Le mille e una notte

Le mille e una notte è uno di quei testi che si sogna di leggere da sempre, perché la loro fama li precede promettendo al futuro lettore, di vivere avventure e visitare luoghi che neanche nei suoi sogni più fervidi, ha mai sperato di raggiungere.

E così si rimane nel sogno, anche dopo la lettura di questi racconti: ci sentiamo come avvolti da un velo di magia perché ciascuno dei racconti ne è intriso e ci mostra che forse, in un tempo che è così lontano in una terra che è così distante dalla nostra cultura, magari qualcosa di molto simile è davvero potuto accadere.


Dopo anni in cui ho sempre avuto la curiosità di leggere questa raccolta di novelle popolari, finalmente ho letto Le mille e una notte! Complice la bellissima edizione Deluxe della Bur, che tra le meravigliose illustrazioni e la “trama” della carta, contribuisce a rendere questa lettura, decisamente un’esperienza.

Secondo la tradizione, Le mille e una notte altro non è che la raccolta di tutti quei racconti che la principessa  Shahrazād, figlia maggiore di un gran visir, racconta al suo novello sposo, per avere salva la vita, essendo egli un uxoricida. Questi infatti per vendicarsi del tradimento ai suoi danni della prima moglie, aveva evidentemente preso l’abitudine di uccidere la propria moglie già dopo una sola notte di nozze, ma l’astuzia è donna e Shahrazād con l’aiuto della sorella hanno effettivamente dimostrato la veridicità di questa affermazione.

Se qualche cruccio viene ad amareggiarti,

ragazzo, vattene altrove,

e lascia pure che la casa pianga

al ricordo dei costruttori.

Il luogo della terra natale,

troverai sempre un’altra terra,

mentre la vita, se la perdi,

non potrà mai essere rimpiazzata.

I viaggi di Sinbad

Ed è sempre secondo la leggenda che la novella sposa ottiene salva la vita, narrando al proprio sposo un racconto nuovo ogni sera, rimandando il finale all’indomani in modo da rimanere in vita per un altro giorno ancora, finché il marito si innamorerà di lei e la manterrà in vita, dopo aver ascoltato ben mille-e-una storie.

La romanticheria in un certo senso ci sta!

Nella realtà, seppur numerosi, i racconti presenti in Le mille e una notte non sono milleuno, come si è erroneamente tradotto originariamente dall’arabo, e come il più dei lettori ritengono, quando si approcciano la prima volta a questo libro.

In arabo il numero 1001 indica non il numero di per se ma il concetto di innumerevoli, come a dire “troppe per essere contate, eppure finite”.

Sono stato scottato una volta, e credete pure che starò

bene in guardia per non cadere nella rete una seconda volta.

Il dormiente che non dorme

Nel corso dei secoli sono state raccolte in diversi volumi, in diverse edizioni e molti sono stati gli illustratori; nella mia edizione Deluxe della Bur ad esempio, è presente la seguente selezione di racconti, con le illustrazioni di Edmund Dulac, noto illustratore dal tratto floreale quanto più che preraffaellita:

I viaggi di Sinbad

Le avventure di Aladino

Il pescatore e il jinn

Il facchino e le dame

Il dormiente che non dorme

In questa edizione mancano ad esempio i racconti di Alì Babà e Shahrazād, che si andranno a leggere evidentemente altrove, si spera in una edizione all’altezza di questa.

Ad ogni modo ho scelto di leggere questi cinque racconti proprio come vuole la tradizione: leggendoli ad alta voce e alla sera (quasi sempre 😉 ), così che nella quiete delle ore serali ci si è potuti immergere in ciascuno dei luoghi, e camminare in ogni terra lontana di cui si legge in quel momento tra quelle righe, mentre il dito scorre sulla carta che ha una texture decisamente all’altezza della situazione.

Pensate che era bastata una notte, una misera notte,

per mettere insieme tutto quel tesoro!

Le avventure di Aladino

C’è da dire però, che la tipologia di narrazione non consente al lettore di immedesimarsi in prima persona, probabilmente anche per l’assoluta irrealtà di talune scene e avventure!

Ciò nonostante il lettore riesce a figurarsi perfettamente le ambientazioni, gli oggetti, i personaggi e persino i suoni tanto è vivida la narrazione. In tal senso l’uso che si fa dell’ipotiposi, è da intendersi non tanto una “scelta” letteraria, quanto piuttosto una necessità narrativa, poiché sempre va ricordato che Le mille e una notte sono figlie di una trasmissione orale, per altro non esattamente databile, ma comunque riconducibile al X secolo. E solo più tardi, nel XII-XIII secolo si hanno le prime stesure (tutte per altro differenti tra di loro), fino ad arrivare nel 1400 alla stesura definitiva che è quella che oggi possiamo leggere.

