Finalmente mi mostro nuda a te e ti grido: “Guardami!” perché davanti a te sono e voglio essere nuda

Finalmente mi mostro nuda a te e ti grido: “Guardami!” perché davanti a te sono e voglio essere nuda

Recensione di Guardami: sono nuda di Antonia Pozzi

POESIA

Finalmente mi mostro nuda a te e ti grido: “Guardami!”

perché davanti a te sono e voglio essere nuda

Con la sua poesia narrativa e altamente visiva, in questa raccolta la Pozzi ci fa vivere il desiderio di carnalità e di femminilità che cerca appagamento nell’unica persona che può darglielo: il suo amato. Questo è il filo conduttore che qui, lega i temi che caratterizzano l’opera di questa italiana della prima metà ‘900.

12 FEBBRAIO 2023 – TORINO

POESIA

Guardami: sono nuda di Antonia Pozzi. La mia recensione

Il libro Guardami sono nuda di Antonia pozzi è stato comprato per essere il mio compagno di viaggio, quando sono andata a Novara la prima volta l’11 Febbraio del 2023, era un sabato.

Nella primavera del 2021 avevo già letto un’altra sua raccolta di poesie: Mia vita cara (2019) testo al quale sono particolarmente affezionata sia per motivi personali, che per il suo essere stato di fatto il primo libro di poesie che ho letto dopo anni di sola manualistica, romanzi, e narrativa.

Fra gli eventi ed elementi a cui si deve il merito del mio ricominciare a scrivere poesie, c’è infatti anche Mia vita cara.

Oh le parole prigioniere

che battono battono

furiosamente.

 

“LA PORTA CHE SI CHIUDE”

Poesia narrativa e visiva

Ed è forse proprio la connotazione narrativa e altamente visiva che Antonia Pozzi conferisce alle sue poesie, ad avermi appassionato alla sua scrittura prima di qualsiasi altra cosa. Di fatto Antonia pozzi è una ragazzina, sebbene dissimile anzi distante, dalla ninfetta di Nabokov quando scrive la maggior parte di ciò che leggiamo ora. Una giovane donna che si è sempre sentita intrappolata nel suo giovane corpo, sentendosi in realtà molto più adulta di quanto non fosse anagraficamente.

Mi sarebbe piaciuto conoscerla per avere davvero la conferma del suo essere più grande dei suoi anni. Mi sarebbe piaciuto per capire cosa per lei significava quell’essere “adulta” che si sentiva di essere e non era. Una maturità che tardava ad arrivare anche dal punto di vista della sua stessa fisicità, sofferenza questa che diventa uno dei fili conduttori di questa intera raccolta di poesie.

Letto in un giorno: parte I, II, II

Ho letto Guardami sono nuda di Antonia Pozzi in tre momenti all’interno della stessa giornata. La prima metà l’ho letta sul treno che mi portava a Novara, una seconda parte l’ho letta in un caffè: il Plaza subito dopo aver visitato il Castello di Novara e quindi la terza parte è stata letta nel Caffè l’Umberto I.

Ho incontrato questo caffè passeggiando tra le vie della nuova città che ero andata a scoprire (la bellezza di “perdersi” tra le vie di un luogo che non conosciamo per finire col “trovarci” qualcosa in cui lasciamo pezzi di noi) e che ho scelto fra gli altri perché accomodandomi avrei potuto bere dell’ottimo caffè filtro. Ne ho presi due, entrambi molto buoni, procedendo come se fosse una degustazione dove sali per gradi: sono salita d’intensità.

Tornando a noi, in questa raccolta di poesie l’aspetto che più mi ha sorpresa mentre leggevo, non è stato tanto nel rinnovato apprezzamento per la capacità di scrittura di Antonia Pozzi, quanto piuttosto per il mio divertirmi a riscrivere e integrare le sue poesie con versi miei.

La mia copia è scritta a quattro mani 

Quello stesso giorno ho letto anche Poesie erotiche di Pablo Neruda e queste due raccolte di poesie sono arrivate nella mia vita esattamente al momento giusto, ancor di più nel loro arrivare “insieme”. La storia di come sono arrivata a leggere Poesie erotiche di Pablo Neruda l’ho raccontata nell’articolo dedicato, per quanto riguarda invece Guardami: sono nuda di Antonia Pozzi posso solo dire che ero entrata in libreria perché dovevo comprare un nuovo taccuino, su cui appuntare la miriade di pensieri che sempre ho in testa.

Scelto l’oramai consolidato quaderno a righe con copertina rossa e morbida, non resisto alla tentazione e quindi salgo al piano superiore. Avevano cambiato disposizione degli scaffali nella Feltrinelli di piazza CLN e quindi mi sono ritrovata a fare una gaffe perché non trovando la sezione poesie, ho chiesto al libraio che stava appunto sistemando quella sezione.

Lui pensava lo stessi prendendo in giro, invece io con la solita musica in cuffia, non mi ero resa conto di dove fossi: reparto poesia! Lui ha pensato che fossi una sua vecchia amica che non riconosceva dato il tempo trascorso, e che lo stessi prendendo in giro, così ci siamo fatti una risata sincera e io ho proseguito la mia esplorazione degli scaffali. Sono evidentemente capitata al momento giusto, perché nel suo riordinare e spostare i volumi ha messo in risalto il libro che avrei comprato: Guardami: sono nuda di Antonia Pozzi. Questo libro dalla bella copertina rossa, proprio come il taccuino che avevo appena scelto come mio, faceva la sua bella figura. Ma soprattutto io ho sentito come un richiamo, quel sussurro che certi libri per sedurti emettono e che arriva solo alle tue orecchie.

Ero salita con l’intenzione di acquistare un altro libro di Jacques Prevert ma non ho potuto resistere e così ho comprato il mio secondo della Pozzi e l’ho sistemato subito nella borsa che avrei portato con me all’indomani sul treno che da Torino mi portava a Novara.

Leggo libri che sono pezzi di me

Avevo davvero già apprezzato le poesie di Mia vita cara ma nella loro bellezza, non per il fatto di aver trovato in loro parti smarrite o dimenticate di me stessa. In Guardami: sono nuda ho invece trovato degli ironici parallelismi con il mio recente vissuto. Un bellissimo vissuto.

A cominciare dal titolo che è come uno schiaffo in faccia a chi lo legge, perché ti obbliga a “guardarla” e ti fa capire che la donna che sceglie di pronunciare una frase del genere lo fa perché da un lato è consapevole del suo corpo e dall’altro vuole che una persona, una sola persona su tutte, la ammiri nella sua marmorea bellezza. La scultura che origina dall’essere donna.

Conosco la sensazione che si prova nel guardare negli occhi un uomo e pronunciare (all’incirca) le parole: “Sono qui davanti a te e sono nuda, guardami”. In bilico tra una richiesta e una domanda, l’unica risposta all’altezza può essere solo qualcosa di simile a: “Ti guardo, ti ho guardata tutto il tempo”.

