Siamo noi o gli altri che ci cuciono addosso la nostra lettera scarlatta?

Siamo noi o gli altri che ci cuciono addosso la nostra lettera scarlatta?

Libro su Frida Kahlo

GRANDI CLASSICIROMANZO

Siamo noi o gli altri che ci cuciono addosso la nostra lettera scarlatta?

2 GIUGNO 2020 – ROMA

GRANDI CLASSICIROMANZO

La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne. Ecco la mia recensione.

 

La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne, è un libro che esprime intrinsecamente l’America del XVII secolo.

Il successo di questo libro fu tale da consentire al suo autore di vivere scrivendo. Con la sua prima edizione vendette rapidamente 2.500 copie e altre 2.500 con la seconda ristampa: Hawthorne si guadagnò così il privilegio riservato a insegnanti e clerici.

Questo incipit deve servirci per entrare meglio nel momento storico, non solo in cui è ambientato ma anche in cui viene scritto. Siamo in un’ America che vive ancora gli strascichi della colonizzazione inglese, e nella quale i propri ideali e modelli indentitari sono ancora in via di sviluppo.

Pubblicato per la prima volta il 16 Marzo 1850, “La lettera scarlatta” vede la sua ambientazione nel XVII secolo, in un contesto sociale quindi fortemente puritano e superstizioso. La credenza della stregoneria e l’individuazione di alcune forze come diaboliche, venivano usate per spiegare eventi e fatti altrimenti inspiegabili per la cultura di quel periodo.

 

 

 

 

La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne, è un libro che esprime intrinsecamente l’America del XVII secolo.

Il successo di questo libro fu tale da consentire al suo autore di vivere scrivendo. Con la sua prima edizione vendette rapidamente 2.500 copie e altre 2.500 con la seconda ristampa: Hawthorne si guadagnò così il privilegio riservato a insegnanti e clerici.

Questo incipit deve servirci per entrare meglio nel momento storico, non solo in cui è ambientato ma anche in cui viene scritto. Siamo in un’ America che vive ancora gli strascichi della colonizzazione inglese, e nella quale i propri ideali e modelli indentitari sono ancora in via di sviluppo.

Pubblicato per la prima volta il 16 Marzo 1850, “La lettera scarlatta” vede la sua ambientazione nel XVII secolo, in un contesto sociale quindi fortemente puritano e superstizioso. La credenza della stregoneria e l’individuazione di alcune forze come diaboliche, venivano usate per spiegare eventi e fatti altrimenti inspiegabili per la cultura di quel periodo.

Ogni forma di femminilità era coì scomparsa dalla figura di Hester

Sposatasi giovane, e con il marito lontano forse morto, Hester cade in tentazione e commette adulterio. In quel periodo, la pena per una simile colpa era la morte. Tuttavia avendo dato alla luce una bambina: Pearl, i membri della piccola comunità di Boston, decidono di lasciare che la donna crescesse sua figlia, infliggendole una pena diversa. Ella venne condannata alla costante umiliazione, derivante dall’obbligo di portare cucita sul petto una A scarlatta, così che potesse in ogni momento essere punita e al contempo rappresentare un monito per l’intera comunità.

La lettera ricamata delle dimensioni di tre pollici e un quarto

Quarta di copertina del libro Erotica di Ghiannis Ritsos

Nel momento in cui Hester, dalla prigionia viene portata sul patibolo per pubblica umiliazione, ella viene esortata a rivelare il nome dell’uomo che con lei aveva commesso peccato. La sua risposta fu il silenzio a dimostrazione del suo autentico sentimento nei confronti del padre di sua figlia: Pearl; ed è forse questo il momento in cui il lettore si affeziona a lei e alla sua storia.

…la foresta e le sue piante e i suoi animali sentirono la piccola affine alla loro selvaggia natura e le fecero festa.

La “bambina folletto”, così Pearl veniva chiamata da molti, cresceva bella e libera; e le superlative doti di ricamatrice della madre, creavano per lei abiti meravigliosi, ad enfatizzare l’innocenza e l’estraneità della bambina rispetto alla colpa della madre.

In contrapposizione a tanta vitalità, Hester si abbigliava nella maniera più semplice e puritana (è il caso di dirlo) possibile, come unico sfarzo il ricamo dorato di pregiata fattura che ella stessa, ricamò sulla sua A di adultera, che col tempo divenne per lei un simbolo di appartenenza ed identità più che di punizione.

E furono proprio queste sue doti di ricamatrice, che offrirono a questa donna la possibilità sia di mantenere sé stessa e la figlia, quanto di crearsi il proprio ruolo nella comunità, rispetto alla quale viveva isolata con sua figlia, in una capanna ai margini del bosco.

Le sapienti mani di Hester, ricamarono per chiunque e per qualsiasi occasione: dalla veste per un battesimo, all’abito per un funerale; ma mai per un matrimonio a voler mantenere sempre viva l’opinione pubblica originale.

Ma il comportamento severo e penitente dell’Adultera, la sua carità e il ruolo che oramai ricopriva all’interno della comunità cui nonostante tutto si ostinava, a rimanere legata, fecero in modo che chiunque all’interno di quella piccola congrega di persone la rispettasse e quasi (quasi) non facesse più caso al simbolo della sua colpa sempre mostrata con fierezza.