Insomma non è il Pañcatantra indiano, ma ha comunque attraversato un bel po’ di secoli per arrivare fino a noi, e di questo direi che possiamo solo che essere riconoscenti al lavoro di tutti i vari traduttori e trascrittori che si sono adoperati in tal senso.

La tua immagine abita tra il mio occhio

e la mia palpebra chiusa. Il tuo ricordo

s’insinua in ogni battito

del mio cuore.

Il pescatore e il jinn

Più in generale ne Le mille e una notte, troviamo impiegate delle tecniche che dal punto di vista letterario risultano innovative, poiché figlie della tradizione orale, a cui i diversi narratori fanno ricorso. Il fine è quello di incrementare la drammaticità delle storie e saturare emotivamente il lettore/ascoltatore, che nel rendersi conto dell’assurda fantasticheria di cui viene messo a parte, è comunque incapace di smettere di leggere/ascoltare.

Io credo che l’approccio migliore con cui si può scegliere di esplorare Le mille e una notte, è quello di non ricercare affinità con quanto le varie trasposizione cinematografiche per adulti e bambini hanno cristallizzato nella nostra mente.

Si rende infatti necessario un approccio ex novo, perché solo in questo modo si può effettivamente cogliere tutto il gusto dell’onirico che la magia e le creature fantastiche come i  jinn e spiriti, per altro di derivazione persiana, ci ispirano.

Ospite, questa è la casa della gioia:

le sue pareti portano a colui che qui risiede

calma e serenità, e qui egli oblia

tutti gli affanni, alla porta li lascia.

IL facchino e le dame

E quando dico esplorare, mi riferisco proprio a quella sensazione che accompagna il viaggiatore curioso, perché oltre ad avere una genesi multipla dal punto di vista evolutivo, ne Le mille e una notte, tale molteplicità ha una trasposizione anche dal punto di vista ambientale poiché ci muoviamo tra la Persia, l’Egitto, paesi arabo-musulmani come la città di Baghdad o il porto di Basra e persino la Cina e ovviamente l’India.

Ecco quindi che ci troviamo immersi in luoghi che soddisfano il nostro gusto dell’esotico e del viaggio, il tutto comodamente adagiati sul nostro divano bevendo dell’ottimo the, ovviamente indiano, prendendoci il giusto tempo per riflettere sulla morale che accompagna ogni racconto, e se Shahrazād con il suo narrare è riuscita a far riflettere il suo sposo, re persiano Shahriyār, puoi essere cert* che qualche riflessione germoglierà anche nella tua di mente, che se poi ti ricordi gli insegnamenti delle lezioni di italiano a scuola, i compiti dei racconti orali erano due: intrattenere e insegnare e direi che nel caso di Le mille e una notte, abbiamo entrambi gli obiettivi soddisfatti.


Titolo originale: Les mille et une nuits

Autore: –

Prima pubblicazione: 900-1400

Prima pubblicazione in Italia: –

La mia edizione: Prima edizione classici Bur Deluxe Marzo 2016

Editore italiano: Il libro è un “self publishing

Collana: –

Genere: Fantastico, Novella, Poema indiano

Numero di pagine: 510

Preceduto da: –

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Harry Potter & La maledizione dell’erede | J.K.Rowling

In Harry Potter e la maledizione dell’erede, ci troviamo di nuovo in balia di una Giratempo ed esploriamo l’aspetto più umano del mondo magico e dei suoi maghi.

Benché il libro riporti come autore J.K.Rowling il suo contenuto nasce dalla mente magica di tre diverse personalità.  
Harry Potter e la maledizione dell’erede, è un’opera teatrale in due parti scritta da Jack Thorne e John Tiffany su soggetto di J.K.Rowling. L’opera infatti riprende i personaggi resi celeberrimi dalla scrittrice inglese, immersi stavolta nella loro vita 19 anni più in avanti.
Harry Potter e Ginny Wisley hanno avuto tre figli James Sirius, Albus Severus e Lily Luna. Ron ed Hermione si sono sposati e hanno avuto due figli Rose e Hugo, che hanno entrambi acquisito il doppio cognome Granger-Weasley. Lavorano tutti al Ministero, ed Ermione è diventata persino Ministro della Magia. Ma la cicatrice di Harry Potter ha ricominciato a farsi sentire, perché stavolta il pericolo è be più radicato e nascosto.

