Il mondo prima di pesare 21 grammi | Alessandro Tonoli

Il mondo prima di pesare 21 grammi è un romanzo, in cui siamo guidati alla scoperta di ciò che rende l’uomo, un essere umano al di là della materia di cui è composto.

Lo storytelling è una delle capacità più importanti che chiunque voglia trasmettere un messaggio dovrebbe coltivare. Colui e colei che è “storyteller”, racchiude in se quella capacità di raccontare una storia: forse la sua, forse quella che ha visto e/o udito da qualcun altro. Certo è che quando si racconta una storia, questa prende vita e acquisisce più valore, per il semplice fatto che qualcuno, interpretandola ed enfatizzandola è stat*, in grado di carpirne il valore intrinseco e comunque i punti salienti, ovvero quelli degni di essere raccontati in una storia che valga questo nome.

C’era condivisione, ma nessuna intenzione di condividere.

(…) 

Nessuno le faceva proprie. Nessuno le rielaborava. Nessuno gli donava le sue. [di parole]

Indipendentemente dal fatto che ci si immedesimi, in quello che si sta ascoltando o leggendo, ciò che conta è quello che l’ “esperienza” del venire a contatto con una nuova storia suscita in noi, sai nell’immediato sia per cosa ci lascia dopo. Leggendo “La vita prima di pesare 21 grammi”, sono rimasta distaccata dalla vicenda…un osservatore quasi onnisciente. Certo è, che immedesimarsi con qualcosa che è più simile ad una sagoma che non ad una persona è alquanto improbabile, eppure quando l’autore Alessandro Tonoli, ha scritto questo libro di poco più che duecento pagine, ci è riuscito. Anzi, ha creato nel personaggio di Selim, il pretesto per porre attenzione sulla sostanza della vita, rispetto alla forma.

Le parole potevano creare, quanto ricongiungere.

Questa “massa dalle non-forme” questo “manichino” che è Selim, rappresenta ciò che l’essere umano sarebbe se non intraprendesse alcun percorso, atto ad esplorare e quindi accrescersi e soprattutto esplorarsi; tanto nei propri lati umani carichi di dubbi e sentimenti, che nei propri lati bestiali in cui la cieca rabbia talvolta, prende il sopravvento.

Non può dolere la solitudine se non si è mai compresa la sua alternativa.

Bianco e nero, come pure tutti gli altri colori e le loro sfumature fanno tutte parti di noi esseri umani, e forse è per questo motivo che l’autore Alessandro Tonoli, non si sofferma a descrivere il “colore” di Selim. Ci racconta che ha non-mani, non-gambe, non-occhi… ma gli unici colori che ci vengono proposti con cura sono quelli del mondo esterno: il rosso del sangue che esce dal “manichino” quale è Selim, e l’argento della figura sua simile che incontra, evidenziando in tal modo il fatto che ciascuno di noi si realizza in rapporto con il suo intorno, che inevitabilmente deve includere dei nostri simili

(…) egli sentì la forza e la voglia di tutti quei pensieri di divenire parte del mondo.

In un primo momento tutto ciò che viene visto e udito, dopo che il “Groviglio’’ ha fatto dono a Selim degli occhi e quindi delle orecchie, è proprio l’esterno. Solo “poi” inizia a prendere consapevolezza di , dei propri pensieri, di quello che gli piace o meno, e di quello che era in grado di sentire sia a livello superficiale, che ad un qualche livello più profondo.

La mancanza di una direzione lo aveva completamente annullato.

E in questo suo indagare, dopo anni di vagabondaggio nel deserto attirato come l’ago di una bussola verso una direzione “obbligata”, interpretabile come il futuro, Selim si rende conto che immaginare, sognare e percepire non ha assolutamente senso se non si condivide con qualcuno che sia simile a noi, il nostro specchio perfino! Qualcuno che sia fatto della nostra stessa materia.

Si poteva chiaramente osservare come le due fossero modellate dalla stessa fonte.

Per disegnare immagini da portare all’esterno.

Traslando l’insegnamento de “Il mondo prima di pesare 21 grammi” nella realtà anche noi che leggiamo queste pagine ci rendiamo conto ancora una volta, che condividere la propria esperienza, il proprio vissuto con qualcun altro è una delle realtà più significative con cui possiamo e dobbiamo fare i conti. 

Energia e desiderio hanno in mano le sorti del mondo.

Ma c’è un’altro insegnamento che possiamo cogliere da questo romanzo di Alessandro Tonoli, e cioè che nessuna creatura umana e non-umana può effettivamente sfuggire a quello che è il proprio “groviglio” interiore. L’odio che Selim ad un certo punto prova per il Groviglio, è l’espressione dell’odio che in talune occasioni nutriamo nei nostri stessi confronti.

Creatura Deserto (il suono del mondo)

E dall’esperienza di questo “non-uomo” carpiamo che al dunque dobbiamo sempre venire a patti con noi stessi, con il nostro passato per compiere quel percorso obbligato che è il nostro futuro, per il quale dovremmo davvero essere disposti a lasciarci indietro tutto il nostro passato, per diventare chi siamo, nella forma che sempre avremmo dovuto essere e che in forma di seme siamo sempre stati, senza magari rendercene davvero conto.

L’accettare di invalidare tutta l’esistenza che si è vissuta fino a quel momento (…) accogliendone una nuova.

