mio stato d’animo, durante questa lettura, è stato uno solo: empatia.

Empatia per la creatura.

Ma anche il sentire profondamente chi sono dovuta essere per diventare chi sono oggi.


Tra le righe, e oltre lo standard della cultura di massa, si manifesta un messaggio “sottile”, evolutivo, profondamente animico.

Leggere Frankenstein con gli occhi della spiritualità significa togliere il nero del gotico e vedere ciò che resta quando il buio non serve più a spaventare, ma a comprendere.

A vedere.

Vedere profondamente nel buio del vuoto, della solitudine e dell’abbandono.
E ciò che resta è una domanda antica: cosa succede all’anima quando non viene vista?

La ferita del rifiuto: quando non veniamo visti

La ferita del rifiuto è il primo battito del cuore del “mostro”.

La creatura viene rifiutata dal suo stesso creatore, respinta dallo sguardo umano, esclusa prima ancora di poter esistere davvero.
Non viene vista. Non viene riconosciuta. Non viene scelta.

Da qui nasce la rabbia.
Una rabbia che non è assenza d’anima
(come Victor il suo creatore ha creduto fin quasi alla fine) ma frustrazione che diventa disperazione nel non sapere come spezzare il loop nel quale ci si sente incastrati e impotenti.
È il dolore di chi sente di esistere, ma non trova uno spazio in nessun mondo che lo accolga.

Quando non veniamo visti, iniziamo a urlare.
E se nessuno ascolta, impariamo a ferire.

Finché il ferire che sia noi stessi o gli altri nel processo evolutivo non si trasforma in atto di protezione, di recinzione (confini personali e protezione verso chi e cosa amiamo) e creazione di un Mondo che sa essere nostro.

Nel libro ritroviamo l’atto creativo di un nuovo mondo quando la Creatura Frankenstein fa esperienza del “Mondo Casa”, per chi come noi ha l’imprenditoria come Missione animica significa creare il proprio Spazio Sacro in cui accogliere ed evolvere ancora.

La ferita dell’abbandono: quando veniamo lasciati soli

L’abbandono è una ferita dell’anima che grida forte.

Un grido che è il suono disperato della Creatura quando nel nulla ecosistemico di ciò che gli è intorno, esprime se stesso nell’unico modo che sente suo.

La sua forza.

Il suo corpo.

La sua determinazione che qui è sete di vendetta fomentata dalla sensazione di costrizione interiore.

Ed è lì che la rabbia esplode.

É lì che questo tremendo sentire vuole uscire fuori.

Che sia per creare o distruggere alla Creatura (e a noi, in una fase pre-spirituale) non importa.

Il troppo sentire diventa un tumore di cui liberarsi. Una massa informe di energia densa da strappare dal nostro corpo [ti rimando alla pratica energetica in cui puoi rimuovere masse dense dal tuo corpo: Sfera nera e oro ad alta quota]

 

Ciascuno di noi la ferita dell’abbandono l’ha vissuta (e ri-vissuta) in questa vita e in molte altre prima di questa.
E Frankenstein la incarna in modo crudele e perfetto.

La creatura viene lasciata senza guida, senza nome, senza casa.
Nessuno gli insegna chi è. Nessuno gli mostra come stare nel mondo.

Nessuno ha creato un mondo che potesse accoglierlo al suo arrivo [e qui si potrebbero aprire parentesi parallele sulla genitorialità consapevole, letta persino in un’ottica bilaterale…].

L’abbandono genera smarrimento.
E lo smarrimento, se non accolto, si trasforma in vendetta.

Non perché la vendetta sia giusta (nel senso di evolutiva), ma perché è l’unico linguaggio che resta a chi non ha mai imparato a trasformare il dolore in senso.

Solo quando arrivi qui sei davvero liber*.

La solitudine dell’evoluzione e il vivere ai margini

Frankenstein vaga in luoghi remoti, si nasconde, vive ai margini.
Proprio come accade a chi sta evolvendo senza ancora avere gli strumenti per farlo.

É un movimento cieco e incessante.

É un avanzare tormentato e profondo.

C’è una solitudine particolare che accompagna l’evoluzione (ma anche l’imprenditoria…sono certa che sai si cosa parlo…): quella di chi sente che non può più tornare indietro, ma non sa ancora dove andare.
La vendetta, allora, diventa un tentativo brutale, e non evolutivo/elevato, di liberarsi da un peso enorme.

La rabbia di Frankenstein nasce dal fatto di non avere strumenti per evolvere.
Vive la tremenda frustrazione di essere incastrato in un limbo che sente di non aver scelto.
Esattamente come accade quando siamo intrappolati in un loop che la nostra parte subconscia ci ripropone ancora e ancora, come un tormento senza fine.