I primi tre anni ad Hogwarts corrono veloci. Albus, Rose e Scorpius figlio di Draco Malfoy iniziano insieme la scuola di magia e tutti e tre faticano ad inserirsi. Il peso dell’eredità paterna grava sulle spalle di Albus e Scorpius, soprattutto su quest’ultimo che tutti credono l’erede di Lord Voldemort…ma l’epilogo finale sorprende davvero da questo punto di vista.
Questa opera teatrale, ha visto la sua anteprima a Londra, con il titolo originale di Harry Potter and the Cursed Child al Palace Theatre il 7 giugno 2016, mentre per il debutto ufficiale si aspetterà il 30 luglio dello stesso anno, e da un’opera teatrale inglese certo non ci si poteva aspettare che la narrazione dei tumulti umani. Racconta di fatto, quello che è il complicato rapporto padre figlio. Il primo con pesanti strascichi del passato fatica a rapportarsi con il figlio, che a sua volta vede nel passato del padre l’impossibilità di relazionarsi serenamente con l’altro. L’onestà reciproca sarà la chiave di volta.

Ci imbattiamo in una giratempo, evidentemente l’ultima esistente ed è questo piccolo e magico oggetto ad offrire l’occasione per cambiare le cose, forse nel passato forse nel presente. Ma i sentimenti come l’amore, la rabbia, il rancore e la gelosia sono difficili da gestire soprattutto per studenti del quarto che vorrebbero esplodere le loro emozioni e non contenerle. Dunque ecco che Lord Voldemort, si presenta l’occasione a lungo attesa per vedersi consegnare il ruolo spettante e realizzare così l’antica profezia.

Le emozioni dei nostri giovani maghi, e le loro buone intenzioni volte vendicare un errore del passato, rischiano seriamente di compromettere non solo l’equilibrio tra bene e male, ma l’intera realtà per come tutti loro l’hanno conosciuta.


Personaggi

  • Albus Severus Potter il figlio secondogenito di Harry Potter e Ginny Weasley. Ha un carattere pacato e buono e dei tre fratelli Potter è quello che assomiglia di più al padre. Nell’epilogo de I Doni della Morte viene accompagnato dai genitori alla stazione di King’s Cross per iniziare il suo primo anno a Hogwarts. È il protagonista de La maledizione dell’erede, dove viene smistato in Serpeverde e stringe amicizia con Scorpius Malfoy. Insieme i due viaggiano indietro nel tempo per impedire la morte di Cedric Diggory.
  • Scorpius Malfoy è il figlio di Draco Malfoy e Astoria Greengrass. Nell’epilogo de I Doni della Morte viene accompagnato dai genitori alla stazione di King’s Cross per prendere il treno che lo porterà a Hogwarts per la prima volta. Ne La maledizione dell’erede stringe una forte amicizia con il coetaneo Albus Severus Potter, con il quale viaggia indietro nel tempo per cercare di salvare Cedric Diggory dall’uccisione.
  • Delphini “Delphi” Riddle è la figlia di Lord Voldemort e di Bellatrix Lestrange. Rimasta orfana, viene cresciuta con freddezza da Euphemia Rowle, non andò mai a Hogwarts ed ebbe pochi o nessun contatto con altri bambini. Apprese poi da Rodolphus Lestrange della sua vera discendenza e della profezia che crede sia destinata a compiere. Delphi pone Amos Diggory sotto l’incantesimo Confundus al fine di convincerlo di essere sua nipote e quindi finge di collaborare con Albus Severus Potter e Scorpius Malfoy per andare indietro nel tempo e salvare Cedric Diggory, mentre il suo vero obiettivo è impedire l’uccisione del padre. Una volta rivelati i suoi piani si dimostra calcolatrice, sadica e crudele, ma è infine sconfitta dagli sforzi combinati di Harry, Ron, Hermione, Ginny Weasley e Draco Malfoy.
  • Harry Potter, Direttore dell’Ufficio Applicazione della Legge sulla Magia al Ministero della Magia, marito di Ginny e padre di Albus, James e Lily Potter. Nonostante il successo professionale e la fama guadagnata per aver sconfitto Voldemort diciannove anni prima, Harry fatica ad instaurare una relazione solida con il figlio Albus a causa delle loro differenze e dei sensi di colpa che si porta dietro dall’adolescenza. Alla fine della pièce, Harry si avvicina ad Albus e i due visitano insieme la tomba di Cedric.
  • Hermione Granger, Ministro della Magia, moglie di Ron Weasley e madre di Rose e Hugo Granger-Weasley. Strega intelligente e di grande talento, Hermione aiuta i Potter nella nuova lotta contro Voldemort. Dopo i cambiamenti causati dal primo viaggio nel tempo di Albus e Scorpius, Hermione è una strega severa e nubile che insegna difesa contro le arti oscure a Hogwarts, mentre dopo il secondo viaggio dei giovani amici Hermione è una ricercata. Al termine del primo atto della seconda parte il presente viene ripristinato ed Hermione è nuovamente Ministro della Magia.
  • Ron Weasley, marito di Hermione e padre di Rose e Hugo Granger-Weasley, dirige il negozio di scherzi magici Tiri Vispi Weasley. Amico, marito e padre divertente e devoto, nella prima variazione del presente causata dal viaggio nel tempo è sposato con Padma da cui ha avuto il figlio Panju, mentre nella seconda è un ricercato che si nasconde con Hermione a Hogwarts.
  • Draco Malfoy, padre di Scorpius e recentemente vedovo dopo la morte della moglie Astoria. Il lutto lo ha allontanato dal figlio, ma i due riusciranno a riavvicinarsi nel corso della pièce. Allo stesso modo, dopo incomprensioni iniziali che sfociano in un duello magico, Draco supera anche la sua vecchia inimicizia con Harry e i due instaurano un rapporto amichevole.
  • Ginny Weasley, moglie di Harry e madre di Albus, James e Lily Potter, Ginny è un’editor della sezione sportiva della Gazzetta del Profeta.
  • Professoressa Minerva McGranitt, preside della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.
  • Rose Granger-Weasley, la figlia maggiore di Ron ed Hermione, una ragazza ambiziosa con poca simpatia per Albus e, soprattutto, Scorpius, che invece è molto infatuato di lei.
  • James Sirius e Lily Luna Potter, il maggiore e la minore dei figli di Harry e Ginny, entrambi smistati nella casa di Grifondoro.
  • Craig Bowker Jr, uno studente di Serpeverde ucciso da Delphi.
  • Lord Voldemort
  • Severus Piton
  • Albus Silente
  • Cedric  Diggory
  • Amos Diggory
  • Viktor Krum
  • Lily Potter
  • James Potter
  • Rubeus Hagrid
  • Dolores Umbridge
  • Bane
  • il Cappello Parlante
  • Madama Bumb
  • Bathilda Bath
  • la Strega del Carrello
  • Petunia
  • Vernon Dursley
  • Dudley Dursley
  • Ludo Bagman 
  • Mirtilla Malcontenta.