Forse, le ricerche più complesse possono definirsi solo nel momento in cui si perdono di vista. È la mente ad arrivare dal viandante quando egli smette di guardarla e si dimostra degno del cammino.

Fu così che La Meta, infine, giunse da lui.

Ascoltati.

Ascolti e cerca…un seme.

CIÒ CHE COSTITUISCE I NOSTRI 21 GRAMMI

  • Vista
  • Pensieri
  • Sogni
  • Immaginazione
  • Bellezza
  • Eternità/Tempo
  • Motivazione/Senso
  • Comunicazione
  • Felicità
  • Paura
  • Risata/Ridere
  • Baciare
  • Solitudine
  • Odio
  • Malinconia
  • La Chiave (noi stessi)
  • La Speranza
  • Vita
  • Destino

Titolo originale: Il mondo prima di pesare 21 grammi

Autore: Alessandro Tonoli

Prima pubblicazione: 2020

Prima pubblicazione in Italia: 2020 (Porto Seguro Editore)

La mia edizione: I edizione Porto Seguro Editore 2020

Editore italiano: Porto Seguro Editore

Collana: Rose blu

Genere: Romanzo

Numero di pagine: 216

Preceduto daLa piccola Parigi. Leggende di Cabiate (2015)

Seguito da: –

L’Ickabog | J.k.Rowling

L’Ickabog di J.K.Rowling è un libro per bambini (ma anche per adulti), in cui si affrontano tematiche significative come la politica, la corruzione e il potere femminile. 

Le pagine di questo racconto sono rimaste chiuse a lungo in una scatola impolverata, nella soffitta scozzese di J.K.Rowling. Solo il “richiamo dei bambini”, poteva spingerla a riprendere in mano quella bozza, per trasformarla ne L’Ickabog.

Così ho tirato fuori dalla soffitta la scatola polverosa

piena di fogli scritti a mano e a macchina,

e mi sono messa a lavoro.

Erano dieci anni che la storia dell’Ickabog attendeva di essere pubblicata, perché fino al 2020 gli unici che ad averla ascoltata, erano i due figli dell’autrice, 

il primo vero pubblico dell’Ickabog

Come fu per Harry Potter e la maledizione dell’erede, anche per L’Ickabog, i ricavati delle vendite verranno devoluti in beneficienza, ma questo non è l’aspetto più bello di questo libro.

Pubblicato gratuitamente online, l’autrice ha chiesto ai bambini di disegnarne le illustrazioni, e i trentaquattro vincitori del concorso, tutti con un’età compresa tra i sette e dodici anni, hanno così avuto il privilegio di mostrare a tutti la loro visione, di questa storia.

E bisogna davvero dire, che tutte le illustrazioni sono così ricche di dettagli e ben fatte, che se qualcuno non ce lo avesse detto, non avremmo mai immaginato che si tratta di disegni fatti da bambini.


Leggendo la storia de L’Ickabog, ci rendiamo conto (anche dal fatto che i capitoli sono ben 64 su un libro di 307 pagine), che si tratta di una di quelle favole che venivano raccontate a voce, quasi una legenda. Come se la sera ci si riunisse tutti quanti, per ascoltarne oggi una parte (capitolo), domani un’altra; e sono sicura che nel periodo di quarantena in molte case è stato così.

E mi piace fare il paragone con quella che è la trasmissione orale, (perché non sempre e non soltanto le storie vengono scritte), in quanto è tipico delle storie narrate, che abbiano un significato, una morale, e il compito di dare delle risposte a domande, che molto spesso sono più grandi di noi.

  • Che cosa ci dicono di noi i mostri che evochiamo?
  • Cosa deve succedere perché il male si impossessi di una persona o di una nazione, e come si fa a sconfiggerlo?
  • Perché le persone scelgono di credere alle bugie, anche a fronte di prove esili o inesistenti?

Cornucopia è una piccola nazione e le sue città sono quattro, almeno all’inizio della storia: 

  • Chouxville: la capitale nel sud del paese, famosa per i suoi dolci
  • Montecaglio: collegata a Capocolle tramite un ponte sul Fluma, famosa per i suoi formaggi.
  • Capocolle: città dirimpettaia di Montecaglio, dove la carne e tutti i suoi derivati sono impareggiabili
  • Jeroboam: che si potrebbe chiamare la città del vino.

Cornucopia è quindi una terra ricca di tutto, florida, e le persone lavorano e vivono serenamente sotto il giusto governo (primo tema: politica) di Re Teo, che in tutta onestà non deve faticare poi molto, per regnare su una nazione felice.


Esiste però, un luogo di Cornucopia nel nord del paese chiamato le Paludi, ebbene qui la situazione è molto diversa: la terra è arida e le pecore sono magre! Le persone che vi abitano sono sporche, e vivono di stenti perché la lana delle loro pecore vale poco a vendersi; ma non è tutto.

In questa terra lontana, nacque una legenda ben prima che questa storia venisse narrata la prima volta, si tratta dell’Ickabog! Ma che si trattasse di fatti veri o inventati non importava poi molto a nessuno, poiché nel caso, sarebbe stato un problema dei paludesi (secondo tema: egoismo e indifferenza).

