Il Frankenstein di Shelley ci spiega 2 ferite dell’anima: l’abbandono e il rifiuto.

Il Frankenstein di Shelley ci spiega 2 ferite dell’anima: l’abbandono e il rifiuto.

Copertina libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

ROMANZO – GRANDI CLASSICIHORROR & GOTICO

Il Frankenstein di Shelley ci spiega 2 ferite dell’anima: l’abbandono e il rifiuto.

Leggere Frankenstein con le lenti della Spiritualità è un’esperienza evolutiva. Spogliando il “mostro” delle sue ombre ecco che diventa archetipo delle difficoltà che l’essere umano incontra quando guarisce la sua anima dalle ferite più profonde.

13 DICEMBRE 2025 – TORINO

ROMANZO – GRANDI CLASSICIHORROR & GOTICO

Frankenstein di Mary Shelley. Ecco la mia recensione.

Non è stata la prima volta e non sarà l’ultima.

Forse perché sono Lettrice di Registri Akashici ma i libri che leggo sono tessere del mosaico che è la mia vita.
Quando prendiamo in mano un libro crediamo di essere noi a leggerlo ma in realtà “è lui” che ci legge e al contempo ci dà la possibilità di leggerci mentre lo sguardo scorre fra le parole dette e non dette dell’autore. Almeno se gli lasciamo questo spazio.

 

E se ci sono libri che “ci leggono” ci sono anche quelli che che ci aspettano.

Frankenstein è stato così per me.
L’ho acquistato tre anni prima di leggerlo davvero.

Un richiamo come sempre mi ha mossa a portarlo con me…in attesa.

Oggi so che non avevo gli strumenti per dargli una lettura oltre la cultura gotica di massa.

Di fatto l’ho scelto/mi ha scelta quando ancora non avevo sbloccato pienamente la mia coscienza e la mia competenza spirituale. Un libro rimasto in silenzio, come se sapesse che non era ancora il tempo giusto.

Aveva ragione.

Oltre la storia gotica troviamo di più.
Una mappa dell’anima ferita.
Un archetipo potentissimo di ciò che siamo prima di guarire.

E questa mia riflessione è certamente fuori dall’ordinario ma non lo è anche la “creatura” che è nata dal genio di Mary Shelley?!

Frankenstein come archetipo: ciò che siamo prima di guarire

Frankenstein non è un mostro.
Frankenstein è un patchwork un assemblaggio di ciò a cui il nostro inconscio ci ha esposto e in cui ci ha trasformato.

 

È ciò che diventiamo quando siamo un esperimento di esperienze non integrate, di ferite mai guardate, di parti di noi che hanno imparato a sopravvivere invece che a vivere.

Un’entità che sentiamo di non aver scelto perché è la nostra parte animica e quindi (ancora) inconscia ad avere in mano le redini della nostra vita.
La creatura è lo specchio dell’essere umano non ancora guarito, non ancora intero, non ancora accolto.

Il gotico, allora, non è il fine o lo stile.
È un velo.
Un linguaggio simbolico che nasconde, e al tempo stesso rivela, una verità profondamente umana: quando non siamo integrati, facciamo paura. Prima a noi stessi. Poi al mondo.

Quando non sappiamo chi siamo e pensiamo di non esserci scelti il nostro passo nel mondo è pesante e devastante prima di incontrare la leggerezza della consapevolezza.

La saggezza di Frankenstein, un libro che mi ha aspettata

Come già detto ho acquistato questo libro anni fa, quando ancora non avevo le parole, né gli strumenti, per leggerlo davvero l’oltre che nasconde.
L’ho ripreso in mano durante uno dei miei “viaggi interiori” ultimato con l’ennesimo treno fra Torino e Milano, nel momento esatto in cui il mio sguardo era intenzionalmente e definitivamente cambiato.

Il tempo giusto non è mai casuale.
E soprattutto non si può programmare.

Semplicemente ci muoviamo nella sua direzione per poi lasciarci travolgere dagli eventi a volte soffici a volte brutali. Stavolta ho sperimentato la bellezza di un momento morbido.

Ci sono letture che accadono solo quando la coscienza è pronta a sostenere ciò che rivelano. Frankenstein nel suo essere gotico semplicemente è crudo e quindi non artefatto, eppure se lo leggi quando non sei allineat* ti perdi un mondo e resta una storia oscura.

Se lo leggi quando sei pront*, diventa uno specchio sacro.

Libro La regina degli scacchi di Walter Tevis chiuso in mano
Libro La regina degli scacchi aperto durante la lettura
Dorso del libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

Leggere Frankenstein con gli occhi della spiritualità

Il mio stato d’animo, durante questa lettura, è stato uno solo: empatia.

Empatia per la creatura.

Ma anche il sentire profondamente chi sono dovuta essere per diventare chi sono oggi.


Tra le righe, e oltre lo standard della cultura di massa, si manifesta un messaggio “sottile”, evolutivo, profondamente animico.

Leggere Frankenstein con gli occhi della spiritualità significa togliere il nero del gotico e vedere ciò che resta quando il buio non serve più a spaventare, ma a comprendere.

A vedere.

Vedere profondamente nel buio del vuoto, della solitudine e dell’abbandono.
E ciò che resta è una domanda antica: cosa succede all’anima quando non viene vista?

La ferita del rifiuto: quando non veniamo visti

La ferita del rifiuto è il primo battito del cuore del “mostro”.

La creatura viene rifiutata dal suo stesso creatore, respinta dallo sguardo umano, esclusa prima ancora di poter esistere davvero.
Non viene vista. Non viene riconosciuta. Non viene scelta.

Da qui nasce la rabbia.
Una rabbia che non è assenza d’anima
(come Victor il suo creatore ha creduto fin quasi alla fine) ma frustrazione che diventa disperazione nel non sapere come spezzare il loop nel quale ci si sente incastrati e impotenti.
È il dolore di chi sente di esistere, ma non trova uno spazio in nessun mondo che lo accolga.

Quando non veniamo visti, iniziamo a urlare.
E se nessuno ascolta, impariamo a ferire.

Finché il ferire che sia noi stessi o gli altri nel processo evolutivo non si trasforma in atto di protezione, di recinzione (confini personali e protezione verso chi e cosa amiamo) e creazione di un Mondo che sa essere nostro.

Nel libro ritroviamo l’atto creativo di un nuovo mondo quando la Creatura Frankenstein fa esperienza del “Mondo Casa”, per chi come noi ha l’imprenditoria come Missione animica significa creare il proprio Spazio Sacro in cui accogliere ed evolvere ancora.

La ferita dell’abbandono: quando veniamo lasciati soli

L’abbandono è una ferita dell’anima che grida forte.

Un grido che è il suono disperato della Creatura quando nel nulla ecosistemico di ciò che gli è intorno, esprime se stesso nell’unico modo che sente suo.

La sua forza.

Il suo corpo.

La sua determinazione che qui è sete di vendetta fomentata dalla sensazione di costrizione interiore.

Ed è lì che la rabbia esplode.

É lì che questo tremendo sentire vuole uscire fuori.

Che sia per creare o distruggere alla Creatura (e a noi, in una fase pre-spirituale) non importa.

Il troppo sentire diventa un tumore di cui liberarsi. Una massa informe di energia densa da strappare dal nostro corpo [ti rimando alla pratica energetica in cui puoi rimuovere masse dense dal tuo corpo: Sfera nera e oro ad alta quota]

 

Ciascuno di noi la ferita dell’abbandono l’ha vissuta (e ri-vissuta) in questa vita e in molte altre prima di questa.
E Frankenstein la incarna in modo crudele e perfetto.

La creatura viene lasciata senza guida, senza nome, senza casa.
Nessuno gli insegna chi è. Nessuno gli mostra come stare nel mondo.