Allora è l’estasi.

La mia copia è scritta a quattro mani

Così, in bilico tra il ricordo delle parole che io stessa ho pronunciato (in questo modo in particolare, una sola volta nella vita) ad ogni poesia che leggevo in Guardami: sono nuda di Antonia Pozzi, presa da un “flusso di coscienza” ho integrato, modificato o riscritto le poesie stesse di Antonia Pozzi.

É stato davvero surreale ritrovare che molti diversi raccontassero molto del mio trascorso personale. A onor del vero, mi sono piaciute di più le poesie di Mia vita cara (alcune di quelle qui presenti sono proposte anche in quest’ultima raccolta) eppure Guardami: sono nuda mi appartiene infinitamente di più.

Rileggere oggi la copia che ho reso assolutamente mia, di questa raccolta di poesie, è come leggere un libro scritto a quattro mani perché davvero i miei interventi sono, da un lato molto presenti e dall’altro si integrano perfettamente creando un impasto perfetto (e dico impasto rifacendomi ad una conversazione con una persona di grande intelligenza e sensibilità, lui sa di esserlo perché gliel’ho detto).

É stato bello scrivere direttamente sul libro con la mia micromina 0,5 della Rotring! (Vuoi farmi un vero regalo, di quelli che si comprano e non si fanno con un gesto? Comprami una bellissima penna, anche stilografica sarà apprezzata ). Complice in questo, il fatto che avevo scelto di trascorrere una giornata lontana dalla mia nuova città, lontana per qualche ora dal lavoro digitale che amo eppure dal quale ogni tanto, come è sano che sia, ho bisogno di staccare. Volevo vivermi una giornata off line e così ho fatto!

Guardami: sono la donna che sono

In Guardami: sono nuda si ritrovano i temi che contraddistinguono l’opera di Antonia Pozzi: la sofferenza per la sua giovane età, per l’amore che non può e non riesce ad essere vissuto come si vorrebbe, per una maternità che non troverà appagamento e per una vita che la costringe ad abitare il suo corpo nonostante lei voglia abbandonarlo, come farà all’età di ventisei anni.

Ma se da un lato è vero che i temi più importanti di questa eccezionale poetessa italiana sono qui tutti presenti, dall’altro la bellezza di questa raccolta sta nel fatto che la scrittrice, nonostante parli sempre ad interlocutori diversi compresa se stessa, è come se parlasse ad un unico interlocutore: l’amore, l’amato.

Quella di Guardami: sono nuda è una Antonia Pozzi che vuole abbandonare lo stato del suo corpo non (soltanto) in termini di morte, ma come l’abbandono di un corpo ancora fanciullesco che non rispecchia le evoluzioni del suo sentire:

Per troppa vita che ho nel sangue / tremo / (…)

“SGORGO”

Antonia Pozzi qui si sente non solo adulta ma ancor di più: femminile, consapevole e con una immagine di sé stessa che cerca, che chiama le attenzioni di un uomo tanto dal punto di vista visivo (Guardami suona come un imperativo) quanto nell’esperienza tattile.

La poesia d’apertura é Canto della mia nudità e si apre proprio con il verso:

Guardami: sono nuda

da cui appunto è tratto il titolo della raccolta stessa e prosegue nella stessa così scrivendo:

Oggi, m’inarco, nel nitore del bagno bianco e m’inarcherò nuda domani sopra un letto, se qualcuno mi prenderà.

in Solitudine con:

Ho le braccia dolenti e illanguidite

per un’insulsa brama di avvinghiare (…)

e in Un’altra sosta con:

che io ti accarezzi con un gesto lento

É assolutamente chiaro il desiderio di sperimentare la carnalità con l’uomo da lei amato, a maggior ragione perché “lui” un uomo lo è già. Ecco allora che lei si prepara a condividere con lui tutto: lo cerca, lo chiama ma anche lo invita chiaramente come in ben due versi di Canto rassegnato che iniziano con la parola, che viene ripetuta quasi sfinendola:

Vieni

proprio perché in quanto donna anela che sia l’uomo desiderato ad andare da lei, a raggiungerla perché che lei lo vuole, gliel’ha già detto! Adesso spetta a lui.

In Sventatezza ci confessa:

Ma io ardevo.

In Vaneggiamenti:

Io vibravo, insieme con le corde

(…e come non avere qualcosa di “mio” da aggiungere..)

In Vertigine ci mette a parte di un desiderio:

Afferrami alla vita

(…anche qui i ricordi hanno avuto il sopravvento..)

Quest’ultima parol in particolare ha la doppia valenza di trattenerla sia in questo mondo, sia di sentire il tocco delle mani di “lui” sul suo fianco, attraverso i vestiti e sulla pelle poi, finalmente nuda.

In Guardami: sono nuda Antonia dimostra quanto vuole essere amata nella sua totalità quindi non soltanto come donna, come la madre che vorrebbe essere e che non sarà mai; ma anche come scrittrice. Del resto si sa che il primo giudizio che per una donna è davvero importante, è proprio quello della persona amata. Ed ecco infatti che è in Pudore scrive:

Se qualcuna delle mie povere parole ti piace e tu me lo dici sia pur solo con gli occhi io mi spalancò in un riso beato (…)

Per Antonia Pozzi l’amore era davvero l’unica ragione di vita, tolta la quale non vi era nulla di così consistente tale da farle amare la vita stessa. Ecco infatti che in Sera scrive:

o accendi tu

la tua lampada

e fammi cenni di entrare

che io non muoia

qui senza fuoco!

È evidente come colui che amiamo diventa il nostro faro nella notte, la nostra bussola e quel caldo che scalda le membra stanche e asciuga il legno dello dello scafo della nave che siamo e che cerca soltanto un porto sicuro in cui approdare. E questo è reso estremamente palese dall’ordine in cui le poesie Sera e Il porto, certamente quest’ultima una delle mie preferite, sono state inserite in questa raccolta di poesie: ossia una dopo l’altra.

Ecco allora che l’atto di “avvistare” un porto in cui approdare, dopo una una serie di sfiancanti tempeste, introduce un altro filo conduttore: quello dello del guardare e del guardarsi appunto negli occhi.

Verso dopo verso infatti vediamo con gli occhi di Antonia Pozzi e ancor di più, vediamo in prima persona gli occhi di “lui” che Antonia (la donna non la scrittrice) anela di guardare sempre.

Gli occhi infatti sono lo specchio dell’anima, e due amanti lo sanno bene; ma sanno anche riconoscere l’uno nell’altro il malessere. Così quando lo sguardo di “lui” si incupisce e smette di brillare, anche il sorriso si spegne ed ecco che in Pensiero scrive:

Essere ombra, pace serale intorno al tuo spento sorriso.

