Basta con l’identità della vittima! É ora di alzarsi dal divano

Basta con l’identità della vittima! É ora di alzarsi dal divano

Copertina libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

Basta con l’identità della vittima! È ora di alzarsi dal divano

A volte non è la vita a scuoterci. Non è l’esterno che ci attiva, ma siamo noi che, all’improvviso, ci accorgiamo che non possiamo più restare dove siamo.
Succede in silenzio, in quella zona sospesa tra ciò che conosci troppo bene e ciò che sai di meritare davvero.
È lì che certi cose (come questo libro) arrivano per condurti dove intuitivamente già sai che la tua vita sta andando.

La vita inizia dove finisce il divano di Veronica Benini è questo: un richiamo, più che una lettura.

17 NOVEMBRE 2025 – TORINO

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

La vita inizia dove finisce il divano di Veronica Benini. Ecco la mia recensione.

Veronica Benini è colei grazie alla quale, a suo tempo prima di creare Spiritual CEO, decisi di diventare Digital Strategist. È ciò che ho fatto. Mi è servito molto!

Ci ho creato e scalato Spiritual CEO!

All’epoca mi sembrava da una parte irraggiungibile, dall’altra il massimo a cui potessi ambire… senza sapere che quello sarebbe stato solo il ponte verso la mia vera identità: quella imprenditoriale.

Ho comprato questo libro a Roma e l’ho finito di leggere dopo il mio trasferimento a Torino. Ripensandoci oggi, mi sembra ironico oltre che profondamente propedeutico: il libro “dell’alzarsi dal divano” l’ho finito quando, per la prima volta, mi ero alzata davvero dalla vita che non mi apparteneva più.

 

È un libro che non accarezza ma ti prende per mano e ti spinge anche nel punto in cui stai evitando di guardare.
Arriva lì, dove fa male.
Lì dove sai che c’è qualcosa che stai rimandando, che temi, che eviti.

E mentre leggi, succede qualcosa.
Qualcosa dentro si sveglia.
Qualcosa che avevi lasciato addormentato per troppo tempo.

La tua Leadership inizia a risvegliarsi.

Quando sai che non puoi più stare “ferma”: ecco il libro che risveglia la Leadership personale

La Leadership non è un tratto di personalità: è un ritorno a casa.
E questo libro te lo ricorda in modo diretto, umano, a tratti spietato e tagliente proprio come è Veronica Benini.

Una delle mie Mentori più significative!

Pagina dopo pagina ti accorgi che:

  • stai proteggendo troppo ciò che dovresti lasciare andare

  • stai trattenendo situazioni che non ti appartengono più

  • stai vivendo con il freno tirato (è proprio il caso di dirlo) mentre sogni l’acceleratore

A me ha parlato così:
“Se non ti alzi tu, nessuno lo farà per te.”

E non è autoreferenziale: Veronica Benini non ti dice cosa fare, ti mostra che puoi farlo.
Un esempio straordinario della nuova Leadership che guida ispirando e senza forzare.

Ti dimostra che non è il passo gigante che cambia la vita, ma quella decisione minuscola e rivoluzionaria di dire:

“Oggi smetto di essere la versione di me che rimane ferma dove soffre e dove non c’è più niente che mi nutre.”

È lì che inizia il risveglio della Leadership personale e come nel mio caso della Leadership imprenditoriale.
È lì che cominci a sentire il potere scorrere il tutto il corpo invece che nel cervello.

Veronica Benini e l’arte di farti alzare dal divano (davvero): perché questo libro ti smuove dentro

La Benini ha una scrittura che arriva come una telefonata di una persona amica ma che al contempo ti lascia addosso l’urgenza dell’azione.
Non è motivazionale: è concreta.
Non è buonista: è vera.
Non ti dice “andrà tutto bene”, ti dice “se non vai, non cambia niente”.

Nel mio caso ha toccato tre leve precise:

  1. Il coraggio di chiudere ciò che non funziona più.
    Certe cose non vanno sistemate: vanno lasciate andare.
  2. Il potere personale come scelta quotidiana.
    Non un talento, ma un allenamento interiore.
  3. La piena responsabilità della propria vita.
    Quando capisci che se non cambi tu, non cambia nulla.

E quando leggi tutto questo nel momento giusto della tua vita…
non è solo un libro.
Diventa un detonatore.

Libro La regina degli scacchi di Walter Tevis chiuso in mano
Libro La regina degli scacchi aperto durante la lettura
Dorso del libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

Lasciare tutto per ritrovare sé stessi: quando mollare diventa l’unica scelta possibile per rinascere

Questa parte mi tocca profondamente.
Perché io l’ho fatto.
Perché l’ho vissuto sulla pelle.

Ho lasciato la mia casa, i miei affetti, la mia città: Roma, l’unica nella quale avevo vissuto e persino il mio primo Business perché per me nulla di tutto questo funzionava più.

Nulla mi nutriva.

Tutto mi toglieva, tutto!


Lasciare tutto è stata una delle cose più difficili della mia vita, ma anche l’unica possibile per arrivare esattamente dove volevo essere.

