Quando riesci a trasformare le ferite dell’anima in oro scopri cos’è davvero il Kintsukuroi
GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP
Quando riesci a trasformare le ferite dell’anima in oro scopri cos’è davvero il Kintsukuroi
Ci sono libri che ti ricordano qualcosa che già sai.
E ci sono libri che, quando li apri, ti riaprono.
Kintsukuroi di Thomás Navarro è questo per me: un richiamo potente e sottile insieme, un invito a guardare le crepe come portali invece che come “sfregi”.
17 NOVEMBRE 2025 – TORINO
GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP
Kintsukuroi di Tomas Navarro. Ecco la mia recensione.
Ho comprato questo libro senza realizzare davvero perché lo stessi facendo.
“Guarirmi”, “ripararmi”, “ricostruirmi”?
Erano concetti che conoscevo e verso i quali mi proiettavo, ma non li avevo ancora compresi fino in fondo.
E invece, pagina dopo pagina, ho scoperto che il Kintsukuroi non è una tecnica “di riparazione”, né una metafora: è una iniziazione.
Un modo di stare nel mondo.
Un modo di stare con se stessi quando tutto sembra essersi spezzato o nei momenti in cui ogni cosa è davvero andata in frantumi, come ho sperimentato sulla mia pelle.
Porto con me questo libro quando vado per la prima volta al Lago Maggiore, il 10 Agosto 2022.
Non è stato scelto a caso. Io rotta lo ero davvero e cercavo un luogo, e forse anche una versione di me, che fosse capace di ricostruirmi.
Scrivo questo articolo tre anni e mezzo dopo, e sento ancora sulla pelle la stessa energia: viaggiavo in treno e quando arrivo a vedere per la prima volta lo scorcio del lago, sento chiaramente che attraverso un portale energetico (all’epoca non sapevo chiaramente cosa fosse, poi tutto mi è stato chiarificato).
Mi sono rotta in un pianto senza nemmeno accorgermene mentre guardavo l’acqua aprirsi all’orizzonte.
In quel periodo della mia vita le fratture erano profonde.
Fratture dell’anima.
Fratture della storia personale.
Fratture con me stessa.
E certamente fratture nella mia dimensione imprenditoriale.
Questo libro è stato una delle cose che più mi ha sostenuta nell’accettare una verità semplice e difficile insieme: ci vuole tempo per tornare interi.
E soprattutto ci vuole qualcosa di davvero prezioso per renderci splendidi nella nuova versione di noi: qualcosa che nella materia è l’oro usato nella pratica del Kintsugi, e che nella vita è tutto ciò che ci nutre e rende vivi portandoci ad un livello più elevato di coscienza ed esperienza.
Questo tempo però non è un tempo lineare, né un tempo logico.
È un tempo dell’anima.
E mentre ripenso a quel periodo, mi torna in mente una frase che risuona profondamente con ciò che ho vissuto:
“Una cicatrice ci ricorda che siamo stati forti.”
E io, in quei mesi, stavo imparando a riconoscere proprio questo: la mia forza nelle mie crepe, non nonostante esse.
Quando la guarigione si intreccia con la storia dell’anima
É ancora vivido davanti ai miei occhi il momento in cui il lago Maggiore è apparso dal finestrino: è stato come attraversare un portale.
La luce, il silenzio, l’acqua.
Il mio sistema nervoso che improvvisamente si allineava e rilasciava quello che non serviva più.
La sensazione di “conoscere” un luogo in cui non ero mai stata.
Mesi dopo ho scoperto che quel posto aveva un significato profondo per me in termini di vite passate.
E che la persona con cui stavo andando a incontrarmi era [ed è] la mia Fiamma Gemella.
E tutto ha iniziato ad avere senso.
Ogni emozione fortissima, ogni espansione, ogni crollo, ogni piccola rinascita.
Il percorso di Fiamma è sempre evolutivo:
non puoi attraversarlo senza scendere fino al punto più profondo, oscuro e martorizzato di te.
E il Kintsukuroi è la sua rappresentazione perfetta:
una frattura che non va nascosta…
ma consacrata.
Questo è un passaggio che sembrava scritto per me:
“Le ferite si chiudono e la vita cambia radicalmente, e potrebbe persino migliorare se siamo in grado di accettare il cambiamento.”
Ed è in quella accettazione che ho iniziato a rinascere preparandomi a diventare chi sono oggi.