In fondo qual’è l’unica missione di chi ama se non  accertarsi che in qualche modo l’altr*, la persona che amiamo, possa tornare a sorridere e ad avere quella luce negli occhi che ci ha fatto innamorare?

Vorrei che la mia animati fosse leggera vorrei condurti con le mie parole fino ad una valle di erboso silenzio, allago vorrei che la mia anima che fosse leggera che la mia poesia ti fosse un ponte, sottile e saldo, sulle scure voragini della terra.

“LIEVE OFFERTA”

E quale terribile paura pesa sul cuore di chi ama quando sia ha l’incertezza di questo nuovo traguardo?

Dunque, io non vedrò mai più i tuoi occhi puri come li vidi la sera prima io so quale sabbia l’intorbiditi ora quale tristezza che fu già mia. Sgomenta guardo nascere in te la vita che ho già visti e scontata e spogliai d’ogni velo. 

 

“AMMONIMENTO”

Ma se l’incertezza può arrivare a gettare un’ombra su coloro che si amano, primeggia fra gli amanti una certezza fra tutte: che la loro stessa natura sarà bastevole a tenerli uniti finché nutriti del loro stesso amore abbandoneranno i rispettivi corpi esaurendosi felici d’aver arso insieme.

Olio vuole la lampada e legno il fuoco

“AMMONIMENTO”

Info bibliografiche

 

 

Titolo originale: Guardami: sono nuda (italiano)

Titolo: Guardami: sono nuda

Autore: Antonia Pozzi

Prima edizione italiana: 2014

La mia edizione: IX edizione – Febbraio 2022

Editore italiano: Edizioni Clichy

Genere: Poesia

Numero di pagine: 113

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Fare blogging. Il metodo di Riccardo Esposito per scrivere contenuti vincenti

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MARKETINGSEO & COPYWRITING

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Se ti piace scrivere e sei, o impari ad essere costante, il copywriter è il mestiere giusto per te! Parola di Riccardo Esposito

9 AGOSTO 2021 – ROMA

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Fare blogging. Il mio metodo per scrivere contenuti vincenti di Riccardo Esposito. Ecco la mia recensione.

 

“Fare blogging. Il mio metodo per scrivere contenuti vincenti”, il titolo dice tutto!

Questo non è un libro dove troverai la guida in pochi semplici step per scrivere il contenuto perfetto per il tuo blog o per i vai blog dei tuoi clienti; è uno dei metodi possibili e soprattutto è quello che l’autore Riccardo Esposito ha trovato per ottenere il miglior risultato che sia in grado di ottenere.

In effetti questo è il primo grande punto da cui partire quando si sceglie di approcciare al copywriting perché fare blogging significa esattamente questo: raccontare storie e raccoglierle in un unico luogo, un blog appunto, nel quale il visitatore trova auspicabilmente esattamente quello che cerca… ma qui parliamo anche si SEO e se vuoi puoi approfondire nel libro di Francesco Margherita.

Il primo punto dal quale Riccardo Esposito ci suggerisce di partire è quello di pensare come chi andrà a leggere e non come chi scrive, mettendo per il tempo della creazione di quel contenuto in pausa il nostro ego e mettendo a disposizione del lettore il nostro sapere.

Fare blogging vuol dire condividere gli argomenti giusti con le persone giuste.

Il mestiere del copywriter

Prima ancora di pensare a posizionarsi dal punto di vista dei motori di ricerca o di pensare al copywriting persuasivo, e di vedere nel fare blogging un modo semplice e veloce per garantirsi un entrata fissa magari vendendo spazi pubblicitari all’interno del proprio sito internet, ci si dovrebbe infatti prima interrogare se effettivamente l’idea di passare giornate intere a scrivere è qualcosa che ti rende felice.

In base alle esigenze nascono gli obiettivi.

Quando ti piace quello che fai la qualità del tuo lavoro migliora sensibilmente e ovviamente anche la qualità della tua vita si alza più di quanto potresti mai aver immaginato.

Non si tratta quindi solo di essere un blogger appassionato per il piacere di fare bene il proprio lavoro ma soprattutto per riuscire effettivamente a farlo bene in termini di risultati oggettivi.

Un contenuto deve essere pensato intorno all’obbiettivo da raggiungere.

Da utente ti sarà capitato di cercare qualcosa online e di iniziare a leggere un articolo ben scritto, uno che sì è lungo e quindi dettagliato, ma anche scritto così bene da indurti a leggere ogni riga e quando lo hai finito a volerne leggere anche un’altro. Se ti sei imbattut* in un articolo del genere hai letto un pillar article (o long article), che si differenzia da qualsiasi altro contenuto testuale non solo per la lunghezza ovviamente, o il posizionarsi in maniera organica, ma proprio per il tono di voce appassionato e semplice con cui si spiega in maniera meticolosa proprio quell’argomento che interessa il lettore.

Vero è che per ogni lavoro bisogna mettere in conto di avere dei momenti più intensi rispetto ad altri e che in generale ti fanno perdere di vista il tuo perché, il motivo vero per il quale hai scelto tra le mille (ed è riduttivo) possibilità del web di scegliere proprio quella del copywriter, ma proprio perché quello di fare blogging è un mestiere creativo, ecco che diventa necessario avere sin da subito delle motivazioni forti.

Quando ci metti il cuore tutto diventa più facile.

Blogger di lavoro

Se quando scrivi non ti stai divertendo si vede o meglio questo si legge!! Certo che ci sono argomenti per noi più piacevoli da affrontare rispetto ad altri, perché magari incontrano proprio i nostri gusti personali, ma la certezza è che se ti piace fare il blogger e quindi creare contenuti testuali dietro pagamento perché si fare blogging e quindi il copywriter è un lavoro che se ben fatto può portarti dei grandi risultati sia in termini di soddisfazione personale e dei clienti (che ovviamente attiveranno un passaparola per te proficuo) e ovviamente anche da punto di vista economico.

La scrittura deve essere naturale, dettata dalla passione…

Quindi se ti piace scrivere, sappi che hai un mestiere in mano! Sappi che se ti ci metti d’impegno potrai effettivamente crearti un business profittevole che ti permetterà ogni giorno di fare esattamente quello che ti piace. Quindi non ti resta altro che scrivere il tuo piano editoriale e iniziare a scrivere perché: 

c’è una marea di articoli da pubblicare. Ecco perché devi iniziare a lavorare subito.