E sì, lo rifarei ancora.

Lasciare un lavoro, una casa, una città, una relazione, soprattutto una versione di te.
A volte non è perdita: è liberazione.
È muoversi verso la vita invece che restare nel dolore.

Questo libro non te lo dice tra le righe: te lo urla in faccia con una sincerità disarmante.

Devo molto a ciò che ho imparato in queste 241 pagine

Questo libro è il “luogo” in cui capisci una cosa che vale per tutte: non è il divano il problema, è il fatto che ci rimani anche quando non lo senti più tuo.

Semplicemente ad un certo momento devi mettere tutte le tue cose in una valigia, in un furgone o in una macchina e partire per andartene via.

Sì, andartene via ma non solo da tutte le “cose e persone” ma da quella versione di te che non è più allineata alla tua definizione di ricchezza, successo e ancora prima di felicità.

Lo Human Design e il “sì interiore”: cosa succede quando inizi a seguire la tua vera Autorità interiore

C’è un momento, mentre leggi, in cui senti un click interno.
Un sì.
Un movimento sottile ma inequivocabile.

È il momento in cui inizi davvero a seguire il tuo disegno.

Impariamo ad ascoltare quel “sì” interiore che lo Human Design ci insegna essere la nostra Autorità Interiore, e ad avere il coraggio di seguirlo fino in fondo. “Lucio”, il furgone Volkswagen, ci mostra che a volte basta mettersi al volante e lasciare che la vita ci conduca nel luogo in cui possiamo finalmente essere ciò che siamo davvero.

Il divano è il Non Sé.
La partenza è il Sé.
Il viaggio è il tuo allineamento.

Morale: la vita ricomincia esattamente nel punto in cui scegli te stessa e smetti di restare ferma dove non appartieni

Questo libro ti ricorda che:

  • nessuno verrà a salvarti
  • il cambiamento non arriva (solo) dal cielo, infatti il primo passo lo devi sempre e comunque fare tu! L’Universo, le Energie e gli eventi si allineano di conseguenza
  • la vita non comincia quando sarà tutto perfetto ma quando decidi che ne hai più che abbastanza di ciò che “non è più perfetto per te”!

La vita comincia quando scegli te stessa.
Quando smetti di restare ferma per paura.
Quando lasci ciò che non è più tuo.
Quando ascolti la tua Autorità Interiore.
Quando decidi che meriti di più.

Quando decidi che quel di più te lo vuoi dare tu!

Quando capisci che sei tu il tuo “principe azzurro” e che la tua carrozza a volte è un furgone Volkswagen o come nel mio caso la vecchia auto di mia madre, poi una sola valigia e un cappello ed infine il treno che mi ha portata nella mia nuova vita!

L’autrice dell’articolo

Ciao, il mio nome è Marzia Rosi e questo è il mio Book Blog.

Qui racconto come i libri mi insegnano ogni giorno a viaggiare dentro e fuori di me.

Mi definisco Guida evolutiva per l’imprenditoria visionaria 🔮

Esperta in allineamento fra identità e obiettivi  lavoro sia con chi sta scalando il fatturato che imprenditrici/imprenditori con Business strutturati nella propria crescita personale, spirituale e imprenditoriale con l’obiettivo di incarnare la propria identità più elevata e raggiungere insieme gli obiettivi di fatturato unendo Strategia ed Energetica!

Oggi puoi iniziare anche tu il tuo viaggio dentro di te accedendo alle risorse gratuite di Spiritual CEO Academy.

Sinossi

La vita inizia dove finisce il divano è un libro che parla di movimento, ma non nel senso fisico del termine nonostante Veronica Benini di “spostamenti geografici” ne fa svariati nel corso della narrazione.
Parla del movimento che scegliamo di fare dentro di noi, quando smettiamo di rimandare la vita e iniziamo finalmente a viverla.

Veronica Benini, con il suo tono diretto, ironico e profondamente umano, ci accompagna in un viaggio che non chiede perfezione ma coraggio.
Il coraggio di alzarci dal divano, simbolo per eccellenza delle nostre abitudini, delle nostre scuse, della nostra stanchezza emotiva, del rimanere lì fermi a guardare la vita che scorre senza alzare un dito. 

Tra queste pagine troviamo il coraggio di entrare in contatto con tutto ciò che abbiamo evitato: desideri, paure, sogni accantonati, identità soffocate…ogni cosa desiderata e mai toccata davvero. Qui impariamo ad abbandonare definitivamente l’identità della vittima e finalmente “ci tiriamo su”!

È un libro che non ti giudica, ma ti specchia.
Che non ti spinge, ma ti invita.

Che non parla di diventare qualcuno, ma di tornare a essere te stessa.

Pagina dopo pagina, Veronica Benini mostra come la crescita personale sia un atto pratico, quotidiano, fatto di piccole scelte che cambiano la direzione del nostro Campo Energetico.
E ci ricorda che l’azione non è il contrario della paura, ma ciò che permette alla paura di trasformarsi in forza.

La paura esisterà sempre cambia solo il modo in cui la viviamo e la usiamo giorno dopo giorno.

