Angeli e demoni | Dan Brown

Sin da subito è la suspense a dettare il ritmo incalzante che caratterizza questo secondo romanzo (in ordine cronologico) di Dan Brown, il primo (in ordine cronologico) della saga di Robert Langdon.

Il risveglio improvviso del professore nella sua camera, un fax al quale gli occhi faticano a credere, il trasferimento a bordo di un jet  supersonico da Boston a Ginevra (Svizzera) dove il capo del CERN Maximilian Kohler, ha richiesto la sua esperta consulenza, per una situazione al limite della realtà.

La setta degli illuminati è tornata alla luce, nel modo più macabro e che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. 


Il fisico Leonardo Vetra è stato brutalmente assassinato, mutilato e marchiato a fuoco con il celeberrimo ambigramma degli illuminati.

Il suo sogno era riconciliare scienza e fede

Ma questo non sarà l’unico simbolo ad essere rivelato! Altri cinque simboli verranno mostrati al mondo dopo secoli, e avranno un ruolo decisivo nell’intera vicenda.

L’esperienza di Robert Landon sarà fondamentale per svelare il Cammino dell’Illuminazione, oltre ovviamente alla collaborazione con Vittoria Vetra l’affascinante fisica e figlia dell’assassinato fisico/prete Leonardo Vetra, tornata in fretta dalle Baleari.

Di fronte ad un problema apparentemente senza soluzione, invece di chiedere alla propria mente di trovarne una, bisogna cercare semplicemente di ricordarla

La fisica insieme al padre, è riuscita a creare l’antimateria, e in grande quantità!. Questo significa che nei sotterranei del CERN è, o meglio era, nascosta una delle più potenti e pulite forme di energia mai create (o ricreate in questo caso) e che nelle mani sbagliate può e rischia seriamente di diventare una bomba dal potere incalcolabile e superiore a qualsiasi altra arma concepita fin’ora.

Il rapporto tra costo e rendimento era il problema di tutte le nuove fonti di energia

La coppia così composta raggiunge rapidamente una caotica Roma, che attende che il conclave venga sigillato.

Koyaanisqatsi…una parola hopi che significava “vita senza equilibrio”

Ma il presunto omicidio del pontefice, il furto di un’arma devastante, la scomparsa di quattro tra i cardinali con più alto consenso, non possono essere una coincidenza!

Il capitano della guardia Svizzera si rifiuta di credere all’effettiva pericolosità dell’antimateria così in un primo momento le forze impiegate nella ricerca del pericoloso cilindro si riducono ad una manciata di uomini.

Il piano degli illuminati è davvero ben congegnato e il conto alla rovescia sul cilindro di antimateria, rimane avvolto nell’oscurità delle fondamenta della Basilica di San Pietro, e avanza incessantemente.

Su questa pietra edificherò la mia chiesa Sacre scritture Matteo 16,18

Nel mentre che la Guardia Svizzera continua della cieca ricerca, il professor Langdon e Vittoria percorrono il cammino degli illuminati e dimostrano così di possedere quelle brillanti doti, che evidentemente gli illuminati avrebbero apprezzato.

“Mimetizzarono i loro indizi tra i monumenti di Roma”

La caccia al tesoro per le vie della Città Eterna ha inizio. Gli indizi passati inosservati per secoli, vengono ora rivelati e guidano questi improbabili eroi, in una lotta contro il tempo alla volta dei quattro altari della scienza.

Il cammino è composto di quattro tappe fondamentali, altari appunto, che chiederanno un sacrificio per celebrare la loro rivelazione al mondo; ma anche per pareggiare un conto in sospeso tra scienza e chiesa: la purga del 1668, in cui 4 scienziati furono marchiati a fuoco dalla chiesa e messi in mostra come monito.

Quattro furono le…

“Vergini sacrificali, agnelli immolati sull’altare della scienza” 

  • Cardinale Ebner di Francoforte, Cappella Chigi nella chiesa di Santa Maria del Popolo, realizzata da Raffaello Sanzio, ore 20:00 (Hearth)
  • Cardinale Lamassé di Parigi, piazza san Pietro vicino al bassorilievo di West Ponente, ore 21:00 (Air)
  • Cardinale Guidera di Barcellona, fontana dei quattro fiumi in Piazza Navona, ore 22:00 (Water)
  • Cardinale Aldo Baggia italiano, chiesa di Santa Maria della Vittoria, ore 23:00 (Fire), dove la celebre Estasi di Santa Teresa costituirà l’ultimo indizio per la Chiesa dell’Illuminazione, e per Vittoria che vi è imprigionata.