Riportare a galla una frattura sacra
Il mio stato d’animo, in quel viaggio, era un miscuglio di attesa e stanchezza, paura e speranza.
Ero fragile, ma stranamente vigile.
Come se stessi aspettando di essere vista prima ancora di capire da chi o da cosa.
Tomás Navarro parla delle ferite emotive con una delicatezza che non ti chiede mai di essere forte.
Ti chiede di essere vera.
Ti chiede di guardare ciò che fa male senza fasciarlo, senza aggiustarlo troppo in fretta.
Le fratture, dice, non vanno coperte:
vanno illuminate.
Vanno riconosciute per quello che sono davvero:
il punto esatto in cui la tua storia cambia direzione.
E mentre leggevo, qualche parte di me si scioglieva, altre parti si ricomponevano, altre ancora reclamavano spazio, voce, verità.
Era come se il libro si sedesse accanto a me e dicesse:
“Non sei da riparare. Sei da onorare.”
Tomás Navarro non ti parla mai come un terapeuta distante, ma come qualcuno che conosce il peso del dolore e la sua potenza trasformativa.
E in una frase lo dice con una chiarezza disarmante:
“Trasformate il dolore in arte. Costruite una nuova realtà.”
É esattamente ciò che ho fatto con la mia vita e il mio Business e che oggi insegno a fare ad altre imprenditrici e imprenditori visionari all’interno di Spiritual CEO!
Mentre leggevo, sentivo che ogni mia parte chiedeva spazio per diventare proprio questo: un’opera nuova, non più definita dalla frattura… ma dal modo in cui sceglievo di ricomporla.
Il Kintsukuroi è l’arte di ricostruire la propria vita quando tutto si rompe
Il Kintsukuroi o Kintsugi, nella cultura giapponese, è l’arte di riparare un oggetto rotto usando l’oro.
Di fatto una crepa non viene nascosta: viene resa preziosa…approccio diametralmente opposto rispetto alla cultura occidentale.
Nella vita succede la stessa cosa.
Non torniamo mai esattamente come prima.
Torniamo più veri, più consapevoli, più presenti.
Arriviamo all’altro impreziositi e unici!
E io, in quei anni, ho imparato esattamente questo:
- che la guarigione come il successo non è un evento, ma un processo
• che la ricostruzione non è immediata, ma graduale
• che ciò che si rompe non è una punizione, ma una chiamata
• che ogni frammento contiene un messaggio unico
• che essere interi non significa essere intatti
E così, pagina dopo pagina, mese dopo mese, ho accettato che:
La crepa non è il problema.
Il problema è pensare che, per essere amata, questa vada nascosta e negata.
Kintsukuroi ci ricorda che non siamo chiamati a resistere dove non siamo felici, in una modalità che non è più la nostra perché durante il cammino ci siamo trasformati: ci ricorda di accogliere l’entusiasmo di ricominciare.
Come dice Navarro:
“Essere entusiasti significa assumere un’attitudine vitale, scegliere qualcosa che arricchisca la nostra esistenza.”
E sì, ricostruirsi non è immediato.
Non è lineare nel mondo in cui la nostra parte conscia vorrebbe.
Eppure l’essere integri, se lo si vuole, arriva di nuovo a definirci.
Navarro lo spiega con onestà:
“Ricostruire la propria vita è un processo complesso che prevede diverse fasi.”
Fasi che ho attraversato tutte:
l’incapacità di vedere davvero, la rabbia, il bisogno di risposte, la resa, l’apertura, l’oro.
E ogni fase, anche la più dura, è stata parte del mio ritorno alla mia essenza più vera.
Morale: la crepa non è una ferita da nascondere, ma il punto esatto in cui inizi a brillare
A un certo punto smetti di guardare ciò che si è rotto come un errore (come magari spesso il mondo esterno ti invita a fare) e inizi a percepirlo per ciò che realmente è: un invito.
Il Kintsukuroi ci insegna a cambiare sguardo, a capire che la tua storia non va sistemata in fretta, ma ascoltata. Esiste un tempo divino e va ascoltato senza dubbio alcuno.
Ci insegna che una crepa non è segno di debolezza, ma il luogo in cui la verità vuole farsi vedere.
Le ferite non chiedono di essere cancellate: chiedono di essere comprese, onorate e nobilitate.