Un masso gigantesco, coperto di lunghe alghe di palude

color marrone-verdastro(…) un groviglio di lunghi,

ruvidi peli verdi che lo coprivano dalla testa ai piedi

Data una serie di circostanze il Re Teo, che di “Temerario” aveva ben poco, decide di partire alla volta del nord con l’intenzione di “uccidere il mostro”. Sfortuna volle che nonostante fosse tendenzialmente di animo buono, benché molto vanitoso (terzo tema: vanità), la qual cosa costerà la vita alla Signora di Maggio (quarto tema: sfruttamento sul lavoro) scelse come migliori amici e consiglieri privati, proprio Lord Scaracchio e Lord Flappone (quinto tema: capacità di giudizio).


Davvero una pessima scelta, soprattutto se si pensa al fatto che sarà Lord Flappone a uccidere (accidentalmente) il capitano Raggianti, e che questo episodio sarà il pretesto per l’uno e l’altro (ma non solo), di arricchirsi a spese del giusto popolo di Cornucopia (sesto tema: avidità).

E se è vero, come lo è, che la verità viene sempre a galla (settimo tema: verità/onestà), altrettanto vero è, che per tenerla sommersa, ci vogliono davvero un’innumerevole quantità di sforzi e di bugie (ottavo tema: menzogna/imbrogliare). Infatti per coprire la colpa di Flappone, Lord Scaracchio con l’ormai capitano Blatta, fingono di essersi imbattuti nella ferocia dell’Ickabog avviando un’incredibile serie di omicidi (nono tema: omicidio politico), il tutto per garantire l’ingrasso della loro fortuna (decimo tema: interesse personale).


Inventare bugie che si incastravano perfettamente, divenne complicato anche per una mente come quella di Scaracchio; ma per sua fortuna aveva come alleato il suo maggiordomo Otto Balzelli, disposto praticamente a tutto pur di riempirsi le tasche al pari di Cancheri, le cui orecchie e occhi si trovavano casualmente sempre a portata di qualche informazione (undicesimo tema: spiare) degna d’essere carpita.

Con un Re Teo completamente (e opportunamente) terrorizzato dalla minaccia dell’Ickabog, e il Primo Consigliere Lisca d’Aringa tolto di mezzo (dodicesimo tema: lealtà) , con un agghiacciante e rapida azione, il florido regno di Cornucopia finì nelle mani di Scaracchio, che riuscì a renderlo completamente arido, povero e infelice.

la speranza aveva lasciato il suo cuore

come un uccello vola via dal nido saccheggiato

Attuando un regime di polizia, i rapporti umani (tredicesimo tema: umanità) vengono meno e il sospetto unito alla sfiducia parrebbero farla da padrone.

Vero è che quando una famiglia, anzi due in questo caso (i di Maggio e i Raggianti) vengono distrutti da un lutto (una madre/moglie e un padre/marito) (quattordicesimo tema: morte), la vita perde davvero molto del suo colore, (quindicesimo tema: famiglia) come ben espresso dal cambio d’abiti di Margherita di Maggio. La bambina passa infatti dall’indossare quei meravigliosi abiti che le cuciva la madre, a una tuta da lavoro, che finisce col diventare davvero troppo piccola per lei (sedicesimo tema: alienazione), nonostante durante la sua “prigionia” era sempre ben pronta a dividere, con i bambini più piccoli parte del suo magro pasto (diciassettesimo tema: altruismo)

un bel vestitino (…) giallo sole, con delle margherite

ricamate intorno allo scollo e ai polsini…molto tempo prima,

quando sua madre era viva e le cuciva tutti i vestiti.

E quando anche dire liberamente ciò che si pensa (diciottesimo tema: libertà d’espressione) viene considerato tradimento perché scomodo (diciannovesimo tema: tirannia), allora anche il legame che unisce due persone, che sono da sempre come fratello e sorella (Roberta Raggianti/Michele di Maggio – Robi Raggianti/Margherita di Maggio), si spezza come fosse il filo dello yo-yo che Robi regala a Margherita per il suo compleanno.

Gli anni passano e i dubbi degli abitanti di Cornucopia aumentano, e con questi anche il pugno di ferro (ventesimo tema: corruzione) di Scaracchio che con i suoi Pedoni Oscuri (ventunesimo tema: strafexpedition/repressione), fagocita la paura per il mostro (ventiduesimo tema: manipolazione).


Ma chi ha davvero perso una persona cara, non può rimanere indifferente agli eventi (ventitreesimo tema: nobiltà d’animo), così Robi (in un modo o nell’altro) partito  alla volta dell’Ickabog (ventiquattresimo tema: vendetta) ritroverà una vecchia amica, (venticinquesimo tema: amicizia) scoprendo con gioia che tra di loro nulla era cambiato.

E mentre a nord c’erano Robi, Margherita, Marta e Bernardo, che l’Ickabog l’hanno incontrato davvero, a sud si faceva di tutto per tenere viva una menzogna, arrivando a rapire (ventiseiesimo tema: rapimento “politico”) e imprigionare (ventisettesimo tema: prigionia) persone innocenti obbligandole a collaborare dietro le più basse delle minacce (ventottesimo tema: ricatto). 

(…) che le croste bruciate e le basi troppo umide capitano anche ai migliori. Rimboccati le maniche e fai un altro dolce (…) Non ha senso lamentarsi di qualcosa a cui non c’è rimedio!

