Basta con l’identità della vittima! É ora di alzarsi dal divano

Basta con l’identità della vittima! É ora di alzarsi dal divano

Copertina libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

Basta con l’identità della vittima! È ora di alzarsi dal divano

A volte non è la vita a scuoterci. Non è l’esterno che ci attiva, ma siamo noi che, all’improvviso, ci accorgiamo che non possiamo più restare dove siamo.
Succede in silenzio, in quella zona sospesa tra ciò che conosci troppo bene e ciò che sai di meritare davvero.
È lì che certi cose (come questo libro) arrivano per condurti dove intuitivamente già sai che la tua vita sta andando.

La vita inizia dove finisce il divano di Veronica Benini è questo: un richiamo, più che una lettura.

17 NOVEMBRE 2025 – TORINO

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

La vita inizia dove finisce il divano di Veronica Benini. Ecco la mia recensione.

Veronica Benini è colei grazie alla quale, a suo tempo prima di creare Spiritual CEO, decisi di diventare Digital Strategist. È ciò che ho fatto. Mi è servito molto!

Ci ho creato e scalato Spiritual CEO!

All’epoca mi sembrava da una parte irraggiungibile, dall’altra il massimo a cui potessi ambire… senza sapere che quello sarebbe stato solo il ponte verso la mia vera identità: quella imprenditoriale.

Ho comprato questo libro a Roma e l’ho finito di leggere dopo il mio trasferimento a Torino. Ripensandoci oggi, mi sembra ironico oltre che profondamente propedeutico: il libro “dell’alzarsi dal divano” l’ho finito quando, per la prima volta, mi ero alzata davvero dalla vita che non mi apparteneva più.

 

È un libro che non accarezza ma ti prende per mano e ti spinge anche nel punto in cui stai evitando di guardare.
Arriva lì, dove fa male.
Lì dove sai che c’è qualcosa che stai rimandando, che temi, che eviti.

E mentre leggi, succede qualcosa.
Qualcosa dentro si sveglia.
Qualcosa che avevi lasciato addormentato per troppo tempo.

La tua Leadership inizia a risvegliarsi.

Quando sai che non puoi più stare “ferma”: ecco il libro che risveglia la Leadership personale

La Leadership non è un tratto di personalità: è un ritorno a casa.
E questo libro te lo ricorda in modo diretto, umano, a tratti spietato e tagliente proprio come è Veronica Benini.

Una delle mie Mentori più significative!

Pagina dopo pagina ti accorgi che:

  • stai proteggendo troppo ciò che dovresti lasciare andare

  • stai trattenendo situazioni che non ti appartengono più

  • stai vivendo con il freno tirato (è proprio il caso di dirlo) mentre sogni l’acceleratore

A me ha parlato così:
“Se non ti alzi tu, nessuno lo farà per te.”

E non è autoreferenziale: Veronica Benini non ti dice cosa fare, ti mostra che puoi farlo.
Un esempio straordinario della nuova Leadership che guida ispirando e senza forzare.

Ti dimostra che non è il passo gigante che cambia la vita, ma quella decisione minuscola e rivoluzionaria di dire:

“Oggi smetto di essere la versione di me che rimane ferma dove soffre e dove non c’è più niente che mi nutre.”

È lì che inizia il risveglio della Leadership personale e come nel mio caso della Leadership imprenditoriale.
È lì che cominci a sentire il potere scorrere il tutto il corpo invece che nel cervello.

Veronica Benini e l’arte di farti alzare dal divano (davvero): perché questo libro ti smuove dentro

La Benini ha una scrittura che arriva come una telefonata di una persona amica ma che al contempo ti lascia addosso l’urgenza dell’azione.
Non è motivazionale: è concreta.
Non è buonista: è vera.
Non ti dice “andrà tutto bene”, ti dice “se non vai, non cambia niente”.

Nel mio caso ha toccato tre leve precise:

  1. Il coraggio di chiudere ciò che non funziona più.
    Certe cose non vanno sistemate: vanno lasciate andare.
  2. Il potere personale come scelta quotidiana.
    Non un talento, ma un allenamento interiore.
  3. La piena responsabilità della propria vita.
    Quando capisci che se non cambi tu, non cambia nulla.

E quando leggi tutto questo nel momento giusto della tua vita…
non è solo un libro.
Diventa un detonatore.

Libro La regina degli scacchi di Walter Tevis chiuso in mano
Libro La regina degli scacchi aperto durante la lettura
Dorso del libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

Lasciare tutto per ritrovare sé stessi: quando mollare diventa l’unica scelta possibile per rinascere

Questa parte mi tocca profondamente.
Perché io l’ho fatto.
Perché l’ho vissuto sulla pelle.

Ho lasciato la mia casa, i miei affetti, la mia città: Roma, l’unica nella quale avevo vissuto e persino il mio primo Business perché per me nulla di tutto questo funzionava più.

Nulla mi nutriva.

Tutto mi toglieva, tutto!


Lasciare tutto è stata una delle cose più difficili della mia vita, ma anche l’unica possibile per arrivare esattamente dove volevo essere.

E sì, lo rifarei ancora.

Lasciare un lavoro, una casa, una città, una relazione, soprattutto una versione di te.
A volte non è perdita: è liberazione.
È muoversi verso la vita invece che restare nel dolore.

Questo libro non te lo dice tra le righe: te lo urla in faccia con una sincerità disarmante.

Devo molto a ciò che ho imparato in queste 241 pagine

Questo libro è il “luogo” in cui capisci una cosa che vale per tutte: non è il divano il problema, è il fatto che ci rimani anche quando non lo senti più tuo.

Semplicemente ad un certo momento devi mettere tutte le tue cose in una valigia, in un furgone o in una macchina e partire per andartene via.

Sì, andartene via ma non solo da tutte le “cose e persone” ma da quella versione di te che non è più allineata alla tua definizione di ricchezza, successo e ancora prima di felicità.

Lo Human Design e il “sì interiore”: cosa succede quando inizi a seguire la tua vera Autorità interiore

C’è un momento, mentre leggi, in cui senti un click interno.
Un sì.
Un movimento sottile ma inequivocabile.

È il momento in cui inizi davvero a seguire il tuo disegno.

Impariamo ad ascoltare quel “sì” interiore che lo Human Design ci insegna essere la nostra Autorità Interiore, e ad avere il coraggio di seguirlo fino in fondo. “Lucio”, il furgone Volkswagen, ci mostra che a volte basta mettersi al volante e lasciare che la vita ci conduca nel luogo in cui possiamo finalmente essere ciò che siamo davvero.