Quarta di copertina del libro Erotica di Ghiannis Ritsos

Info bibliografiche

Titolo originale: Fare blogging. Il mio metodo per scrivere contenuti vincenti (italiano)

Autore: Riccardo Esposito

Prima pubblicazione: Settembre 2014

Prima pubblicazione in Italia: Settembre 2014

La mia edizione: II edizione – Giugno 2018

Editore italiano: Webbook

Collana: –

Genere: Manuale

Numero di pagine: 207

Preceduto da: –

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La felicità inizia da dentro? Si ma dall’intestino

La felicità inizia da dentro? Si ma dall’intestino

Copertina del libro “L’intestino felice” di Giulia Enders del 2014

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

La felicità inizia da dentro? Si ma dall’intestino

L’intestino felice è un best seller alquanto unico, l’autrice Giulia Enders ci parla con un tono fresco e accattivante di quello che riguarda l’intestino e il conseguente nostro benessere ma anche del modo migliore in cui sedersi per fare la cacca!

13 GENNAIO 2021 – ROMA

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

L’intestino felice di Giulia Enders. Ecco la mia recensione.

 

É la prima volta in assoluto che mi capita di leggere un libro così! Ma non per l’argomento, cioè non è proprio diffuso che si abbia la passione per le varie paturnie intestinali, ne’ tantomeno che ci si metta a scrivere anche un libro, con tanto di simpatiche illustrazioni (e certo che dovevano essere simpatiche…mica potevano mettere le foto di gente mentre fa la cacca!)

L’autrice de L’intestino felice è Giulia Enders mentre l’illustratrice è Jill Enders, sua sorella. Nonostante questa “divisione dei compiti”, per certi versi il libro è stato scritto a quattro mani dalle due sorelle, è infatti Jill ad aver consigliato Giulia durante la stesura, ed il risultato è questo fantastico libro che parla di cose molto tecniche come cacche varie e puzzette più o meno odorose, ma anche di cose più bon ton come villi intestinali, ghiandole, batteri e via dicendo.

Possibile che un intestino molto malato abbia un odore così terribile e influenzi anche l’umore?

Il tutto ha uno stile coinvolgente ed entusiasmante, adatto alla lettura sia prima che dopo i pasti, in bagno no per il semplice fatto che la prossima volta che dovrai andare a fare la cacca (si chiama cacca non pupù!) magari potrai seguire i consigli di Giulia Enders e dopo aver cambiato modo di stare sul water, potrai davvero avere un intestino felice.

Alla fine come in tutto si tratta semplicemente di un po’ di sana collaborazione: se mangi in continuazione il povero intestino tenue, che pulisce la cucina subito dopo aver mangiato, andrà in tilt perché ci sarà sempre del cibo in entrata, ergo stop agli spuntini extra!

Il water moderno esiste solo dal tardo XVIII secolo

Oppure il fatto che ingurgitiamo praticamente di tutto e il nostro corpo comunque riesce a svolgere le sue funzioni? Parliamone: migliora la qualità di quello che mangi, Punto!

Risulta quindi palese che il tuo intestino ha un cervello decisamente fantastico (è il secondo cervello di ciascuno di noi), quindi se con qualche reazione poco instagrammabile come mal di testa, vomito, diarrea, e flautolenze, ti dice che quella cosa gli fa male, dagli retta!

Costituisce i due terzi del sistema immunitario.

Mangia cibi delattosati e/o senza glutine. Ascolta il tuo corpo, altrimenti ti punisce con una psoriasi che poi voglio vederti come fai a scattarti l’ennesimo selfie, o a mettere gli shorts modello “Hot pants” come Cameron Diaz in Her Shoes (anche le protagoniste di quel film erano sorelle).

L’intestino è in grado di raccontare tante cose su di noi che il cervello altrimenti ignorerebbe del tutto.

Ironia a parte, la Enders ci fa scoprire tutta una serie di nuove ricerche e test scientifici che nel loro essere relativamente giovani (parliamo sempre di scoperte che richiedono tal volta decenni per essere testate sull’uomo) sono entusiasmanti. Se sei curioso/a puoi leggere il libro, nelle sue 237 pagine praticamente si legge da solo, ma ti consiglio davvero di farlo perché oltre ad essere un potente anti stress cattivo (perché se non lo sapevi esiste anche quello buono e si chiama eustress come ci spiega Osho)  ci fa comprendere con interessanti fattispecie la stretta correlazione tra benessere e cibo “adatto” al nostro corpo.

L’intestino manda segnali a un’area del cervello preposta all’elaborazione dei sentimenti negativi

Del resto la stessa autrice Giulia Enders confessa di aver avuto una brutta psoriasi, il che la costringeva a mettere ad esempio le calze in estate per evitare che il sangue uscito dalle escoriazioni le bagnasse i vestiti, e tutto cominciò dopo una cura antibiotica!

È evidente che quando qualcosa ti tocca in prima persona sei mosso ad arrivare in profondità a quelle che sono le cause scatenanti, vuoi indagare perché hai bisogno di sapere come mai ad un certo punto il tuo corpo si è ribellato!

L’esperienza personale mi aiuta a comunicarle alla gente.

Quarta di copertina del libro Erotica di Ghiannis Ritsos

Tra i vari esempi di esperimenti su topolini da laboratorio, voglio citarne invece uno “umano” che mi ha colpita per la sua banalità e drammaticità.

Parliamo degli abitanti dell’isola di Guam (non c’entrano nulla i fanghi anticellulite) In alcune zone dell’isola la popolazione introduce a nella sua alimentazione anche i semi di cycas revoluta,e proprio in queste zone gli abitanti avevano la tenenza a sviluppare i Morbo di Parkinson; ma nessuno avrebbe mai ipotizzato una correlazione. Si scopri che il legame c’era eccome, e risiedeva nel fatto che questi semi sviluppano una tossina quasi identica a quella prodotta dall’Helicobacter Pyroli, una creaturina ben nota a chi soffre in varia misura di patologie gastriche.

L’intestino è l’organo sensoriale più grande del corpo.

Ecco quindi un caso lampante di come non conoscere ciò che mangiamo e come il nostro corpo reagisce ad esso, causerà con elevata probabilità delle spiacevoli conseguenze.

Ecco che adesso ti immagino mentre giri tra i vari supermercati alla ricerca dello yogurt che contiene il giusto probiotico (o era prebiotico!) e a leggere “devotamente” tutte le liste ingredienti di quello che compri…alla fine opterai per frutta e verdura perché non hanno etichette e poi lo sanno anche i bambini che contengono un sacco di fibra e vitamine e che quelle di stagione ci fanno un gran bene.  Inoltre dovendole masticare a lungo ci serve anche un sacco di saliva che oltre ad essere ricca di sali di calcio contiene opiorfina.

Studi recenti attestano (…) proprietà antidepressive dell’opiorfina [contenuta nella saliva]

Morale della favola, come possiamo sentire anche in una battuta di Scarlett Johansson in Lucy “mangia bio, starai bene”! 

Buona cacca, anche se soffri di stitichezza.