Nessuno ha creato un mondo che potesse accoglierlo al suo arrivo [e qui si potrebbero aprire parentesi parallele sulla genitorialità consapevole, letta persino in un’ottica bilaterale…].

L’abbandono genera smarrimento.
E lo smarrimento, se non accolto, si trasforma in vendetta.

Non perché la vendetta sia giusta (nel senso di evolutiva), ma perché è l’unico linguaggio che resta a chi non ha mai imparato a trasformare il dolore in senso.

Solo quando arrivi qui sei davvero liber*.

La solitudine dell’evoluzione e il vivere ai margini

Frankenstein vaga in luoghi remoti, si nasconde, vive ai margini.
Proprio come accade a chi sta evolvendo senza ancora avere gli strumenti per farlo.

É un movimento cieco e incessante.

É un avanzare tormentato e profondo.

C’è una solitudine particolare che accompagna l’evoluzione (ma anche l’imprenditoria…sono certa che sai si cosa parlo…): quella di chi sente che non può più tornare indietro, ma non sa ancora dove andare.
La vendetta, allora, diventa un tentativo brutale, e non evolutivo/elevato, di liberarsi da un peso enorme.

La rabbia di Frankenstein nasce dal fatto di non avere strumenti per evolvere.
Vive la tremenda frustrazione di essere incastrato in un limbo che sente di non aver scelto.
Esattamente come accade quando siamo intrappolati in un loop che la nostra parte subconscia ci ripropone ancora e ancora, come un tormento senza fine.

Il tempo animico non è mai casuale

Ho scritto questa recensione il 13 dicembre 2025, il giorno dopo il portale 12/12, in un anno a energia 9.
Il giorno dopo essere stata a Milano per un evento dal vivo che poggiandosi sulle basi costruite fin qui ha smosso la giusta energia per la mia evoluzione futura come donna e imprenditrice.

Oggi che scrivo apprendo la notizia che stanotte (nel pieno del portale energetico) la mia storica insegnante di danza si spegne per sempre.

Stamattina ancora non lo sapevo.

Nel mio channeling mattutino lei mi è apparsa: evidentemente era un saluto e se n’è andata ricordandomi una cosa importante per me.

Sei un’artista.

Non le ho mai creduto.

Stamattina nel riaffiorare delle sue parole ho pianto.

Questa è la sua eredità per me.

La onorerò al mio meglio.

 

Nulla è stato casuale.
Nemmeno questa lettura.
Nemmeno questo momento.

Nemmeno il mio (possibile) rimanere a Milano qualche ora in più senza farlo davvero.

 

Quando l’anima è pronta a chiudere un ciclo ciò che è funzionale ci attiva per chiudere i cerchi ancora aperti e per darci i doni che servono al nuovo ciclo in cui stiamo per entrare.

 

Varca la soglia.

Rileggere Frankenstein da adulti: oltre il gotico

Rileggere Frankenstein in età adulta significa spogliarlo dell’horror e riconoscerlo per ciò che è: un Maestro Oscuro.

Non un mostro da temere, ma una coscienza ferita da comprendere.
Un insegnamento animico che ci invita a guardare ciò che diventa distruttivo quando non viene guarito.

Ci ricorda che nero, o gotico in questo caso, è solo ciò che ancora non abbiamo integrato. 

Ci ricorda che la tenebra è la fase prima della luce.

Frankenstein non chiede giudizio.
Chiede integrazione.

Morale: rimanere in bilico fra rabbia e non appartenenza finché non guariamo

Finché non guariamo le nostre ferite, restiamo in bilico.
Fra rabbia e non appartenenza.
Fra desiderio di essere visti e paura di esserlo davvero.

Guarire significa diventare integri.

Significa smettere di respingere chi siamo e l’altro.

Significa diventare il nostro stesso Mondo e scegliere da questa nuova dimensione se accogliere altri al suo interno e quindi intrecciare ciò che per noi abbiamo creato, con i mondi altrui.
Di fatto solo quando siamo integri possiamo scegliere il luogo, il contesto, il mondo a cui appartenere.

Osservando le dinamiche attraverso le quali ho vissuto questo Grande Classico ritengo che possa trovare il suo lettore/lettrice o all’inizio del suo percorso evolutivo per mostrargli le sue ombre; oppure quando l’evoluzione è completa per mostrargli la luce che ha portato dentro di sé.

E se vuoi gli strumenti per passare da ombra a luce all’interno di Spiritual CEO Academy trovi un’intera Libreria di risorse gratuite create appositamente per condurti in questa transizione.

Sinossi

Victor Frankenstein, giovane studioso assetato di conoscenza, spinto dal desiderio di superare i limiti della scienza, riesce a dare vita a una creatura assemblata a partire da frammenti umani.
Ma ciò che nasce dal suo esperimento non è il trionfo della ragione: è un essere sensibile, potente, incompreso, destinato a essere rifiutato da chiunque persino dal suo stesso creatore!

Abbandonato dal suo creatore e respinto dal mondo, il “mostro” sviluppa un profondo dolore che si trasforma in furia, in solitudine e infine in vendetta.
Inizia così un inseguimento tra creatore e creatura, un viaggio che attraversa paesaggi alpini, laboratori oscuri e luoghi gelidi ai confini del mondo, mentre entrambi sono tormentati dalla stessa domanda: chi è il vero mostro?

Tra riflessioni sul limite etico della scienza, il peso della responsabilità e il bisogno umano di essere visti e soprattutto accettati, Shelley costruisce uno dei romanzi più potenti di sempre, un classico assoluto che continua a parlare al presente con la sua inquietante attualità.

 

 

 

Info bibliografiche

Titolo originale: Frankenstein or the Modern Prometheus

Titolo italiano: Frankenstein

Autore: Mary Shelley

 

Anno di uscita originale: 1818

Prima pubblicazione italiana: 2015 (edizione BUR)

 

La mia edizione: novembre 2021, Edizione illustrata BUR Deluxe, acquistata a Torino

Editore italiano: BUR / Rizzoli

Numero di pagine: 259

 

Genere: GRANDI CLASSICI, HORROR & GOTICO

Data, luogo ed età di acquisto del libro: 12 Dicembre 2021, Torino, 32 anni

Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 13 Dicembre 2025, Torino, 36 anni

 

 

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Quando sbloccare la propria voce passa dal creare un podcast

Quando sbloccare la propria voce passa dal creare un podcast

Copertina libro Branded Podcast Producer

MANUALEMARKETING

Quando sbloccare la propria voce passa dal creare un Podcast

Per anni ho sentito la mia voce bussare. Ogni volta che provavo a ignorarla, tornava a battere, più forte. Succede sempre così per tutto e per tutt* noi.
Sapevo di voler creare un podcast, sapevo che Business in Stile Rock sarebbe nato… ma non sapevo come, né quando.

Poi è arrivato il trasferimento a Torino e tutto della mia vita si è sbloccato, podcast incluso.

4 DICEMBRE 2025 – TORINO

MANUALEMARKETING

Branded Podcast Producer di Rossella Pivanti. Ecco la mia recensione.

Ho comprato un microfono come fosse un talismano, un promemoria, una promessa fatta a me stessa.
Eppure l’ho lasciato chiuso nella scatola per un anno intero.
Perché?
Perché creare un podcast non è solo questione di strumenti.
È questione di potere personale.
Di avere il coraggio di dire la propria verità senza veli né filtri.
Di lasciarsi ascoltare per davvero.

È lì che l’energia di Rossella Pivanti ha iniziato a parlarmi.

 

Leggere Branded Podcast Producer di Rossella Pivanti è stato, per me, molto più che un approfondimento tecnico sul mondo del podcasting: è stato un viaggio energetico nella voce, nella leadership interiore e nel coraggio di mostrarsi senza maschere.
L’ho divorato in una giornata, seduta alla Biblioteca Nazionale, in quella stanza silenziosa dove la mia voce sembrava già vibrare sotto pelle, pronta a muoversi.
Volevo essere sicura di avere tra le mani il miglior riferimento possibile. E questo è il motivo per cui ho scelto Rossella Pivanti.