Il divano è il Non Sé.
La partenza è il Sé.
Il viaggio è il tuo allineamento.

Morale: la vita ricomincia esattamente nel punto in cui scegli te stessa e smetti di restare ferma dove non appartieni

Questo libro ti ricorda che:

  • nessuno verrà a salvarti
  • il cambiamento non arriva (solo) dal cielo, infatti il primo passo lo devi sempre e comunque fare tu! L’Universo, le Energie e gli eventi si allineano di conseguenza
  • la vita non comincia quando sarà tutto perfetto ma quando decidi che ne hai più che abbastanza di ciò che “non è più perfetto per te”!

La vita comincia quando scegli te stessa.
Quando smetti di restare ferma per paura.
Quando lasci ciò che non è più tuo.
Quando ascolti la tua Autorità Interiore.
Quando decidi che meriti di più.

Quando decidi che quel di più te lo vuoi dare tu!

Quando capisci che sei tu il tuo “principe azzurro” e che la tua carrozza a volte è un furgone Volkswagen o come nel mio caso la vecchia auto di mia madre, poi una sola valigia e un cappello ed infine il treno che mi ha portata nella mia nuova vita!

L’autrice dell’articolo

Ciao, il mio nome è Marzia Rosi e questo è il mio Book Blog.

Qui racconto come i libri mi insegnano ogni giorno a viaggiare dentro e fuori di me.

Mi definisco Guida evolutiva per l’imprenditoria visionaria 🔮

Esperta in allineamento fra identità e obiettivi  lavoro sia con chi sta scalando il fatturato che imprenditrici/imprenditori con Business strutturati nella propria crescita personale, spirituale e imprenditoriale con l’obiettivo di incarnare la propria identità più elevata e raggiungere insieme gli obiettivi di fatturato unendo Strategia ed Energetica!

Oggi puoi iniziare anche tu il tuo viaggio dentro di te accedendo alle risorse gratuite di Spiritual CEO Academy.

Sinossi

La vita inizia dove finisce il divano è un libro che parla di movimento, ma non nel senso fisico del termine nonostante Veronica Benini di “spostamenti geografici” ne fa svariati nel corso della narrazione.
Parla del movimento che scegliamo di fare dentro di noi, quando smettiamo di rimandare la vita e iniziamo finalmente a viverla.

Veronica Benini, con il suo tono diretto, ironico e profondamente umano, ci accompagna in un viaggio che non chiede perfezione ma coraggio.
Il coraggio di alzarci dal divano, simbolo per eccellenza delle nostre abitudini, delle nostre scuse, della nostra stanchezza emotiva, del rimanere lì fermi a guardare la vita che scorre senza alzare un dito. 

Tra queste pagine troviamo il coraggio di entrare in contatto con tutto ciò che abbiamo evitato: desideri, paure, sogni accantonati, identità soffocate…ogni cosa desiderata e mai toccata davvero. Qui impariamo ad abbandonare definitivamente l’identità della vittima e finalmente “ci tiriamo su”!

È un libro che non ti giudica, ma ti specchia.
Che non ti spinge, ma ti invita.

Che non parla di diventare qualcuno, ma di tornare a essere te stessa.

Pagina dopo pagina, Veronica Benini mostra come la crescita personale sia un atto pratico, quotidiano, fatto di piccole scelte che cambiano la direzione del nostro Campo Energetico.
E ci ricorda che l’azione non è il contrario della paura, ma ciò che permette alla paura di trasformarsi in forza.

La paura esisterà sempre cambia solo il modo in cui la viviamo e la usiamo giorno dopo giorno.

È un libro che arriva nel momento esatto in cui sei pronta a vedere di più, a fare un passo in avanti, o semplicemente a smettere di raccontarti la solita vecchia storia: che non hai potere, che non ce la fai, che capitano tutte a te, che hai già provato di tutto eppure sei ancora qui…

La verità è semplice: la vita ricomincia ogni volta che abbiamo il coraggio di lasciare il nostro vecchio divano, reale o simbolico, e di attraversare la soglia che abbiamo evitato troppo a lungo.

Info bibliografiche

Titolo originale: La vita inizia dove finisce il divano

Titolo italiano: La vita inizia dove finisce il divano

Autore: Veronica Benini

Prima edizione completa: 2019

La mia edizione: Prima edizione, DeA Planeta Libri, 2019

Editore italiano: DeA Planeta Libri

Genere: GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

Numero di pagine della mia edizione: 246

Data, luogo ed età di acquisto del libro: 11 Novembre 2020, Roma, 31 anni

Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 17 Novembre 2025, Torino, 36 anni

 

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Le poesie d’amore di Antonia Pozzi per ricordarci l’amore autentico

Le poesie d’amore di Antonia Pozzi per ricordarci l’amore autentico

Libro su Frida Kahlo

POESIA

Le poesie d’amore di Antonia Pozzi per ricordarci l’amore autentico

Antonia pozzi anche in questa raccolta Poesie d’amore, ci fa sentire tutta la brutale assenza dolorosa della persona amata. Percepiamo il vuoto, la distanza, i silenzi e sentiamo il nostro cuore stringersi come un pugno che stringe forte l’aria, privando i polmoni dell’ossigeno che serve per vivere.

Ma forse per noi che leggiamo le sue poesie d’amore c’è il lieto fine.

10 AGOSTO 2023 – PALLANZA (VERBANIA – LAGO MAGGIORE)

POESIA

Poesie d’amore di Antonia Pozzi. Ecco la mia recensione

 

Ho legato Poesie d’amore di Antonia Pozzi (insieme a I fiori del male di Charles Baudelaire) ad un anniversario per me molto importante. Acquistato nella libreria Grossi di Domodossola, che trovi proprio di fronte alla suggestiva Piazza del Mercato, l’ho letto tutto d’un fiato mentre bevevo uno dei caffè più buoni di sempre. Ammetto che quello è “un caffè a cui mi sarei abituata molto volentieri” e per certi versi è andata proprio così.

É sempre un piacere tornare qui, perché è un luogo dove ho lasciato un pezzo di cuore!
Non bevo spesso caffè, ma quando lo faccio torno con la mente e il cuore qui, dove l’ho ribevuto per la prima volta perché una persona cara al mio cuore, mi ha fatto innamorare anche di questo. Stavolta per celebrare l’occasione: caffè “Kenya” estratto con il V60.