Ma nonostante i quattro cardinali hanno perso la vita, c’è ancora quella di Vittoria da salvare: bisogna raggiungere la chiesa dell’Illuminazione che accoglie il malconcio Robert Langdon, con gli angeli di Ponte Sant’Angelo che danno sfoggio della loro bellezza.

E’ infatti la fortezza di Castel Sant’Angelo ad essere in realtà la chiesa dell’illuminazione. La sua posizione è perfetta: grazie al “mitico” passetto, questa si collega con il Vaticano, o meglio con la Biblioteca privata del Papa, consentendo così a chiunque possegga le chiavi di entrare e uscire inosservato.


Così come fecero nei secoli trascorsi centinaia di pontefici per raggiungere le loro amanti, così hanno fatto gli illuminati per far scomparire del tutto inosservati i quattro cardinali.

Svelato finalmente anche il famigerato Diamante degli illuminati, una visita inattesa dal CERN parrebbe far pensare al peggio, ma la realtà è anche peggiore.

È infatti il camerlengo quello da cui guardarsi! Il salvato dal suo stesso padre, colui che amava la fede al punto da rendersi cieco per essa, è colui da cui guardarsi a dispetto della sua capacità di ispirare gli altri e infondere calma.

“E’ proprio in questi momenti di chiarezza mentale che si riescono a risolvere problemi apparentemente insormontabili. E’ quello che i guru chiamano “coscienza superiore”, i biologi “stati alterati della coscienza” e gli psicologi “consapevolezza sovrasensoriale”. Aveva fatto una pausa. “E che i cristiani chiamano ”preghiera esaudita”.

È stato proprio Carlo Ventresca a far rubare l’antimateria, quindi a trovare il perfetto e introvabile nascondiglio; come anche è stato lui ad aver creato lo scenario perfetto per l’esplosione dell’antimateria garantendosi così le vesti di santo e al limite della realtà l’elezione per adorazione, dopo essere riuscito a pilotate (nel vero senso della parola), una tanto scenografica quanto iconica esplosione.

Il cielo! Dimentichiamo troppo spesso di guardare al cielo!

Carlo Ventresca

Egli non sarà tuttavia pontefice ma all’unanimità, con una elezione storica sarà il più meritevole a ricoprire questa carica: il cardinale Mortati. Colui che fu l’avvocato del diavolo, ora va al soglio pontificio con il benestare dell’intera comunità Cristiana, e l’acclamazione del mondo che indubbiamente ha avuto occasione di rivalutare il ruolo della Chiesa nell’epoca in cui viviamo.

Ai telespettatori non frega niente, vogliono essere intrattenuti

Scongiurato il pericolo, recuperati i sigilli, eletto il nuovo pontefice anche Robert e Vittoria sapranno godere della loro ricompensa, anche se sarà Robert a ricevere un regalo decisamente inaspettato.

A volte la nostra mente prende per vero quello che il nostro cuore desidera essere vero

Mortati

Qualcosa si può fare sempre e comunque

Vittoria Vetra

Gira a testa alta, sorridi e lascia che gli altri si chiedano come mai sei sempre allegra

Madre di Chinita Macri

PERSONAGGI

PRINCIPALI

  • Robert Langdon: docente di iconologia religiosa all’Università di Harvard, negli Stati Uniti. Esperto nuotatore, soffre tuttavia di claustrofobia a causa di un trauma infantile: cadde in un pozzo abbandonato.
  • Vittoria Vetra: orfana di origini toscane, da quando è adolescente vive col padre adottivo Leonardo Vetra, presso il CERN di Ginevra, dove si appassiona di fisica e segue le orme paterne. Insieme con il padre lavora a un ambizioso progetto di ricerca, con l’intento di creare un campione di antimateria.