Titolo originale: Harry Potter and the cursed child – Parts one and two (Special rehearsal edition script)

Autore: J.K.Rowling, John Tiffany & Jack Thorne

Prima pubblicazione: 2016

Prima pubblicazione in Italia:  2016

La mia edizione: 2016

Editore italiano: Adriano Salani Editore

Collana: –

Genere: Opera teatrale

Numero di pagine: 357

Preceduto da: Le fiabe di Beda il Bardo (2008)

Seguito da: Animali Fantastici e dove trovarli. Screenplay originale(2017)


Missione Odessa | Clive Cussler & Dirk Cussler

Ambientata nel Mar rosso, ma anche in Inghilterra, questa avventura coinvolge subito il lettore in una peripezia di personaggi ed eventi storici in tipico stile Cussler!

Dopo aver letto Vortice, il primo libro scritto dall’autore (pubblicato come sesto in ordine cronologico) e il primo che io abbia mai letto di Cussler, rimasi così colpita che quando vidi tra gli scaffali, della libreria di turno, Missione Odessa non ho potuto che acquistarlo in preda ad un momento di shopping compulsivo, che nel caso dei libri tendo a giustificare quasi sempre…

Tornando alla nostra avventura, subito ci immergiamo, è il caso di dirlo, nelle acque anossiche del Mar Nero, dove ci vengono proposti personaggi, eventi storici e diverse ambientazioni avanti e indietro nel tempo a partire dal Febbraio 1917: campagna russi contro turchi (ottomani). Data la complessità della trama, che rende onore a un mostro sacro come Clive Cussler, certamente si sarebbe preferita una narrazione  più analitica da parte dell’autore (anzi gli autori), dando la possibilità al lettore di figurarsi in maniera più nitida ambientazioni e personaggi.

Certamente un avido lettore di Cussler non riscontrerà le stesse difficoltà di un neofita (quale io sono). Tuttavia approcciandosi al libro, che non a caso la Longanesi ha inserito in libro nella collana: I maestri dell’avventura!, non possiamo certo di aver viaggiato davvero, immedesimandosi e vivendo le avventure che i nostri occhi si trovano a leggere.

Infatti ci troviamo ad avere tra le mani un bel libro, ma non uno di quelli che rimane impressi proprio perché la trama molto complessa e davvero bella! (questo va detto) viene proposta in maniera frettolosa, quando invece una cinquantina di pagine in più avrebbero soddisfatto maggiormente.

Un lettore, uno di quelli che ama i libri, vuole “vedere “con i suoi occhi e questo richiede del tempo (delle pagine), mentre forse essendo un testo maturo dell’autore, scritto tra le altre cose a quattro mani, ci si aspetta che il lettore non abbia bisogno di così tante imbeccate, perché oramai capace di entrare nelle “pagine” dell’autore con maggiore autonomia.