E poi è sempre bello, per me che cambio sempre, tornare in un luogo come è Domodossola, come è il Lago Maggiore, come lo sono queste montagne in cui il tempo sembra fermarsi e a volte persino tornare indietro. 

Nella mia mente la musica, sopra le altre: Little Wing di Jimi Hendrix.

A te,

ala bianca

della mia esistenza.

Benedizione, p.24

Poesie per un amore profondo come il Lago (Maggiore)

Che la poetessa milanese sapesse raccontare lo strazio dell’amore, lo abbiamo appurato già in Mia vita cara e Guardami sono nuda (affezionatissima ad entrambi per motivi diversi). Eppure ogni volta, anche rileggendo le stesse poesie, sembra quasi che le sue parole abbiano la capacità di arrivare sempre più in profondità e di farci sentire davvero la sensazione di amare qualcuno, che in quel momento non è con noi.

Questo è il libro che ho avuto con me, la prima volta che ho attraversato il Lago Maggiore da sola per raggiungere la sponda di Pallanza partendo da Stresa, facendo così il giro completo delle isole borromee; l’emozione mi ha vinta e io l’ho lasciata vincere. Con i suoi 372 metri di profondità, il Lago Maggiore ti fa sentire come se fosse in grado di contenere tutto quello che provi. Qui mi sento e sono sempre libera di affidare tutto il mio amore a queste acque, che con il loro sciabordio costante e delicato cullano le mie emozioni. Il loro movimento non è mai impetuoso, ma accoglie nel suo ventre blu i tormenti di chi lo guarda e attraversa, regalando al cuore e all’anima un po’ di pace.

Restiamo presso questo lago, anima cara; 

restiamo in questa pace.

Lago in calma, p.25

Le montagne testimoni d’amore

Nell’alto Piemonte, dove mi trovo ora, ogni luogo è circondato da montagne. Ho imparato a riconoscerne le vette, le forme, le rocce e vederle in ogni stagione è per me un balsamo per l’anima, perché questo luogo è diventato la mia casa. Non l’avrei mai nemmeno potuto immaginare.

I loro occhi sempre discreti hanno osservato ciò che ho vissuto, avendole come testimoni della bellezza e felicità a tratti struggente ma sempre profonda, che mi hanno donato. Così in cambio di pieni sorsi di cielo, stelle, vino e amore dei quali non sarò mai capace di saziarmi, io ho donato “loro”: me stessa, le mie notti insonni e le mie poesie d’amore, come anche le mie parole carnali più belle e tutto ciò che scrivo, ‘che emana il profumo di questi luoghi. Tutto è successo qui, tra queste montagne perché ogni storia d’amore ha le sue montagne che lo suggellano e rendono eterno. Le mie ora sono qui, come lo è mio cuore.

Ti do me stessa,

le mie notti insonni,

i lunghi sorsi di cielo e stelle -bevuti

sulle montagne […]

Bellezza, p.55 

Poesie d’amore perché eternamente ti amo

Ma cosa serve allora leggere poesie d’amore, che è il titolo stesso di questa raccolta di Antonia Pozzi, se la sensazione che si prova mentre si legge, e che perdura anche dopo aver finito la lettura, è un senso di profonda nostalgia e malinconia?

Probabilmente serve, così come scrive la stessa poetessa milanese, a ricordarci che la sofferenza che proviamo è l’unità di misura che abbiamo per ricordare a noi stessi, che ciò che abbiamo vissuto è stato profondamente vero e autentico, anche se ciò lasciato un senso di incompiuto e insoddisfatto.

L’amore, anche nel dolore, è ciò che dà un senso ad ogni cosa. Così per celebrarlo e renderlo ancora più reale, colei sa scrivere poesie, lo fa dichiarando di essere diventata la moglie di colui che si ama.

La fede ossolana mi rende tua moglie

Accogliere l’amore come musa, è come accettare una proposta di matrimonio. Scrivere poesie d’amore è come indossare la fede sul proprio anulare sinistro, affinché la nostra appartenenza venga gridata e le montagne con il loro eco ne possano diffondere il messaggio.

Era la seconda volta che andavo a Domodossola quand’ecco che scopro un orefice che tutt’oggi produce la fede ossolana. Riproduzione di un gioiello del XVIII secolo, penso che sia la più bella in assoluto perché il suo significato simbolico celebra non solo l’amore (cerchio), ma anche l’appartenenza e il legame (stella alpina), l’abbondanza e la prosperità (grano saraceno), la perpetuità del legame (nastri intrecciati) arrivando all’abbondanza e alla fecondità (mezze sfere).

Anche oggi, indosso due degli anelli che ho comprato proprio qui. Era un sabato ed ero venuto apposta per vedere come Domodossola si trasformava durante il tradizionale mercato, ed il banco era proprio di fronte alla libreria dove oggi ho comprato questo libro. Più che ironia, legame.

E da quando li ho indossati la prima volta, mi sono sentita sposata a questo luogo e a chi vi appartiene da sempre. Possiedo molti anelli, li indosso tutti, ma quelli che ho comprato qui, li indosso sempre e li ho indossati anche quando tra le montagne, ho partecipato ad un battesimo che anelavo da tempo.

Quarta di copertina del libro Erotica di Ghiannis Ritsos

L’amore vive tra carnalità e romanticismo, sempre!

Mi è impossibile non pensare a Erotica di Ghiannis Ritsos, in particolar modo alla sua terza sezione: parole carnali, perché anche tra quelle pagine ho colto quella stessa sensazione di distanza. Ancora di più il desiderio profondo di ricongiungersi alla persona amata, poiché aneliamo al suo ritorno e al momento cui le nostre mani, potranno ancora toccare la sua pelle e guardare davvero il suo viso e i suoi occhi, fino ad arrivare alla sua anima.

Carnalità e romanticismo seppur in maniera diversa, sono presenti tanto in Antonia Pozzi che in Ritsos, perché sono due lati della stessa medaglia. Vero è, che quando leggiamo Antonia Pozzi il senso di vuoto prevale rispetto alla presenza, che invece predomina in Ritsos che ci rende testimoni di un amore che è stato davvero vissuto arrivando a penetrare le più piccole cose della quotidianità.

Allora perché leggere poesie che raccontano l’assenza rispetto alla presenza? Semplicemente perché sono intense e fungono sia da faro che da ispirazione a trovare nel presente quell’intensità romantica e carnale. Ma soprattutto, a viverla in maniera così profonda da riuscire a farla vivere negli anni come se fosse il primo giorno, come se si fosse davvero in grado di dare concretezza al significato che è racchiuso nella fede ossolana di cui ti ho raccontato nel paragrafo precedente.