È un libro che arriva nel momento esatto in cui sei pronta a vedere di più, a fare un passo in avanti, o semplicemente a smettere di raccontarti la solita vecchia storia: che non hai potere, che non ce la fai, che capitano tutte a te, che hai già provato di tutto eppure sei ancora qui…

La verità è semplice: la vita ricomincia ogni volta che abbiamo il coraggio di lasciare il nostro vecchio divano, reale o simbolico, e di attraversare la soglia che abbiamo evitato troppo a lungo.

Info bibliografiche

Titolo originale: La vita inizia dove finisce il divano

Titolo italiano: La vita inizia dove finisce il divano

Autore: Veronica Benini

Prima edizione completa: 2019

La mia edizione: Prima edizione, DeA Planeta Libri, 2019

Editore italiano: DeA Planeta Libri

Genere: GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

Numero di pagine della mia edizione: 246

Data, luogo ed età di acquisto del libro: 11 Novembre 2020, Roma, 31 anni

Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 17 Novembre 2025, Torino, 36 anni

 

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Quando un tacco 12 diventa la tua fata turchina

Quando un tacco 12 diventa la tua fata turchina

Copertina del libro “Tacco 12” di Veronica Benini del 2013

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELPBIOGRAFICOROMANZOROSA

Quando un tacco 12 diventa la tua fata turchina

Tacco 12 è il primo libro di Veronica Benini che è più di un manuale su come camminare sui tacchi! E’ una guida alla scoperta di noi stesse.

10 FEBBRAIO 2021 – ROMA

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELPBIOGRAFICOROMANZOROSA

Tacco 12 di Veronica Benini. Ecco la mia recensione.

 

La Spora, in questo caso inteso non come Veronica Benini, ma come il putto alato che troviamo in Tacco 12, il libro edito dalla Sperling & Kupfer; è la “madrina” che ogni donna vorrebbe avere. Oltre a spiegarti cose fighissime in tema di überfigaggine, e di “shoes choice/care”,ti aiuta a scoprire i tuoi lati migliori, quelli che vanno valorizzati (anche con l’aiuto di uno stiletto: il famigerato tacco 12 o ancora meglio il tacco 14… quello davvero killer ).

La Spora, in questo caso inteso non come Veronica Benini, ma come il putto alato che troviamo in Tacco 12, il libro edito dalla Sperling & Kupfer; è la “madrina” che ogni donna vorrebbe avere. Oltre a spiegarti cose fighissime in tema di überfigaggine, e di “shoes choice/care”,ti aiuta a scoprire i tuoi lati migliori, quelli che vanno valorizzati (anche con l’aiuto di uno stiletto: il famigerato tacco 12 o ancora meglio il tacco 14… quello davvero killer ).

E io credo, in virtù del fatto che consigli del genere, noi donne dovremmo averli sempre con noi, Veronica Benini ha creato il personaggio della Spora, un po’ per tutte le donne: un’allegoria della miglior versione di noi stesse, che è davvero la voce cui dobbiamo, e soprattutto possiamo riferirci in ogni momento; perché a conti fatti ciascuna di noi passa 24/7 con se stessa!

Per figa s’intende una che ha tanto stile e carisma da fare quello che le pare. Come me.

Quando Marta, la ragazza che diviene la nuova protetta della Spora, si incontra con questo biondissimo e fighissimo putto alato in stiletto, nella mia interpretazione della vicenda in realtà incontra se stessa. Il momento in cui incontriamo noi stesse, è cruciale nella vita di ogni donna, perché è una sorta di punto “di non ritorno”, in cui iniziamo ad agire per diventare noi stesse, come appunto farà Marta, anche se questo significa dire un sonoro “No!” a Runway, con tutto l’orgoglio che emerge quando tiriamo fuori il nostro vero carattere.

Tacco 12, è una storia tanto leggera, quanto profonda e soprattutto utile: è un misto tra la satira di un romanzo rosa, unito ad un manuale in perfetto stile “hell coach” con tanto di illustrazioni rosa delle scarpine, di come trattarle e di come venire a patti con loro per evitare tutte le spiacevoli conseguenze sulla salute, in primis dei nostri piedi, a causa di una scelta impropria, di questa

arma di seduzione di massa.

La camminata t-rex è in agguato, e bisogna sempre ricordarsi di scegliere il tacco in base al nostro livello di confidenza, per dare modo al collo del piede di allungarsi, traghettandoci dal livello debuttante, al livello diva del tacco 14, che come ci insegna la Spora, non è detto debba essere usato per camminare a lungo, magari il tempo sufficiente per raggiungere dal nostro boyfriend nell’altra stanza! 

Certe scarpe non sono fatte per camminarci.

Però è chiaro, che l’effetto deve essere più che killer (!!!), in una circostanza del genere, quindi bisognerà allenarsi nella vita quotidiana!

Avvertire la presenza dei propri organi genitali genera una sensazione di potere. Ecco perché sui tacchi agiamo diversamente. Il tacco cambia la percezione del nostro corpo, quindi non è semplicemente uno stereotipo, non è semplice apparire. È essere.