Se continuiamo a vivere “a misura di cucchiaio”, ci sfuggono tante cose meravigliose

Info bibliografiche

Titolo originale (tedesco):  Darm mia Charme. Alle über sin unterschätztes Organ

Autore: Giulia Enders

Illustratore : Jill Enders

Prima pubblicazione: 2014

Prima pubblicazione in Italia: aprile 2015

La mia edizione: I edizione

Editore italiano (la mia edizione): Sonzogno

Collana: –

Genere: Mente e corpo

Numero di pagine: 237

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Termini & Nomi

  • Rob Knight: biochimico
  • Microbiome and Health (Batteri intestinali e salute): conferenza del 2013 tenutasi a Lisbona 
  • Harvard: università degli Stati Uniti
  • Yale: università degli Stati Uniti
  • EMBL: di Heidelberg
  • Dov Sikirov: medico israeliano
  • Plasma
  • Fegato
  • Cistifellea
  • Cacca
  • Lingua
  • Polmoni
  • Vene
  • Arterie
  • Sistema linfatico
  • Esofago
  • Intestino tenue: avvolto da tre strati di muscolatura liscia
  • Intestino crasso
  • Cervello
  • Secondo cervello
  • Cuore
  • Ghiandole salivari
  • Orifizi delle ghiandole salivari
  • Saliva: sangue filtrato
  • Sali di calcio: contenuti nella saliva
  • Globuli rossi
  • Globuli bianchi
  • Calcio
  • Ormoni
  • Anticorpi
  • Batteri
  • Microbi
  • Enzimi batterici
  • Opiorfina: scoperta nel 2006, è un antidolorifico e antidepressivo contenuto nella saliva
  • Mucine: secrezioni mucose del tratto gastrointestinale e respiratorio, responsabili delle famose bolle di saliva
  • Anello linfatico di Waldeyer: tonsille
  • Tonsille
  • Tonsilla linguale: nome “tecnico” per lingua
  • Tessuto linfatico
  • Cellule immunitarie
  • Sistema immunitario: circa l’80% si trova nel nostro intestino
  • Malattie reumatiche: molte derivano dal malfunzionamento delle tonsille
  • Stomaco: organo che si piega come una borsetta sbilenca, il lato destro è molto più corto di quello sinistro
  • Addome
  • Bolla gastrica: responsabile delle eruttazioni
  • Fibre muscolari spiraliformi 
  • Sindrome di Roemheld:
  • Microcapsula
  • Villi intestinali
  • Microvilli
  • Glicocalici
  • Proteine
  • Grassi
  • Carboidrati
  • Sostanze grasse, zuccherose, albumose
  • Intestino cieco
  • Appendice vermiforme: appendicite
  • Randal Bollinger e William Parker: ricercatori americani (sull’appendicite e i batteri della diarrea)
  • Flora batterica
  • Vitamina K
  • Vitamina B12
  • Diammina (vitamina B1): utilizzata dal cervello per nutrire le cellule nervose e per avvolgerle in un mantello idrolipidico elettroisolante
  • Riboflavina (vitamina B2)
  • Enzimi
  • Vasi sanguigni: si dirigono dal fegato al cuore
  • Vasi linfatici: si dirigono direttamente al cuore
  • Diaframma
  • Acido grasso sintasi
  • Acido oleico
  • Acidi grassi saturi
  • Acidi grassi insaturi
  • Radicali liberi
  • Acido archidonico
  • Acidi alpha linoleici: proprietà antinfiammatorie
  • Oleocantale: effetto simile all’ibuprofene o all’aspirina
  • Amminoacidi: venti in totale
  • DNA
  • Metionina: aminoacido che manca ai fagioli
  • Lisina: aminoacido che manca al riso, al frumento, al seitan e al mais
  • Triptofano: aminoacido che manca al mais
  • Alghe spirulina
  • Amaranto
  • Fagopiro
  • Semi di chia
  • Soia
  • Quinoa
  • Tufo: fama di sostituto della carne
  • Celiachia
  • Sensibilità al glutine
  • Gruppi sanguigni: A B AB 0 DQ2 DQ8
  • Lattosio:
  • Fruttosio: zucchero della frutta
  • Galattosio:
  • Leptina: segnale biochimico responsabile del senso di sazietà
  • Sindrome di Gilbert: chi ne è affetto (come me) ha una scarsa tolleranza al paracetamolo
  • Scala delle feci di Bristol: messa a punto nel 1997
  • Ken Heaton: medico inglese che mette a punto originariamente la scala delle feci
  • Sistema nervoso dell’intestino:
  • Muscolatura liscia: insensibile, presente anche all’interno dell’intestino
  • Muscolatura striata: sensibili presente anche all’interno dell’intestino
  • Occhi
  • Naso
  • Bocca
  • Denti
  • Mascella: è in grado di esercitare una pressione di 80 chili su un singolo dente molare
  • Palato molle
  • Faringe: muscolo costrittore faringeo, lavora in sinergia con il palato molle
  • Esofago: un terzo dell’esofago è avvolto da muscolatura striata
  • Deglutizione: un adulto deglutisce da seicento a duemila volte al giorno
  • Stomaco: e retropulsione
  • Riflesso peristaltico: dell’intestino tenue
  • Cellule pacemaker
  • Complesso motorio migrante: processo che inizia a far pulire lo stomaco un’ora dopo aver mangiato
  • Valvola ileocecale: si trova alla fine dell’intestino tenue e lo separa da quello crasso
  • Reflusso acido:
  • Succhi gastrici
  • Enzimi digestivi
  • Pirosi: bruciore gastrico
  • Nervi
  • Glutammato: viene prodotto anche dai nervi
  • Inibitori della pompa protonica:
  • Fluidi biliari
  • Istamina
  • Agopuntura
  • CRF: ormone dello stress Corticotropin Releasing Factor
  • P6: punto sul polso che se massaggiato allevia fino a inibire il senso di nausea
  • Stitichezza
  • Regola dei tre giorni
  • Fibre solubili
  • Fibre insolubili
  • Prebiotici
  • Probiotici
  • Lassativi
  • Metodo del dondolo
  • Osmosi (lassativi osmotici)
  • Robert Chesebrought: scopritore della vaselina 
  • Glicole polietilenico 
  • Catene corte PEG 150 o PEG 350
  • Peso molecolare
  • Lassativi di contatto: stimolano il transito intestinale
  • Farmaci procinetici
  • Ascendente, traverso, discendente: tre settori in cui è diviso il colon
  • Colon 
  • Ascidiacea: appartiene al gruppo dei cordati
  • Daniel Wolpert: ingegnere, medico e scienziato che studiò il comportamento dell’ascidiacea giungendo alla conclusione che il cervello ha un unico scopo: il movimento.
  • Cervello enterico
  • Insula
  • Sistema limbico
  • Corteccia cingolata anteriore
  • Corteccia visiva
  • Amigdala
  • John Cryan: scienziato irlandese
  • Nervo vago
  • Lactobacillus rhamnosus JB-1: batterio
  • Talamo
  • Morbo di Crohn
  • Colite ulcerosa
  • Stephen Collins: scienziato che studia le decisione che prendiamo di “pancia”
  • Lactobacillus reuteri: batterio
  • Bifidobacterium animalis:
  • Lactobacillus plantarum: batterio
  • Bifidobacterium infantis: batterio
  • Michael Gershon: ricercatore americano studia le conseguenze degli antidepressivi sull’intestino, in modo da capire come renderli più efficaci in base all’intestino di ciascun paziente.
  • Bud Craig: scienziato
  • René Descartes: filosofo
  • Microbiota (microvita) o microbioma: l’insieme dei microbi e dei loro geni presenti nell’intestino
  • Escherichia coli: agente patogeno
  • Agglutinazione
  • Lactobacilli
  • Acido lattico
  • Microbi
  • Bifidobatteri
  • Allergie
  • Asma
  • Dermatite atopica
  • Eucarioti, archei, batteri: tre categorie in cui si dividono tutti gli esseri viventi
  • Eucarioti: suddivisi in sei sottogruppi (organismi amebici striscianti, muniti di “pseudo piedini”, unicellulari con orifizi buccali, piante, alghe, opistoconti)
  • Archei: via di mezzo tra eucarioti e batteri (ipertermofili che amano le temperature oltre i 100°C, acidofili che amano sguazzare negli acidi, barofili che vino bene ad elevata pressione, alofili che amano le acque molto salate come quelle del Mar Morto, archei amanti del freddo -80°C)
  • Batteri: venti ceppi (come gli amminoacidi); quelli presenti nell’intestino appartengono principalmente a (batteroidi, firmicuti, attinomiceti, protobatteri, verrucromicrobia)
  • Batteroide uniforme: “nome proprio” del componente di una delle famiglie di batteri
  • Lattobacillo acidofilo: “nome proprio” del componente di una delle famiglie di batteri
  • Helicobacter Pyroli: “nome proprio” del componente di una delle famiglie di batteri
  • Firmicuti: “nome proprio” del componente di una delle famiglie di batteri
  • Proteobacteria: “nome proprio” del componente di una delle famiglie di batteri
  • Lieviti: per la maggior parte sono eucarioti
  • Enterotipo: termine per indicare il tipo intestinale
  • Batteroidi: uno dei tre tipi intestinali
  • Prevotella: uno dei tre tipi intestinali
  • Ruminococcus: uno dei tre tipi intestinali
  • Biotina (vitamina H o B7): rinforza pelle, unghie e capelli ed elimina l’avidina delle uova crude
  • Parabacteroides
  • Avidina: sostanza tossica che si trova nella uova crude e che viene eliminata dalla vitamina H
  • Desulfovibrionales: batteri
  • Akkermansi: batteri che scompongono il muco e assorbono lo zucchero
  • Eme: sostanza prodotta dai batteri Ruminococcus
  • Metabolismo
  • Bacterial Overgrowth: eccessiva proliferazione batterica nell’intestino tenue
  • Destrogiro
  • Levogiro
  • Stafilococchi
  • Salmonelle
  • Sovrappeso
  • Diabete
  • Infiammazione subclinica
  • Marker infiammatori
  • Dopamina
  • Serotonina
  • Centro della gratificazione
  • Pressione arteriosa
  • Arteriosclerosi
  • Coffeemate: sostituto vegetale del latte
  • Colesterolo: produce gli ormoni sessuali e la vitamina D e stabilizza le nostre cellule
  • BSH: Bile Salt Hydroxylase, batteri
  • Propionato: sostanza prodotta da alcuni batteri, che blocca la produzione di colesterolo
  • Acetato: sostanza prodotta da alcuni batteri, che stimola la produzione di colesterolo
  • Thor Heyerdahl: studioso
  • Barry Marshall: scienziato teorizzò con il suo collega che l’Helicobacter Pyroli è responsabile dell’ulcera gastrica e della gastrite
  • John Warren: scienziato e collega di Barry Marshall
  • Helicobacter acinonychis: batterio intestinale aggressivo tipico dei felini
  • Toxoplasma gondii: passa dai felini come i gatti all’uomo, tramite gli escrementi
  • Johanne Webster: ricercatrice
  • Ossiuri: vermi dei bambini 
  • Antibiotici
  • Ilja Metchnikoff: premio Nobel
  • Stanne Grigorov: microbiologo che si dedicò alla lotta contro la tubercolosi
  • Bifidobatteri
  • Lattobacilli casei Shirota
  • Lactobacillus helveticus
  • Bulgaricus: specie di batteri
  • Lactobacillus rhamnosus
  • Lactobacillus acidophilus
  • Bifidus
  • Saccharomyces boulardii
  • Escherichia coli Nissle: scoperta nel 1917
  • Clostridium difficile
  • Inulina