Le montagne sono braccia in cui rifugiarsi

E nella sacra unione del matrimonio, che spiritualmente avviene al di là di fastose cerimonie; l’altro diventa il luogo in cui troviamo conforto e rifugio. E su questo sia la Pozzi che Ritsos sono d’accordo e io con loro.

Come sei bella. La tua bellezza mi spaventa. Ho fame di te. Ho sete di te. /

Ti supplico: nasconditi, diventa invisibile a tutti; visibile solo a me

[…]

E sotto l’orsa rossa ci amiamo infinitamente, oltre il tempo e oltre la morte, in un’unica unione universale. Come sei bella. La tua bellezza mi spaventa. Ho fame di te. Ho sete di te. Ti supplico nasconditi

 

Erotica – Ghiannis Ritsos, Pagina 119

(Leggi qui la poesia completa)

Tu stendi una coperta per me

sul pagliericcio:

con le tue mani dure

me l’avvolgi alle spalle, lievemente,

che non mi prenda

il freddo.

 

Io penso al grande mistero che vive,

in te, oltre il tuo piano

gesto; al senso

di questa nostra fratellanza umana

senza parole, tra le immense rocce

dei monti.

E forse ci sono più stelle

e segreti e insondabili vie

tra noi, nel silenzio,

che in tutto il cielo disteso

al di là della nebbia.

Rifugio, p.53

 

 

Come per amore si diventa migliori

Leggendo Poesie d’amore di Antonia Pozzi, mi torna alla mente anche il testo della canzone The man in me di Dylan proprio nel momento in cui leggo le parole “il cielo in me“.

Ci vuole una donna come teIt take a woman like youPer raggiungere l’uomo in meTo get through to the man in me

Il ritmo di questa canzone, così leggero

Ma, oh, che sensazione meravigliosaBut, oh, what a wonderful feelingSolo per sapere che sei vicinoJust to know that you are near

e spensierato, come l’amore autentico, ci rende capaci (e disposti) a fare qualsiasi cosa

L’uomo in me farà quasi qualsiasi compitoThe man in me will do nearly any task

perché il semplice avere vicino la persona con la quale siamo uniti da amore reciproco ci mostrerà il meglio di noi, perché lui/lei lo vede in noi, e noi saremo disposti a diventare la versione migliore di noi stessi. Non perché l’altro non ci accoglie per come siamo in quel momento, perché ci accoglie completamente, ma perché il nostro amato vede non solo il seme, ma la pianta che possiamo essere.

Allora per amore, suo e nostro,

noi

diventiamo quella pianta forte e meravigliosa.

 Tu

eri il cielo in me,

che non mi amavi per la mia persona

ma per quel seme

di bene

che dormiva in me. 
Il cielo in me, p.49 

 

E poi lo ha scritto (inaspettatamente) anche Oscar Wilde ne Il ritratto di Dorian Gray che:

Quando si è innamorati si supera se stessi.
Il ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde

Il cielo fu in me

Ogni pianta per crescere forte ha bisogno di sole e del suo cielo da guardare ogni volta che ne sente il bisogno; così ecco che anche guardare il cielo, del bellissimo blu degli occhi che ci hanno fatto innamorare, diventa vitale.

Amiamo il blu di quegli occhi profondamente, ma non per il loro colore come si potrebbe pensare, ma perché in quello sguardo, nello sguardo della persona che amiamo, abbiamo visto una dolcezza che ci ha penetrati facendoci sentire completamente accolti. Lo sguardo dell’amore ha il grandissimo potere di farci da bussola e di darci stabilità, ecco perché ne abbiamo quotidiano bisogno.

E che grandissimo privilegio è amare colui che ha gli occhi azzurri, perché ogni volta che guardiamo il cielo abbiamo la possibilità di guardare la persona che amiamo, di guardare cosa c’è davvero dietro/dentro quegli occhi blu (come cantavano in Behind blue eyes i Limp Bizkit anche se dovendo fare bella figura dovrei pensare alla versione originale dei The Who).

Penso che il blu sia uno dei colori più insondabili che esistano al pari del bianco (che ultimamente indosso davvero spesso), ed è questo il motivo per cui amiamo perderci nella loro contemplazione, nella contemplazione di quegli occhi dove troviamo sempre tutto ciò di cui abbiamo bisogno. E la parte più irrazionale quanto meravigliosa, è che nonostante la vastità di questo colore, la vastità del cielo, del Lago Maggiore (nel mio caso) e di quegli occhi blu non ci si sente mai persi, ma sempre ritrovati.

 Io non devo scordare

che il cielo

fu in me.

Tu

eri il cielo per me. 

Info bibliografiche

Titolo originale: Poesie d’amore (italiano) 

Titolo: Poesie d’amore

Autore: Antonia Pozzi

Prima edizione: –

Prima edizione italiana:

La mia edizione: 2019

Editore italiano: Pungitopo

Collana: –

Genere: Poesia

Numero di pagine: 80

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Le Poesie d’amore di Prevért sono di una concretezza disarmante

Le Poesie d’amore di Prevért sono di una concretezza disarmante

Poesie d'amore in francese

POESIA

Le poesie d’amore di Prévert sono di una concretezza disarmante

Poesie d’amore e libertà: non solo amore, non solo piacere. Tra queste poesie di Jacques Prévert abbiamo l’occasione di immergerci in una Parigi davvero autentica; una Parigi che ha molto più di quello che c’è nell’immaginario collettivo. Storie vere fatte di ricordi, di presente, di futuro, di vibrante energia così fluida che proviamo un piacere reale nell’immergerci nel suo flusso. Il testo a fronte in francese? La ciliegina sulla torta per esplorare la bellezza di una lingua che ha dalla sua, il significante della sonorità sopra ogni altra cosa. Perché noh?! da leggere ed esplorare in due…

1 MAGGIO 2023 – TORINO

POESIA

Poesie d’amore e libertà di Jacques Prévert. Ecco la mia recensione.

Idealmente se pensiamo a delle poesie d’amore, siamo naturalmente protesi verso un’immagine prevalentemente romantica e forse a tratti scontata. Ma non è di certo, quello che troviamo quando leggiamo Poesie di amore e liberà di Jacques Prévert. 

