Come la filosofia di Nietzsche ci insegna a tirare fuori Leadership e potere personale

Come la filosofia di Nietzsche ci insegna a tirare fuori Leadership e potere personale

Copertina libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELPFILOSOFIA

Come la filosofia di Nietzsche ci insegna a tirare fuori Leadership e potere personale

Se cerchi un libro per addolcire lo stress questo è quello sbagliato! Se invece vuoi trovare uno spazio in cui riflettere e nel quale vedere chi diventi quando lo attraversi allora Nietzsche per stressati di Allan Perci è il tuo prossimo libro!

17 NOVEMBRE 2025 – TORINO

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELPFILOSOFIA

Nietzsche per stressati di Allan Percy. Ecco la mia recensione.

Non è un balsamo (come credevo…).
È uno specchio.

E quando lo leggerai (il momento non sarà casuale ma questo già lo sai!), scoprirai che ciò che chiami “stress” è spesso la richiesta dell’anima di tornare a sé stessa.
Nietzsche non consola: chiarifica.
Non massaggia le ferite: ci soffia sopra per farci vedere dove brucia davvero.

Ed è proprio lì, in quel punto che scotta, che la Leadership si risveglia dal torpore.
É nel “fastidio” che inizia il potere personale.

Ricordo perfettamente quando ho acquistato questo libro: Torino, 12 Ottobre 2022.
Avevo 33 anni e un micro-mondo da tenere in equilibrio, come spesso succede a chi sta crescendo, cambiando pelle, lasciando andare parti della propria identità per far spazio alla nuova versione di sé.

Di fatto Spiritual CEO stava prendendo forma insieme alla mia nuova me e tutto l’aiuto possibile, anche da un libro di “filosofia riletto in chiave moderna” è stato d’aiuto.

Ero in uno di quei periodi in cui senti l’esigenza non di qualcuno che ti prenda per mano, ma di una voce che ti dica la verità.

Nietzsche è questo tipo di voce, se glielo permetti.

Allan Percy rende la sua filosofia (non proprio leggerissima, se hai letto dei testi integrali lo sai bene) accessibile con una delicatezza che sorprende, ma conserva la potenza ruvida e tagliente del pensiero originale.


Ogni aforisma diventa un invito, a volte scomodo, a osservare come stai usando la tua energia (ci lavoriamo in Spiritual CEO), dove la stai disperdendo e quali pesi stai portando che non sono più tuoi.

Questo libro non ti calma.
Ti risveglia.

E a volte è esattamente ciò di cui hai bisogno per ricordarti che non sei venut* al mondo per sopravvivere allo stress…ma per guidare la tua vita con presenza, potere e consapevolezza.

Perché leggere Nietzsche oggi: la filosofia come allenamento al coraggio interiore

Nietzsche non parla di coraggio come gesto eroico.
Per lui il coraggio è una postura interiore: è restare in piedi davanti alla propria verità.

Leggerlo oggi significa accettare tre cose fondamentali:

  1. Il caos non è il nemico: è il maestro (…e già solo questo potrebbe bastare)
    Ciò che etichettiamo come confusione è spesso il preludio di un allineamento più grande.
  2. Lo stress non va “eliminato”: va ascoltato
    È un segnale di frizione tra ciò che vivi e ciò che sei chiamata a diventare (e qui è lo Human Design che diventa Maestro di vita per guidarci insieme alla nostra Leadership risvegliata)
  3. La forza non significa essere duri: significa onestà.
    È la capacità di guardarti senza filtri, senza edulcorare ciò che va cambiato.

Nietzsche ti invita a smettere di abbellire la realtà e iniziare a usarla.
A trasformarla in allenamento.
In visione.
In direzione.

È un atto di coraggio prendere in mano le proprie giornate e dire:
“Da qui in avanti scelgo me. E scelgo la mia energia.”

Libro La regina degli scacchi di Walter Tevis chiuso in mano
Libro La regina degli scacchi aperto durante la lettura
Dorso del libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

Dal caos alla lucidità: cosa ci insegna Nietzsche quando la vita ci mette alla prova

Quando la vita agita le acque, non lo fa per destabilizzarti: lo fa per mostrarti cosa resta in piedi.
Questa è la filosofia nietzscheana nella sua essenza.