ALTRI

  • Leonardo Vetra: sacerdote cattolico, padre adottivo di Vittoria, mosso dalla passione per la fisica nucleare, abbandona la tonaca per dedicarsi alla scienza, mantenendo però sempre viva la sua fede, che imprimerà nelle sue ricerche e scoperte determinato a conciliare scienza e fede
  • Maximilian Kohler: fisico delle particelle e direttore del CERN, chiama Langdon alle 5:18 di mattina dando il via all’intera vicenda. E’ costretto su una sedia a rotelle ed è apparentemente ateo, calcolatore e spietato; è calvo , macilento, mascella squadrata, ha gli occhi grigi ed è soprannominato da tutti i suoi collegi “il re de Köening”  Viene scambiato per Giano, il capo degli Illuminati, e ucciso. Solo alla fine si capisce che stava invece smascherando il camerlengo, il vero Giano.
  • Carlo Ventresca: camerlengo del Papa, come previsto dal diritto pontificio, si assume la responsabilità del comando del Vaticano in assenza del Papa, è in realtà Giano il capo della setta degli Illuminati
  • Giano: il capo degli Illuminati, in realtà si tratta di Carlo Ventresca. Giano è un dio romano bifronte, dai due volti, ovviamente identifica molto bene il personaggio del camerlengo
  • Ernesto Olivetti: comandante della Guardia Svizzera, in qualche modo non ha mai apprezzato Carlo Ventresca
  • Sylvie Baudeloque: segretaria di Maximilian Kohler al CERN
  • L’assassino: discendente della Setta degli Assassini, un antico ordine monastico/militare del Medio Oriente, uccide i quattro cardinali.
  • Illuminati: setta in contrasto con la religione, poiché a favore della scienza
  • Padre Jaqui Tomaso: Direttore dell’Archivio Vaticano
  • Gunther Glick: cronista esordiente inviato dalla BBC a fare “pope watching” in attesa degli eventi del Conclave
  • Nancy Drew: Cameraman di educazione battista, collega della BBC di Gunther Glick:
  • Carlo Ventresca: camerlengo, facente veci del papa nei giorni che intercorrono dal decesso del papa alla nomina del nuovo pontefice
  • Cardinale Saverio Mortati: all’inizio è il grande elettore del conclave, ma poi si dimette da questa carica per essere eletto papa
  • Tenente Chartrand: accompagna insieme agli altri Maximilian Kohler dal Camerlengo
  • Dottor Giacobbi: medico ateo del Fatebenefratelli che soccorre Langdon dopo il suo improbabile volo
  • Joseph Vanek: professore della De Paul University of Chicago noto esperto di questioni vaticane e fanatico delle teorie complottiste, viene intervistato da Gunther Glick

LUOGHI, TERMINI & NOMI

  • Sindone di Tulsa: nome immaginato fa Langdon per il segno tra le lenzuola di una spogliarellista dell’Oklahoma
  •  HSCT: prototipo del Boeing X-33, è un jet  supersonico per uso civile in grado di percorrere 18.000 km/ora; è con questo futuristico mezzo di trasporto che Langdon raggiunge rapidamente i CERN e poi insieme a Vittoria Roma
  • CERN: acronimo di Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire, è (anche nella realtà) il centro di ricerca più grande al mondo; ha sede a Ginevra in Svizzera
  • Antimateria: è la materia costituita da antiparticelle, nel libro è la grande scoperta fatta da Leonardo Vetra e sua figlia Vittoria. Di fatto a livello particellare, è identica alla materia ma con caratteristiche inverse
  • Chiloton: unità di misura che indica la quantità di energia liberata, e quindi la capacità distruttiva, di un esplosivo. Si indica con il simbolo kt, e può essere chiamato alternativamente anche chilotone
  • Il tubo di Newton: è fisicamente collocato nel CERN è appare come un tubo lunghissimo il cui raggio è talmente ampio da rendere la traiettoria delle particelle che vi scorrono all’interno “quasi” dritta
  • LHC: Large Hadron Collider acceleratore di particelle al Piano -6 del CERN
  • SSC: Superconducting Super Collider, ha 8 km diametro e 27km di circonferenza 
  • Attrito: capacità di un materiale di bloccare lo scorrimento, nella fattispecie parliamo della capacità di 1mq di superficie di ridurre del 20% la caduta libera; questa informazione risulterà davvero utile a Robert
  • Ambigramma: è un disegno, in questo caso uno stemma, leggibile in maniera equivalente in almeno due orientamenti (effettuando ad esempio una rotazione dello stesso di 180°)
  • Hashashin: antica setta, degli Assassini appunto, dai quali origina quella degli illuminati. Letteralmente significa “uomini dediti all’hashish”, e da loro deriva il termine assassini in virtù (per così dire) delle loro scorribande sanguinarie e distruttive ai danni ti templi, luoghi di culto e divinità, alle quali seguivano appunto festeggiamenti estatici sotto l’effetto di droghe, tra le quali prediligevano l’hashish
  • Cappella Sistina: ambiente interno al Vaticano e luogo sacro in cui si svolge, anche nella realtà, il Conclave
  • Museo vaticani: sono composti di 1407 stanze e accolgono e conservano oltre sessantamila opere 
  • Conclave: riunione dei porporati che si tiene in occasione della rielezione del Papa a seguito del suo decesso. Il conclave più lungo della storia fu nel 1831 e durò 54 giorni
  • Archivio Vaticano: luogo interno al Vaticano, in cui sono conservati sono solo importanti testi sacri e non, ma all’interno del quale vi si conservano anche i registri delle innumerevoli proprietà vaticane. Nella vicenda, è di fondamentale importanza in quanto Robert Langdon vi trova le informazioni inerenti al Cammino dell’Illuminazione
  • BBC: emittente inglese. che farà una fortuna grazie al suo intraprendente cronista Gunther Glick
  • Cammino dell’Illuminazione: il percorso iniziatico nascosto tra i monumenti di Roma che i neofiti seguivano attraverso gli Altari della Scienza per entrare a far parte della setta degli illuminati
  • Passetto: percorso assolutamente privato, che collega il Vaticano e nello specifico la biblioteca privata del Pontefice con castel Sant’Angelo. Questa connessione consente di entrare e uscire dal Vaticano in maniera nascosta, usato e progettato sia per questioni di sicurezza che per consentire ad innumerevoli pontefici nel corso della storia di avere incontri non inerenti alla loro posizione
  • Diagramma della Verità: inedito e sconosciuto saggio di Galileo Galilei, contiene informazioni fondamentali inerenti al Cammino dell’Illuminazione che Robert e Vittoria riescono non solo a trovare ma anche a decifrare
  • Il diamante degli illuminati: l’ultimo e il più bello degli ambigrammi, deve questa reputazione alla sua complessità artistica: racchiude infatti i nomi dei quattro elementi