(ventinovesimo tema: tenacia)

Come abbiamo avuto modo di scoprire la vera amicizia sconfigge il tempo e gli orrori della vita, 

di certo sapeva come recuperare una cosa che sembrava rovinata

(trentesimo tema: perseveranza)

e infatti Roberta Raggianti nel suo periodo di prigionia, 

Raggianti insiste perché tutti i prigionieri avessero

una fetta di una torta finita, in modo

da comprendere il risultato del loro sforzi.

(trentunesimo tema: lavoro onesto)

farà molto di più che continuare a sfornare dolci per il Re (trentaduesimo tema: caparbietà),

Non aveva mai immaginato che una cuoca

potesse essere altera come una nobildonna

(trentatreesimo tema: donne e lavoro)

salverà delle vite  (trentaquattresimo tema: solidarietà) e la mente del suo nuovo futuro marito, perché l’amore quando è intrappolato (trentacinquesimo tema: amore “inespresso”) e non può uscire, può fare davvero più danni di una guerra nella vita delle persone.

Le lacrime possono guarire la mente, proprio come le risate

Cornucopia è in ginocchio (trentaseiesimo tema: carestia): gli orfanotrofi e i cimiteri si riempiono, i commercianti vedono le proprie attività fallire (trentasettesimo tema: impotenza) e iniziano a cercare lavoro altrove (trentottesimo tema: migrazioni interne) e gli unici che possono salvare la situazione, e quindi Cornucopia

aveva la strana sensazione di essere destinata a qualcosa di grande,

qualcosa che avrebbe cambiato non solo la sua vita

ma il destino di tutta Cornucopia.

 sono quattro bambini e un Ickabog (trentanovesimo tema: lungimiranza).

I bambini erano più saggi degli adulti!

Il primo approccio con “la montagna verde e pelosa” (quarantesimo tema: diffidenza/paura del “diverso”) non è stato certo dei migliori, considerando anche il fatto che le intenzioni dell’Ickabog erano quelle di mangiarseli, quei quattro ragazzini che aveva salvato

E sarà stata la neve, il caldo di un comodo giaciglio e di un fuoco sempre acceso, ma il pensiero di tutti, Ickabog compreso, era rivolto a chi in quel momento non era con loro (quarantunesimo tema: nostalgia); e il canto del gigante non indorava di certo la pillola.

Per fortuna, anche se Mo’ Grugna non sarebbe d’accordo, che Margherita aveva ripreso il carattere forte (quarantaduesimo tema: potere femminile) di suo padre. Infatti una sera decide (quarantatreesimo tema: dialogo/mediazione) di sederglisi affianco

Margherita si diresse coraggiosamente verso l’entrata

della grotta, e si sedette accanto all’Ickabog

e capire davvero la sua storia, e fu così che il disgelo arrivò, non solo fuori dalla caverna (quarantaquattresimo tema: saggezza).

Con la Nascenza alle porte, e un obiettivo (quarantacinquesimo tema: motivazione) ben chiaro la strampalata compagnia, si mette in viaggio (quarantaseiesimo tema: fiducia nel prossimo) intenzionata a chiarire una cosa:

l’Ickabog mangia solo funghi

E fu così che nonostante tutte le misure preventive, il vero Ickabog arriva a Chouxville, la verità viene a galla, e i cospiratori (quelli veri) (quarantasettesimo tema: cospirazione), ricevono la loro punizione (quarantottesimo tema: giustizia/tutti i nodi vengono al pettine).

E la nuova Signora di Maggio, sarà stata enormemente contenta nello sfornare tutte quelle torte nuziali (quarantanovesimo tema: amore “espresso”), che certamente vennero mangiate con le lacrime agli occhi, come sempre accadeva con i dolci di Chouxville…e con i suoi in particolare.


In conclusione l’Ickabog pur essendo un libro per bambini, è un racconto estremamente politico, che evidenzia le opinioni dell’autrice come già abbiamo visto ne Il seggio Vacante. É importante anche sottolineare che vi sono altri due temi fondamentali, e sono il coraggio che a volte manca (Re Teo e i suoi due amici Lord) a volte abbonda (praticamente tutti gli altri personaggi “buoni“) (cinquantesimo tema: coraggio).


Ma non è solo il coraggio a intridere ogni parola dell’ickabog, il quale dimostra il coraggio abbandonando la sua palude (cinquantunesimo tema: confort zone/status quo), c’è anche la speranza. Quella potente leva che ci spinge ad andare avanti sempre nonostante tutto e tutti (cinquantaduesimo tema: speranza), come se ci fosse la consapevolezza del successo, purché si agisca nell’interesse della comunità cui si appartiene (cinquantatreesimo tema: collettività/nazione/patriottismo).