Approcciandoci a questa antologia di poesie di uno degli autori francesi più amati di tutto il novecento, quello che dovremmo fare è invece concentrarci sulla parola “libertà” del titolo di questa raccolta. Quella di Prévert è una poesia assolutamente anticonformista, inaspettata che non può fare altro se non conquistarti. Personalmente, in alcune occasioni, ha persino riportato la mia mente al divertimento e alla sorpresa, che ho provato nel leggere Se accendono le stelle di Vladimir Majakovskij, nonostante le tematiche siano totalmente distanti fra di loro, salvo le dovute eccezioni.

A che pensavi?

Prima vestita poi rivestita

a che pensavi

svestita.

Lasciava il mio il mio visone al guardaroba

e andavamo nella deserto

vivevamo d’amore e d’acqua fresca.

Ci amavamo in povertà

mangiavamo i nostri panni sporchi in famità

e sulla tovaglia di sabbia nera tintinnavano

le stoviglie del sole.

Ci amavamo in povertà

vivevamo d’amore ed acqua fresca

e io ero la tua nuda proprietà.

Poesie d’amore come inno alla vita vera

Tra queste poesie abbiamo l’occasione di immergerci in una Parigi così autentica, quasi sporca e umida, che abbiamo la sensazione di essere davvero lì. Come se quello che viene descritto si materializzasse davanti ai nostri occhi; diventiamo quindi osservatori onniscenti e questo ci dà appagamento. La poesia di Prévert non è assolutamente “bon ton”, tutt’altro! É provocatoria e avvolgente, è dura e morbida, è cruda e imbellettata. In poche parole è come è la vita, un equilibrio sorprendente di tutto ciò che la compone.

E che cos’è l’amore se non l’equilibrio di bene e male, di passione e distanza, di vuoti e pieni, di sorrisi e di lacrime, di vicinanze e di abbandoni e di tutte quelle dualità e sfumature intermedie che fanno di essa un meraviglioso capolavoro?!

Questo è Prévert: un ponte diretto con l’autenticità di una vita vissuta tra i luoghi di Parigi che fossero una casa, una strada o il lungofiume di notte quando la Senna si bagna della luce calda dei lampioni e affoga le urla di due amanti.

Baciami

[…] più tardi sarà troppo tardi
la nostra vita è ora
baciami!

Sanguinello

La cerniera lampo è scivolata sulle tue reni
e il temporale felice del tuo corpo innamorato
nell’ombra fitta
di improvviso è scoppiato.
E la tua gonna cadendo sul parquet incerato
non ha fatto più rumore
di una scorza d’arancia che cada su un tappeto.
Ma sotto i nostri piedi
i bottoncini di madreperla cricchiavano come semi.
Sanguinello
frutto bello
la punta del tuo seno
a tracciato una nuova linea della fortuna
sul palmo della mia mano
Sanguinello
frutto bello
la punta del tuo seno

ha tracciato una nuova linea della fortuna

sul palmo della mia mano.

Sanguinello

frutto bello.

Sole di notte.

Il linguaggio semplice dell’amore

Com’è stato bello per me leggere questa raccolta. Iniziato come un incontro d’amore, dove una sera dopo l’altra di leggeva insieme una poesia, ho concluso la lettura in compagnia di me stessa sul lungofiume del torinese Po, che è cugino della Senna proprio come piemontesi e francesi lo sono tra di loro.

Questa raccolta è stata il mio primo libro in francese da adulta e il mio secondo libro di poesie dopo Mia vita cara di Antonia Pozzi. Entrambi cari al mio cuore per uno stesso motivo.

Con Prévert ho ricominciato a studiare francese. Questa raccolta di poesie è molto adatta in questo senso perché il suo è un francese moderno e semplice quasi ad enfatizzare che l’amore, privato delle inutili sovrastrutture è una delle cose più semplici che esistano al mondo.

Il prezzo di questa semplicità? La reciproca onestà che si esprime in gesti, emozioni e un linguaggio semplice e diretto affinché non vi sia spazio a fraintendimenti.

Gli amanti parlano una lingua semplice e così Prévert.

Canzone

Che giorno è
È tutti i giorni
Amica mia
È tutta la vita
Amore mio
Noi ci amiamo noi viviamo
Noi viviamo noi ci amiamo
E non sappiamo cosa sia la vita
Cosa sia il giorno
E non sappiamo cosa sia l’amore.

E se Prévert fosse un esistenzialista?

Una poesia, la sua, che sembra quasi porci le giuste domande. Già, il potere del farsi le giuste domande, di “raccontare a noi stessi perché sicuramente c’è tanto da dire”… che bellissimo ricordo è questa frase virgolettata. Poesie d’amore e libertà di Jacques Prévert, in molti punti ci porta naturalmente ad interrogarci su tutti quegli aspetti della vita talmente ordinari, che oramai tralasciamo e classifichiamo come assodati. Non parliamo certo dell’esistenzialismo di Simone de Beauvoir o di Jean-Paul Sartre, eppure di esistenziale c’è molto in Prévert perché nei suoi versi c’è pura vita. Per questo ci piace? Sicuramente, è uno dei motivi per cui mi piace e anzi me ne sono innamorata a prima pagina, così come dell’esistenzialismo e di chi lo ha riportato nella mia vita.

Amore per la vita, per una vita libera e vissuta a pieni polmoni.

Assaporata con il giusto ritmo, attraversata con il giusto gusto per tutto quello che la definisce e arricchisce.

– senza titolo –

Un uomo ed una donna
non si sono mai visti
vivono ben lontani l’uno dall’altro
in diverse città.
Un giorno leggono
la stessa pagina in uno stesso libro
nel medesimo tempo
e medesimo secondo
del primo minuto
della loro ultim’ora
esattamente.

Quarta di copertina del libro Erotica di Ghiannis Ritsos

L’amore con l’avidità dell’eros

Certamente Poesie di amore e liberà di Jacques Prévert è una raccolta di poesie, eppure la si legge con la stessa avidità con cui si legge un romanzo, da cui non riusciamo a staccare gli occhi di dosso come si fa guardando una forma sinuosa e invitante. Con quella stessa catarsi, con cui ci immergiamo nelle fotografie in bianco e nero, e con quella passione che ho ritrovato il Erotica di Ghiannis Ritsos e quella delicatezza ibrida tra erotismo e romanticismo delle Poesie erotiche di Pablo Neruda.

Pagina dopo pagina, diventiamo sempre più bravi nel sentire col cuore e con il corpo, quello che Prévert mostra allo sguardo della nostra mente. E se abbiamo scelto di leggere contemporaneamente anche la versione in lingua originale, sapremo trovare la vera essenza della bellezza della visione che Prévert ha dell’amore e per estensione della vita stessa.

