Lampo il cane viaggiatore | Elvio Barlettani

La storia di Lampo in cane viaggiatore è una storia vera raccontata da Elvio Barlettani che l’ha vissuta in prima persona…e leggendola io ho ricordato quando il mio cane mi accompagnava alla fermata dell’autobus…

Sono nata e cresciuta in campagna, quindi per me l’avere un cane ed essere a contatto con gli animali è qualcosa di estremamente naturale, direi fisiologico. Credo che questa, sia un’esperienza comune a chiunque viva o abbia vissuto in campagna o comunque in un ambiente quanto più vicino alla natura che il secolo in cui viviamo (o la nostra mentalità) possano consentirci.

Ovviamente per chi indossa più stivali che scarpe col tacco, il cane è una parte di sé e così è sempre stato con i miei. Così quando ricevetti questo libro, in un’edizione scolastica e alquanto sciupato, non avevo idea di quanto alcune mie esperienze fossero simili a quella vissuta da Mirna con Lampo.

Certo la storia di Lampo il cane viaggiatore, è decisamente più avvincente della mia eppure, durante la lettura, non potei fare a meno di ripensare all’ultimo cane che visse con me in quella casa. Si chiamava Roy, e ogni mattina mi accompagnava alla fermata dell’autobus.

Iniziai ad andare a scuola da sola con l’autobus abbastanza presto rispetto ai miei coetanei, e per raggiungere la fermata dovevo passare per una stradina imperlata di rugiada mattutina, così che spesso finivo con lo sporcare i miei pantaloni o bagnare le calze. Ma alla fine non è che mi importasse molto, perché era divertente camminare con il mio cane a farmi da apripista.

Ogni mattina, arrivati al cancello che dava sulla strada principale, ero solita rimandarlo a casa, ma una mattina si ostinò ad accompagnarmi proprio fino alla fermata dell’autobus e qui aspettarne l’arrivo. Fu quella volta che faticai a farlo scendere dall’autobus, perché quel meticcio di oltre 25 chili, aveva deciso di venire proprio con me. Fu bellissimo, oltre che imbarazzantissimo! Ma tant’è ho un ricordo prezioso, che molti possono solo leggere. Ed è davvero una gran fortuna che Elvio Barlettani, il ferroviere padre di Mirna, abbia deciso di scrivere a proposito di Lampo e del grande amore per sua figlia.


Trama

La storia di Lampo soprannominato “il cane ferroviere” o “cane viaggiatore”, è senza tempo. Toccante e invidiabile all’inverosimile. Tutto comincia quando questo cane randagio, dal pelo bianco con qualche macchia, divenne amico del ferroviere maremmano Elvio Barlettani, appunto l’autore del libro e migliore amico di sua figlia Mirna.

Fece la sua comparsa, nella vita di questa famiglia un giorno scendendo da un treno merci, alla stazione di Campiglia Marittima, dove stabilì la sua residenza nonostante le disposizioni del Capo ferroviere.

Ma l’irreale non risiede nel come iniziò la storia di Lampo, ma di come divenne nota non solo tra i ferrovieri italiani, (leggendo scoprirete il perché) ma anche ai pendolari, che a poco a poco si erano abituati alla presenza di questo cane eccezionale.

Ogni giorno, accompagnava Mirna a scuola, conosceva l’orario in cui arrivava la “carrozza ristorante”, distingueva treni, fermate, orari e coincidenze; si godeva i vari cambi treno senza allontanarsi troppo da Campiglia perché a scuola si arriva in orario ogni giorno. E lui davvero di orari se ne intendeva, persino quando…

La sua vita, semplice e speciale al contempo, gli valse un monumento e questo libro.


Titolo originale: Lampo il cane viaggiatore

Autore: Elvio Barlettani

Prima pubblicazione: 1962

Prima pubblicazione in Italia: 1962

La mia edizione: 1998

Editore italiano: Garzanti

Collana: Garzanti scuola

Genere: Ragazzi

Numero di pagine: 184

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