Personaggi

  • L’Ickabog: personaggio della leggenda nata a nord di Cornucopia nella zona de “le Paludi”. È un mostro che abita in una zona acquitrinosa, buia e nebbiosa a nord del paese, troppo pericolosa per gli esseri umani. L’aspetto dell’Ickabog cambiava a seconda di chi ne raccontava la storia e i suoi poteri erano grandi quanto l’immaginazione di chi raccontava. Si dice che il mostro mangi bambini e pecore. Il termine Ickabog deriva da Ichabod, che significa “senza gloria” o “la gloria se n’è andata”. “Un masso gigantesco, coperto di lunghe alghe di palude color marrone-verdastro(…) un groviglio di lunghi, ruvidi peli verdi che lo coprivano dalla testa ai piedi
  • Re Teo il Temerario: anche se era il primo tra i fifoni, ha i capelli biondi ed è molto vanitoso
  • Lord Scaracchio: uno dei due migliori amici di Re Teo il Temerario. Una volta chiese a Lady Eslanda di sposarlo e lei rifiutò. Molto magro, astuto e intelligente, governerà Cornucopia con l’inganno. Molto abile nel persuadere il re.
  • Lord Flappone: uno dei due migliori amici di Re Teo il Temerario. Rubicondo e molto grasso; meno intelligente di Scaracchio ma comunque più del Re. Molto abile nel convincere il re e questo, tra le altre cose sarà la sua fortuna.
  • Lady Eslanda: nobildonna che piace a Re Teo, e che è segretamente innamorata del coraggioso Buonuomo. Ha i capelli neri e davvero molto coraggio, oltre ad avere un cuore grande.
  • Bruno Buonuomo: come Lady Eslanda lo è di lui anche egli è segretamente innamorato della nobildonna. Dopo aver dimostrato grande lealtà alla nazione diverrà Primo Ministro di Cornucopia 
  • Re Porfirio: reggente della vicina Pluritania, che aveva offerto in sposa a Re Teo una delle sue figlie in cambio di una fornitura a vita di Celie Celesti
  • Robi “Robertino” “Lardolardo” Raggianti: uno dei personaggi principali di questa storia, è un bambino di Chouxville un po’ grassottello a causa del lavoro della madre e per questo chiamato Lardolardo dagli altri bambini 
  • Signora Roberta Raggianti: madre di Robi “Robertino” è amica d’infanzia di Michele di Maggio. È capo pasticciera personale del Re e moglie del capitano Raggianti
  • Signor Michele di Maggio: padre di Margherita, il miglior falegname di Chouxville e amico d’infanzia della signora Raggianti, lavora per Re Teo come tuttofare 
  • Maggiore Raggianti: padre di Robi Raggianti. Lavora per il Re Teo accompagnandolo cinque volte la settimana a caccia è membro della Guardia Reale. Verrà ucciso accidentalmente da Lord Flappone e premiato con la Medaglia al Valore per Estremo Coraggio contro il Letale Ickabog
  • Margherita di Maggio: migliore amica di Robi “Lardolardo”, nati a pochi giorni di distanza i due erano come fratelli e lei più snella e agile del “fratello” ne prendeva sempre le parti. Il nome deriva dalla passione per la madre, Maddalena di Maggio, per le margherite
  • Maddalena di Maggio: capo sarta del palazzo, un lavoro di prestigio considerando la passione del re per il suo guardaroba, adorava (perché verrà uccisa dal troppo lavoro) cucire abiti per la figlia Margherita
  • Lisca d’Aringa: Primo Consigliere del Re Teo, con una lunga barba grigio argento, che verrà eliminato da Blatta 
  • Bernardo Blatta: il più grande dei fratelli Blatta che ora abitava nella stanza che era di Margherita, nonostante fu il primo a prendere in giro Robi ne diverrà uno tra i migliori amici, e anche di Margherita. Sposerà Marta
  • Cancheri: uno dei valletti le cui orecchie hanno la precipua abitudine di trovarsi esattamente dove c’è qualcosa da origliare
  • Capitan Buonuomo: figlio di casari di Montecaglio amato dalla timida e bella Lady Eslanda
  • Capitan Blatta: padre di Bernardino Blatta era il vice di Raggianti. Era l’uomo più grosso di tutta la Guardia Reale e aveva baffi neri come l’inchiostro, succederà a Raggianti dopo la sua morte
  • Bertina: la domestica che avverte Lady Eslanda e porta il vino nel la Sala del Trono dove il capitano Blatta incontra la signora Raggianti dopo che il corpo del defunto Capitano Raggianti viene deposto nel Salotto Azzurro. É originaria di Jeroboam
  • Augusto Bottone: giovane soldato semplice (inventato) che avrebbe dovuto consegnare alla signora Raggianti la notizia della morte del marito. Verrà onorato con la Medaglia al Valore per Estremo Coraggio contro il Letale Ickabog
  • Ogden: uno dei tre soldato della Guardia Reale che vengono imprigionati per tradimento, è un uomo semplice e sposato
  • Wagstaff: uno dei tre soldato della Guardia Reale che vengono imprigionati per tradimento, è un uomo spiritoso e incline ai brufoli
  • Signora Bottone: madre di Augusto Bottone, è in realtà il maggiordomo di Scaracchio con una parrucca rossa
  • Professor Truffalmacco: finto esperto dell’Ickabog, ha l’aspetto di un uomo-talpa tanto sono spessi i suoi occhiali, è in realtà il maggiordomo di Scaracchio. In questa veste ha l’aspetto di un ometto anziano con i capelli candidi e un paio di occhiali così spessi che i suoi occhi quasi sparivano nel nulla
  • Otto Balzelli: maggiordomo di Lord Scaracchio che bada alle sue proprietà e che avrebbe fatto qualunque cosa per denaro, e lo dimostrerà di certo
  • Malik Macola: miglior ritrattista del paese assunto per eseguire un ritratto di Re Teo mentre lotta contro l’Ickabog
  • Fratello del soldato Ogden: allevatore di maiali fuori Capocolle 
  • Madre del soldato Wagstaff: serve da bere in una taverna di Jeroboam
  • Filippo Filetto: macellaio di Capocolle che organizzò una riunione in municipio per far firmare una petizione in cui si chiedevano le prove su come veniva spesa la nuova tassa
  • Zagaglia: soldato incaricato da Scaracchio di “liberarsi” di Margherita di Maggio, è originario di Jeroboam
  • Rosy: nipote di zagaglia è una ragazzina dell’età di Margherita e lo zio gli è molto affezionato, ecco perché non riesce nel compito assegnatogli
  • Ma’Grugna: vecchia di Jeroboam, che in cambio un ducato al mese accetta sotto il proprio tetto dei bambini, non le importa affatto della loro provenienza. Veste di nero e si accompagna con un bastone dal manico d’argento, ha un enorme verruca marrone e pelosa sulla punta del naso
  • Gianni il Bruto: uno dei ragazzi che viveva nell’orfanotrofio con Margherita, una sorta di vice Ma’ Grugna
  • Marianna: collega di Roberta Raggianti alla quale quest’ultima riferisce per sbaglio che Michele di Maggio in realtà non credé nell’esistenza dell’Ickabog
  • Signora Filetto: moglie del macellaio una donna molto gentile, che non avendo figli suoi si occupava di quelli degli altri e cantava nel coro locale
  • Matilde: la cameriera di Lady Eslanda
  • Signor Bertoni: marito di Bertina, lex cameriera che avvertí Lady Eslanda
  • Marta: compagna di orfanotrofio di Margherita 
  • Signora Conventi: insegnante di Robi
  • Alberto: cugino di Roberta Raggianti che abita a Jeroboam
  • Gemelli Bertoni: figli di Bertina e il Signor Bertoni, i cui genitori sono costretti a lasciarli in orfanotrofio quando la loro attività fallì come quella di tanti altri connazionali
  • Speroni: stalliere della tenuta di campagna di Scaracchio, che evidentemente non gli è molto fedele