Lei sa cosa significa “anima rock” ed è naturale che le sue parole mi abbiano trovata.

Da lì è arrivata la conferma più semplice e più potente: quando la voce vuole uscire, devi trovare lo strumento che la faccia suonare.

La voce come strumento di leadership e potere personale

Se già hai ascoltato Business in Stile Rock lo sai: la voce non è un suono, è un atto di presenza.
E questo è il punto in cui leggendo le parole di Rossella Pivanti la voce cambia pelle e diventa qualcosa che va oltre la tecnica.

La voce è il primo strumento di leadership.
È il luogo in cui si manifesta la nostra energia.
È un portale di verità: quando parli, l’altro sente se stai scegliendo il coraggio o la paura.

Per me, questa è stata una rivelazione.
Lo sentivo ma mancava il coraggio.

Mancava “nella voce” quello stesso permesso che davo a me stessa nello scrivere.

Avevo sempre lavorato con le parole scritte, ma usare la voce significava espormi di più, rischiare e anzi, avere la certezza, di essere vista davvero perché sono incapace di mentire.

E la voce la verità la dice sempre anche quando significa staccarsi da chi hai sempre creduto di essere.

Un podcast non è solo strumento divulgativo ma soprattutto evolutivo perché è parlando che diventi davvero chi sei.
Eppure era anche l’unico modo per liberarmi, per smettere di filtrarmi, per iniziare a suonare.

Ma per me che non avevo mai amato il suono della mia voce è stato un lungo viaggio davvero…

Lettura libro Branded Podcast Producer
Dorso libro Branded Podcast Producer
Libro e appunti recensione Branded Podcast Producer

Il primo episodio: la nascita di una nuova me

Ricordo ancora il giorno in cui ho premuto “rec” per la prima volta.
Era un mattino prima dell’alba.

La stanza era la mia camera da letto, il microfono era lo stesso, quello comprato un anno prima… ma io no.

Non era un gesto tecnico.
Era un rito di passaggio.

Avevo letto il libro. Avevo camminato tra quelle pagine che parlavano di tecnicismi, di suoni e ritmo, di identità sonora e intenzione narrativa.
E avevo capito una cosa semplice: non devi aspettare di essere perfetta per iniziare, devi solo essere vera.

Il primo episodio non è stato solo l’inizio di un podcast.
È stato l’inizio di una me che finalmente si concede di dire la sua, con forza, con vulnerabilità, con anima.

Grazie a tutte le tessere del mosaico che al giusto momento hanno rivelato il bellissimo disegno…incluso questo manuale.

Perché ho aspettato così tanto per premere “rec”

Oggi lo so: ho aspettato un anno perché mi mancava una cosa fondamentale.
Non la tecnica. Non l’attrezzatura.
Mi mancava lo spazio interiore.

Quando la voce vuole uscire, serve un luogo in cui possa fiorire.
Serve un atto di coraggio.
Serve ammettere che non puoi più nasconderti dietro ciò che scrivi: devi diventare ciò che dici.

Devi prima essere davvero per poter parlare con una voce stabile e potente che sa arrivare dove deve.

E forse è proprio questo che mi ha dato Branded Podcast Producer:
un ponte tecnico e vibrazionale tra la mia voce e la mia identità.
Un “vai” pronunciato con la stessa dolce fermezza con cui ci si prende per mano e ci si invita avanti reciprocamente.

Il microfono giusto? Sì, ma non è il protagonista del tuo podcast

Rossella è chiarissima su questo punto:
puoi avere il microfono migliore del mondo, l’attrezzatura più professionale, il setup più avanzato…ma se la tua voce non è libera e non sai davvero “cosa stai facendo”, niente suonerà veramente bene.

Il microfono amplifica ciò che già c’è.
La tecnologia, le piattaforme e gli strumenti sono il mezzo.
La voce è il messaggio.

Ed è per questo che il mio microfono è rimasto chiuso nella scatola per un anno:
non ero pronta a lasciarlo lavorare su ciò che avevo dentro.

Ora invece sì.
Ora è uno strumento con cui dialogo, non un oggetto che temo.
Ora amplifica una voce che ha smesso di trattenersi.

Morale: Quando la voce si apre, il mondo ascolta davvero

C’è un momento, nella vita, in cui smetti di aspettare il permesso.
Un momento in cui capisci che la tua voce non è solo un mezzo di comunicazione, ma un atto magico, creativo, trasformativo.

Sbloccare la voce significa sbloccare la vita e il Business.
Registrare il proprio podcast significa dichiararsi al mondo.
Parlare significa scegliere di non nascondersi più.

E questo libro per chi sa leggere tra le righe, in modo gentile e potente, ti accompagna proprio lì:
nel luogo in cui la tua voce smette di essere un sussurro e diventa una frequenza che apre strade, possibilità, direzioni nuove.

È questo, alla fine, ciò che mi ha lasciato Rossella Pivanti:
la certezza (anche tecnica) che la voce è il nostro strumento più sacro.
E che quando la lasci finalmente uscire…
il mondo fa silenzio per ascoltarti.

 

L’autrice dell’articolo

Ciao, il mio nome è Marzia Rosi e questo è il mio Book Blog.

Qui racconto come i libri mi insegnano ogni giorno a viaggiare dentro e fuori di me.

Mi definisco Guida evolutiva per l’imprenditoria visionaria 🔮

Esperta in allineamento fra identità e obiettivi  lavoro sia con chi sta scalando il fatturato che imprenditrici/imprenditori con Business strutturati nella propria crescita personale, spirituale e imprenditoriale con l’obiettivo di incarnare la propria identità più elevata e raggiungere insieme gli obiettivi di fatturato unendo Strategia ed Energetica!

Oggi puoi iniziare anche tu il tuo viaggio dentro di te accedendo alle risorse gratuite di Spiritual CEO Academy.

Sinossi

Branded Podcast Producer è una guida luminosa per chi desidera trasformare il podcast in uno strumento di comunicazione potente e autentico. Rossella Pivanti accompagna il lettore passo dopo passo nel mondo del marketing audio, svelando strategie concrete e consigli pratici per creare contenuti che parlano al cuore dell’ascoltatore.

Tra pagine intrise di esperienza personale e visione professionale, il libro diventa un viaggio tra creatività e strategia, insegnando a connettere l’identità del brand con l’anima del messaggio. Ogni capitolo è una pillola di consapevolezza: ascoltare, progettare, narrare, co-creare. Non è solo un manuale tecnico, ma una mappa per chi vuole far vibrare la propria voce nel mondo digitale, unendo crescita professionale ed evoluzione personale.

Info bibliografiche

Titolo originale: Branded Podcast Producer

Titolo italiano: Branded Podcast Producer

Autore: Rossella Pivanti

Anno di uscita originale: 2021

Prima pubblicazione italiana: 2021

La mia edizione: 1 edizione, 2021

Editore italiano: FrancoAngeli

Numero di pagine: 255

Genere: MANUALEMARKETING

Data, luogo ed età di acquisto del libro: 8 Febbraio 2023, Torino, 34 anni

Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 4 Dicembre 2025, Torino, 36 anni

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Ultimo accesso ci parla della ricerca di sé nell’era delle connessioni interrotte

Ultimo accesso ci parla della ricerca di sé nell’era delle connessioni interrotte

Copertina libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

ROMANZO

Ultimo accesso ci parla della ricerca di sé nell’era delle connessioni interrotte

Non si tratta di quantità ma di qualità: di quell’intuizione che nasce da dentro, di quella persona che ci attiva e risveglia in noi passioni e desideri sopiti e della vita che ad un certo momento, nonostante tutto chiede di essere vissuta pienamente!