Tacco 12, nella mia lettura, è un percorso appassionato e ironico nel mondo dei tacchi e della loro storia (cioè, ma chi lo sapeva che dentro le scarpine, c’è una cosa chiamata cambrione?). Ma soprattutto, se guardiamo oltre i look in stile 007 o festaiolo delle due amichecche alate Nando & Gigi, e le sessioni di shopping d’attacco con la “discepola”, cogliamo tutte le fasi che hanno portato Veronica Benini, a diventare/essere la Spora “nella vita vera”, e grazie alla quale (quindi grazie a se stessa), è riuscita a ricominciarsi proprio come ad oggi insegna a fare ad altre donne.

Lo shopping è una cosa seria e va affrontato con metodo.

La storia della vita di Veronica Benini, la puoi guardare e scoprire sul suo canale YouTube, ma credimi se ti dico che qui ci sta tutta: la sua formazione da architetta, il suo amore per Paris, per la Firenze che è diventata la sua casa dopo lo sradicamento di quando era una ragazzina, il fatto che si è ritrovata a fare da madre alla sorella, e quindi Milano dove non è stato facile sentirsi a casa, tant’è che gli ci è voluto parecchio tempo anche solo per “dare quel tocco personale”, alla casa in cui viveva e che dopo il suo periodo nomade, non riusciva a sentire sua. Dunque qui, in Tacco 12, la Spora insegna a Marta, a prendersi cura della sua casa, affinché questa possa accoglierla, rispecchiarla e aiutarla nel suo cambiamento.

Le tue capacità verranno fuori sul campo, ma prima devi convincerli a darti un’occasione.

Quarta di copertina del libro Erotica di Ghiannis Ritsos

Ecco Marta corrisponde a chi era Veronica Benini, prima di diventare l’imprenditore (o imprenditrice dillo come ti pare), che è oggi! La scelta di non rimanere in pantofole, ma anzi di elevarsi sui tacchi, soprattutto dopo una di quelle batoste che ogni tanto la vita ci riserva (nel caso di Veronica Benini parliamo di cancro al collo dell’utero e separazione), spetta a noi, e in questo non ci sono ne’ scuse se variabili: o ti piangi addosso, oppure inizia a spingere per portare la tua vita dove vuoi tu! E come dice perfettamente Elio Fiorucci nella prefazione di Tacco 12,

“Non arrendetevi alla noia di una vita piatta. Ogni donna merita di più.”

…perché lo stiletto è uno stato mentale, è uno strumento che riceviamo direttamente dal Dio dei Tacchi, che oltre a cambiare la nostra postura ed essere una ginnastica persino per il nostro pavimento pelvico, oltre che per le gambe, i glutei e gli addominali ovviamente, ci fa sentire belle anzi überfighe per usare il vocabolario della Spora.

Sai perché una donna sui tacchi è sexy? Non perché gli altri la vedono così, ma perché lei si sente sexy. E di conseguenza gli altri se ne accorgono…

Inventando il personaggio della Spora, Veronica Benini dà il pretesto, ad ogni donna che vuole o deve ricominciarsi, di creare per se stessa, il proprio percorso di autoguarigione e di autorealizzazione, in cui diventiamo le nostre migliori amiche e perché no?! fate madrine, purché in stiletto!

(…) dopo cinque minuti la fauna maschile ti ritira su di morale.

Dopo aver letto il libro, e averlo assorbito, con la mente sono tornata alle prime pagine in cui il biondo putto in ali e stiletto, praticamente terrorizza chiunque la incontra, perché nonostante la Spora può diventare invisibile, anche per una “party addicted” come lei, il troppo champagne ha i suoi effetti. E dunque a me sembra proprio, che il terrore che le donne (le sue discepole), provano quando la vedono per la prima volta, corrisponda alla paura che noi donne proviamo quando ci guardiamo alla specchio davvero, per la prima volta. E non parlo di quando ci guardiamo allo specchio per vedere se il nostro lato B è libero dagli improponibili VPL (Visible Panty Lines), o se la lunghezza/cortezza del nostro jeans del cuore è perfetta.

Noi qui lavoriamo sulla perfezione, di meno non ci interessa.

Parlo del momento in cui proviamo quella sensazione di disagio (per andarci leggera), quando vediamo chi siamo in questo preciso momento, a che punto è la nostra vita, e allora decidiamo dove vogliamo portarla e iniziamo a farlo.

È sentendoti figa che diventi figa. Il rossetto non ti cambia, è il percorso che hai fatto per metterlo, per sentirlo tuo, che ti ha cambiato.

E la cosa più über di tutto questo, è che viviamo in un momento storico übertecnologico, quindi ogni nostro traguardo personale può essere condiviso con gli/le altre; ed ecco perché Marta (la Veronica che si è autoaiutata), alla fine diventa una stiletto coach, che è proprio ciò che ha fatto nella vita vera la Benini fondando la sua Stiletto Academy.

Sono nata sui tacchi e non li ho mai tolti da allora.