Dunque questo bel libro, non è adatto a tutti! Sconsigliato a chi piacciono le trame semplici e scorrevoli, ma soprattutto a chi legge Clive Cussler per la prima volta…anche se si sta sempre leggendo Missione Odessa di Clive Cussler: il libro di un mostro sacro della letteratura d’avventura.

E’ consigliato per coloro che invece sono sia seguaci dell’autore, che appassionati di nautica e la geografia. Questi pre-requisiti aumenteranno certamente il coinvolgimento e dunque la goduria, dello scorrere e scoprire il successivo colpo di scena… e ce ne sono davvero molti, non da ultimo un matrimonio inatteso!

Trama

Dirk Pitt, il direttore della NUMA, la società che si occupa del recupero di relitti dai fondali, è sul Mar Nero. Sta cercando di localizzare i resti di un’antica nave ottomana, quando è chiamato a rispondere a un messaggio di soccorso – «Siamo sotto attacco!» – da un vicino mercantile.

Ma quando lui e il suo collega, Al Giordino, arrivati sul posto, non trovano nessuno: solo cadaveri e odore di zolfo. Mentre i due esplorano la nave, un’esplosione da poppa la fa rapidamente affondare, rischiando di trascinarli sul fondo.

Più i due si addentrano nelle ricerche sulla barca della morte, più sprofondano in uno straordinario vortice di scoperte…e di segreti.

Un tentativo disperato, nel 1917, di salvare il benessere e la potenza dell’Impero dei Romanov. Un bombardiere della guerra fredda scomparso con un carico letale. Un brillante sviluppatore di droni impegnato in una missione sconosciuta. Trafficanti odierni di tecnologie nucleari, ribelli ucraini disposti a tutto, una splendida agente dell’Europol, Ana Belova… tutto contribuirà a rendere questa missione la più pericolosa della carriera di Dirk Pitt.