Oltre la gratificazione momentanea che spesso ci porta a guardare l’ Ultimo accesso su un social esiste la lungimiranza, il proseguire e l’accogliere il fatto che alcune connessioni sono fatte per essere vissute in un lasso di tempo determinato e che la risposta (quella che cerchiamo in chat) non è quella che ci viene dall’altr* ma dalla nostra riflessione interiore.

30 NOVEMBRE 2025 – TORINO

ROMANZO

Ultimo accesso di Roberto Taormina. Ecco la mia recensione.

Durante le festività invernali nel Dicembre del 2023 ero scesa a Roma da Torino per stare con la mia famiglia, quando ho visto delle Stories di Roberto che ritraggono proprio Roma. La mia curiosità è stata immediata: ne abbiamo parlato e lui mi ha spedito il suo libro per leggerlo (grazie infinite…).

Ultimo Accesso non è solo un romanzo contemporaneo e dalla leggibilità scorrevole: è un invito a guardarsi dentro, a riflettere sul valore delle relazioni e sulla presenza autentica nella nostra stessa vita. In un mondo in cui le connessioni possono interrompersi in un attimo, la narrazione e le angolazioni scelte da Roberto Taormina ci ricordano che la vera ricerca di sé parte dall’ascolto interiore e dalla consapevolezza delle proprie scelte.

Christian ci insegna come avanzare tra fasi di vuoto e confusione

Il vuoto è un periodo più o meno lungo in cui ci si sente disorientati e in cui le azioni pratiche non portano ancora risultato nella dimensione oggettiva.

Tutto esiste solo a livello energetico e le fasi di trasformazione come quella vissuta da Christian, trentenne romano, alle prese con lo stantio di un lavoro ripetitivo ne sono la prova.

Ma quand’è che il vuoto si innesca?

Quando la realtà che viviamo non la sentiamo più nostra e dentro si attiva quel qualcosa che ci porta a vivere dapprima senza passione il quotidiano e poi a cercare risposte nell’avanti, nell’oltre e nel futuro.

Questo è il momento in cui si cerca l’amore e l’appagamento professionale e si inizia a guardare con occhio consapevole ciò che ad oggi si vive mettendolo a paragone con la Visione Espansa che sempre più prende piede.

Cammina guardando avanti, non ti voltare, dietro non c’è luce. Corri se c’è da correre, il traguardo è già dentro te.

 

 

Quando si vive questo non c’è la strada ma solo la direzione.

Eppure ecco che queste parole risuonano come una bussola: ci ricordano che il cammino personale non si misura dal punto di partenza, ma dall’energia che portiamo verso ciò che scegliamo di creare.

Libro La regina degli scacchi di Walter Tevis chiuso in mano
Libro La regina degli scacchi aperto durante la lettura
Dorso del libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

La voce del cuore come guida del cambiamento

Christian riesce a ritrovare la sua direzione dando ascolto alla sua più grande passione e alla voce del suo cuore. 

Non è il primo e non sarà l’ultimo a smarrire la via ma ciò che chiunque si smarrisce impara, è che è possibile trasformare momenti di smarrimento in occasioni di crescita interiore ed esteriore.

Quando le cose ci vanno strette l’unica cosa da fare è cercare altrove: fuori dalla propria zona di comfort e dentro alle proprie emozioni e inclinazioni più autentiche.

Arrivati qui facciamo esperienza di quello che è il potere del Campo e scopriamo quanto siamo connessi gli uni agli altri. Una singola persona avrà il potere di condurci lontano per il semplice fatto di averci “ispirati” e noi sapremo trovare la forza di raggiungerlo quel “lontano” perché l’amore che si risveglia per l’altro alla fine ci fa innamorare di noi e dei nostri sogni.

L’altro, o meglio l’altra nel caso di Christian, diventa pretesto.

Il fine è accedere alla nostra vera vita.

Ascoltare il cuore diventa quindi una pratica quotidiana a cui l’altro ci abitua quando in una certa forma ci fa innamorare, e così facendo ci mostra la bellezza di lasciarci guidare dal cuore stesso in ogni scelta, sia nella sfera personale che in quella professionale.

“Cambia-menti” e il potere dell’energia personale sia nel privato che nel Business

Il titolo del decimo capitolo, Cambia-menti, racchiude il messaggio più potente del romanzo: non è da dove parti con la tua vita, il tuo lavoro o le tue relazioni di coppia, ma dove volgi lo sguardo e porti la tua energia.

Questa è una frase molto poetica ma dentro di sé racchiude una tremenda brutalità: quella di scegliere di tagliare fuori tutto ciò che è “altro” rispetto alla nostra Visione.

Christian nella sua semplicità di uomo comune, è l’esempio perfetto di cosa significhi riattivare il flusso di energia dentro il corpo e la mente. 

Un vero e proprio risveglio di Sé.

Non si tratta di crescita personale, si tratta di accogliere il fluire dove prima c’era energia statica, bloccata e che drena la forza vitale.

Si tratta di allineare dimensione interiore a dimensione esteriore.

Ed essere allineati con se stessi significa avere chiarezza, presenza e capacità di scegliere con intenzionalità.

Ultimo Accesso ci mostra come la trasformazione interiore sia il primo passo per costruire una vita e un percorso imprenditoriale coerenti, dove ogni azione nasce dal centro del proprio cuore.

Morale: Il messaggio universale di Ultimo Accesso

Come già detto non si tratta di quantità, ma di qualità: dell’intuizione che nasce da dentro, di quella persona che ci risveglia passioni e desideri sopiti, e della vita che, ad un certo momento, nonostante tutto, ci invita a essere vissuta pienamente.

Oltre la gratificazione momentanea – come controllare l’ultimo accesso su un social – esiste la lungimiranza: imparare a proseguire, accogliere che alcune connessioni hanno un tempo determinato e comprendere che la vera risposta non arriva dagli altri, ma dalla nostra riflessione interiore.

La vita ci insegna che esserci davvero, con presenza e consapevolezza, è il primo passo per vivere pienamente ogni incontro, ogni emozione, ogni scelta

 

L’autrice dell’articolo

Ciao, il mio nome è Marzia Rosi e questo è il mio Book Blog.

Qui racconto come i libri mi insegnano ogni giorno a viaggiare dentro e fuori di me.

Mi definisco Guida evolutiva per l’imprenditoria visionaria 🔮

Esperta in allineamento fra identità e obiettivi  lavoro sia con chi sta scalando il fatturato che imprenditrici/imprenditori con Business strutturati nella propria crescita personale, spirituale e imprenditoriale con l’obiettivo di incarnare la propria identità più elevata e raggiungere insieme gli obiettivi di fatturato unendo Strategia ed Energetica!

Oggi puoi iniziare anche tu il tuo viaggio dentro di te accedendo alle risorse gratuite di Spiritual CEO Academy.

Sinossi

Ultimo Accesso di Roberto Taormina racconta la storia di Christian, trentenne romano, che attraversa un periodo di vuoto e confusione dopo la fine di una storia d’amore importante e un lavoro ripetitivo che non sente più suo. La sua quotidianità viene spesso sconvolta da cambiamenti repentini e imprevedibili, sia nella vita privata che in quella lavorativa.

In questo viaggio interiore, Christian ritrova la propria strada dando ascolto alla passione più profonda e alla voce del cuore. Amicizia, amore, passione, sofferenza e gelosia si intrecciano in una narrazione intensa e poetica, fatta di frasi capaci di arrivare dritte al cuore del lettore.

Il romanzo non è solo la storia di un uomo alla ricerca di equilibrio, ma un invito a riflettere sul valore della presenza autentica, sulla capacità di ascoltare se stessi e di trasformare i momenti di crisi in occasioni di crescita. In poche pagine, Ultimo Accesso diventa così un viaggio dentro l’anima, tra emozioni, scelte e risvegli, capace di risuonare nella vita di chi legge.