HELENA CHRISTENSEN

Ad oggi Corsetti è un’azienda che pur non investendo in advertising (fanno tutto in organico), ha un fatturato invidiabile (e gli/le addetti/e ai lavori sapranno la potenza di una cosa come questa), però se hai un progetto da realizzare il “fare pubblicità online” è tra le cose che puoi imparare su questa piattaforma überfiga. La morale in questo senso è che i progetti vanno bene, ma bisogna passare all’azione perché se nessuno sa quello che stai facendo, alla fine stai solo buttando tempo, che è prezioso! Ragion per cui, in termini di ottimizzazione s’intende, è sempre bene seguire tutte le fasi della corretta applicazione del rossetto,

La vera eleganza è il rossetto a tenuta perfetta.

 così risparmiamo del tempo che magari possiamo usare per twittare qualcosa di interessante e utile, e che soprattutto sia in linea con chi siamo e quello che facciamo davvero!

La cosa più affascinante di una donna è la fiducia in se stessa.

Alla fine dei conti, i basici intesi come capi d’abbigliamento e scarpine (che poi, non tutti vanno bene a tutte), servono a questo (e anche qui andiamo nella parte psicologica della “cosa”): ad avere una solida base su cui stratificare, e soprattutto che ci consentono di mettere a fuoco i nostri punti di forza, ai nostri occhi ma anche a quelli delle persone (ambosessi) che incrociamo per strada, così da poterli valorizzare non solo con la scarpina più adatta al nostro piede, ma anche con quell’atteggiamento che dice: “Questa sono io e sono una figa, e dato che sono buona, se vuoi ti insegno come si fa!

(…) l’attitudine roar si acquisisce.

Le donne sono tutte diverse, e lo sono anche i nostri piedi: c’è quello egizio, quello greco e quello romano (che è il mio!). Quindi in un mondo fatto di standardizzazione e di appiattimento stile ballerine, che tra l’altro fanno malissimo (e mi sembrava di provare più dolore del dovuto quando in un unica occasione le ho comprate, e poi never more!), è fondamentale tirare fuori i nostri difetti perché quelli si che sono unici

Insomma una volta che capisci che il ginocchio va sempre ben teso, dichiari guerra ai pantaloni boyfriend perché

i boyfriend non te li compri, sono del tuo lui, li usi e glieli rendi.

e trovi il giusto colore di rossetto rosso anche se non puoi parlare direttamente con Elizabeth Arden come ha fatto la Spora, e soprattutto impari a volerti bene cominciando dagli infusi, dal gelatino e ovviamente dalle scarpine, ma anche in tanti altri piccoli e grandi modi… 

Trattarsi bene è un modo per volersi bene (…) Spesso l’importante no è la cosa in sé, è il gesto, il benessere che deriva dal dedicarci attenzioni.

allora puoi sempre e davvero camminare a testa alta, perché il futuro come poi si è detto anche al Nove Muse, l’eventone organizzato dalla Benini, “Il futuro è di chi spinge!

i tacchi sono un übersimbolo.

Ma è anche di chi la smette di cercare l’unicorno,

Concentrati su te stessa, non sul salvatore. Sei tu che ti salvi da sola, okay?

l’uomo che ci aspettiamo ci salvi dalla nostra incapacità di giocarci le carte che abbiamo, che a conti fatti possono essere sempre vincenti. Salviamoci da sole! quindi intanto alleniamoci ad usare i tacchi spingendo il carrello del supermercato a mo’ di girello, che in fin dei conti 

non sai mai chi potrai incontrare.

Altre citazioni

Voglio ascoltare cosa provi per sapere di cosa hai bisogno

Voglio sentirmi più dinamica e più libera

Salvatore [Ferragamo] diceva che chi ha la freccia alta è un artista

Non hai mica ciglia finte sulla lingua

Scarpe diem

Internet è bello perché c’è un computer che lavora al posto tuo. Non è fantastico? (…) da Nobel

Ma vivi in un ovetto Kinder o cosa?

Noi putti non possiamo mentire, ma omettere sì.

Ha una nuova consapevolezza di sé che le dà la sicurezza di lanciarsi e prendere decisioni, nelle piccole e nelle grandi cose.

La relazione di una donna con le scarpe è molto intima e imprevedibile, quasi quanto la sessualità.

(…) i piedi hanno moltissime terminazioni nervose e possono essere una fonte inesauribile di piacere.

E poi ti devi sentire figa, per agire da figa.

(…) se non ci credi tu perché dovrebbero crederci gli altri.

Nulla ti espone più al ricolo o alle critiche del tuo stesso imbarazzo.

L’eleganza è soprattutto il “come”, più che il “cosa”

E mi viene da pensare a qualcuno di molto speciale e molto giusto da baciare, ormai lontano lontanissimo nel tempo.

Senza volerlo sono diventata una coach di tacchi!