Titolo originale:  Angels & Demons

Autore: Dan Brown

Prima pubblicazione: 2000

Prima pubblicazione in Italia: 2004

La mia edizione: I Edizione – Novembre 2004

Editore italiano: Mondadori

Collana: Omnibus

Genere: Romanzo, Thriller

Numero di pagine: 562

Preceduto da: Crypto (Digital Fortress) (1998)

Seguito da: La verità del ghiaccio (Deception Point) (2001)

I love shopping | Sophie Kinsella

I love shopping è il primo libro di Sophie Kinsella, e chiunque lo legga non potrà fare a meno di innamorarsi di Becky e del suo essere uno spirito libero, soprattutto quando si tratta di fare acquisti!

E’ così che ho conosciuto Rebecca “Becky” Bloomwood, la protagonista di I love shopping di Sophie Kinsella.

E se mi esprimo in questi termini, è semplicemente per il fatto che Becky è un personaggio riuscitissimo, in virtù della sua autenticità. Non a caso, in molte potrebbero confessare di essersi immedesimate, nella vicende narrate in I love Shopping.


Rebecca Bloomwood, lavora in un prestigioso giornale londinese “Far fortuna risparmiando”, la qual cosa non potrebbe essere più ironica, considerando il fatto che Becky ha dei seri problemi a tenere sotto controllo le sue spese. Il risultato? E’ praticamente perseguitata dal direttore della sua banca Derek Smeath, il quale non avrà vita facile nel tentativo di rimettere in sesto, il conto perennemente in rosso della nostra eroina.

Lei è a dir poco frizzante! E la personalità spigliata che Sophie Kinsella le ha conferito, inducono il lettore a provare simpatia se non addirittura affetto, dato il fatto che Rebecca nonostante tutti i suoi sforzi, sembra proprio che non riesca a stare lontana dallo shopping.

Ovviamente ha un serio problema con la scritta saldi, nella quale chiunque le voglia bene, spera non si imbatta mai; infatti a prescindere dal prezzo, per Becky c’è sempre un ottimo affare da concludere. 


Beh! almeno in questo è coerente: acquista a tutto tondo! Dagli articoli per la casa, alla sciarpa perfetta e immancabile, all’intimo per il suo prossimo appuntamento, con uno degli scapoli più ambiti di tutto il Regno Unito, che neanche a farlo apposta, è proprio il cugino (un po’ strano a dire il vero), della sua coinquilina nonché migliore amica: Susan “Suze” Cleath-Stuart.

E per fortuna che c’è Suze, altrimenti tra un crollo emotivo e l’estratto conto di fine mese, su chi avrebbe potuto fare affidamento Becky? Non certo sui suoi genitori che vivono a Oxshott!!


Ma se è tutto bene quel che finisce bene, questo trambusto surreale porterà a Becky l’uomo dei suoi sogni, anche se non è detto, riesca ad essere anche la cura, per il suo piccolo problemino con lo shopping!

In poche parole, I love Shopping è davvero una bella commedia e non a caso, ci hanno fatto anche un film! È un libro da leggere d’un fiato, quanto più i nostri occhi e impegni quotidiani ci consentano, perché la scrittura è davvero incalzante e quando devi chiudere il libro, per rimandare la lettura all’indomani, è un vero dispiacere che si placa soltanto quando si ricomincia a leggere.

E per fortuna che sono davvero in molti i fan di questo libro, perché oggi I love Shopping è una saga! Quindi niente paura, perché quando arrivate a pagina 299, l’ultima (almeno nella mia edizione), puoi sempre andare in libreria e acquistare il seguito.