 

 

Info bibliografiche

Titolo originale: Ultimo Accesso
Titolo italiano: Ultimo Accesso
Autore: Roberto Taormina
Anno di uscita originale: 2023
Prima pubblicazione italiana: 2023

La mia edizione: Prima edizione – Dicembre 2023 (regalo dell’autore)
Editore italiano: Self Publishing su Amazon
Numero di pagine: 139
Genere: ROMANZO

Data, luogo ed età di acquisto del libro: 03 Gennaio 2024, Sicilia–Torino, 34 anni
Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 30 Novembre 2025, Torino, 36 anni

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Meditazione a strappo insegna a portare l’armonia nel quotidiano

Meditazione a strappo insegna a portare l’armonia nel quotidiano

Copertina libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

GROWTH, MIND & BODY, SELF-HELP

Meditazione a strappo insegna a portare l’armonia nel quotidiano

Se finora hai pensato che un libro fosse fatto “per stare con te” Meditazione ribalta completamente questo codice interiore.

Le 60 idee di Daniel Lumera insegnano a vivere meglio il quotidiano e a condividere quanto si è imparato anche grazie ad una semplice frase.


Questo libro porta con sé un ritmo diverso, più lento, più essenziale, e ti chiede solo una cosa: ascoltare.

Meditazione a strappo si è presentato così nella mia vita, come un invito delicato a tornare all’armonia, a lasciare che ogni pagina diventasse uno spazio di respiro, una pausa dal mondo, un varco attraverso cui guardare più a fondo dentro me stessa invitando anche le persone a me care a fare lo stesso.

25 NOVEMBRE 2025 – ROMA

GROWTH, MIND & BODY, SELF-HELP

Meditazione a strappo di Daniel Lumera. Ecco la mia recensione.

Ho iniziato questo libro a Torino, attratta dall’idea che ogni riflessione potesse essere staccata, regalata, portata con sé magari piegata in borsa come un promemoria di presenza.
Quell’atto semplice, quasi infantile, mi ha fatto sorridere: un pensiero che viaggia con te, che cambia forma, che si lascia toccare.

L’ho terminato a Roma, nella mia casa, circondata dalla mia famiglia.
Abbiamo aperto le pagine a caso mentre cucinavamo, come se ogni piccola meditazione fosse un ingrediente in più da aggiungere al cibo che ci avrebbe nutrito nel corpo.

In questo modo anche la mente è stata nutrita.
È stato un gesto spontaneo, naturale… e forse proprio questo è il cuore del libro: la meditazione che torna alla vita quotidiana, che diventa parte delle abitudini come atto di conversazione e condivisione.

Sessanta riflessioni per imparare a respirare la vita

Sessanta idee, sessanta finestre sull’anima.
Ognuna con un centro, una massima, un pensiero che ti prende per mano e ti accompagna verso una parte diversa di te.

Ci vuole purezza per poter guardare attraverso.

La mia sensazione, pagina dopo pagina, era quella di avvicinarmi a un ascolto più puro e condividere questa purezza è ciò che sa amplificarla.

Sono frasi che non chiedono di essere lette, ma vissute.
E mentre le leggevo, mi accorgevo di quanto spesso la vera meditazione inizi proprio così: da un dettaglio che cambia lo sguardo, da un’intuizione che apre un varco.

 

L’amore, quello vero, non è un bisogno ma una libera scelta.

Libro La regina degli scacchi di Walter Tevis chiuso in mano
Libro La regina degli scacchi aperto durante la lettura
Dorso del libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

Quando la meditazione diventa un gesto condiviso

Non avevamo mai letto un libro così, tutti insieme.

In realtà non avevamo mai letto un singolo libro tutti insieme.

Eppure, c’era qualcosa di profondamente bello nel mescolare il quotidiano, il profumo del cibo, il rumore dei piatti, le risate, con il silenzio e l’intimità di quelle parole.
Ogni pagina diventava un ponte: tra me e me stessa, tra me e loro, tra il nostro presente e ciò che ognuno stava vivendo in quell’istante.

..forse soprattutto quest’ultima…

Ho capito che Meditazione a strappo non è solo un libro da leggere.
È un’occasione per condividere, per fermarsi, per far nascere conversazioni che non avresti mai immaginato.

Spesso ciò che manca è il pretesto per fare conversazioni più elevate e questo libro offre questo pretesto.

Avere pazienza vuol dire anche avere fiducia nel proprio percorso.

Il rituale lento di una lettura che trasforma

Ogni scheda è una meditazione visiva e vibrante.
Una pillola di armonia che puoi staccare, donare, affidare a un luogo o a una persona.
Un gesto che, per me, ha incarnato perfettamente l’insegnamento più grande del libro:

condividere il proprio percorso evolutivo affinché sia spunto anche per l’altro.

È così che la meditazione può diventare un rituale lento, quotidiano, semplice.
Un gesto di cura verso noi stess* e verso chi amiamo.
Un modo per ricordarsi, anche nei giorni più densi, che l’armonia esiste sempre, basta sceglierla.

Meditare non serve a nulla se non porti questa pratica nel tuo quotidiano.

E grazie a Meditazione a strappo ne ho fatto esperienza anche con la mia famiglia.

Le parole risuonavano come un invito:

Impariamo, insieme, ad essere dei perfetti giardinieri delle nostre anime.

E mentre scorrevano le pagine, sentivo che qualcosa dentro di me si apriva, come un piccolo spazio di luce e capivo che lo stesso avveniva non solo in me, ma anche in loro.

Riflessione per chi fa Business dalla dimensione dell’Anima

La meditazione non è solo quiete: è identità.
È imparare ad abitare la propria energia prima ancora di immergersi nelle azioni concrete.

Ecco una verità semplice e potente:
non possiamo creare un Business armonioso se prima non scegliamo l’armonia dentro di noi.

Ogni riflessione è un invito a rallentare, a lasciare andare ciò che pesa, a ricordarsi che:

  • il silenzio è strategia

  • la presenza è leadership

  • la fiducia è capacità di manifestare

  • la lentezza è un portale di visione

Per chi crea dal cuore, questo libro è un promemoria:
la nostra energia è la prima forma di imprenditorialità.

Morale: La lezione che sussurra nel silenzio

La vita ci parla sempre, ma lo fa piano.
E solo quando smettiamo di correre riusciamo a sentirla.

La vera meditazione non è chiudere gli occhi:
è aprirli
con più purezza,
più fiducia,
più amore,

e più condivisione.

L’armonia non si cerca.
Si sceglie.
Si coltiva.
Si respira.
Una pagina alla volta.

E a volte anche uno “strappo” alla volta…

 

L’autrice dell’articolo

Ciao, il mio nome è Marzia Rosi e questo è il mio Book Blog.

Qui racconto come i libri mi insegnano ogni giorno a viaggiare dentro e fuori di me.

Mi definisco Guida evolutiva per l’imprenditoria visionaria 🔮

Esperta in allineamento fra identità e obiettivi  lavoro sia con chi sta scalando il fatturato che imprenditrici/imprenditori con Business strutturati nella propria crescita personale, spirituale e imprenditoriale con l’obiettivo di incarnare la propria identità più elevata e raggiungere insieme gli obiettivi di fatturato unendo Strategia ed Energetica!

Oggi puoi iniziare anche tu il tuo viaggio dentro di te accedendo alle risorse gratuite di Spiritual CEO Academy.

Sinossi

128 pagine in cui sono raccolte 60 idee o meglio: 60 piccole finestre sull’anima pensate per trasformare la mente in uno spazio di silenzio, meraviglia e presenza.

Ciascuna riflessione è una scheda da staccare, da tenere con te, regalare, appendere: una mini-meditazione visiva e vibrante.

Il percorso si articola in cinque sezioni, ognuna rivolta a un aspetto dell’esperienza umana: dalle relazioni al rapporto con sé, dal silenzio alla respirazione consapevole, dalla capacità di lasciare andare il passato alla totale immersione nel momento presente. 