Luoghi

  • Cornucopia: minuscola e florida nazione, governata da Re Teo. La sua agricoltura è la più florida di tutti i paesi limitrofi
  • Chouxville: la capitale nel sud di Cornucopia, famosa per i suoi dolci vanta i migliori pasticceri
  • Montecaglio e Capocolle: città gemelle collegate da un ponte di pietra ad arco sul fiume principale di Cornucopia
  • Montecaglio: collegata a Capocolle tramite un ponte sul Fluma, famosa per i suoi formaggi.
  • Capocolle: città dirimpettaia di Montecaglio, dove la carne e tutti i suoi derivati sono impareggiabili
  • Jeroboam: città di Cornucopia in granito  famosa per i suoi vigneti al punto che si potrebbe chiamare la città del vino. I suoi mercanti erano i più ricchi del regno
  • Fluma: fiume principale di Cornucopia
  • Pluritania: terra vicina a Cornucopia dove i cospiratori pro Ickabog dicono siano andati i di Maggio
  • le Paludi: luogo all’estremità settentrionale di Cornucopia dove tutta la ricchezza di Cornucopia pareva incapace di arrivare. Agricoltura e pastorizia erano più che scarne e gli abitanti erano vestiti di stracci poiché le loro pecore malnutrite non rendono molti soldi.
  • Città nella città: quartiere di Chouxville in cui viveva chi lavorava per Re Teo, con le loro famiglie. Era separato dal resto della città da mura bianche e la sera, dopo che le perte erano chiuse, godevano della protezione dalla Guardia Reale
  • Salotto Giallo: luogo di ritrovo del re con i suoi ospiti dopo la cena di solito Lord Flappone e Lord Scaracchio 
  • Sala del trono: luogo del palazzo in cui, tra le altre cose, si tengono le udienze con i sudditi 
  • Stanza della Guardia: dove Scaracchio riunisce tutte le guardie per offrire loro una versione ufficiale sulla morte del capitano Raggianti
  • Ickaville: quinta città di Cornucopia, situata a metà tra Montecaglio e Jeroboam sulle rive del Fluma, divenne città di coltivatori di funghi

Dolci

  • Culle di Fata: i dolci migliori di Chouxville
  • Celie Celesti: dolci di Chouxville, così buoni che tutti piangono dopo averli mangiati 
  • Folli sfoglie: dolci molto apprezzati da Re Teo
  • Culle di Fata: ottimi dolci di Chouxville 
  • Delizie del Duca: ottimi dolci di Chouxville, dolci molto apprezzati da Re Teo
  • Sogni di fanciulla: dolci di Chouxville
  • Ickapuff: paste più leggere e soffici che si possano immaginare di invenzione di Roberta Raggianti oramai di Maggio