Il tempo animico non è mai casuale

Ho scritto questa recensione il 13 dicembre 2025, il giorno dopo il portale 12/12, in un anno a energia 9.
Il giorno dopo essere stata a Milano per un evento dal vivo che poggiandosi sulle basi costruite fin qui ha smosso la giusta energia per la mia evoluzione futura come donna e imprenditrice.

Oggi che scrivo apprendo la notizia che stanotte (nel pieno del portale energetico) la mia storica insegnante di danza si spegne per sempre.

Stamattina ancora non lo sapevo.

Nel mio channeling mattutino lei mi è apparsa: evidentemente era un saluto e se n’è andata ricordandomi una cosa importante per me.

Sei un’artista.

Non le ho mai creduto.

Stamattina nel riaffiorare delle sue parole ho pianto.

Questa è la sua eredità per me.

La onorerò al mio meglio.

 

Nulla è stato casuale.
Nemmeno questa lettura.
Nemmeno questo momento.

Nemmeno il mio (possibile) rimanere a Milano qualche ora in più senza farlo davvero.

 

Quando l’anima è pronta a chiudere un ciclo ciò che è funzionale ci attiva per chiudere i cerchi ancora aperti e per darci i doni che servono al nuovo ciclo in cui stiamo per entrare.

 

Varca la soglia.

Rileggere Frankenstein da adulti: oltre il gotico

Rileggere Frankenstein in età adulta significa spogliarlo dell’horror e riconoscerlo per ciò che è: un Maestro Oscuro.

Non un mostro da temere, ma una coscienza ferita da comprendere.
Un insegnamento animico che ci invita a guardare ciò che diventa distruttivo quando non viene guarito.

Ci ricorda che nero, o gotico in questo caso, è solo ciò che ancora non abbiamo integrato. 

Ci ricorda che la tenebra è la fase prima della luce.

Frankenstein non chiede giudizio.
Chiede integrazione.

Morale: rimanere in bilico fra rabbia e non appartenenza finché non guariamo

Finché non guariamo le nostre ferite, restiamo in bilico.
Fra rabbia e non appartenenza.
Fra desiderio di essere visti e paura di esserlo davvero.

Guarire significa diventare integri.

Significa smettere di respingere chi siamo e l’altro.

Significa diventare il nostro stesso Mondo e scegliere da questa nuova dimensione se accogliere altri al suo interno e quindi intrecciare ciò che per noi abbiamo creato, con i mondi altrui.
Di fatto solo quando siamo integri possiamo scegliere il luogo, il contesto, il mondo a cui appartenere.

Osservando le dinamiche attraverso le quali ho vissuto questo Grande Classico ritengo che possa trovare il suo lettore/lettrice o all’inizio del suo percorso evolutivo per mostrargli le sue ombre; oppure quando l’evoluzione è completa per mostrargli la luce che ha portato dentro di sé.

E se vuoi gli strumenti per passare da ombra a luce all’interno di Spiritual CEO Academy trovi un’intera Libreria di risorse gratuite create appositamente per condurti in questa transizione.

Sinossi

Victor Frankenstein, giovane studioso assetato di conoscenza, spinto dal desiderio di superare i limiti della scienza, riesce a dare vita a una creatura assemblata a partire da frammenti umani.
Ma ciò che nasce dal suo esperimento non è il trionfo della ragione: è un essere sensibile, potente, incompreso, destinato a essere rifiutato da chiunque persino dal suo stesso creatore!

Abbandonato dal suo creatore e respinto dal mondo, il “mostro” sviluppa un profondo dolore che si trasforma in furia, in solitudine e infine in vendetta.
Inizia così un inseguimento tra creatore e creatura, un viaggio che attraversa paesaggi alpini, laboratori oscuri e luoghi gelidi ai confini del mondo, mentre entrambi sono tormentati dalla stessa domanda: chi è il vero mostro?

Tra riflessioni sul limite etico della scienza, il peso della responsabilità e il bisogno umano di essere visti e soprattutto accettati, Shelley costruisce uno dei romanzi più potenti di sempre, un classico assoluto che continua a parlare al presente con la sua inquietante attualità.