Una mente meditante diventa una mente che sa accogliere il dono nascosto in ogni istante, che sa respirare la vita con leggerezza, gratitudine e amore.

Il regalo che Daniel Lumera ci fa è comprendere l’armonia che si cela in tutto ciò di cui facciamo esperienza e ci insegna come vivere ogni cosa avendo proprio l’armonia come “parola guida”.

Info bibliografiche

Titolo originale: Meditazione a strappo
Titolo italiano: Meditazione a strappo
Autore: Daniel Lumera


Anno di uscita originale: 2022
Prima pubblicazione italiana: 2022
La mia edizione: 2022
Editore italiano: Giunti
Numero di pagine: 128


Genere: GROWTH, MIND & BODY, SELF-HELP
Data, luogo ed età di acquisto del libro: 15 Aprile 2022, Torino, 32
Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 25 Novembre 2025, Roma, 36

 

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Capire il percorso di Fiamma Gemella con Lancillotto e Ginevra ne “Il Cavaliere della Carretta”

Copertina libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

ROMANZO CORTESELETTERATURA MEDIEVALECICLO ARTURIANO

Capire il percorso di Fiamma Gemella con Lancillotto e Ginevra ne “Il Cavaliere della Carretta”

Quando ho iniziato Il cavaliere della carretta di Chrétien de Troyes, non stavo semplicemente leggendo un’opera fondamentale della letteratura medievale: stavo entrando in un archetipo energetico in cui il tema della Fiamma Gemella viene rappresentato in una delle sue forme più antiche, pure e simboliche.

23 NOVEMBRE 2025 – ROMA

ROMANZO CORTESELETTERATURA MEDIEVALECICLO ARTURIANO

Il Cavaliere della Carretta di Chrétien de Troyes. Ecco la mia recensione.

 

Lancillotto e Ginevra incarnano infatti le dinamiche senza tempo delle Anime che si riconoscono: richiamo, distanza, prova, resa, ritorno.

Tutto ciò che ho sperimentato in prima persona con la mia Fiamma Gemella.

Lancillotto accetta l’umiliazione della carretta, affronta ponti impossibili, supera ostacoli che nessun cavaliere aveva mai osato attraversare. È la perfetta metafora di chi, sul cammino della Fiamma, mette l’Anima prima dell’Ego, seguendo un richiamo che non può essere ignorato.

Come racconta una delle citazioni più potenti:

«Nessuna vergogna può fermare chi ama più della propria vita.»

Ed è proprio qui che questo romanzo rivela la sua natura simbolica: l’amore destinico è più forte di ogni giudizio, sia questo interno che esterno.

La metafora della carretta di Lancillotto come ponte per raggiungere ciò che vogliamo

Questo è stato il primo libro che ho preso in prestito alla Biblioteca Nazionale di Torino dopo il mio trasferimento. Poi l’ho acquistato a Verbania sulle rive del Lago Maggiore in Alto Piemonte.
Se è vero che per me nessun libro è casuale, questo è ancora più vero nel caso de Il Cavaliere della carretta di Chrétien de Troyes perché come tutto nella mia vita dal mio arrivo a Torino è stato guidato dal mio percorso di Fiamma Gemella.

Desideravo che il primo libro preso in prestito nella Biblioteca dove ho passato tanti giorni, dove ho meditato, scritto, canalizzato e creato così tanto… fosse speciale.
E lo è stato.
Profondamente.

Grazie al lavoro con le mie Guide Spirituali e tutto ciò che avevo già sbloccato in autonomia, ogni pagina si è aperta come un codice energetico.

Vedevo simboli, cicli, specchi animici.
L’umiliazione della carretta, ad esempio, risuonava con quei momenti in cui anch’io avevo dovuto mettere da parte l’orgoglio per seguire la verità del cuore.

Era come se il romanzo mi dicesse:
“Se vuoi completare il tuo percorso, devi avere il coraggio di salire lì dove serve per andare avanti e raggiungere ciò che vuoi”

E in qualche modo, per ciascuno di noi è proprio così che funziona.

Ecco che davvero la “carretta dell’umiliazione” diventa il ponte fra dove sei e dove vuoi arrivare.

In questo modo Lancillotto non è più solo colui che abbandona l’Ego per Amore della sua Fiamma Ginevra, ma si eleva a simbolo di fiducia in quello che è il processo di co-creazione.

Libro La regina degli scacchi di Walter Tevis chiuso in mano
Libro La regina degli scacchi aperto durante la lettura
Dorso del libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

Il percorso animico di Lancillotto e Ginevra come Fiamme Gemelle

Leggere le loro dinamiche è stato come osservare dall’esterno il viaggio di due Anime che si appartengono da sempre.
Ho ritrovato tutte le fasi della Fiamma Gemella:

  • l’attrazione irresistibile

  • la separazione necessaria

  • le ferite dell’Ego

  • il viaggio iniziatico

  • il ricongiungimento

In una delle citazioni più vere del romanzo, tutto questo viene espresso con lucidità struggente:

«Lei era la sua gioia e il suo tormento, la sua forza e la sua fragilità.»

È esattamente ciò che accade tra due Fiamme Gemelle: l’altro è uno specchio che rivela tutto, amplifica tutto, purifica tutto.

La Fiamma che è per definizione fuoco ci plasma e modella per diventare la più alta “opera” che possiamo diventare a partire da chi siamo in realtà.

Per ciascuno di noi il percorso di Fiamma è evolutivo e tanto più ne siamo consapevoli tanto più gli permettiamo di plasmarci e condurci lì dove stiamo andando.

Per Lancillotto significava ritrovare Ginevra per me significava ritrovare chi ero accogliendo anche le umiliazioni e i tormenti che sono derivati dal fare scelte che oscillavano fra l’impopolare e la sfida costante.

Ma poi…poi la persona che cerchi, tanto che si tratti di te stess* che della persona amata, arriva di fronte a te e puoi guardarla negli occhi e sapere che è finalmente tua.

 

«Quando i loro occhi si incontrarono, nessuna prigione fu più forte di quel gesto.»

Non esiste vincolo umano che possa fermare ciò che è destinato dall’Anima.

L’Anima sa sempre.

L’Anima trionfa sempre.

L’amore cortese ci mostra il destino dell’Anima

L’amore cortese al pari di quello Animico tanto che si tratti di Fiamma Gemella che ti Anima Gemella non è un amore romantico.
Non è un amore comodo.
È un amore sacro.

È la scelta radicale di mettere l’Amore sopra l’orgoglio, sopra le regole sociali, sopra ciò che “dovrebbe essere”.

É una dimensione in cui l’Amore conduce e da esso ci si lascia condurre.

In questo senso, ci si rende conto di quanto ciò che Lancillotto e Ginevra hanno vissuto è perfettamente allineato al percorso delle Fiamme Gemelle.
È l’amore che non segue la morale esterna, ma la legge interna dell’Anima:

«Il cuore di Lancillotto non conosce altra legge che la volontà della sua dama.»

Nel romanzo, non è l’amore proibito a parlare: è il destino.
È il ricordo.
È l’attrazione di due Anime che non possono dimenticarsi e nemmeno vogliono farlo.

La mia Fiamma Gemella e il Lago Maggiore

Una parte del mio percorso di Fiamma Gemella è legata profondamente al Lago Maggiore: un luogo che per me è insieme ferita, rivelazione e guarigione.

Durante la lettura del romanzo, ho sentito più volte la stessa vibrazione che percepisco quando ritorno al Lago:
un’energia di riconciliazione, di dolcezza improvvisa, di verità che emerge silenziosa anche se a tratti si fa dolorosa.