Si, Hester era una donna forte. Una donna che 

aveva appreso a ubbidire alle ispirazioni della propria coscienza

Parimenti, non si può dire dell’uomo con cui commise adulterio sette anni prima: il reverendo Arthur Dimmesdale, considerato da tutti come un santo. Il suo predicare contro il peccato e la consapevolezza di essere stato egli stesso il peggiore dei peccatori, furono per il giovane prete un contrasto troppo forte da sopportare. 

E l’aggravante era che la donna con la quale si era unito, da sola, sopportava la pena pubblica per entrambi.

Il terzo vertice del triangolo si realizza nella figura del marito di Hester Prynne: il dottor Roger Chillingworth che riapparve provvidenzialmente, il giorno della pubblica umiliazione sul patibolo. Nessuno conosceva il marito dell’adultera ed entrambi continuarono a fingere che quell’uomo fosse morto in mare, e che Roger e Hester non avessero nulla in comune.

Ma fu davvero il livore a consumare quest’uomo, e il suo cambiamento, la sua perdita di salute come per Artur Dimmesdale, fu sotto gli occhi dell’intera comunità.

Solo Hester conosceva la fonte di quel consumarsi dell’uno e dell’altro uomo, allorché avendo Roger per suo conto capita la verità sul conto di Arthur, Hester si decise a rivelare a quest’ultimo la verità sul primo. La speranza era che questa rivelazione potesse migliorare le condizioni di salute che già gravi, peggiorarono a seguito dell’interesse del dottor Roger, per questo particolare paziente.

Arthur Dimmesdale nel tentativo di espiare la sua taciuta colpa, si era marchiato sulla sua stessa pelle quello stesso simbolo, che Hester portava ricamato sul petto. E rinvigorito dal nuovo progetto di felicità, definito con Hester nel bosco, Arthur decise di mostrarlo a tutti, pubblicamente, per abbandonare per sempre insieme ad Hester e Pearl, quella colpa e quel luogo che li aveva privati della possibilità di essere felici insieme.

Il finale non è romantico, ma è onesto e carico di quelle rivincite che solo una donna forte con una figlia che ha ereditato la sua stessa forza, sono in grado di prendersi dalla vita.

Le due lasceranno Boston da sole, per vivere davvero. E mentre Pearl non tornerà mai, Hester troppo legata a quel luogo, vi tornerà per invecchiare ma non prima di essersi fatta una posizione che la premiava e arricchiva per quella che era.

Una fonte d’ispirazione non per le sue azioni, ma per la sua essenza: una donna dalla quale

emergevano…chiaramente i segni del coraggio, dell’audacia, di una volontà indomabile, di un orgoglio che poteva essere disciplinato solo dal rispetto di se stessa.

Queste parole sono nel romanzo in riferimento a Pearl

PERSONAGGI & Nomi

  • Re Derby
  • Salem
  • Governo dello zio Sam
  • Dogana del porto
  • Capo dogana
  • Partito dei Wighs: partito liberale a cui appartiene l’alter ego dell’autore, in contrappunto ai suoi antenati che erano sterminatori di streghe
  • Fattoria di Brook
  • Emerson
  • all’Assabeth con Ellery Channing
  • Thoreau
  • Velden
  • Hillard
  • Longfellow: l’ex generale che va a lavorare alla dogana ama Napoleone e Shakespeare
  • Jonathan Pue: sorvegliante della dogana morto 80 anni prima
  • Hester Prynne: fine XVII secolo nacque in INGHILTERRA origini nobili prive di ricchezza testimoniate dal suo aspetto e atteggiamento 
  • Isaac Johnson: proprietario del terreno su cui sorse il cimitero
  • Ann Hutchinson: la santa che visse nel periodo della fondazione della città di Boston
  • signora Hibbins: strega che venne impiccata, moglie di un magistrato è anche la perfida sorella del governatore Bellingham
  • Reverendo/padre Arthur Dimmesdale: parroco, adultero insieme a Hester
  • Padre di Hester: indossava la georgiana
  • Il marito di Hester: uno scienziato deforme
  • Roger Chillingworth: scienziato e medico in realtà il marito di Hester
  • Governatore Bellingham
  • reverendo John Wilson: decano dei pastori di Boston
  • Barckett: carceriere della prigione
  • Pearl: figlia di Hester Prynn
  • Reverendo Blackstone: primo colonizzatore della penisola
  • Isaac Johnson:
  • Governatore Winthorp: spirato assistito dal reverendo Wilson
  • Ann Hutchinson: donna del posto
  • Apostolo Elliot: neofita  indiano di Dimmesdale
  • Ann Turner: amica della signora Hibbins, impiccata per l’assassinio di Sir Thomas Overbury

Info bibliografiche

Titolo originale: The Scarlet Letter

Autore: Nathaniel Hawthorne

Prima pubblicazione: 16 Marzo 1850

Prima pubblicazione in Italia: 1923

La mia edizione: 2006 – I Edizione Oscar Classici [Aprile 1997] – VIII ristampa [2006]

Editore italiano: Oscar Mondadori

Collana: Classici

Genere: Romanzo

Numero di pagine: 229

Preceduto da: Lo studente (Fanshawe, pubblicato anonimo nel 1828)

Seguito da: La casa dei sette abbaini (The House of Seven Gables, 1851)

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