Termini & nomi

  • Riccardo il Ritto: padre di Teo fu re prima di Teo il Temerario, che a dispetto del nome “Ritto” aveva tutti i denti storti, e i capelli biondi  come anche suo figlio
  • Blatta: famiglia con cui i di Maggio sono “invitati” a scambiare casa 
  • Giorno delle udienze: occasione molto gradita a Re Teo, soprattutto perché poteva indossare un abito nuovo per l’occasione si teneva una volta l’anno 
  • Paludese: abitante delle paludi come il pastore padrone di Macchia
  • Macchia: cane presumibilmente divorato dall’Ickabog
  • Fanghiglione: animale simile a un topo senza peli che abita le Paludi
  • Guardia Reale: esercito che protegge Cornucopia, anche se prima delle vicende narrate in questa storia, non avevano davvero un gran che da fare
  • Medaglia al Valore per Estremo Coraggio contro il Letale Ickabog: encomio che Scaracchio propone di conferire tanto al Re Teo (in oro) che a Raggianti che a Bottone (in argento, per risparmiare)
  • Brigata Speciale Anti-Ickabog: un piccolo esercito composto da cento uomini, con la divisa color verde, che costringerà le famiglie di tutto il regno a pagare una tassa supplementare di due ducati d’oro al mese
  • Bandalore: com’era chiamato lo yo-yo a quei tempi, Robi ne regala uno a Margherita
  • Gianni: tutti i “maschi” di Ma’ Grugna
  • Gianna/e: tutte le “femmine” di Ma’ Grugna
  • Pedoni Oscuri: squadre incaricate di assassinare di notte gli scettici e coprire il crimine con le finte impronte dell’Ickabog
  • Gianna la Brutta: appellativo che Ma’ Grugna diede a Margherita di Maggio nel vano tentativo di “piegare” la sua impertinenza annichilendola
  • Ickerese: la lingua degli Ickabog
  • Nascenti: i nuovi Ickabog che nascono prendendo il posto di quella che li ha generati
  • Icker: genitore dei nuovi Ickabog 
  • Ickaboggoli: cuccioli di Ickabog
  • Ickabubbo: modo in cui gli Ickabog chiamano i loro fratelli e sorelle 

Temi

Tutti i temi individuati sono frutto di una personale lettura del racconto, ciò non esclude possibili altre interpretazioni e conclusioni.

  • 1. primo temapolitica
  • 2. secondo temaegoismo e indifferenza
  • 3. terzo temavanità
  • 4. quarto temasfruttamento sul lavoro
  • 5. quinto temacapacità di giudizio
  • 6. sesto tema: avidità
  • 7. settimo tema: verità/onestà
  • 8. ottavo temamenzogna/imbrogliare
  • 9. nono temaomicidio politico
  • 10. decimo temainteresse personale
  • 11. undicesimo temaspiare
  • 12. dodicesimo temalealtà
  • 13. tredicesimo temaumanità
  • 14. quattordicesimo temamorte
  • 15. quindicesimo temafamiglia
  • 16. sedicesimo temaalienazione
  • 17. diciassettesimo tema: altruismo
  • 18. diciottesimo tema: libertà d’espressione
  • 19. diciannovesimo tema: tirannia
  • 20. ventesimo tema: corruzione
  • 21. ventunesimo temastrafexpedition/repressione
  • 22. ventiduesimo temamanipolazione
  • 23. ventitreesimo tema: nobiltà d’animo
  • 24. ventiquattresimo tema: vendetta
  • 25. venticinquesimo temaamicizia
  • 26. ventiseiesimo temarapimento “politico”
  • 27. ventisettesimo tema: prigionia
  • 28. ventottesimo tema: ricatto
  • 29. ventinovesimo tema: tenacia
  • 30. trentesimo tema: perseveranza
  • 31. trentunesimo tema: lavoro onesto
  • 32. trentaduesimo temacaparbietà
  • 33. trentatreesimo temadonne e lavoro
  • 34. trentaquattresimo temasolidarietà
  • 35. trentacinquesimo temaamore “inespresso”
  • 36. trentaseiesimo temacarestia
  • 37. trentasettesimo temaimpotenza
  • 38. trentottesimo temamigrazioni interne
  • 39. trentanovesimo temalungimiranza
  • 40. quarantesimo temadiffidenza/paura del “diverso”
  • 41. quarantunesimo temanostalgia
  • 42. quarantaduesimo tema: potere femminile
  • 43. quarantatreesimo temadialogo/mediazione
  • 44. quarantaquattresimo temasaggezza
  • 45. quarantacinquesimo temamotivazione
  • 46. quarantaseiesimo temafiducia nel prossimo
  • 47. quarantasettesimo tema: cospirazione
  • 48. quarantottesimo temagiustizia/tutti i nodi vengono al pettine
  • 49. quarantanovesimo temaamore “espresso”
  • 50. cinquantesimo temacoraggio
  • 51. cinquantunesimo temaconfort zone/status quo
  • 52. cinquantaduesimo temasperanza
  • 53. cinquantatreesimo temacollettività/nazione/patriottismo

Titolo originale: The Ickabog

Autore: J.K.Rowling

Prima pubblicazione: 2020

Prima pubblicazione in Italia: 2020

La mia edizione: I Edizione 2020

Editore italiano: Salani

Collana: –

Genere: Ragazzi

Numero di pagine: 307

Preceduto da: Animali fantastici – I crimini di Grindenwald (2018)

