La forza nel freddo | Wim Hof & Koen De Jong

Il metodo Wim Hof e l’abitudine al freddo sono qualcosa che va sperimentato in prima persona per verificarne i benefici e diventare testimoni e testimonial di quella che davvero è la forza nascosta nel freddo.

Premessa: sono sempre stata una freddolosa cronica, quindi quando ho letto i tre pilastri fondamentali del WHM (Wim Hof Method), ovviamente pensavo che non ce l’avrei mai fatta, ma i risultati e i benefici che ho letto e che si possono concretamente raggiungere possono essere talmente significativi che ho iniziato la 30 days challenge, e ora il metodo è parte integrante della mia quotidianità.

La parte migliore di questo metodo non sta nel fatto che chiunque, (a qualsiasi livello di allenamento e in qualsiasi stato di salute) possa eseguire gli esercizi; tanto più nel fatto che, il cambiamento del nostro corpo e delle nostre abitudini, impattano in maniera positivamente significativa sul nostro quotidiano. 

Certo, siamo abituati a provare un senso di stretta al petto quando pensiamo al freddo; ebbene dobbiamo cambiare questo condizionamento mentale, imponendoci di continuare a respirare, come se fossimo nella migliore delle condizioni. Perché dovremmo farlo? per fare nostri i benefici che il freddo può regalarci, al solo prezzo di inserire una nuova abitudine (forse tre) nel nostro quotidiano:

qualche minuto sotto (o immersi) in acqua fredda

hoffare 😉 (fare gli esercizi di respirazione in stile Hof)

essere dediti, focalizzati.


I tre pilastri

Ecco quindi i tre pilastri del metodo Wim Hof :

  • Addestramento al freddo
  • Respirazione
  • Dedizione

Come nasce il Wim Hof Method – WHM

Ma quando comincia ad instillarsi in Wim Hof, quest’attenzione al freddo? La risposta l’abbiamo subito nelle prime pagine, quando ci viene descritta la scena di un bambino che in piena notte va a dormire sulla neve, vestito solo del suo pigiama! e stiamo parlando di Sittard (Olanda) dove Wim nasce nel 1959.
Ovviamente come per ciascun individuo, le persone che incontra e le esperienze che vive, i luoghi che visita lo formano e diventano parte integrante della sua stessa persona, delle sue convinzioni che modificheranno le sue abitudini, fino ad ispirare gli altri a fare lo stesso.


La miccia iniziale possiamo inquadrarla nella figura, anch’essa eclettica del fratello di Wim: André. Fu nel visibile cambiamento del fratello, a seguito del viaggio nell’est del mondo, che Wim ebbe la sua scossa iniziale; egli infatti parlava e si abbigliava diversamente da quando era partito e soprattutto sembrava sempre sereno, cosa alquanto insolita rispetto al resto della comunità.

La vista di un così radicale cambiamento lo portò a 17 anni, a lasciare la scuola per dedicarsi al nutrimento della sua sete di conoscenza. In fondo i testi della biblioteca li aveva già letti tutti e da autodidatta in materia (anche) di yoga, scopri già nel suo primo viaggio, di essere già ad un livello molto avanzato. Questo fu un bene, perché invece di cercare un suo guru da emulare, Wim divenne egli stesso una fonte d’ispirazione per se stesso e coloro che incrociavano la sua strada, così come accade tutt’ora.

Nel libro la forza nel freddo, troviamo testimonianze dirette e reali sia dello stesso Hof che finalmente è riuscito a trovare valenza scientifica a quello che è divenuto il WHM, che di persone che hanno voluto abbracciare i benefici di questo metodo.

Benefici

Il WHM riesce da solo o in affiancamento a terapie farmacologiche (spesso sostituendole completamente) ad offrire un valido rimedio, nel più dei casi definitivo per: ansia, allergie e asma, stati infiammatori del corpo e dei suoi  tessuti, ipertensione, fibromialgia, reumatismi… 

In generale migliora l’umore, la qualità del sonno, regola il metabolismo e il naturale bioritmo corporeo.