 

 

 

Info bibliografiche

Titolo originale: Frankenstein or the Modern Prometheus

Titolo italiano: Frankenstein

Autore: Mary Shelley

 

Anno di uscita originale: 1818

Prima pubblicazione italiana: 2015 (edizione BUR)

 

La mia edizione: novembre 2021, Edizione illustrata BUR Deluxe, acquistata a Torino

Editore italiano: BUR / Rizzoli

Numero di pagine: 259

 

Genere: GRANDI CLASSICI, HORROR & GOTICO

Data, luogo ed età di acquisto del libro: 12 Dicembre 2021, Torino, 32 anni

Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 13 Dicembre 2025, Torino, 36 anni

 

 

SEGUIMI SUI MIEI SOCIAL

Quando sbloccare la propria voce passa dal creare un podcast

Quando sbloccare la propria voce passa dal creare un podcast

Copertina libro Branded Podcast Producer

MANUALEMARKETING

Quando sbloccare la propria voce passa dal creare un Podcast

Per anni ho sentito la mia voce bussare. Ogni volta che provavo a ignorarla, tornava a battere, più forte. Succede sempre così per tutto e per tutt* noi.
Sapevo di voler creare un podcast, sapevo che Business in Stile Rock sarebbe nato… ma non sapevo come, né quando.

Poi è arrivato il trasferimento a Torino e tutto della mia vita si è sbloccato, podcast incluso.

4 DICEMBRE 2025 – TORINO

MANUALEMARKETING

Branded Podcast Producer di Rossella Pivanti. Ecco la mia recensione.

Ho comprato un microfono come fosse un talismano, un promemoria, una promessa fatta a me stessa.
Eppure l’ho lasciato chiuso nella scatola per un anno intero.
Perché?
Perché creare un podcast non è solo questione di strumenti.
È questione di potere personale.
Di avere il coraggio di dire la propria verità senza veli né filtri.
Di lasciarsi ascoltare per davvero.

È lì che l’energia di Rossella Pivanti ha iniziato a parlarmi.

 

Leggere Branded Podcast Producer di Rossella Pivanti è stato, per me, molto più che un approfondimento tecnico sul mondo del podcasting: è stato un viaggio energetico nella voce, nella leadership interiore e nel coraggio di mostrarsi senza maschere.
L’ho divorato in una giornata, seduta alla Biblioteca Nazionale, in quella stanza silenziosa dove la mia voce sembrava già vibrare sotto pelle, pronta a muoversi.
Volevo essere sicura di avere tra le mani il miglior riferimento possibile. E questo è il motivo per cui ho scelto Rossella Pivanti.

Lei sa cosa significa “anima rock” ed è naturale che le sue parole mi abbiano trovata.

Da lì è arrivata la conferma più semplice e più potente: quando la voce vuole uscire, devi trovare lo strumento che la faccia suonare.

La voce come strumento di leadership e potere personale

Se già hai ascoltato Business in Stile Rock lo sai: la voce non è un suono, è un atto di presenza.
E questo è il punto in cui leggendo le parole di Rossella Pivanti la voce cambia pelle e diventa qualcosa che va oltre la tecnica.

La voce è il primo strumento di leadership.
È il luogo in cui si manifesta la nostra energia.
È un portale di verità: quando parli, l’altro sente se stai scegliendo il coraggio o la paura.

Per me, questa è stata una rivelazione.
Lo sentivo ma mancava il coraggio.

Mancava “nella voce” quello stesso permesso che davo a me stessa nello scrivere.

Avevo sempre lavorato con le parole scritte, ma usare la voce significava espormi di più, rischiare e anzi, avere la certezza, di essere vista davvero perché sono incapace di mentire.

E la voce la verità la dice sempre anche quando significa staccarsi da chi hai sempre creduto di essere.

Un podcast non è solo strumento divulgativo ma soprattutto evolutivo perché è parlando che diventi davvero chi sei.
Eppure era anche l’unico modo per liberarmi, per smettere di filtrarmi, per iniziare a suonare.

Ma per me che non avevo mai amato il suono della mia voce è stato un lungo viaggio davvero…

Lettura libro Branded Podcast Producer
Dorso libro Branded Podcast Producer
Libro e appunti recensione Branded Podcast Producer

Il primo episodio: la nascita di una nuova me

Ricordo ancora il giorno in cui ho premuto “rec” per la prima volta.
Era un mattino prima dell’alba.

La stanza era la mia camera da letto, il microfono era lo stesso, quello comprato un anno prima… ma io no.

Non era un gesto tecnico.
Era un rito di passaggio.

Avevo letto il libro. Avevo camminato tra quelle pagine che parlavano di tecnicismi, di suoni e ritmo, di identità sonora e intenzione narrativa.
E avevo capito una cosa semplice: non devi aspettare di essere perfetta per iniziare, devi solo essere vera.

Il primo episodio non è stato solo l’inizio di un podcast.
È stato l’inizio di una me che finalmente si concede di dire la sua, con forza, con vulnerabilità, con anima.

Grazie a tutte le tessere del mosaico che al giusto momento hanno rivelato il bellissimo disegno…incluso questo manuale.