Seguito da: –

capitoli

  • Capitolo 1. Re Teo il Temerario
  • Capitolo 2. L’Ickabog
  • Capitolo 3. Morte di una sarta
  • Capitolo 4. La casa silenziosa
  • Capitolo 5. Margherita di Maggio
  • Capitolo 6. Il litigio in cortile
  • Capitolo 7. Lord Scaracchio racconta storie
  • Capitolo 8. Il Giorno delle Udienze
  • Capitolo 9. Il racconto del pastore
  • Capitolo 10. La missione di Re Teo
  • Capitolo 11. Il viaggio verso nord
  • Capitolo 12. La spada smarrita del re
  • Capitolo 13. L’incidente
  • Capitolo 14. Il piano di Lord Scaracchio
  • Capitolo 15. Il re ritorna
  • Capitolo 16. Robi dice addio
  • Capitolo 17. Buonuomo non ci sta
  • Capitolo 18. Fine di un consigliere
  • Capitolo 19. Lady Eslanda
  • Capitolo 20. Medaglie per Raggianti e Bottone
  • Capitolo 21. Il professor Truffalmacco
  • Capitolo 22. La casa senza bandiere
  • Capitolo 23. Il processo
  • Capitolo 24. Il bandalore
  • Capitolo 25. Il problema di Lord Scaracchio
  • Capitolo 26. Un lavoro per il signor di Maggio
  • Capitolo 27. Rapita
  • Capitolo 28. Ma’Grugno
  • Capitolo 29. La signora raggianti si preoccupa
  • Capitolo 30. Il piede
  • Capitolo 31. Scomparsa di un macellaio
  • Capitolo 32. Una falla nel piano
  • Capitolo 33. Re Teo è preoccupato
  • Capitolo 34. Altri tre piedi
  • Capitolo 35. La proposta di Lord Scaracchio
  • Capitolo 36. Cornucopia ha fame
  • Capitolo 37. Margherita e la luna
  • Capitolo 38. La visita di Lord Scaracchio
  • Capitolo 39. Robi e la brigata Anti-Ickabog
  • Capitolo 40. Robi trova un indizio
  • Capitolo 41. Il piano della signora Raggianti
  • Capitolo 42. Dietro la tenda
  • Capitolo 43. Robi e la guardia
  • Capitolo 44. La signora Raggianti contrattacca
  • Capitolo 45. Robi e Jeroboam
  • Capitolo 46. Il racconto di Bernardo Blatta
  • Capitolo 47. Nelle segrete
  • Capitolo 48. Robi e Margherita si ritrovano
  • Capitolo 49. Fuga da Ma’Grugna
  • Capitolo 50. Un viaggio d’inverno
  • Capitolo 51. Nella grotta
  • Capitolo 52. Funghi
  • Capitolo 53. Il mostro misterioso
  • Capitolo 54. La canzone dell’Ickabog
  • Capitolo 55. Scaracchio offende il re
  • Capitolo 56. Il complotto nelle segrete
  • Capitolo 57. Il piano di Margherita
  • Capitolo 58. Bertina Bertoni
  • Capitolo 59. Ritorno a Jeroboam
  • Capitolo 60. Ribellione
  • Capitolo 61. Flappone spara ancora
  • Capitolo 62. La Nascenza
  • Capitolo 63. L’ultimo piano di Lord Scaracchio
  • Capitolo 64. Cornucopia ritorna

La giuria

  • Claudio Strinati: critico d’arte, presidente della giuria
  • Matteo Bussola: scrittore e illustratore
  • Ivan Canu: direttore Nimaster Illustrazione e illustratore
  • Francesca Crescentini @tegamini: traduttrice e content creator
  • Alice Maddalozzo Delle Puppa: libreria Baobab, Porcia
  • Nicola Magrin: artista e illustratore
  • Mariagrazia Mazzitelli: direttore editoriale di Salani
  • Chiara Valerio: scrittrice

I vincitori

  • 1. Lucia Battistello: otto anni
  • 2. Alessandro Sanguinetti: dieci anni
  • 3. Pablo Santoruvo: dodici anni
  • 4. Frida Colucci: dieci anni
  • 5. Cloe Zorzi: dieci anni
  • 6. Elena Horowitz: dieci anni
  • 7. Stefano Cosentino: undici anni
  • 8. Caterina Nocelli: dieci anni
  • 9. Ada Barbarini: dodici anni
  • 10. Leonardo Lodi: dieci anni
  • 11. Elisa Bampa: undici anni
  • 12. Bianca Maria Perottino: dieci anni
  • 13. Alice Barchi: undici anni
  • 14. Ellie Stewart: nove anni
  • 15. Simone Balducci: dodici anni
  • 16. Nicole Cavarzan: sette anni
  • 17. Giulia Rossi: sette anni
  • 18. Maria Grazia De Carlo: dodici anni
  • 19. Nora Arcuri: dieci anni
  • 20. Gaia Carnesecchi: dieci anni
  • 21. Sofia Segalini: dodici anni
  • 22. Irene Semplici: nove anni
  • 23. Sofia Oudich: otto anni
  • 24. Anna Sarboraria: dodici anni
  • 25. Anita Pirola: dieci anni
  • 26. Sofia Cioffi: undici anni
  • 27. Simone Iacomino: dodici anni
  • 28. Luca Lerede: dieci anni
  • 29. Alice Abate: dieci anni
  • 30. Matilda Zanatta: undici anni
  • 31. Davide Mancarella: otto anni
  • 32. Martina Pia Mondelli: dodici anni
  • 33. Elena Agata Scardilla: dieci anni
  • 34. Lorenzo Dalla Costa: undici anni