Titolo originale: Odessa sea

Autore: Clive Cussler & Dirk Cussler

Prima pubblicazione: –

Prima pubblicazione in Italia: 15 novembre 2016

La mia edizione: 2019

Editore italiano: Longanesi

Collana: I maestri dell’avventura

Genere: Avventura

Numero di pagine: 432

Preceduto da: Tempesta all’Avana

Seguito da: Celtic empire


personaggi

  • Ambientazione d’apertura: Mar Nero, campagna russi contro turchi (ottomani) Febbraio 1917
  • Dirk Pitt: personaggio principale, lavora alla NUMA
  • Al Giordino ” Sparkye”: amico d’infanzia e compagno di avventure di Dirk Pitt; lavorano insieme alla NUMA
  • Kerch: cacciatorpediniere russo
  • Gnevny: secondo cacciatorpediniere russo leggero
  • Sasha: membro dell’equipaggio timoniere
  • Aprile 1955
  • Dimitri Sarkhov: pilota
  • Medev: copilota
  • Tupolev Tu-4: bombardiere quadrimotore
  • Vasily: bombardiere a bordo del Tupolev
  • Ivan:
  • Fodorsky:
  • Sarkhov: pilota
  • Luglio 2017, Mar Nero
  • Istanbul
  • Crimean Star: imbarcazione mercantile battente bandiera romena (ufficialmente)
  • Zodiac: gommone
  • Chavez: giovane terzo ufficiale
  • Macedonia: Nave oceanografica da ricerca, 17 nodi velocità massima
  • Bill Stenseth: comandante
  • Secondo Macchinista russo della Crimean Star
  • Ana Belova: investigatrice speciale Europol
  • Petar Ralin: partner di Ana Belova poliziotto bulgaro doganiere tenente
  • Ralin: addetto alle ispezioni
  • Josef: passeggero furgone cocomeri
  • Zakharin: generale dell’Aeronautica russa
  • Maggiore dell’Aeronautica russa
  • Martin Hendriks: olandese
  • Peregrine: drone prototipo
  • Presidente Vashenko
  • Peter Ralin: ispettore della polizia di stato bulgara, a bordo della Macedonia
  • Kerch: relitto cacciatorpediniere della marina imperiale russa costruito nel 1916, relitto vicino a quello della Crimean Star
  • Besso: imbarcazione “taxi marittimo”
  • Valentin Makedo:
  • Ilya Vasko: cugino di Valentin Makedo
  • Dukov: tenente
  • Dott. Georgi Dimitov: archeologo bulgaro
  • Fenthye: fregata a tre alberi varata nel 1766
  • Ceja: mercantile “goletta” ottomano
  • HEU: cassa grigia contenente uranio impoverito
  • Balchik: paesino di mare turistico a nord di Burgas (Bulgaria)
  • Sergente Alexander Krayevski: 57 stormo bombardieri corpo trovato vicino all Fethye
  • Colonnello Markovich
  • Maxim Federov: capo dell’intelligence estera
  • Viktor Mansfield:
  • Dott. Anton Kromer
  • Ilya Repun: pittore?
  • Nicola II: Zar di Russia
  • Aleksandra: Moglie di Nicola II
  • Sir Leigh Hunt: Inviato speciale della Gran Bretagna al momento della sigla del trattato di Pietrogrado
  • Tavda: Nave oceanografica per ricerche trattato
  • Nevena: nuovo nome della Besso
  • Hiram Yeager: direttore risorse informatiche della NUMA
  • Rudi Gunn: vicedirettore
  • Arseny Markovich : comandante 24 battaglione territoriale ( Ucraina)
  • Scorpion: sottomarino americano affondato dai russi
  • Summer Pitt: sorella gemella di Dirk Jr, identici tra loro e simili al padre capo della NUMA ad eccezione dei capelli rossi di lei Dirk Jr è moro e ha gli occhi verdi
  • Odin: nave da ricerca oceanografica
  • Jack Dahlgren: specialista di tecnologia subacquea
  • Canterbury: incrociatore leggero di classe C della Royal Navy costruito nel 1915 e scomparso in mare nel Febbraio del 1917 (vogliono usarla come “allocamento” dell’esplosivo
  • Yaeger:
  • Hiram:
  • Max:
  • Steven Miller: chirurgo ortopedico di fama mondiale del Royal National Orthopaedic Hospital
  • Littleton: comandano della Odin
  • St Julien Perlmutter di Washington
  • Vladimir Popov: comandante della Ladny, fregata missilistica russa di classe Krivak
  • Novorossiysk: sottomarino russo
  • Truxton: nave dove atterra Pitt con il suo elicottero Bell OH-58 per il pit stop
  • Deborah Kenfield: comandante in seconda della Truxton
  • Tupolev: bombardiere scomparso
  • Martina: agente russa, autista a Londra
  • Mansfield: è in missione a Londra con Martina
  • Ivan: tassista a Londra in realtà è un agente
  • St Julien: collega di Viktor Mansfield e Martina
  • Julien Perlmutter: eminente studioso di storia marina al mondo, arriva in Rolls Royce a Londra
  • Ravi: autista della Rolls-Royce Phantom III, è di origini pachistane ma Perlmutter continua a chiamarlo James
  • Le Gravoche: ristorante francese a Londra
  • Charles Trehorne: professore emerito di archeologia nautica ad Oxford
  • Rosella: moglie di Charles Trehorne
  • Sir Leigh Hunt: inviato speciale del primo ministro Llyd George
  • Bainbridge: si incontra con Viktor Mansfield al pub Boar’s Head
  • Drake & Mantois: spedizione del 1914 (1 di 4) verso la Gran Bretagna cariche d’oro per ricevere munizioni otto milioni di sterline: (1915 tot 10 milioni, 1916 tot 30 milioni, 1917 totale 20 milioni: Tot 68 milioni = 13 miliardi di sterline)
  • Viktor Mansfield (ai comandi della Tavda sommergibile russo)
  • Mauser: bassotto del peschereccio
  • First Attempt: peschereccio sul Tanigi che salva i gemelli Pitt
  • Sir Francis Drake: uni dei battelli turistici più grandi del Tamigi
  • Belfast: incrociatore della Royal Navy costruito nel 1938, ora museo permanente sul Tamigi
  • Terrence: fotografo cena con Dirk e Summer al Le Gavroche
  • Ballard: ammiraglio che dattiloscrive una lettera du Hunt
  • Contrammiraglio Ballard: comandante dellarsenale di Malta
  • Sentinel: imbarcazione maltese incrociatore da ricognizione costruito nel 1904
  • Pelikan: imbarcazione russa sottomarina, 68 m lunghezza 650 tonnellate di dislocamento
  • Nevskij: petroliera russa
  • Carina: mercantile russo
  • Velivolo di Alexander Krayevski
  • Nevena: nuovo nome della besso Mankedo è alla postazione sonar
  • Georgi Dimitrov: archeologo
  • Mykolaïv: ucraino ucciso nel porto
  • Mikel (ufficiale bulgaro) & Anton: preposti sorveglianza scalo
  • Briggs: secondo ufficiale della Macedonia rimasto ucciso
  • Stenseth: comandante della Macedonia
  • Irmak: autista
  • Iberia: mezzo a Cagliari nave oceanografica turchese della NUMA
  • Myers: comandante dell’Iberia
  • Sergei: giovane agente
  • Sentinel: relitto dotato di nove cannoni da quattro pollici
  • Perlmutter Jukien
  • Rose: governante del signor Hendriks
  • Rudi Gunn: uno dei primi assunti della NUMA insieme a Pitt
  • James Sandecker: vicepresidente NUMA
  • Jiménez: direttore della NUMA per la sicurezza nazionale
  • Valentin Mankedo: trafficante bulgaro
  • NOVOROSSIJA: gruppo ribelle nuova rissia no governo di Kiev
  • Trehorne: storiografo
  • Cecil Hawker: storiografico di nase a Gibilterra
  • L. Marsh: comandante del Sentinel
  • Lauren Belle: rimorchiatore azzurro con alla guida Ilya Vasko in Virginia usata per trasportare la bomba atomica RDS-5
  • Victory: imbarcazione dell’ammiraglio Nelson durante la battaglia di Trafalgar
  • Finlay: direttore della Barclays inglese
  • Signorina Oswald: segretaria di Finlay
  • Robinson R44
  • Martina e Mansfield: segugi alle costole di Dirk Pitt e della sua compagnia a Londra
  • AngloEgyptian Bank
  • Acido Solfidrico: particolarmente presente nelle zone anossiche del Mar Nero come anche del fiume Potomac di Baltimora (non Washington, non NY)
  • Francis Scott Key: Defence of For M’Henry
  • Constellarion “Connie”: sloop varato prima della guerra civile americana ora nave-museo attraccata a Baltimora
  • Wayne Valero: dirige equipaggio volontari del Constellation
  • Robert Parker Parrot: capitano della Constellation nel 1860, progetto i cannoni rigati Parrot
  • Vinson, Gwinn, Campbell, Yates/ volontari che aiutano Pitt e Giordano a sparare
  • Brian Kennedy: proprietario barca da pesca ostriche sul Patapsco
  • Lorraine: barca da pesca ostriche sul Patapsco
  • Alexander Vodokov: funzionario del ministero degli esteri russo
  • Generale Zakharin:
  • Hendriks vendica la sua famiglia uccidendo Vashenko: cielo dellucraina
  • Loren: moglie di Pitt