Personaggi

  • Becky Bloomwood: Protagonista della storia, Becky Bloomwood è una giornalista finanziaria che lavora per la rivista “Far Fortuna Risparmiando” (Successful Savings). Se da un lato è in grado, o almeno ci prova, di dare consigli ad altri sui propri soldi, lei è del tutto incapace di gestire i propri e sembra essere condannata ad avere il conto bancario perennemente in rosso. Vive a Fulham, elegante quartiere londinese, ma è nata ad Oxshott, a sud, nel Surrey. E dire che è ossessionata dallo shopping, è decisamente un eufemismo. Becky prova anche a cominciare a risparmiare, ma si rende conto di non esserne in grado arrivando a spendere 200 sterline in un giorno. Compra anche dei biglietti della lotteria che risulteranno, in modo estremamente diverso dalle sue aspettative, non vincenti.
  • Jane e Graham Bloomwood: Sono i genitori di Becky e vivono ad Oxshott, nel Surrey. Becky è la loro unica figlia e arrivano a credere che il suo direttore di banca, Derek Smeath, la insegua e sia uno stalker. In verità questi cerca solo di mettersi in contatto con Becky per discutere della sua situazione finanziaria, ma lei cerca di evitarlo in ogni modo. I genitori di Becky sono estremamente comprensivi nei suoi confronti, e riescono quasi sempre a trovare le parole giuste per rimetterla su di morale.
  • Luke Brandon: Capo e creatore di una società di PR di successo, la “Brandon Communications”. Invita sempre Becky alle conferenze stampa e le dà una mano quando ha bisogno di un prestito di denaro. Quando Becky si rende conto di aver preso una cotta per Luke, scopre che questi ha una ragazza, tale Sacha de Bonneville. Luke è al trentunesimo posto nella classifica dei miliardari scapoli più prestigiosi della Gran Bretagna.
  • Susan Cleath-Stuart (Suze): È la coinquilina di Becky. I suoi genitori sono aristocratici benestanti e hanno comprato l’appartamento come regalo per la figlia. Suze è l’amica più vicina di Becky. Aiutando Becky a far cornici durante uno dei tentativi di farle guadagnare più soldi, si rende conto di avere talento e comincia a lavorare come designer professionista. Anche Suze adora fare shopping, ma vive entro i propri mezzi grazie agli assegni della sua famiglia.
  • Tarquin Cleath-Stuart: Il cugino “strano” di Suze, al quindicesimo posto nella classifica dei miliardari scapoli più prestigiosi della Gran Bretagna. Vive in Scozia e ha per poco tempo una cotta per Becky. Escono anche assieme, ma l’appuntamento non va come previsto da Becky: la porta in un Pizza Express invece di un prestigioso ristorante, e la serata finisce con Tarquin che scopre da lontano Becky guardare, anche se solo per innocente curiosità, il suo libretto degli assegni. Prova a invitarla una seconda volta, ma lei uscirà con Luke.
  • Elly Granger: Elly è una conoscente di Becky all’inizio del libro, nonché sua collega e giornalista finanziaria. Anche se inizialmente entrambe provano una certa antipatia verso quel tipo di ambiente, Elly comincia a inserirsi accettando un lavoro alla Wetherby’s Investments. Finiranno col prendere strade diverse e separarsi, tant’è che Elly non viene più menzionata nemmeno nei libri successivi.
  • Derek Smeath: È il direttore della banca di Becky e per tutta la storia cerca di contattare Becky per poter discutere del suo conto bancario e degli scoperti. Viene anche scambiato per uno stalker dai genitori di Becky. Alla fine del libro, quest’ultima lo contatta dicendogli che vuol affrontare i suoi debiti responsabilmente. Lo apostrofa simpaticamente “Sweetie Smeathie”.
  • Famiglia Webster: Janice e Martin Webster sono i vicini di casa dei genitori di Becky, e anche molto amici con loro. Hanno un ruolo cruciale nello svolgimento della storia, quando vengono ingannati dalla propria banca perdendo 20.000 sterline. Il figlio Tom è un amico d’infanzia di Becky, dalla quale è stato respinto. Ha una casa a Reigate, nel Surrey, cosa che deprime Becky al sol sentirne parlare, dato che non si trova in una situazione finanziaria adatta per comprarne una tutta sua. Ha una fidanzata, Lucy, alla quale compra tutto quello che vuole per il suo compleanno.