Perché ho aspettato così tanto per premere “rec”

Oggi lo so: ho aspettato un anno perché mi mancava una cosa fondamentale.
Non la tecnica. Non l’attrezzatura.
Mi mancava lo spazio interiore.

Quando la voce vuole uscire, serve un luogo in cui possa fiorire.
Serve un atto di coraggio.
Serve ammettere che non puoi più nasconderti dietro ciò che scrivi: devi diventare ciò che dici.

Devi prima essere davvero per poter parlare con una voce stabile e potente che sa arrivare dove deve.

E forse è proprio questo che mi ha dato Branded Podcast Producer:
un ponte tecnico e vibrazionale tra la mia voce e la mia identità.
Un “vai” pronunciato con la stessa dolce fermezza con cui ci si prende per mano e ci si invita avanti reciprocamente.

Il microfono giusto? Sì, ma non è il protagonista del tuo podcast

Rossella è chiarissima su questo punto:
puoi avere il microfono migliore del mondo, l’attrezzatura più professionale, il setup più avanzato…ma se la tua voce non è libera e non sai davvero “cosa stai facendo”, niente suonerà veramente bene.

Il microfono amplifica ciò che già c’è.
La tecnologia, le piattaforme e gli strumenti sono il mezzo.
La voce è il messaggio.

Ed è per questo che il mio microfono è rimasto chiuso nella scatola per un anno:
non ero pronta a lasciarlo lavorare su ciò che avevo dentro.

Ora invece sì.
Ora è uno strumento con cui dialogo, non un oggetto che temo.
Ora amplifica una voce che ha smesso di trattenersi.

Morale: Quando la voce si apre, il mondo ascolta davvero

C’è un momento, nella vita, in cui smetti di aspettare il permesso.
Un momento in cui capisci che la tua voce non è solo un mezzo di comunicazione, ma un atto magico, creativo, trasformativo.

Sbloccare la voce significa sbloccare la vita e il Business.
Registrare il proprio podcast significa dichiararsi al mondo.
Parlare significa scegliere di non nascondersi più.

E questo libro per chi sa leggere tra le righe, in modo gentile e potente, ti accompagna proprio lì:
nel luogo in cui la tua voce smette di essere un sussurro e diventa una frequenza che apre strade, possibilità, direzioni nuove.

È questo, alla fine, ciò che mi ha lasciato Rossella Pivanti:
la certezza (anche tecnica) che la voce è il nostro strumento più sacro.
E che quando la lasci finalmente uscire…
il mondo fa silenzio per ascoltarti.

 

L’autrice dell’articolo

Ciao, il mio nome è Marzia Rosi e questo è il mio Book Blog.

Qui racconto come i libri mi insegnano ogni giorno a viaggiare dentro e fuori di me.

Mi definisco Guida evolutiva per l’imprenditoria visionaria 🔮

Esperta in allineamento fra identità e obiettivi  lavoro sia con chi sta scalando il fatturato che imprenditrici/imprenditori con Business strutturati nella propria crescita personale, spirituale e imprenditoriale con l’obiettivo di incarnare la propria identità più elevata e raggiungere insieme gli obiettivi di fatturato unendo Strategia ed Energetica!

Oggi puoi iniziare anche tu il tuo viaggio dentro di te accedendo alle risorse gratuite di Spiritual CEO Academy.

Sinossi

Branded Podcast Producer è una guida luminosa per chi desidera trasformare il podcast in uno strumento di comunicazione potente e autentico. Rossella Pivanti accompagna il lettore passo dopo passo nel mondo del marketing audio, svelando strategie concrete e consigli pratici per creare contenuti che parlano al cuore dell’ascoltatore.

Tra pagine intrise di esperienza personale e visione professionale, il libro diventa un viaggio tra creatività e strategia, insegnando a connettere l’identità del brand con l’anima del messaggio. Ogni capitolo è una pillola di consapevolezza: ascoltare, progettare, narrare, co-creare. Non è solo un manuale tecnico, ma una mappa per chi vuole far vibrare la propria voce nel mondo digitale, unendo crescita professionale ed evoluzione personale.

Info bibliografiche

Titolo originale: Branded Podcast Producer

Titolo italiano: Branded Podcast Producer

Autore: Rossella Pivanti

Anno di uscita originale: 2021

Prima pubblicazione italiana: 2021

La mia edizione: 1 edizione, 2021

Editore italiano: FrancoAngeli

Numero di pagine: 255

Genere: MANUALEMARKETING

Data, luogo ed età di acquisto del libro: 8 Febbraio 2023, Torino, 34 anni

Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 4 Dicembre 2025, Torino, 36 anni

SEGUIMI SUI MIEI SOCIAL