Capitoli

Prefazione

1. Che fascino, l’intestino!

Come funziona la cacca?… e perché vale la pena domandarselo.

  • Mi siedo correttamente sul water?

La costruzione dell’intestino

  • Quel contorsionista dell’esofago
  • Quella borsetta sbilenca dello stomaco
  • Il tortuoso intestino tenue
  • Quel buono a nulla dell’intestino cieco e quel ciccione dell’intestino crasso

Quel che mangiamo veramente

Allergie, intolleranze e incompatibilità

  • Celiachia e sensibilità al glutine
  • Intolleranza al lattosio e al fruttosio

Una piccola lettura sulle feci

2. Il sistema nervoso dell’intestino

Come i nostri organi trasportano il cibo

  • Occhi
  • Naso
  • Bocca
  • Faringe
  • Esofago
  • Stomaco
  • Intestino tenue
  • Intestino crasso

Reflusso acido

Vomito

  • Perché vomitiamo e che cosa possiamo fare per evitarlo

Stitichezza

  • Lassativi
  • La regola dei tre giorni

Cervello e intestino

  • Come l’intestino influenza il cervello
  • Intestini irritati, stress e depressione
  • Dove si forma l’Io

3. Il mondo dei microbi

L’essere umano come ecosistema

Il sistema immunitario e i nostri batteri

Lo sviluppo della flora batterica intestinale

La flora batterica di un adulto

  • I geni dei nostri batteri
  • I tre tipi intestinali

Il ruolo della flora intestinale

  • I batteri possono farci ingrassare? Come? Tre ipotesi
  • Colesterolo e batteri intestinali

Teppisti – batteri cattivi e parassiti

  • Salmonelle con cappello
  • L’Helicobacter: “l’animale domestico” più antico dell’umanità
  • Toxoplasma – impavidi passeggeri dei felini
  • Vermi dei bambini e ossiuri

Pulizia e batteri buoni

La pulizia nella vita quotidiana

Antibiotici

Probiotici 

Prebiotici

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La SEO è come un bel giardino, va curato costantemente!