Ed è profondamente attuale.

Perché oggi viviamo in un mondo dove il rumore è continuo e la frenesia è quasi un culto.
Eppure, proprio lì dentro, Nietzsche ti dice:

“Diventa ciò che sei.”

Che significa:

  • smettere di fare a gara con le aspettative altrui,

  • riconoscere la tua voce anche quando tremi,

  • ricordarti che nessuna tempesta esterna può vincere un centro interno solido.

Lo stress non è un ostacolo: è un indicatore.
Un messaggero che ti chiede di ricalibrare, riorganizzare, riposizionarti (soprattutto interiormente e ancora di più quando scali il tuo Business).

E ogni volta che rispondi a questo richiamo, fai un passo in più verso la tua lucidità.

Nietzsche non ti dà la soluzione.
Ti dà una postura:
la fermezza di chi non scappa da sé.

 

“Per vivere da soli bisogna essere una bestia o un dio.”

Leadership: gli aforismi di Nietzsche come strumenti per espandere il potere personale a partire dal quotidiano

La Leadership non nasce nelle grandi imprese, nelle decisioni eclatanti o nei cambi di vita radicali.

Nasce nella quotidianità.

E Nietzsche, con la sua filosofia affilata e visionaria (e noi qui, sia io che te lo sappiamo bene perche entramb* siamo Leader visionari*), te lo ricorda un aforisma dopo l’altro.

Ecco come i suoi pensieri diventano strumenti concreti di potere personale:

  1. “Diventa ciò che sei.”
    È il fondamento della Leadership autentica: smettere di interpretare ruoli e iniziare a incarnare verità.

In un mondo che ti chiede di conformarti, Nietzsche ti ricorda che il tuo potere comincia dove finisce la finzione.

  1. “Chi ha un perché può sopportare quasi ogni come.”
    Il tuo scopo è l’ancora che ti sostiene quando tutto vacilla.

Quando il tuo perché è vivo, i tuoi passi diventano inevitabili: non puoi più ignorarli.

  1. “La strada migliore per cominciare è smettere di parlare e iniziare a fare.”
    Questo è un richiamo diretto alla tua Leadership quotidiana.

Meno parole, più azione.

Meno intenzioni, più movimento.

Il potere personale cresce nelle scelte che fai, non in quelle che rimandi.

  1. “Non posso crederti se non credo in te.”
    La fiducia che gli altri ripongono in te nasce dalla fiducia che tu riponi in te stessa.

La Leadership non è mai persuasione: è magnetismo.

E il magnetismo nasce dall’allineamento interiore.

  1. “Nessuno può costruire per te il ponte su cui devi camminare per attraversare il fiume della vita.”

Questa è l’essenza di tutto.

Nessuno può fare il passo al posto tuo.

Nessuno può scegliere al posto tuo.

Nessuno può incarnare la tua verità.

La Leadership diventa reale solo quando accetti che quel ponte lo costruisci tu… e che ogni asse è una tua decisione.

 

Questi non sono aforismi da sottolineare.
Sono istruzioni di allineamento.
Piccoli atti quotidiani di potere personale.

Perché il potere non è dominio.
È direzione.
È visione.
È la decisione di non tradire sé stessi per comodità, paura o abitudine.

Morale: la vera libertà arriva quando smetti di compiacere e inizi a vivere secondo la tua natura autentica

La filosofia di Nietzsche non è comoda.
Ma è liberatoria.

Ti insegna che:

  • non sei qui per essere accettat*
  • non sei qui per essere capit*
  • non sei qui per rispondere a ciò che gli altri proiettano su di te

Sei qui per vivere la tua natura.
Per incarnare la tua forza.
Per scegliere la tua via anche (soprattutto) quando trema tutto sotto i piedi.

La libertà non arriva da fuori.
Arriva quando smetti di compiacere e inizi finalmente a vibrare secondo ciò che sei.