Personaggi

  • Spora: putto biondissimo in ali e stiletto, è la “fata madrina” di Marta e le insegnerà tutto quello che c’è da sapere in tema di überfigaggine
  • Marta: protagonista ed eroina, è l’ultima discepola che la Spora decide di aiutare in nome del Dio dei Tacchi
  • Gigi: una delle due amichecche dell Spora che l’aiuteranno con gioia, nel guidare Marta nella sua evoluzione stilistica, personale e affettiva
  • Fernandino “Nando”: una delle due amichecche dell Spora che l’aiuteranno con gioia, nel guidare Marta nella sua evoluzione stilistica, personale e affettiva
  • Ernesto Rodolfo Bucciardoni: è il fratello Giusto, ossia il fratello di Francesco. Ha ereditato il calzaturificio di famiglia (meglio di così per una stiletto addicted come ora è Marta); inizialmente si pensa che sia un provolone superprofessional, invece ha serie intenzioni con Marta
  • Francesco: fratello di Ernesto, è un ex compagno di scuola di Marta ma è anche il ragazzo per cui lei ha una cotta da sempre al punto da conservare dei ritagli di lui sul giornale, il che capita dato che è diventato fotografo acclamato. In tutto ciò ha però scoperto di essere omosessuale, con tutto il dispiacere (iniziale) di Marta.
  • Jessica: ultima protetta che la Spora accompagna a Firenze, prima di incontrare Marta
  • Carlo: ex fidanzato di Marta
  • Elena: amica della spora che custodisce le scarpine nella scatola originale e sul davanti visibile ci attacca una foto per riconoscerle. Cosi si proteggono dalla polvere, ma per quello i sono sempre le campane di vetro
  • Signora Lucia: sarta che a cui da sempre la famiglia di Marta fa riferimento per le riparazioni e le modifiche
  • Betta: amica della spora che comprò a NY una cuffietta con laccetti retrò in un negozietto ortodosso
  • Alessandra: amica della spora che fa magliette asimmetriche
  • Josh: coinquilino di Francesco a Milano del quale Marta doveva prendere la stanza, ma per fortuna quest’ultima verrà occupata da altri fornendo il pretesto ad Ernesto per…
  • Fabrizio:parrucchiere di Milano amico della Spora, che rifà il look a Marta
  • Javier: parrucchiere di Parigi amico della Spora, che si prende cura del suo überbiondo 
  • Priscilla: Gigi & Nando la usa come un esempio da non imitare, per quanto riguarda il look di Marta
  • Bénédicte: andava in missione in india per reperire le pietre per Nicolas Ghesquière
  • Sara: podologa dove va Marta, consigliata da Juliette
  • Juliette: podologa della Spora
  • Luciana: collega gentile del Museo, che subito si fa dare consigli da Marta in ambito tacchi
  • Edda & Caterina: colleghe più grandi di Marta, che inizialmente diffidenti, le chiederanno sull’esempio di Luciana, dei consigli sulle scarpine

Anatomia del piede

  • Freccia: del piede, è la parte scavata che si stacca da terra e che “riduce” la larghezza dell’impronta del nostro piede
  • Sesamoidi: due ossicini sotto lo snodo del metatarso e la falange dell’alluce, le ballerine per queste due “palline” sono deleterie
  • Metatarsi: ossa lunghe del piede, dove di solito si percepisce maggiormente il dolore dell’uso scorretto o eccessivamente prolungato dei tacchi
  • Alluce valgo: cambio della conformazione dell’alluce appunto, a seguito dell’uso intensivo dei tacchi
  • Metatarsalgie: infiammazione dei metatarsi
  • Piede egizio: l’allineamento delle dita del piede, individua una linea retta
  • Piede greco: l’allineamento delle dita del piede, individua una linea a cuspide
  • Piede romano: l’allineamento delle dita del piede, individua una linea spezzata dove alluce e indice sono “allineati”
  • Colonna vertebrale: quando indossiamo i tacchi le curve fisiologiche della colonna vertebrale vengono modificate, per questo è fondamentale fare stretching dopo aver tolto i tacchi, ma anche mentre li si porta quando è possibile
  • Tendile d’Achille: tendine posto nella parte posteriore del piede, collega la gamba con il piede stesso. Durante il periodo in cui si indossano i tacchi si contrae e irrigidisce, per questo è sempre buona pratica fare stretching dopo aver tolto i tacchi e comunque variare le scarpe ogni giorno in altezza e tipologia

Anatomia & cura delle scarpine

  • Cambrione:
  • Tacco:
  • Gommino:
  • Anima in metallo:
  • Tomaia:
  • Suola:
  • Vibram: protezione sotto la suola, è un materiale antiscivolo
  • Caucciù: materiale con cui vanno obbligatoriamente rifatti i tacchi in plastica, appena si comprano le scarpine nuove
  • Crema nubiana: prodotto per la cura delle scarpine
  • Pasta all’antica: prodotto per la cura delle scarpine
  • Spray idrorepellente: prodotto per la cura delle scarpine, per proteggerle dall’acqua

Tipi di tacco & proporzioni

  • Zeppa
  • Tacco largo
  • Rocchetto
  • Stiletto
  • 50%-50%
  • 40%-60%
  • 30%-70%
  • 20%-80%

TIPI DI SCARPINE (come sostituirle)

Meglio chiamarli i 7 tacchi capitali

  • Polacchine diventano Low boot
  • Mocassini diventano Richelieu
  • Stivali di gomma diventano Stivali col tacco 
  • Infradito diventano Sandali gioiello
  • Sandali con cuoio diventano Zeppa a espadrillas
  • Ballerine diventano Décolleté killer
  • Sneakers diventano Sandalo a rete

NOMI ÜBERFIGHERRIMI 

così fighi che non c’è nemmeno bisogno di presentarteli!