LUOGHI, TERMINI & NOMI

  • Londra: città in cui è ambientata il romanzo
  • Far fortuna risparmiando: famosa testata giornalistica londinese dove (ironicamente) lavora Rebecca Bloomwood
  • Oxshott: Cittadina natale di Rebecca “Becky” Bloomwood, dove vivono ancora i suoi genitori
  • Fulham: quartiere di Londra dove vive Rebecca Bloomwood
  • Brandon Communications: società di pubbliche relazioni di Londra fondata da Luke Brandon

Titolo originale (tedesco):  Das Parfum – Die Geschichte eines Mörders

Autore: Sophie Kinsella

Prima pubblicazione: 2000

Prima pubblicazione in Italia: 2000

La mia edizione: 2009 – IV Edizione Febbraio 2009

Editore italiano: Mondadori

Collana: Omnibus

Genere: Romanzo

Numero di pagine: 259

Preceduto da: –

Seguito da: I love shopping a New York

The danish girl | David Ebershoff

Tra cultura di massa e realtà

Qual’è la trama di The danish girl e qual’è la vera storia, tra realtà e cultura di massa, di Lili Elbe una delle personalità danesi più importanti di sempre.

The Danish girl è un romanzo scritto da David Ebershoff, edito in Italia da Giunti, per il quale ho avuto una lettura alquanto insolita, almeno rispetto ai miei standard di divoratrice di pagine e quindi di libri.

Acquistato poco dopo la sua pubblicazione nel Febbraio del 2016, l’ho ovviamente iniziato come mio solito pronta a finirlo, nel giro di qualche giorno. Invece per una serie di circostanze tra cui l’avvio di Erudito Burger Bar, le cose sono andate in maniera infinitamente diversa.

Dire che avevo preso sottogamba, la mole di lavoro che si cela dietro l’avvio di un’attività, è un pallido eufemismo! Ma tralasciando quanto è stato totalizzante quel periodo, torniamo a The danish girl, e al fatto che l’ho ripreso in mano a distanza di mesi da quel Febbraio, dopo aver ceduto alla tentazione di vedere il film che il libro ha ispirato.

Ecco quindi che mi sarà difficile parlare solo del libro, anzi penso che affrontare di concerto il romanzo, il film e la realtà, che effettivamente ha poco a che fare con i primi due, riesca a sciogliere molti dubbi in merito a chi era la “ragazza danese” nella realtà e chi è diventata nella cultura di massa, in senso letterario e cinematografico.

Ricominciata la lettura da zero, avevo ormai nella mente i volti degli attori Eddie Redmayne per Einar Wegener & Lili Elbe,  e di Alicia Vikander per Gerda Wegener, quindi non sono riuscita a staccarmi da quest’immagine per crearne una mia. Questo non l’ho mai ritenuto un problema, insomma non è stata la prima e non sarà di certo l’ultima volta che vedo un film prima di leggere il libro da cui è tratto. Il problema sorge quando nella lettura si riscontrano una serie di “interruzioni” imposte dall’autore stesso, che durante tutto il romanzo sospende la descrizione in corso per fare una digressione, neanche troppo breve; su un avvenimento a cui il personaggio in quel momento volge il pensiero.

Questa tecnica narrativa, si trova spesso in romanzi più lunghi, nel nostro caso parliamo di un romanzo di 367 pagine, nota al testo e ringraziamenti compresi! Ne risulta quindi un racconto un po’ caotico, dove una lettura che per combinare gli impegni del quotidiano deve essere interrotta; fatica ad essere ripresa e quindi a trasportare il lettore, come una trama del genere vorrebbe.

Quindi sicuramente consiglio di leggere questo libro, ma di farlo solo se si decide di leggerlo tutto d’un fiato onde evitare di perdere il ritmo, di una così intensa trama.

Qual’è la trama di The Danish girl e di cosa parla il libro?

The Danish girl, il libro! è un romanzo ispirato a fatti realmente accaduti ma non da intendersi come un riferimento se si vuole conoscere la reale storia di Lilli Elbe, Greta Wegener ed Einar Wegener. Per quello ci si dovrà rifare al testo (non tradotto in italiano) Man into Woman pubblicato nel 1933, acquistabile online e sicuramente anche in qualche libreria in centro, che tratta libri in lingua.

Il romanzo, ambientato (almeno nella prima parte) a Copenhagen in Danimarca, inizia con la narrazione di quella è la vita di una coppia di pittori sposati da meno di dieci anni. Gerda ed Einar che all’epoca era alquanto famoso, con i sui paesaggi raffiguranti sostanzialmente sempre lo stesso soggetto, ossia la palude non lontano da quella che fu la sua casa d’infanzia.