Favorisce la produzione di grasso bruno e la combustione di quello bianco, regola gli ormoni in modo naturale, riduce lo stress, rafforza il sistema immunitario, rinvigorisce, aumenta i livelli di serotonina e quindi di melatonina… si tratta di scienza, si tratta di imparare ad immettere e trattenere nel corpo con sempre maggiore costanza una corretta quantità di ossigeno. Si tratta di beneficiare degli effetti del freddo sul nostro corpo e di sperimentare attivamente la dedizione.

Come iniziare a praticare

Per iniziare a praticare il Wim Hof Method, si può tenere una sorta di diario, un percorso “personale” che possa rafforzare in noi stessi la fiducia nei confronti di questo metodo; in fondo se il WHM ha avuto diffusione globale, (e i test scientifici per verificare l’efficacia in altri ambiti medici continuano!) significa che molte altre persone, ogni giorno, sperimentano ed in generale beneficiano della forza che risiede nel freddo.

Ciascuno di noi è liberissimo di fare il bagno in mare o in qualche lago ghiacciato in pieno inverno, o di andare in giro in pantaloncini e t-shirt a 2°C. L’importante è iniziare un percorso che consenta al nostro corpo di abituarsi gradualmente; in fondo abbiamo passato secoli a proteggerci dal freddo, ora dobbiamo invertire il condizionamento del nostro cervello e quindi la risposta del nostro corpo.


Iniziamo con un minuto di acqua fredda dopo la classica doccia, quindi due, tre, cinque. Una o due volte la settimana immergiamo mani e piedi in acqua con ghiaccio e continuiamo a respirare profondamente e con calma, mantenendo nel corpo anidride carbonica (non bisogna mai espirare completamente) così da mantenere i vasi sanguigni dilatati e consentire il passaggio del sangue anche nelle zone periferiche.

Ovviamente la pratica è fondamentale e deve essere quotidiana, infatti nel libro a sottolineare questo aspetto, ci sono testimonianze di persone che hanno riscontrato una ricaduta nel momento in cui hanno sospeso gli esercizi. Questo non è un metodo one-shot, è uno stile di vita che migliora la qualità della nostra vita, è bene che sia chiaro sin  da subito.

Come praticare

Imparare la corretta pratica del Wim Hof Method è davvero accessibile, ci sono molti video online, anche dello stesso Wim Hof che spiegano come eseguire correttamente la respirazione. In sintesi si devono eseguire, in una posizione comoda (sdraiati o seduti, mai in piedi) trenta respiri: si inspira profondamente (dalla bocca entra più aria) e si espira lentamente (senza svuotare i polmoni).

La grande quantità di ossigeno introdotta nei polmoni e libera di girare per il corpo grazie alla vasodilatazione, potrà dare diverse sensazioni tutte positive e benefiche: formicolii, leggerezza alla testa, vertigini…La trentesima espirazione deve essere completa, quindi si espira profondamente e si trattiene il respiro; sarà interessante prendere il tempo e verificare l’aumento delle proprie capacità sia nell’immediato, sia nell’evolvere della propria pratica.


Quando si sente il bisogno di respirare, fermare il cronometro, quindi respirare normalmente e percepire il cambiamento del proprio corpo. 
La serie da trenta (ma anche quaranta) respirazioni va eseguita per tre volte; quando si fa la doccia con acqua fredda bisogna fare prima qualche respiro e poi mantenere lo stesso ritmo respiratorio, migliorando di volta in volta la nostra capacità.


Titolo originale: Koud Kunstje

Autore: Wim Hof & Koen de Jong

Prima pubblicazione: 2015

Prima pubblicazione in Italia: Ottobre 2016

La mia edizione: 2018

Editore italiano: Edizioni il punto d’incontro

Collana: –

Genere: Growth

Numero di pagine: 154

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