Questo amore

Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore bello
Come il giorno cattivo
Come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gioioso
Così irrisorio
Tremante di paura
Come un bambino
Quando è buio
/
/
Così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo
Nel cuore della notte
Questo amore che faceva paura
Agli altri
E li faceva parlare impallidire
Questo amore perduto tenuto d’occhio
Perché non lo tenevamo d’occhio
Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Perché noi l’abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Questo amore tutto intero
[…]

Sinossi

Un’antologia di poesie tratte dalle raccolte più famose di Jacques Prévert sui temi dell’amore e della libertà, tanto politica quanto esistenziale. Una raccolta che unisce, seguendo un percorso privilegiato, le occasioni e i luoghi più cari al grande poeta francese: i ricordi autobiografici, le descrizioni della natura, l’affetto per gli amici e soprattutto i ritratti della Parigi amata, una città sempre viva e vibrante con le sue strade, i suoi ritrovi, i suoi volti e i suoi colori. Un’occasione felice per tutti coloro che vogliono ritrovare l’umanità, la spontaneità e l’anticonformismo che fanno di Prévert uno dei poeti più amati del Novecento.

Titoli poesie

  1. La bella stagione // La belle saison
  2. Alicante // Alicante
  3. Per te amore mio // Pour toi mon amour
  4. Pater noster // Pater noster
  5. Rue de Sein // Rue de Sein
  6. L’asino della classe // Le cancre
  7. Il ritorno al paese // Le rotoir au pais
  8. Il concerto non riuscito // Le concert n’a pas été réussi
  9. Canzone delle lumache che vanno al funerale // Chanson des escargots qui vont à l’enterrement
  10. Una lauta colazione // La grasse matinée
  11. A casa mia // Dans ma maison
  12. In famiglia // Familiale
  13. Sono quella che sono // Je sui comme je suis
  14. Questo amore // Cet amour 
  15. L’organo di Barberia // L’orgue de Barberie
  16. Esercizio di scrittura // Page d’ecriture
  17. Prima colazione // Déjeuneur du matin
  18. Ragazza d’acciaio // Fille d’acier
  19. Gli uccelli dell’affanno // Les oiseaux du souci
  20. Canzone dell’uccellatore // Chanson de l’oiseleur
  21. Per fare il ritratto di un uccello // Pour faire le portrait d’un oiseau
  22. Sabbie mobili // Sable mouvants
  23. Il grand’uomo // Le grand homme
  24. La carriola o le grandi invenzioni // La brouette ou les grandes inventions
  25. Le belle famiglie // Les belles familles
  26. La battitrice // La batteuse
  27. Lo specchio infranto // Le miroir brisé
  28. Libera uscita // Quartier libre
  29. Vedrete quel che vedrete // Vous allez voir ce que vous allez voir
  30. Immenso rosso // Immense et rouge
  31. Canzone // Chanson
  32. Canzone del carceriere // Chanson du geôlier
  33. Primo giorno // Premier jour
  34. Il messaggio // Le message
  35. Luna Park // Fête foraine
  36. Il giardino // Le jardin
  37. Paris at night // Paris at night
  38. Il mazzo di fiori // Le bouquet
  39. Barbara // Barbara
  40. Il controllore // Le contrôleur
  41. Saluto all’uccello // Salut à l’oiseau
  42. Il tempo perso // Le temps perdu
  43. Lotta con l’angelo // Le combat avec l’ange
  44. Corteo // Cortège
  45. La guerra // La guerre
  46. Sanguinello // Sanguine
  47. Mi ha ronzato attorno // Il a tournée autoir de moi
  48. I ragazzi che si amano // Les enfants qui s’aiment
  49. Sangue e piume // Sang et plumes
  50. Narciso // Narcisse
  51. Il fiume // La rivière
  52. Gli innamorati traditi // Les amoureux trahis
  53. Il regalo dell’uccello // Cadeau d’oiseaux
  54. Quando… // Quand…
  55. Adesso sono cresciuto // Maintenant j’ai grandi
  56. L’amor meccanico // L’amour à la robote
  57. Dove vado, da dove vengo // Où je vais, d’où je viens
  58. A che pensavi?  // A quoi rêvais-tu?
  59. Tante foreste… // Tant de forêts…
  60. Canzone del mese di maggio // Chanson du mois de mai
  61. Il ruscello // Le ruisseau
  62. Il lunch // Le lunch
  63. La meteora // Le méteéore
  64. Il tenero e rischioso volto dell’amore // Le tendre et dangereux visage de l’amour
  65. Fiesta // Fiesta
  66. Le ombre // Les ombres
  67. L’impensierita // Rêverie
  68. Il grand’uomo e l’angelo custode // Le grand homme et l’ange gardien
  69. I prodigi della libertà // Les prodiges de la liberté
  70. Bussano // On frappe
  71. La lucertola // Le lézard
  72. Le canzoni più corte // Les chanson les plus courtes
  73. Le nozze // Les noces
  74. Come per miracolo // Comme par miracle 
  75. Al guardiano del faro piacciono troppo gli uccelli // Le guardien du phare aime trop les oiseaux
  76. Quando tu dormi // Quand tu dors
  77. Baciami // Embrasse-moi
  78. L’amore m’ha fatta // C’est l’amour qui m’a faite
  79. Cuor di rubino  // Cuor di rubino
  80. …Così è // …Et voilà
  81. Viaggi // Vojages
  82. Era estate // C’etait l’été
  83. “Un uomo e una donna” // Un homme et une femme
  84. “La tua mano” // Ta main
  85. “Non sono io quello che canta” // C’e n’est pas moi qui chante
  86. “Nel testo in argot” // En argot dans le texte
  87. “Sono felice” // Je suis heureuse
  88. “E Dio” // Et Dieu

Info bibliografiche

Titolo originale: –

Titolo: Poesie d’amore e libertà

Autore: Jacques Prévert

Prima edizione: 1946

Prima edizione italiana: Gennaio 2000

La mia edizione: XIX edizione – Giugno 2020

Editore italiano: Guanda Editore

Collana: Tascabili Guanda Poesia

Genere: Poesia

Numero di pagine: 249

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Quando la vita ti è così cara, ma tu la doni all’amore per la poesia

Quando la vita ti è così cara, ma tu la doni all’amore per la poesia

POESIA

Quando la vita ti è così cara, ma tu la doni all’amore per la poesia

Mia Vita cara di Antonia Pozzi è una raccolta poesie, in cui la poetessa ci parla della sua sofferenza nel vivere e nel desiderare ciò che sa non potrà avere mai.. Leggerlo è un invito ad immergersi nell’amore sia della persona amata che della nostra stesa vita.