Libro su Frida Kahlo

MARKETINGSEO & COPYWRITING

La SEO è come un bel giardino, va curato costantemente!

???

GG MM AAAA – TORINO

MARKETINGSEO & COPYWRITING

Manuale di SEO gardening di Francesco Margherita. Ecco la mia recensione.

 

Un manuale entry level (ma non solo) per capire e soprattutto impostare sin da subito il mindset corretto e proiettato al futuro che sta dietro, anzi alla base di qualsiasi SEO, a prescindere dal suo livello di esperienza.

Trova il coraggio di amare chi sei e vivere la vita che vuoi.

Questo accade perché, tanto nella buona quanto nella cattiva fede, il mondo fatto dalle persone che ti circondano proietta qualcosa che vorrebbe fare nella vita, o ottenere dalla vita, su di te. Insomma, il mondo ha una sua visione e cerca costantemente di tirartici dentro, e di indurti ad assomigliarvi sempre di più. Ma ciò che devi imparare, quanto prima sia possibile, è che soddisfare le aspettative altrui non è compito tuo.

Tu credi in te, già questo è difficile e alla base di tutte le cose.

Il tuo compito, come lo è anche il mio! è di adoperarti per comprendere dapprima la tua intima natura, quindi: abbracciarla, muoverti, agire e prendere tutte quelle scelte che di fatto ti portano ad esprimere te stess*.

Il tentativo di “accontentare” tutti ha, di fatto, un duplice risultato: da un lato l’immenso spreco di tempo perché oscilli costantemente tra una scelta ed un’altra; tra un comportamento e l’altro. Dall’altro lato, il risultato più alto che ottieni (e sono molto sarcastica) è quello di raccogliere insoddisfazione e infelicità, perché inevitabilmente percepisci che non stai stratificando assolutamente nulla nella tua vita.

Come si comincia a essere felici?

Vero è, che potresti ottenere dei grandissimi risultati nel tentativo di compiacere o acquietare l’animo altrui, ma la vita è un viaggio e non contano soltanto i traguardi! Infatti ciò a cui dovremmo dedicare “almeno” pari attenzione è il viaggio di per se, che tra l’altro a conti fatti, è quello che ci richiederà sempre la maggior parte del nostro tempo.

…qualcosa che non ti piace ma che ti riesce…

Maria Beatrice Alonzi, scrivendo questo libro mette a nudo la sua esperienza personale, e dedica il suo tempo per occuparsi, o meglio per insegnarti ad occuparti, della tua felicità. E soprattutto ti insegna, e ci insegna!, che volgere lo sguardo a ciò che ti rende intimamente felice è il primo passo per raggiungerla quella felicità che vuoi e meriti, e finalmente portarla e mantenerla nella tua vita.

Sei tu che lo crei, sei tu che lo vivi e sei tu che te lo godi.

Come la maggior parte delle persone, anche tu sei abituat* a pensare che la felicità sia qualcosa che non meriti, e che comunque non sei in grado di portare nella tua vita, figurarsi mantenercela!

Ma non è colpa tua se finora l’hai pensata in questo modo, perché in un modo o nell’altro sei stat* circondat* da stimoli depotenzianti, che da un lato minavano il tuo sviluppo e la tua affermazione come individuo, e dall’altro ti instillavano “credenze” e ti programmavano in una determinata maniera, con il solo obiettivo (conscio o inconscio), di renderti quanto più simile possibile alla loro visione di come tu dovresti essere, dovresti vivere la tua vita, e quindi stare nel mondo.

La tua vita comincia da qui. La tua vita comincia da te, dallo scoprirti diverso e diversa da come ti vogliono gli altri. Lascia a terra le zavorre e i sensi di colpa e sali sul treno che ti porterà a realizzare davvero quello che tu sei, quello che tu desideri.

Quarta di copertina del libro Erotica di Ghiannis Ritsos

Se, come credo che sia se stai leggendo queste righe, e magari stai pensando di leggere questo libro probabilmente sei tra le persone che “soffrono” della sindrome del supereroe: ossia sei una persona che si fa carico prima della vita altrui rispetto alla propria, che mette davanti i bisogni altrui prima ancora di aver effettivamente compreso i propri. Per quanto nobile siano le leve che ti e ci muovono in tal senso, sappi che non è in questo modo che ci occupiamo davvero degli altri.

Quando stai facendo qualcosa per qualcun altro, tu sei capace di tutto, di ogni cosa. (…) tu, semplicemente, te ne freghi di te perché non ti importa di avere una buona opinione di te. (…) se fosse importante per te pensare bene di te stesso, allora faresti di tutto per arrivare. (…) A te manca solo questo: che ti importi di te stesso.

So perfettamente che in te come in me, il “germe dell’impostore vive” e che la sua voce, spesso è più forte della tua e ti sussurra cose alle quali ancora non sai come controbattere, tuttavia sappi che puoi dominare questa voce e riprogrammare il tuo inconscio, perché se ti dai la possibilità, scoprirai che nel mondo ci sono anche voci che invece sussurrano che ti meriti tutto l’amore e il meglio di e da questo mondo.

La felicità comincia quando qualcuno ti fa sentire di esistere.

A te la scelta su quale voce ascoltare.

Altre citazioni

La felicità comincia con il significato, il significato che si dà a una persona.

…mentre siamo qui che respiriamo insieme.

Quando stai facendo qualcosa per qualcun altro, tu sei capace di tutto, di ogni cosa. (…) tu, semplicemente, te ne freghi di te perché non ti importa di avere una buona opinione di te. (…) se fosse importante per te pensare bene di te stesso, allora faresti di tutto per arrivare. (…) A te manca solo questo: che ti importi di te stesso.

La capacità di adattamento che possediamo è infinita.

…non vogliamo il male minore, noi VOGLIAMO IL BENE MAGGIORE.

L’unica persona al mondo che ti serve sei tu, ed è quella che trascuri di più.

Curare le tue ferite è compito tuo. Andare oltre i tuoi limiti è tuo dovere.

“…io voglio essere felice, lasciami essere felice.”

Tu esisti esclusivamente in funzione di ciò che pensi di te.

Ci vuole coraggio a essere felici

Karen Blixen

Lasciati abitare dall’angoscia di non sapere chi sei, di non sapere cosa sei, come sei, e non correre ai ripari.

È etica quando parliamo delle regole che governano la società, è morale quando parliamo delle regole con le quali scegliamo di governare noi stessi.

Un sacrificio non è altro che un patto che fai con il tuo senso di colpa.

Io non vado da nessuna parte, sono qui con te.

…una componente centrale fondamentalmente imprescindibile: me.

La spinta ero io, andavo dove il mio io, la mia visione, (…) mi portavano.

la tua vita prende un piega completamente diversa [migliore!]

…avere uno scopo…

Quello che stai facendo ha un valore, glielo hai dato tu con il tuo sudore in tutto questo tempo, devi assolutamente tenerlo a mente.