  • Elizabeth Arden
  • Montezuma Red: rossetto super roar, icona delle femministe
  • Sergio Rossi
  • Lana del Rey
  • Gaga
  • Jean-Paul
  • Bellucci
  • Christina Hendricks
  • Salvatore Ferragamo
  • Christina Aguilera
  • Pablo Picasso
  • Christian Louboutin
  • Sergio Rossi
  • Alexander McQueen
  • Giuseppe Zanotti
  • Mai Lamore
  • Brian Attwood
  • Roger Vivier
  • André Perugia
  • YSL
  • Max Kibardin
  • Nicholas Kirkwood
  • Valentino 
  • Kate Blanchette
  • Inés
  • Charlotte Casiraghi
  • Angelina
  • Charlize
  • Emma
  • Aniston
  • Lopez
  • Gwyneth Paltrow
  • Christian Dior
  • Albanese
  • Paolo Falbacci: nel 1953 inventa il tacco a spillo, non Christian, non Roger, né Salvatore
  • Steve Jobs
  • Chanel
  • Mac 
  • Stan Smith
  • Stefano e Domenico
  • Mies Van Der Rohe
  • George Clooney
  • Donatella
  • Vivienne
  • Nicolas Ghesquière
  • Giorgio Armani
  • Gianfranco Zanotti
  • Wolford: marchio di collant
  • Shu Uemura

Livelli di confidenza col “tacco”

  • Debuttante: tacco 1 cm
  • Gattina: tacco 3 cm
  • Mademoiselle: tacco 5 cm
  • Principessa: tacco 7 cm
  • Executive: tacco 10 cm
  • Addicted: tacco 12 cm
  • Diva: tacco 14 cm

LUOGHI

  • Casa di Marta
  • Quadrato dello shopping di Firenze
  • Il Museo d’Arte Moderna
  • Firenze
  • Milano
  • Parigi
  • Paszkowski: caffè dove Luciana e Marta vanno per fare quattro chiacchiere

SOCIAL NETWORK & Co.

per account fake o reali…a te la scelta, ma non solo 😉

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Termini & Nomi

  • Dio  dei Tacchi:
  • Dio dei Single:
  • Dio del Gossip:
  • Junk Shoes: scarpe molto economiche, tendenzialmente fatte in materiali che non fanno traspirare il piede e che non prestano ovviamente attenzione alla fattura
  • Boudoir: stanza privata di una signora, dove rilassarsi, conversare privatamente e prendersi cura di se stessa. La Spora aiuta Marta a crearsene uno in casa
  • Mini frigorifero: tutte le cremine e i prodotti per la pelle e per le unghie, smaltini compresi, andrebbero conservati in un mini frigorifero vicino alla toeletta
  • Shopping d’attacco: sessione di shopping mirato ad aggiungere “pezzi” specifici
  • Solette su misura: si fanno dal podologo e sono fatte in base per migliorare il benessere del piede e quindi dello scheletro
  • Cuscinetti in gel: si comprano sia in farmacia che al supermercato, sono adesivi e si applicano nella scarpa e vanno bene anche per le scarpe aperte perché il piede li copre completamente
  • Calze antitrombo: sono calze che comprimono le gambe in modo da evitare gonfiori e dolori dovuti ad una eccessiva dilatazione delle vene e quindi una scarsa circolazione. Ottime anche in aereo
  • VPL: acronimo per Visible Panty Lines sono i segni dello slip, ma anche della coulotte, quando indossiamo pantaloni o gonne molte aderenti. Da evitare sempre con un intimo più consono
  • Convenzione delle Fighe: si tratta ovviamente di una convenzione fittizia, che però ha il compito di educare le donne a prendersi cura di sé, insegnandoli che cose basilari come depilarsi vanno fatte!
  • Les Lèvres Mordues: tecnica naturale di applicazione del rossetto
  • Zampine di mosca: il mascara quando è scadente o mal applicato unisce le ciglia in gruppetti che sembrano appunto zampe di gallina
  • Runway: nota rivista, che prima rifiuta Marta e che poi la stessa discepola rifiuterà perché non in linea con i suoi valori
  • Santo Jeans o Jeans del Cuore: una sorta di Santo Graal, proprio perché ci sta benissimo e va bene in molte occasioni, anche se siamo una star del cinema e dobbiamo fare un’intervista. L’importante è sceglierlo della cortezza giusta
  • Twelve: Tacco 12
  • Tacco passepartout: l’altezza massima è di 10 cm, e dato che lo si può portare per tutta la giornata va preso, con delle fasce o comunque stretto in caviglia/collo del piede, in modo da poterlo prendere più comodo per poter aprire bene le dita dei piedi e scaricare meglio il peso a terra. Ne sono degli esempi: i low boot, lo stivale, le Richelieu, le multilaccio, quelle a T, le Mary Jane
  • Le scarpe Killer: stiletto super sexy, con la caviglia tipicamente scoperta ma non è detto, che vanno dai 12 cm in su
  • Cortezza giusta: i pantaloni si abbinano alle scarpine, per questo devono enfatizzarle ed essere scelti della cortezza giusta, in modo da sposarsi al meglio con queste
  • Déjeuner sur l’herbe: probabilmente l’unico pretesto per indossare i pantaloni boyfriend
  • Lipstick jungle: il rossetto è un’arma potente come i tacchi, per questo va usato e scelto in base all’occasione
  • Rosso Marilyn: per indicare una delle tonalità di rosso che possiamo trovare nella pasta dei rossetti
  • Cremina Dior all’albicocca: idratante labbra pre rossetto, niente burro di cacao che è un protettivo non un idratante
  • Gran Consiglio del Look: è il supporto che Gigi & Nando danno a Marta, quando sta in Hotel a Milano e deve prepararsi per vedersi con Ernesto in hotel, con tutte le difficoltà di avere un bagaglio piccolo
  • Love Marketing: seduzione, come “vendersi” a chi vogliamo ci compri in sostanza 😉
  • Macchiaioli:
  • Futuristi:
  • Height Hour Cream di Elizabeth Arden: crema per i piedini, che nasceva per i cavalli 😉
  • Piedi di Loto o gigli di Loto: nell’antica Cina si era soliti fasciare il piede delle fanciulle di alto rango, per mantenere piccoli i loro piedi e quindi appetibili all’uomo, era un tortura poiché di fatto causava dolore e impediva loro di camminare, ma ci fa capire l’importanza sessuale del piede
  • Cotton Uzu du Shu: prodotto per lo styling naturale dei capelli, che Marta inizia ad usare dopo le cure del suo parrucchiere a Milano