Lancillotto attraversa i suoi ponti impossibili.
Io ho attraversato le mie acque interiori, i ricordi, le intuizioni, le manifestazioni.
E in quelle pagine ho ritrovato la stessa frequenza del mio viaggio: l’energia del ritorno all’Anima .

Morale: Superare l’Ego per la propria Fiamma Gemella

La morale che questo romanzo mi ha lasciato è semplice e universale.

Tra le pagine de Il Cavaliere della Carretta di Chrétien de Troyes il lettore consapevole, oltre  il riconciliarsi e il “salvare” la propria Fiamma Gemella, trova che tutto questo è metafora di qualcosa di più grande.

Accogliere la nostra Missione Animica nonostante tutto.

Lancillotto ci insegna che per raggiungere la propria Fiamma Gemella, bisogna superare l’Ego.
Sempre.

Noi impariamo che per diventare chi siamo e ricongiungerci a noi stessi dobbiamo fare lo stesso.

Lancillotto lo fa con un gesto plateale: salendo sulla carretta.
Io l’ho fatto in modi a volte più silenziosi a volte in modi che hanno fatto molto rumore dentro e fuori di me.
Ogni Fiamma Gemella “aiuta” la sua metà animica e questo nel mio percorso per diventare chi sono è stato un vero pilastro evolutivo.

Quando sei guidato dall’Anima ogni cosa è leggera anche quando pesa al punto di schiacciarti.

«Per lei ha sopportato l’umiliazione della carretta, perché nulla pesa al cuore quando l’amore lo guida.»

E questa è la verità ultima:
l’Amore dell’Anima è più grande del giudizio, più forte della paura, più antico di qualsiasi ricordo.

È un ritorno inevitabile.

Così come è inevitabile per te che sei qui e per me “che sono stata lì” diventare la nostra versione più elevata: quella che ha coraggio e quella che diviene mentre “ricorda” chi è davvero.

L’autrice dell’articolo

Ciao, il mio nome è Marzia Rosi e questo è il mio Book Blog.

Qui racconto come i libri mi insegnano ogni giorno a viaggiare dentro e fuori di me.

Mi definisco Guida evolutiva per l’imprenditoria visionaria 🔮

Esperta in allineamento fra identità e obiettivi  lavoro sia con chi sta scalando il fatturato che imprenditrici/imprenditori con Business strutturati nella propria crescita personale, spirituale e imprenditoriale con l’obiettivo di incarnare la propria identità più elevata e raggiungere insieme gli obiettivi di fatturato unendo Strategia ed Energetica!

Oggi puoi iniziare anche tu il tuo viaggio dentro di te accedendo alle risorse gratuite di Spiritual CEO Academy.

Sinossi

Nel romanzo di Chrétien de Troyes, Lancillotto emerge come uno dei cavalieri più puri e devoti della Tavola Rotonda. La storia si apre con la rapimento della regina Ginevra, la quale viene sottratta alla corte da un misterioso nemico. Re Artù, incapace di raggiungere da solo la verità, affida il compito ai suoi cavalieri, ma sarà Lancillotto a distinguersi per dedizione e forza di cuore.

Lancillotto, pur di ritrovare Ginevra, accetta di salire sulla carretta dei condannati, un carro infamante destinato ai disonesti e ai criminali. In quell’epoca, l’atto equivale a un’umiliazione totale, ma per Lancillotto l’amore supera l’orgoglio:
la vergogna non è nulla rispetto alla vibrazione che lo unisce a Ginevra.

Da qui inizia il viaggio iniziatico: ponti magici, fisicamente impossibili da attraversare, torri segnate da prove spirituali, battaglie per liberare la sua amata. Ogni ostacolo sembra una metafora del percorso dell’Anima quando riconosce la propria metà: la spinta interiore che non conosce ostacoli.

Il culmine arriva con il ricongiungimento: Ginevra, inizialmente ferita dal fatto che Lancillotto abbia esitato anche solo un istante prima di salire sulla carretta, riconosce poi che quell’amore è assoluto, sacro, destinato. Il romanzo si chiude con la liberazione della regina e il ritorno alla corte di Artù, ma soprattutto con l’affermazione dell’amore destinico che lega i due.

Info bibliografiche

Titolo originale: Lancelot, ou Le Chevalier de la Charrette
Titolo italiano: Il cavaliere della carretta
Autore: Chrétien de Troyes

Anno di uscita originale: 1177–1181
Prima pubblicazione italiana: non disponibile (edizioni varie, non un’unica prima pubblicazione ufficiale)

La mia edizione:
Editore:
Numero di pagine:

Genere:  ROMANZO CORTESELETTERATURA MEDIEVALECICLO ARTURIANO

Data, luogo ed età di acquisto del libro: preso in prestito alla Biblioteca Nazionale di Torino
Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 23 Novembre 2025, Roma, 36 anni 

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 Come gli Haiku giapponesi ci fanno immergere nell’amore

 Come gli Haiku giapponesi ci fanno immergere nell’amore

Copertina del libro Haiku Love dell’edizione British Museum 2018.

POESIA & TEATRO

Come gli Haiku giapponesi ci fanno immergere nell’amore

Haiku Love è stato, per me, un viaggio delicato, intimo e profondamente rivelatore.
Questa raccolta curata da Alan Cummings per il British Museum mi ha aperto una finestra su una dimensione poetica che, fino a quel momento, non conoscevo: quella degli Haiku giapponesi. Ma qual è la vera Magia di questa forma poetica? Che in soli tre versi riescono a dire l’infinito…

23 NOVEMBRE 2025 – ROMA

POESIA & TEATRO

Haiku Love di Alan Cummings. Ecco la mia recensione.

Gli Haiku hanno una capacità rara: in pochissime parole riescono a evocare un mondo interiore, un’immagine, un’emozione, una stagione dell’anima.
E questo avviene con una pulizia, una semplicità e una profondità che raramente si trovano nella poesia occidentale.

In ogni poesia ho sentito un invito:
“Scendi più in profondità. Ascolta. Non correre. Abita l’istante.”

È così che gli Haiku ci immergono nell’amore: non lo spiegano, non lo raccontano…
lo mostrano.

Il giorno in cui a Nizza ho incontrato gli Haiku

Questo è il libro grazie al quale ho conosciuto gli Haiku giapponesi.
Era il 22 Agosto 2022, ero a Nizza, l’indomani avrei compiuto 34 anni e nella splendida libreria Sorbone mi sono imbattuta in questa raccolta.

Una poesia nuova, diversa, intima.

Soprattutto essenziale e pittorica al contempo.

Non so esattamente cosa ma ne ho sentito il richiamo.

Per me è stata la prima volta che entravo in una libreria “non italiana” e mi sono “persa” a vedere le copertine che già conoscevo e quelle nuove.

Sezione dopo sezione, scaffale dopo scaffale mi sono lasciata portare lì nel reparto poesia e la promessa silenziosa della delicatezza degli Haiku mi ha semplicemente conquistata a prima vista. Fra le altre cose mi piaceva la bellezza di comprare un libro in Francia, il cui testo originale era in giapponese ma che era tradotto in inglese. Bellissimo! 

Non ci ho pensato con la mente.

L’ho sentito col cuore.

Lui, il libro, mi ha scelta.

Il libro Haiku Love aperto mentre prendo appunti per la recensione.
Dorso del libro Haiku Love appoggiato durante la lettura.
Haiku Love durante la lettura, immerso nella sua atmosfera contemplativa.

La lentezza sacra degli Haiku

Ho impiegato molto tempo a leggere questa raccolta.

Iniziato il giorno stesso in libreria l’ho finito 1186 giorni dopo sull’AV che da Milano mi portava a Roma.
Non perché fosse difficile o pesante.
Ma perché, con gli Haiku, la lentezza diventa un atto sacro.

Gli Haiku vanno assaporati ancora più della poesia occidentale:
ogni parola è scelta con cura assoluta, ogni immagine è essenziale, ogni verso è una “fotografia” pittorica, evocativa, sospesa.