Prima di pensare a cosa fare da grande, devi pensare a cosa vuoi ESSERE da grande.

…l’incredibile forza che deriva da una decisione che hai preso senza confrontarti con nessuno.

…dormirci sopra.

…è tuo dovere sapere come stai.

Non devi chiedere a nessuno il permesso di crescere. O cambiare. O tutt’e due.

[alcune persone sono il tuo] famigerato alibi per non diventare la migliore versione di te.

Sarà una decisione che si prenderà cura di te.

Avrai relazioni che ti fanno stare e sentire bene.

Non sei il centro del mondo ed è la tua più grande fortuna.

Tutto quello che ti rende umano e fallibile, ti avvicina ad un altro essere umano.

In un rapporto vero non si aspetta la persona “giusta”, la si costruisce.

La persona giusta esiste: la persona giusta sei tu.

Quando si fa una scelta la si fa per se stessi.

Ama te, ama i tuoi pensieri, accogli le tue emozioni.

La persona che cerchi ti somiglia, la persona che cerchi sei tu ma non ti riconosci perché non ti attribuisci quelle qualità.

Ricorda che il giorno nel quale dovrai smettere di evolvere esiste ed è l’ultimo giorno della tua vita.

Il lavoro c’è e crea reddito.

Tu non sei felice perché non hai mai imparato a parlare con te stesso.

Tu sei il mezzo per arrivare.

Non esiste nessuna interazione tra persone che non abbia uno scopo.

Ogni azione è una reazione.

Per ottenere quello che vuoi, devi volere questo rapporto.

Devi volerlo per davvero.

Devi abolire tutti quei compromessi che potrebbero farti demordere e tenere a mente che sarà faticoso: la fatica per la libertà e per il successo è la fatica che vale la pena di compiere.

Sii un punto fermo, qualcuno sul quale contare.

La conversazione e le tue azioni devono portarti a essere felice e a ottenere [tutto ciò] che vuoi.

Il valore che dai al denaro è strettamente correlato al valore che dai a te stesso.

….che ANCORA non hai, non che non hai “punto”.

Getta tutto quello che ti ha fatto male e quello che ti ha tenuto al sicuro.

Ti fa male guardare tutto quello che hai portato con te, ti fa male dover salutare tutto quello che ti ha fermato in questi anni, tutto ciò che ti ha ferito.

Il senso di ogni viaggio risiede nel partire per arrivare a una destinazione, a una meta.

…l’unico vero gesto che ha cambiato e cambierà completamente la tua vita: quello di amarti profondamente.

Non cambierai ma ti vedrai.

Con la consapevolezza puoi conquistare il mondo.

La felicità non è una cosa statica.

E adesso cominciamo.

Per arrivare a raggiungere i tuoi obiettivi non ti serve niente di diverso da ciò che hai.

Non è semplice lasciare andare tutti i “benefici” che crediamo derivino dall’essere completamente dipendenti da qualcuno.

I bambini hanno miliardi di capacità interessantissime, accolgono tutto quello che vedono e che sentono, e quello che non capiscono lo capiscono lo stesso…ovviamente a modo loro.

Peggiore è stata la tua infanzia, più forti sono le radici che ti tengono inchiodato al suolo.

Info bibliografiche

Titolo originale: Non voglio più piacere a tutti (italiano)

Autore: Maria Beatrice Alonzi

Prima pubblicazione: 2021

Prima pubblicazione in Italia: 2021

La mia edizione: I edizione Vallardi 2021

Editore italiano: Vallardi

Collana: –

Genere: Auto aiuto, Mente e corpo, Crescita personale

Numero di pagine: 200

Preceduto da

Seguito daIl libricino della felicità (2021)

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Quando lo shopping diventa un fetish da diva di Hollywood

Quando lo shopping diventa un fetish da diva di Hollywood

Una figura femminile mentre pratica yoga con la mente rivolta però allo shopping!

ROMANZOROSA

Quando lo shopping diventa un fetish da diva di Hollywood

Questa volta Becky sembra proprio avere tutto, un marito che lavora con le star e finisce con il rappresentare, niente meno che l’attrice Sage Seimour! Potrebbe Rebecca “Becky” Bloomwood essere più orgogliosa del suo Luke?!

2 FEBBRAIO 2020 – ROMA

ROMANZOROSA

I love shopping a Hollywood di Sophie Kinsella. Ecco la mia recensione.

 

Adesso vivono a Hollywood e la piccola Minnie frequenta un’importante scuola. Eccola però ritrovarsi che a raccomandarla, nella domanda d’iscrizione è stata proprio lei, “La stronza dalle gambe lunghe“: Alicia! che adesso è la moglie del proprietario di un importante circolo: il Golden Peace, il nome dice tutto!

Ma questo non importa, perché riesce persino a farsi raggiungere dalla sua migliore amica Suze e dal marito Tarkie, i quali per l’occasione (e hanno aspettato ben sette romanzi per svestirsi dai loro panni british!) sfoderano dei look in tipico stile hollywoodiano.

Le due riescono anche a fare le comparse (o quasi) in un importante film, a calcare (o quasi) il red carpet, e a superare (o quasi) certi problemini di Becky con lo shopping, dirottando questo suo piccolissimo neo nella realizzazione (o quasi) del suo grande sogno di vestire le star! Voi ve la immaginare Rebecca personal shopper?

Insomma tutto bene finché sia il padre di Becky che Tarkie spariscono nel nulla; finché le star non iniziano a dare i numeri con le loro assurdità. Quí Becky delude tutti, chiudendosi nelle sue infantili visioni di come è o dovrebbe essere il suo mondo, causando come al solito parecchi danni, anche se questa volta a farne le spese sono proprio due delle persone a lei più care: Suze e Luke.

Bisogna dire che rispetto agli altri libri della saga, qui la Kinsella sceglie di dare alla sua eroina una connotazione decisamente troppo infantile, e di inserire all’interno della trama molti elementi che di fatto distraggono il lettore.

Si percepisce infatti un certo attrito, che impedisce di appassionarsi totalmente alle vicende di questo romanzo, neppure nel momento in cui la nostra eroina nel pieno del suo turbinio, decide di far riappacificare suo marito con la madre Elinor!

Sta di fatto che I love shopping a Hollywood è, e così va letto, un preludio al successivo I love shopping a Las Vegas, decisamente più avvincente!

Quarta di copertina del libro Erotica di Ghiannis Ritsos

Info bibliografiche

Titolo originale: I love shopping a Hollywood

Autore: Sophie Kinsella

Prima pubblicazione: –

Prima pubblicazione in Italia: 2014

La mia edizione: –

Editore italiano: Mondadori

Collana: –

Genere: Romanzo rosa

Numero di pagine: 384

Preceduto da: I love mini shopping

Seguito da: I love shopping a Natale

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