3 MARZO 2022 – ROMA

POESIA

Mia vita cara di Antonia Pozzi. Ecco la mia recensione.

 

Non ricordo l’ultima volta prima di Mia vita cara di Antonia Pozzi in cui ho letto una poesia, figurarsi un intero libro….che in questo caso equivale a una raccolta di 100 poesie che la giovanissima poetessa ha scritto.

Questa è una lettura che ho fatto in due: nato come modo per fare qualcosa insieme nonostante la distanza tra Roma e Torino, è continuato come un momento per “incontrarsi” e trascorrere del tempo insieme con la mente rivolta verso qualcosa di condiviso.

Poesia, poesia che rimani il mio profondo rimorso, oh aiutami tu a ritrovare il mio paese abbandonato.

Preghiera alla poesia, p.131

Questo è la poesia: condivisione e unione proprio perché non è immediata e va cercata e voluta. Una poesia indipendentemente che sia composta di tre versi o che riempia due pagine, non si presenta a noi palesata a dare bella mostra del suo contenuto: dobbiamo impegnarci per comprenderne il significato che non deve essere per forza profondo, ma c’è sempre!

Soprattutto in Mia vita cara di Antonia Pozzi ho trovato una capacità non indifferente di parlare, al dunque, di pochi argomenti ma ogni volta in maniera sorprendentemente diversa!

Davvero, volendo fare un esercizio e trattare uno stesso argomento ogni volta in maniera così nuova si avrebbe difficoltà. 

Io stessa, a volte, quando scrivo degli articoli di blog o creo contenuti per qualche mio cliente da un po’ di mesi, incontro un momento di stallo proprio perché non è facile usare parole capaci di evocare immagini sempre nuove.

Eppure Antonia Pozzi ha questo grande dono! In vita ha molto sofferto per questo, in quanto imboccare la propria strada…

…questa che è più di un dolore gioia di continuare sola nel limpido deserto dei tuoi monti ora accetti d’esser poeta

Un destino, p148-149

 può significare vivere momenti di solitudine; ciò nonostante è riuscita ad abbracciare questo suo essere e soprattutto ad avere il coraggio di continuare a scrivere nonostante non avesse in questo il sostegno della sua famiglia, la quale anzi non fu mai capace di comprendere là profondo d’animo della propria stessa figlia neppure dopo la sua morte.

E parlo di famiglia per due motivi: da un lato la Pozzi era giovanissima (muore infatti nel 1938 all’età di ventisei anni) quindi la sua famiglia di origine era di fatto una presenza determinante e impattante a livello emotivo. Dall’altro c’è la sofferenza nel non avere una famiglia propria all’interno della quale realizzarsi come moglie e come madre, cosa che quasi certamente l’avrebbe salvata dal destino fatale che la poetessa ha scelto per se stessa.

…anch’io non ho radici che leghino la mia vita – alla terra –

Ninfee, p.100

Per Antonia Pozzi la famiglia (intesa anche come amore) e il dolore sono i suoi due grandi temi; tal volta li affronta in maniera separata tal volta connessa, ma in entrambi i casi la loro connessione risulta sempre presente e ben individuabile.

Le capita spesso di scrivere della perdita di un figlio, dell’amore e della sua stessa vita come se fossero già avvenute, come se nel suo tanto a lungo pensare, avesse effettivamente sperimentato la gioia della maternità e ora le fosse stata negata, avesse provato, o meglio, trovato l’amore e poi non fosse riuscita a conservarlo.

Tutto questo in lei causa un dolore talmente straziante da farle guardare alla morte, la sua, come l’unico rimedio e progetto al quale ambire giacché tutto il resto sa che le rimarrà precluso per sempre.

Io nacqui sposa di te soldato.

Voce di donna, p.154

Il senso di solitudine che le riempie le giornate, fa sì che la sua compagna costante sia la poesia ovunque si trovi sia che si trovi nella sua nativa Milano, in uno dei suoi viaggi ma ancor più nella residenza di famiglia a Pasturo, dove l’ambiente montano l’abbracciava e favoriva il suo studiare e comporre poesie, tante delle quali raccolte proprio qui in Mia vita cara.

Quarta di copertina del libro Erotica di Ghiannis Ritsos

Cronologia

Le poesie presenti in Mia vita cara sono organizzate in ordine cronologico, ma l’aspetto più entusiasmante e che ovviamente si coglie solo leggendo poesia dopo poesia, è che queste permettono di entrare nel profondo del cuore della poetessa e di scoprire “petalo dopo petalo” ogni evoluzione del suo pensare in un crescendo costante e mai ripetitivo. 

Non sappiamo se anche alcune di queste poesie sono vittime indifese della manipolazione paterna avvenuta a seguito del suicidio di Antonia Pozzi, ma la certamente sono in grado di esprimere appieno tutti i suoi stati d’animo, così come i voli della sua mente e del suo cuore.

Si è vero che Antonia Pozzi era anagraficamente una giovane donna, eppure il suo spirito superava di gran lunga i suoi anni; non sorprende infatti che strinse una relazione con il suo professore di latino e greco, Antonio Maria Cervi, la quale verrà interrotta nel 1933 a seguito della pressione dei genitori della stessa Pozzi.

Il chiuso ambiente religioso e familiare all’interno del quale si trova a vivere la farà sentire costantemente in uno stato di costrizione, sempre priva di libertà ad eccezione dei periodi in cui si ritirava a Pasturo.

La personalità ipersensibile le rese impossibile vivere al punto che l’allora ventiseienne poetessa decise di porre fine alla sua vita ingerendo delle compresse che in un effetto anestetico la portarono alla morte avvenuta Milano il 3 Dicembre 1938.

La famiglia borghese e fortemente legata alla Chiesa, negò la circostanza «scandalosa» del suicidio, attribuendo la morte a polmonite. Il testamento della Pozzi fu distrutto dal padre, che manipolò anche le sue poesie, scritte su quaderni e allora ancora tutte inedite di fatto andando a rovinare la memoria della figlia e negando al mondo testi di una bellezza tanto sofferta quanto autentica.