Leggerli velocemente sarebbe come attraversare un giardino senza fermarsi ad annusare i fiori ma calpestando le aiuole.

Mi sono concessa di rallentare.
Di leggere un haiku quando sentivo di farlo.
In treno gli ultimi, quelli nella sezione dell’amore maturo, mi hanno mostrato quanto davvero in parallelo io avevo chiuso con un mio “ciclo di vita” e mi aprivo al prossimo.

Ogni Haiku sa essere davvero immenso.

Tre versi che ti lasciano addosso e spingono in profondità qualcosa che ti appartiene già e qualcosa che conosci in quel momento per la prima volta: nostalgia, dolcezza, desiderio, memoria, curiosità, vita.
Stavo riscoprendo che la poesia non chiede tempo: chiede presenza.

Le poesie che ho scritto nei giorni successivi ne sono la testimonianza

La struttura segreta degli Haiku: tre versi per dire l’infinito

Una delle cose che più mi ha affascinata, strada facendo, è stata la struttura essenziale degli Haiku: solo tre versi, tradizionalmente composti da 17 sillabe distribuite in 5 – 7 – 5.

Una semplicità apparente che, in realtà, richiede una precisione millimetrica.
Tra le mani ti ritrovi i versi più “esatti” che tu possa mai leggere.

Non c’è spazio per divagare, non c’è spazio per spiegare troppo:
ogni parola deve diventare necessaria, ogni immagine arriva esatta.

È come se l’autore avesse solo tre pennellate per dipingere un intero mondo.

Tre versi per:

  • catturare un istante

  • descrivere una stagione interiore

  • rivelare un sentimento

  • evocare un’immagine vibrante

  • restituire un’emozione pura e immediata

Questa struttura essenziale rende gli Haiku simili a fotografie emotive: istantanee di vita, raccolte nel momento esatto in cui il cuore percepisce qualcosa.

Non è solo poesia: è allenamento alla presenza.

Ed è proprio la loro “forma breve” che rende gli Haiku così potenti.

Più togli, più rimane la verità.

Quanta saggezza c’è in questo?!

Quanto questo semplice concetto descrive la totalità della mia vita e di Spiritual CEO!

Ricordarsi di cogliere l’essenza del momento

Questa raccolta mi ha ricordato qualcosa che, nell’anima, sapevo già:
la vita ci parla “per” istanti.

Non in grandi eventi, non in svolte improvvise…
ma nei dettagli.

Un raggio di luce che entra dalla finestra.
Il rumore del tè che bolle.
Una carezza inattesa.
Una malinconia che arriva e poi se ne va.
L’odore della pioggia d’estate.
Il silenzio di un pomeriggio di Agosto.

L’insegnamento che ho ricevuto da Haiku Love è stato proprio questo:
cogliere la bellezza anche nei momenti più tristi, raccogliere l’essenza del singolo istante e lasciarsi toccare dalla sua verità.

È il contrario della distrazione.
È il contrario della fretta.

È un ritorno alla presenza.

L’amore negli Haiku: dal desiderio carnale all’unione spirituale, la sintesi di una vita condivisa

Questa raccolta dedica spazio all’amore in tutte le sue forme:
il desiderio, l’incontro, il matrimonio, la quotidianità, l’unione eterna.

Ciò che mi ha colpita profondamente è la capacità degli Haiku di raccontare in un solo respiro ciò che spesso nella nostra cultura viene espresso in romanzi interi.

Io stessa mi abbandono alla “lunghezza” tanto nello scrivere quanto nel parlare.

Lo faccio perché mi sento cullata e percepisco che cullo a mia volta.

Gli Haiku hanno bisogno di sole 17 sillabe.

 

In tre versi riescono a racchiudere:

  • l’erotismo sottile di un avvicinarsi

     

  • la vibrazione dell’attesa

     

  • la promessa del “per sempre”

     

  • la nostalgia di un amore vissuto per una vita intera

     

  • la tenerezza degli anni maturi
  • il peso del matrimonio per la donna
  • il tradimento che viene normalizzato
  • una carezza che “dice tutto” come un solo sguardo

     

  • la sacralità di un incontro che cambia il destino

     

Gli Haiku parlano di pelle, di sguardi, di stagioni interiori.
Parlano di due vite che si sfiorano e poi camminano insieme.
Parlano di un amore che diventa casa.

Sono poesia, ma sono anche vita reale.
Sono emozione, ma sono anche rito.

E nella loro semplicità, custodiscono una verità profonda:
l’amore è una sintesi, non un accumulo.
È essenza, non complessità.
È autenticamente una vita intera racchiusa in un dettaglio.

Morale: L’amore vive nei dettagli che abbiamo il coraggio di sentire

La morale che porto con me da questa lettura è tenera e rivelatrice:

L’amore si trova nei dettagli.
Nei piccoli gesti.
Negli istanti che passano in un attimo ma che restano per sempre nel cuore.

Gli Haiku mi hanno insegnato che amare non significa saper spiegare.
Significa saper sentire.
E che la bellezza non va cercata lontano:
è già qui, in ciò che viviamo ogni giorno, se abbiamo il coraggio di fermarci ad ascoltarla.

 

L’autrice dell’articolo

Ciao, il mio nome è Marzia Rosi e questo è il mio Book Blog.

Qui racconto come i libri mi insegnano ogni giorno a viaggiare dentro e fuori di me.

Mi definisco Guida evolutiva per l’imprenditoria visionaria 🔮

Esperta in allineamento fra identità e obiettivi  lavoro sia con chi sta scalando il fatturato che imprenditrici/imprenditori con Business strutturati nella propria crescita personale, spirituale e imprenditoriale con l’obiettivo di incarnare la propria identità più elevata e raggiungere insieme gli obiettivi di fatturato unendo Strategia ed Energetica!

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Sinossi

Haiku Love è una raccolta raffinata e poetica che esplora l’amore attraverso la forma più essenziale e luminosa della poesia giapponese: l’haiku. Curata da Alan Cummings per il British Museum, l’opera intreccia brevi componimenti di autori classici e moderni con immagini tratte dalle collezioni del museo, creando un viaggio estetico e sensoriale che unisce parola, silenzio e immaginazione.

Gli haiku selezionati raccontano l’amore in tutte le sue fasi: l’attesa, l’incontro, la meraviglia, la perdita, il ricordo, la nostalgia, il ritorno alla presenza del cuore. Ogni poesia è un lampo che illumina un frammento di esperienza umana, un istante sospeso che riesce a contenere un universo emotivo.
L’amore appare fragile e potente, carnale e spirituale, tenero e a tratti doloroso: sempre autentico, sempre vivo.

Nelle sue pagine, la raccolta accompagna il lettore in un movimento lieve ma costante, come un respiro: un flusso in cui l’animo si riconosce e si specchia. Le illustrazioni — stampe giapponesi, dettagli botanici, frammenti di epoche lontane — amplificano la vibrazione dei testi, trasformando la lettura in un’esperienza contemplativa.

Più che una semplice antologia di haiku, Haiku Love è un piccolo scrigno emotivo: un invito a fermarsi, a osservare il cuore senza difese, a lasciarsi toccare da ciò che è semplice e immenso allo stesso tempo. Una meditazione sulla bellezza dei sentimenti umani attraverso la purezza della poesia giapponese.

 

Info bibliografiche

Titolo originale: Haiku Love
Titolo italiano: (non esiste edizione italiana ufficiale)
Autore: Alan Cummings

Anno di uscita originale: 2013
Prima pubblicazione italiana:

La mia edizione: 2018
Editore italiano:
Editore originale: The British Museum
Numero di pagine: 89

Genere:  POESIA & TEATRO

Data, luogo ed età di acquisto del libro: Nizza (data non indicata), età non indicata
Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 23 Novembre 2025, Roma, 36 anni

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