La forza nel freddo | Wim Hof & Koen De Jong

Il metodo Wim Hof e l’abitudine al freddo sono qualcosa che va sperimentato in prima persona per verificarne i benefici e diventare testimoni e testimonial di quella che davvero è la forza nascosta nel freddo.

Premessa: sono sempre stata una freddolosa cronica, quindi quando ho letto i tre pilastri fondamentali del WHM (Wim Hof Method), ovviamente pensavo che non ce l’avrei mai fatta, ma i risultati e i benefici che ho letto e che si possono concretamente raggiungere possono essere talmente significativi che ho iniziato la 30 days challenge, e ora il metodo è parte integrante della mia quotidianità.

La parte migliore di questo metodo non sta nel fatto che chiunque, (a qualsiasi livello di allenamento e in qualsiasi stato di salute) possa eseguire gli esercizi; tanto più nel fatto che, il cambiamento del nostro corpo e delle nostre abitudini, impattano in maniera positivamente significativa sul nostro quotidiano. 

Certo, siamo abituati a provare un senso di stretta al petto quando pensiamo al freddo; ebbene dobbiamo cambiare questo condizionamento mentale, imponendoci di continuare a respirare, come se fossimo nella migliore delle condizioni. Perché dovremmo farlo? per fare nostri i benefici che il freddo può regalarci, al solo prezzo di inserire una nuova abitudine (forse tre) nel nostro quotidiano:

qualche minuto sotto (o immersi) in acqua fredda

hoffare 😉 (fare gli esercizi di respirazione in stile Hof)

essere dediti, focalizzati.


I tre pilastri

Ecco quindi i tre pilastri del metodo Wim Hof :

  • Addestramento al freddo
  • Respirazione
  • Dedizione

Come nasce il Wim Hof Method – WHM

Ma quando comincia ad instillarsi in Wim Hof, quest’attenzione al freddo? La risposta l’abbiamo subito nelle prime pagine, quando ci viene descritta la scena di un bambino che in piena notte va a dormire sulla neve, vestito solo del suo pigiama! e stiamo parlando di Sittard (Olanda) dove Wim nasce nel 1959.
Ovviamente come per ciascun individuo, le persone che incontra e le esperienze che vive, i luoghi che visita lo formano e diventano parte integrante della sua stessa persona, delle sue convinzioni che modificheranno le sue abitudini, fino ad ispirare gli altri a fare lo stesso.


La miccia iniziale possiamo inquadrarla nella figura, anch’essa eclettica del fratello di Wim: André. Fu nel visibile cambiamento del fratello, a seguito del viaggio nell’est del mondo, che Wim ebbe la sua scossa iniziale; egli infatti parlava e si abbigliava diversamente da quando era partito e soprattutto sembrava sempre sereno, cosa alquanto insolita rispetto al resto della comunità.