Gerda, anche lei pittrice ed ex allieva del professor Einar Wegener,

trascorreva come suo marito le giornate a dipingere

(nel suo caso), ritratti di committenti borghesi davvero poco ispirati e privi d’alcun carattere. A differenza di Einar, Gerda è solita indossare il suo camice, originariamente bianco, ormai irrigidito da macchie di vernice, a protezione di abiti di quello che era lo stile femminile dei primi anni del ‘900, dettaglio apparentemente irrilevante se non fosse che sono proprio gli abiti e i tessuti a farla da padrone durante tutta la storia.

Entrambi pittori ma non di uguale successo. Gerda viene considerata come la moglie di Wegener e non come la pittrice che di li a poco si troverà suo malgrado a diventare, proprio grazie ad un abito che per citare Dante Alighieri ne “La divina commedia” fu galeotto, e segnò quello che fu il destino di entrambe.

E scrivo entrambe, non come errore di battitura, ma perché da quel momento in cui Gerda chiesa ed Einar di posare per lei, vestendo i panni di una cantante lirica. Quello che dapprima sembra essere il primo momento in cui Einar entra in contatto con il suo alter-ego femminile, battezzato dalla cantante lirica in questione Lili, è invece solo il momento in cui il vaso di Pandora viene definitivamente aperto, dopo che già da ragazzo Einar ci aveva sbirciato dentro, senza seguito.

Invitati ad un evento mondano, Greta suggerisce ad Einar di accompagnarla nei panni di Lili, che superato l’impaccio iniziale cede infine alle lusinghe di un pittore omosessuale, che finge di essere attratto da Lili, ma che in realtà ha riconosciuto in lei lo stesso Einar.

Ciò di cui viene reso partecipe il lettore, nel corso della narrazione, è che Einar non percepisce se stesso come omosessuale, Einar infatti sente di essere Lili, ossia si sente donna.


Questo senso di frustrazione esistenziale aumenterà sempre di più nel corso della narrazione raggiungendo il suo climax, neanche a dirlo, alla fine del libro dove il tutto si perde nell’immensità e nella profondità della vita stessa.

Nonostante possa sembrare che sia Lili/Einar (è proprio il caso d’invertire l’ordine dei nomi) l’eroina di questo romanzo, quest’onere è invece riservato a sua moglie Gerda, che si troverà da sola, salvo qualche breve intromissione del fratello e di Hans un amico d’infanzia di Einar e commerciante d’arte, a sostenere da sola il peso della trasformazione del marito.

The Danish girl è quindi, non soltanto la storia del(la) prim(a) transgender della storia, ma quella intima di un matrimonio e di quanto questo possa sopportare pressioni proteggendo chi vi è, per così dire, all’interno offrendo sempre un rifugio sicuro, al di là di quelli che sono i conflitti interiori, che sono il binario lungo il quale l’intera storia, su più fronti evolve.

Gerda è stata per suo marito questo; sin da quando scelse di andare a Parigi (era il 1912 nella realtà) per evitare “imbarazzi sociali” al marito, finendo poi con il diventare lei stessa una famosa pittrice chiamata (nella realtà) ad illustrare anche su Vogue!! e non solo. La sua musa divenne proprio suo marito, nelle vesti che meglio gli appartenevano di Lili Elbe, una giovane poco più che ventenne dai tratti ovviamente androgeni, ma più che altro dalla voce flebile e dal passo leggero, in netto contrasto con quella che invece è stata la sua forza nel sottoporsi a quelle che (nella realtà), sono passate alla storia come le prime operazioni volte al cambio di sesso.

Chi è stata realmente Lili Elbe?

In sostanza, seppur lo stesso autore nella sua nota al testo sottolinea che si! si è ispirato a fatti realmente accaduti, ma che la sua è un’opera di fantasia, risulterà difficile scindere la Lili Elbe del romanzo, da quella che è passata alla storia come la prima transessuale della storia e divenuta per tanto icona del movimento LGBT.

Leggendo queste pagine, o guardando il film, lo sforzo che si dovrà fare sarà quello di entrare nella mente del personaggio di Lili e percepire il suo sentirsi donna, come lo stesso autore ha effettivamente fatto a sua volta esagerando (chiaramente), quando descrive il momento della prima operazione come rivelatore di un piccolo sistema riproduttivo femminile, delle ovaie atrofizzate, a supporto “scientifico” del senso di non appartenenza al genere maschile in cui Lili era nata, nelle evidentemente errate sembianze di Einar.

Dobbiamo percepire la fiducia che questa persona aveva nel suo sentirsi donna, al punto da recarsi da sola in Germania per sottoporsi ad una serie di interventi di riassegnazione sessuale, pur sapendo che mai prima di allora si era tentato qualcosa di simile.