Quando accetti di illuminare ciò che fa male, scopri che lì c’è un varco, una possibilità, una direzione. Scopri che la vita non ti frantuma per punirti, ma per mostrarti dove puoi ricostruirti in modo più autentico.
E così ti accorgi che la tua luce e il tuo potere non nascono da ciò che è rimasto intatto, ma da ciò che hai avuto il coraggio di guardare in faccia. La crepa diventa il punto in cui inizi davvero a brillare: non perché non “senti più”, ma perché finalmente hai scelto di trasformare in oro il tuo profondo sentire.
In conclusione: rinascere non significa ritornare come eri, significa integrare con profonda maestria nella tua nuova identità tutti i tuoi punti di rottura e tutte le verità che nel mentre hai saputo svelare, comprendere e far tue.L
e crepe dell’anima non sono errori.
Sono la prova del viaggio,
la traccia del coraggio,
la firma energetica del tuo ritorno a casa.
Guardando il tuo corpo, la tua anima, la tua dimensione interiore ed esteriore saprai che ogni crepa custodisce un insegnamento.
Ogni ferita è stata un varco.
Ogni dolore una porta.
Ogni cicatrice una rinascita.
E se c’è una verità che porto nel cuore è questa:
le fratture non ti spezzano né rendono fragile.
Le fratture ti rivelano.
L’autrice dell’articolo
Ciao, il mio nome è Marzia Rosi e questo è il mio Book Blog.
Qui racconto come i libri mi insegnano ogni giorno a viaggiare dentro e fuori di me.
Mi definisco Guida evolutiva per l’imprenditoria visionaria 🔮
Esperta in allineamento fra identità e obiettivi lavoro sia con chi sta scalando il fatturato che imprenditrici/imprenditori con Business strutturati nella propria crescita personale, spirituale e imprenditoriale con l’obiettivo di incarnare la propria identità più elevata e raggiungere insieme gli obiettivi di fatturato unendo Strategia ed Energetica!
Oggi puoi iniziare anche tu il tuo viaggio dentro di te accedendo alle risorse gratuite di Spiritual CEO Academy.
Sinossi
Kintsukuroi ribalta l’ordine: non sei tu che leggi il libro ma è lui che ti attraversa.
Non è un manuale di crescita personale, è un viaggio dentro le tue fratture, dentro tutto ciò che hai provato a nascondere, a incollare in fretta, a ignorare per paura che facesse troppo rumore.
Tomás Navarro parla delle ferite emotive con una delicatezza che disarma.
Non le giudica, non le minimizza, non ti chiede di farle sparire.
Ti accompagna a guardarle per ciò che sono: pagine della tua storia che meritano di essere illuminate, non cancellate.
Meglio ancora: le ferite vanno esaltate proprio come fa la pratica giapponese del Kintsugi.
La sua voce ti ricorda che la rottura non è la fine.
È l’inizio del momento in cui puoi scegliere cosa tenere, cosa lasciare andare, cosa ricostruire da zero.
La crepa, secondo la tradizione giapponese, viene riempita d’oro.
Secondo Navarro, viene riempita di verità, gentilezza e coraggio.
Pagina dopo pagina senti che il dolore non è nemico, è messaggero.
Che non devi diventare una versione “perfetta” di te, ma una versione intera.
Che puoi ricucire ciò che è stato lacerato senza perdere la tua essenza, anzi: amplificandola.
Kintsukuroi è un libro che ti prende per mano proprio quando stai imparando a stare con te stess* nei momenti più fragili.
Ti mostra che la tua storia non va levigata:
va accolta, compresa e trasformata finché la crepa non diventa la parte più preziosa dell’opera.
È un testo che non ti promette una rinascita facile.
Ti promette però una cosa molto più vera:
puoi rinascere anche così, con le tue ferite, e forse proprio grazie a loro.
Info bibliografiche
Titolo originale: Kintsukuroi. El arte de curar heridas emocionales
Titolo italiano: Kintsukuroi. L’arte di riparare le ferite emotive
Autore: Tomás Navarro
Anno di uscita originale: 2017
Prima pubblicazione italiana: 2018
La mia edizione: Undicesima edizione, Luglio 2021
Editore italiano: Giunti Editore
Numero di pagine: 246
Genere: GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP
Data, luogo ed età di acquisto del libro: 28 Ottobre 2021, Torino, 32 anni
Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 17 Novembre 2025, Torino, 36 anni





