La vista di un così radicale cambiamento lo portò a 17 anni, a lasciare la scuola per dedicarsi al nutrimento della sua sete di conoscenza. In fondo i testi della biblioteca li aveva già letti tutti e da autodidatta in materia (anche) di yoga, scopri già nel suo primo viaggio, di essere già ad un livello molto avanzato. Questo fu un bene, perché invece di cercare un suo guru da emulare, Wim divenne egli stesso una fonte d’ispirazione per se stesso e coloro che incrociavano la sua strada, così come accade tutt’ora.

Nel libro la forza nel freddo, troviamo testimonianze dirette e reali sia dello stesso Hof che finalmente è riuscito a trovare valenza scientifica a quello che è divenuto il WHM, che di persone che hanno voluto abbracciare i benefici di questo metodo.

Benefici

Il WHM riesce da solo o in affiancamento a terapie farmacologiche (spesso sostituendole completamente) ad offrire un valido rimedio, nel più dei casi definitivo per: ansia, allergie e asma, stati infiammatori del corpo e dei suoi  tessuti, ipertensione, fibromialgia, reumatismi… 

In generale migliora l’umore, la qualità del sonno, regola il metabolismo e il naturale bioritmo corporeo.

Favorisce la produzione di grasso bruno e la combustione di quello bianco, regola gli ormoni in modo naturale, riduce lo stress, rafforza il sistema immunitario, rinvigorisce, aumenta i livelli di serotonina e quindi di melatonina… si tratta di scienza, si tratta di imparare ad immettere e trattenere nel corpo con sempre maggiore costanza una corretta quantità di ossigeno. Si tratta di beneficiare degli effetti del freddo sul nostro corpo e di sperimentare attivamente la dedizione.

Come iniziare a praticare

Per iniziare a praticare il Wim Hof Method, si può tenere una sorta di diario, un percorso “personale” che possa rafforzare in noi stessi la fiducia nei confronti di questo metodo; in fondo se il WHM ha avuto diffusione globale, (e i test scientifici per verificare l’efficacia in altri ambiti medici continuano!) significa che molte altre persone, ogni giorno, sperimentano ed in generale beneficiano della forza che risiede nel freddo.

Ciascuno di noi è liberissimo di fare il bagno in mare o in qualche lago ghiacciato in pieno inverno, o di andare in giro in pantaloncini e t-shirt a 2°C. L’importante è iniziare un percorso che consenta al nostro corpo di abituarsi gradualmente; in fondo abbiamo passato secoli a proteggerci dal freddo, ora dobbiamo invertire il condizionamento del nostro cervello e quindi la risposta del nostro corpo.


Iniziamo con un minuto di acqua fredda dopo la classica doccia, quindi due, tre, cinque. Una o due volte la settimana immergiamo mani e piedi in acqua con ghiaccio e continuiamo a respirare profondamente e con calma, mantenendo nel corpo anidride carbonica (non bisogna mai espirare completamente) così da mantenere i vasi sanguigni dilatati e consentire il passaggio del sangue anche nelle zone periferiche.

Ovviamente la pratica è fondamentale e deve essere quotidiana, infatti nel libro a sottolineare questo aspetto, ci sono testimonianze di persone che hanno riscontrato una ricaduta nel momento in cui hanno sospeso gli esercizi. Questo non è un metodo one-shot, è uno stile di vita che migliora la qualità della nostra vita, è bene che sia chiaro sin  da subito.

Come praticare

Imparare la corretta pratica del Wim Hof Method è davvero accessibile, ci sono molti video online, anche dello stesso Wim Hof che spiegano come eseguire correttamente la respirazione. In sintesi si devono eseguire, in una posizione comoda (sdraiati o seduti, mai in piedi) trenta respiri: si inspira profondamente (dalla bocca entra più aria) e si espira lentamente (senza svuotare i polmoni).

La grande quantità di ossigeno introdotta nei polmoni e libera di girare per il corpo grazie alla vasodilatazione, potrà dare diverse sensazioni tutte positive e benefiche: formicolii, leggerezza alla testa, vertigini…La trentesima espirazione deve essere completa, quindi si espira profondamente e si trattiene il respiro; sarà interessante prendere il tempo e verificare l’aumento delle proprie capacità sia nell’immediato, sia nell’evolvere della propria pratica.


Quando si sente il bisogno di respirare, fermare il cronometro, quindi respirare normalmente e percepire il cambiamento del proprio corpo. 
La serie da trenta (ma anche quaranta) respirazioni va eseguita per tre volte; quando si fa la doccia con acqua fredda bisogna fare prima qualche respiro e poi mantenere lo stesso ritmo respiratorio, migliorando di volta in volta la nostra capacità.


Titolo originale: Koud Kunstje

Autore: Wim Hof & Koen de Jong

Prima pubblicazione: 2015

Prima pubblicazione in Italia: Ottobre 2016

La mia edizione: 2018

Editore italiano: Edizioni il punto d’incontro

Collana: –

Genere: Growth

Numero di pagine: 154

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