La prima, la più coraggiosa! ecco perché la cultura di massa la conoscerà sempre come LA ragazza danese,

una ragazza nata a Vejle il 28 dicembre 1882, che a seguito delle operazioni smise persino di dipingere non identificandosi più come pittrice, in quanto quella era un’etichetta di Einar Wegener e non Lili Elbe.

Gli anni dell’operazione

Nel 1930 Lili Elbe si recò in Germania per sottoporsi al primo intervento chirurgico di riassegnazione sessuale, all’epoca ancora sperimentale.

Nel complesso di sottopose a cinque operazioni. Il primo intervento fu la rimozione dei testicoli (orchiectomia) sotto la supervisione del sessuologo berlinese Magnus Hirschfeld. La seconda operazione consistette nella rimozione del pene e nel trapianto delle ovaie, rimosse in un secondo momento con altri due interventi occorsi a causa di un rigetto e di altre gravi complicazioni. La quinta operazione fu il trapianto dell’utero, per poter consentire a Lili, allora quasi cinquantenne, di diventare madre.

La sua storia sul cambio di sesso suscitò la curiosità della stampa in Danimarca e in Germania, tanto che l’allora re di Danimarca, Cristiano X, invalidò il suo matrimonio con Gerda nell’ottobre del 1930. Nel romanzo invece, l’annullamento del matrimonio viene descritto come originato da Gerda che si reca dalle autorità le quali, conoscendo i fatti archiviarono rapidamente la pratica, classificando Einar come scomparso e non morto, in quanto non vi era alcuna tomba.

Sempre nel 1930 Lili, riuscì a ottenere il riconoscimento legale del suo nuovo sesso e il cambio di nome, ricevendo il passaporto come Lili Elbe. Ovviamente nel romanzo tutto questo trambusto burocratico viene romanzato, descrivendo solo il modo romantico il cui Lili sceglie il suo nuovo cognome.

Dopo il cambio di sesso smise di dipingere, sostenendo che fosse un qualcosa che apparteneva solo a Einar, e anche nel romanzo nonostante Gerda la spronasse, si evidenzia un certo calo di interesse anzi persino, assenza di ricordi legati ad eventi legati alla pittura.

Lili Elbe morì nel 1931 a causa di complicazioni, tre mesi dopo la sua quinta e ultima operazione. Si pensa che la causa della sua morte, avvenuta il 13 Settembre di quell’anno, sia stato il rigetto dopo l’impianto dell’utero, che avrebbe dovuto darle la possibilità di diventare effettivamente madre. Venne sepolta a Dresda, in Germania.

I quadri di Gerda e qualcosa su di lei

I quadri che vediamo nel film, non sono quelli realmente dipinti da Gerda Wegener. Sono infatti rifacimenti, ispirati allo stile della pittrice ma decisamente più somiglianti agli attori del film, per ovvi motivi.

Nella realtà questa pittrice e illustratrice nata a Hammelev il 15 Marzo 1886, oltre ad essersi mostrata al grande pubblico come la raffiguratrice di Lili, sua musa; divenne nota anche per le sue illustrazioni, tra le altre di natura erotica. Nel film questo aspetto della pittrice, viene evidenziato in un atteggiamento di forte intesa, gioco e curiosità sessuale che Gerda condivideva con suo marito Einar.

Dopo l’annullamento del matrimonio ad opera del sovrano danese Cristiano X, Gerda si risposò con un ufficiale militare italiano: Fernando Porta, e si trasferì in Marocco. Lì visse per diversi anni ma finì col divorziare dal marito, quindi tornò in Danimarca, dove morì a Frederiksberg il 28 Luglio 1940.

Il film, se non fosse chiaro da quella che è la trama e la vicenda narrata nel complesso, è di genere drammatico. Evidentemente non è un film leggero, anzi richiede una profonda attenzione e introspezione. Senza dilungarmi troppo, che credo di essere stata sufficientemente esaustiva, vorrei concludere con un pensiero fatto a posteriori. Come scritto all’inizio ho visto prima il film di leggere il libro, quindi se anche voi avete seguito quest’ordine, vi consiglio di rivedere il film!

Tutto il girato acquista uno spessore e ricchezza di dettagli che ad una prima visione, sono praticamente inesistenti, in quanto rimandano a fatti e dettagli che troviamo nel libro. Posso quindi dire che il libro è complementare al film, e sicuramente non me l’aspettavo.


Titolo originale: The danish girl

Autore: David Ebershoff

Prima pubblicazione: 2000

Prima pubblicazione in Italia: Febbraio 2016

La mia edizione: Aprile 2016 – VII ristampa

Editore italiano: Giunti

Collana: –

Genere: Biografico

Numero di pagine: 367

Preceduto da: – The danish girl è il primo libro dell’autore

Seguito da: The Rose City