Info bibliografiche

Titolo originale: Tacco 12

Autore: Veronica Benini

Illustrazioni: Sara Menetti

Prima pubblicazione: 2013

Prima pubblicazione in Italia: 2013

La mia edizione: I edizione Sperling & Kupfer 2013

Editore italiano: Sperling & Kupfer

Collana: Varia

Genere: Romanzo rosa, Auto aiuto, Mente e corpo

Numero di pagine: 323 (illustrazioni incluse)

Preceduto da

Seguito da: La vita inizia dove finisce il divano (2019)

CAPITOLI

1

      • Morte alle ballerine
      • I sette tacchi capitali
      • Scheda tecnica. I  sette tacchi capitali

2

      • Il cervello primordiale del maschio
      • Attitudine Roar
      • Scheda tecnica. Shopping: look d’attacco

3

      • La qualità è un dovere, no, ma ti pare?
      • Scheda tecnica. I materiali
      • Junk Shoes
      • Scheda tecnica. Junk Shoes
      • Barbatrucchi per risparmiare
      • La scarpiera ideale
      • Shopping: look d’attacco
      • Le calze antitrombo
      • Look da primo appuntamento
      • Les lèvres mordues

4

      • Cosa non sbagliare in curriculum
      • I basici
      • I basici dell’armadio
      • I jeans del cuore
      • Il tacco a piombo
      • Scheda tecnica. Struttura del tacco 12
      • Scheda tecnica. Come scegliere le scarpe

5

      • I segreti del twelve
      • Scheda tecnica. Il tacco passepartout
      • L’anima d’acciaio del tacco 
      • Camminare: how to
      • Scheda tecnica. Piedi e scarpine: patologie
      • I tacchi: prevenire e curare
      • Scheda tecnica. Per la salute del piede e del corpo
      • Acquistare su Internet: how to
      • Le scarpe killer 
      • Scheda tecnica. Le scarpe killer
      • Gli alleati dei metatarsi
      • Scheda tecnica. Piedi: siamo tutte uniche

6

      • I basici del colloquio
      • Pantaloni: la cortezza giusta
      • Il boyfriend jeans no, no e poi no
      • I leggings: sì, no, ni
      • Labbra rosso Marylin

7

      • More with less: la valigia
      • Scheda tecnica. I tacchi
      • Manicure e pedicure secondo Spora
      • Scheda tecnica. Cura del piede
      • Restare per sempre fighe e contente
      • Idratate dalla testa ai piedi
      • Duecento sfumature di smaltini

8

9

      • Il plantare su misura
      • Scheda tecnica. Il plantare su misura
      • Twitter 

10

      • Look twelve per il primo giorno di lavoro
      • Spionaggio online
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      • La ricerca approfondita per nick
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      • Foursquare 

11

      • Cura delle scarpine
      • Scheda tecnica. Cura delle scarpine
      • Scheda tecnica. Mi da zero a 12: come salire di tacco

12

      • Il piacere ai tuoi piedi 
      • Fighe: più si è, più si diventa 
      • Da giorno a sera in pochi e facili mosse
      • Lo chignon
      • Conclusione
      • Scheda tecnica. Dodecalogo
      • Ringraziamento
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