Elisa Ruotolo

L’introduzione di Elisa Ruotolo è una delle più belle, oltre che funzionali, introduzioni che mi sia mai capitato di leggere e può essere interessante leggerla dopo aver letto già qualche poesia in modo da assaporare i primi versi con un approccio personale, continuando poi con una consapevolezza maggiore fino ad arrivare a conoscere quasi intimamente la stessa Antonia Pozzi quando si è finita la lettura di queste sue cento poesie.

Info bibliografiche

Titolo originale: Mia vita cara

Autore: Antonia Pozzi

Prima pubblicazione: Maggio 2019

Prima pubblicazione in Italia: Maggio 2019

La mia edizione: I Edizione Maggio 2019

Editore italiano: Interno Poesia

Collana: –

Genere: Poesia

Numero di pagine: 158

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Ti serviva la felicità spiegata in poche pagine? Ecco “Il libricino della felicità”

Ti serviva la felicità spiegata in poche pagine? Ecco “Il libricino della felicità”

Copertina del libro di Maria Beatrice Alonzi “Il libricino della felicità” del 2019

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

Ti serviva la felicità spiegata in poche pagine? Ecco “Il libricino della felicità”

Se la tua vita ad oggi non è come la vorresti e ti senti che arranchi ogni giorno trascinandoti dietro zavorre e convinzioni che oramai non ti appartengono, sappi che è qualcosa che puoi cambiare e lo puoi fare adesso.

1 MARZO 2022 – TORINO

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

Il libricino della felicità di Maria Beatrice Alonzi. Ecco la mia recensione.

Il cambiamento nasce da dentro, dal comprendere che la responsabilità: della nostra vita, del nostro successo, della nostra felicità dipende da noi, dipendono da te

Oggi, e in ogni momento delle 24 ore che compongono la tua giornata (ma è meglio se la notte dormi invece che rimuginare sulla tua vita), puoi decidere di cambiare le cose, di sbarazzarti di quello che non vuoi e soprattutto di quello che ti fa male: primo fra tutti il senso di colpa.

Maria Beatrice Alonzi nel suo “Il libricino della felicità” definisce il senso di colpa come:

Il più potente guinzaglio del mondo

e ora che hai sentito questa definizione per la prima volta, così messa nero su bianco, tu sai che è vero. E lo sai perché spesso hai usato questo “strumento di controllo” sugli altri e ancora più spesso gli altri lo hanno usato su di te.

Ma il senso di colpa è qualcosa da cui liberarsi perché ti tiene incatenat* ad un passato che non è più modificabile in quanto tale, e allora che senso ha continuare a pensarci e a sentirsi in colpa?

C’è una bella differenza tra il sentirsi in colpa ed essere consapevole della tua responsabilità nei confronti di un determinato avvenimento nella tua vita, e tu hai la responsabilità della consapevolezza di te in ogni momento perché è l’unico vero controllo che potrai mai avere nella tua vita.

Solo tu, la tua vita, i tuoi sogni e il tuo impegno

E ti dico nella tua di vita, perché devi anche smetterla di voler controllare gli altri, di volerli cambiare perché il tuo unico compito nella vita è di renderti felice e portare gioia e soddisfazione nella tua esistenza. Dato che ne hai solo una ti conviene farne buon uso e goderne appieno senza lasciarti schiacciare da pesi che non è tuo compito portare/sopportare, sganciandoti da tutti quei legami che di fatto ti impediscono di avanzare nel tuo percorso, nel tuo essere te stess* e se in questo percorso sentirai il bisogno di cercare, e di accettare un po’ di auto ben venga!

Tutti gli uomini e le donne che hanno raggiunto grandi obiettivi si sono lasciati aiutare.

Leggendo la parola legame magari hai anche pensato alla relazione che stai vivendo, o a quella dalla quale hai avuto il coraggio di separati prendendo un’altra strada, poiché oramai quella condivisa non andava più bene per te (e non era giusto nemmeno per l’altra persona continuare a condividere un percorso che non si vuole più davvero portare avanti insieme).

Fare il meglio che puoi è il massimo che puoi fare.

motivi per i quali una relazione non funziona più per te possono essere davvero tanti e ti possono garantire che a prescindere dalla quantità questi “tutti” tu li sai bene. Ma indipendentemente da questo numero, in realtà ti basta un solo motivo per intraprendere un percorso diverso, ed è questo: “Tu non sei più felice in quella relazione”; basta, ti basta solo questo ed è il motivo più importante e l’unico che davvero conta.

Massi che ostruiscono la strada

Ogni aspetto della tua vita, anche il più piccolo ti costa impegno e attenzione, allora scegli di impegnarti per la tua felicità! È una strada che ti stancherà, che ti verrà voglia di abbandonare perché sì, cambiare è difficile e a dirla tutta è anche doloroso perché devi scardinare delle convinzioni che proprio tu (o qualcun altro in altri casi) hai non solo messo nella tua testa, ma hai provveduto a consolidare cementificando a dovere tenendotele ben strette come se fossero l’unica certezza della tua vita.

Aver sbagliato non è altro che la certezza di aver tentato.

Ti sentirai di romperti in mille pezzi, di sgretolarti fino a diventare polvere, ma sappi che da quella polvere tu proprio come la fenice risorgerai diventando non solo la tua miglior versione, ma anche l’unica possibile.

Così come hai letto in Brodo caldo per l’anima, troverai che anche le parole di Maria Beatrice Alonzi ti scaldano il cuore e ti insegnano che la prima persona che deve avere fiducia in te sei proprio tu!

Cominci. Non c’è altro che tu oggi debba fare: comincia.

Inizia a perdonarti, inizia ad amarti e ad accoglierti e ad avere fiducia in te, e se hai bisogno di una certezza dalla quale partire parti da questa:

Una fenice non pensa mai speriamo che anche questa volta vada bene, lo sa per certo” e questo vale anche per te.

Ora che hai finito di leggere queste righe fai tre bei respiri profondi, osserva la tua vita e prenditi l’impegno e la responsabilità di riempirla di felicità.

Perché per ottenere tutto ciò che si vuole

è necessario mettere a disposizione tutto ciò che si ha.

Info bibliografiche

Titolo originale: Il libricino della felicità (italiano)

Autore: Maria Beatrice Alonzi

Prima pubblicazione: 2021

Prima pubblicazione in Italia: 12 Dicembre 2019

La mia edizione: 2019

Editore italiano: Il libro è un “self publishing

Collana: –

Genere: Autoaiuto, Crescita personale

Numero di pagine: 153

Preceduto da: Il libricino della felicità è il primo libro dell’autrice

Seguito daNon voglio più piacere a tutti – 2021

 

 

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