Ed è in quel momento che il potere personale si accende.
E che la tua Leadership diventa non uno sforzo, ma una conseguenza.

L’autrice dell’articolo

Ciao, il mio nome è Marzia Rosi e questo è il mio Book Blog.

Qui racconto come i libri mi insegnano ogni giorno a viaggiare dentro e fuori di me.

Mi definisco Guida evolutiva per l’imprenditoria visionaria 🔮

Esperta in allineamento fra identità e obiettivi  lavoro sia con chi sta scalando il fatturato che imprenditrici/imprenditori con Business strutturati nella propria crescita personale, spirituale e imprenditoriale con l’obiettivo di incarnare la propria identità più elevata e raggiungere insieme gli obiettivi di fatturato unendo Strategia ed Energetica!

Oggi puoi iniziare anche tu il tuo viaggio dentro di te accedendo alle risorse gratuite di Spiritual CEO Academy.

Sinossi

Un libro piccolo, denso e sorprendentemente incisivo, che prende il pensiero di Friedrich Nietzsche e lo traduce in pillole di saggezza quotidiana, accessibili e immediatamente applicabili.
Allan Percy seleziona 99 frasi del filosofo e le trasforma in micro-riflessioni che parlano di autonomia, coraggio, responsabilità personale, anti-vittimismo e potere interiore.

Il vero cuore del testo è semplice:
smetti di subire, inizia a scegliere.

Ogni pagina è una sveglia: ti ricorda che la vita non è ciò che ti capita, ma ciò che decidi di fare con ciò che ti capita.
Perfetto per chi attraversa un momento di confusione, pressione o sovraccarico emotivo, questo libro si legge velocemente ma resta addosso come una piccola rivoluzione privata.

Un compagno ideale per ritrovare la forza di dire “Sì” a sé stessi e “No” a ciò che non è più allineato al proprio benessere.

Info bibliografiche

Titolo originale: Nietzsche para estresados
Titolo italiano: Nietzsche per stressati. 99 pillole di filosofia quotidiana
Autore: Allan Percy

Anno di uscita originale: 2010
Prima pubblicazione italiana: 2020

La mia edizione: Prima edizione, 2020
Editore italiano: Giunti Editore
Numero di pagine: 121

Genere: GROWTH, MIND & BODY, SELF HELPFILOSOFIA

Data, luogo ed età di acquisto del libro: 12 Ottobre 2022, Torino, 33 anni
Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 17 Novembre 2025, Torino, 36 anni

 

 

 

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La vita è come la scacchiera di Beth Harmon

La vita è come la scacchiera di Beth Harmon

Copertina libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

ROMANZO

La vita è come la scacchiera di Beth Harmon

Ogni libro è una soglia.
E La regina degli scacchi è una soglia doppia: quella che varchi nel momento in cui inizi a leggere, e quella che si apre dentro di te quando inizi a capire che la vita stessa è una partita a scacchi.

8 NOVEMBRE 2025 – TORINO

ROMANZO

La regina degli scacchi di Walter Tavis. Ecco la mia recensione.

Beth Harmon non gioca solo contro i suoi avversari, ma contro le sue paure, le dipendenze, la fame di essere vista e amata.
E mentre la guardiamo muovere i pezzi sulla scacchiera, comprendiamo che la vera sfida non è mai con l’altro — ma con ciò che ci abita dentro.

 

Infatti per me, che da sempre trovo nei libri ciò di cui la mia evoluzione ha bisogno, mi sono resa conto che la storia di Beth Harmon è un promemoria potente: non giochi davvero contro l’altro.
Giochi contro la tua impazienza, il tuo orgoglio, la tua voglia di vincere subito…come quando vuoi di più nella vita e nel Business e i risultati tardano ad entrare in materia.

Gli scacchi diventano così il linguaggio visibile di un conflitto invisibile: restare intera mentre avanzi, scegliere cosa sacrificare e quando, capire che l’errore non è la fine ma una mossa in più nel disegno più ampio.

Beth Harmon: imparare a vedere oltre il presente

Quando ho iniziato a leggere La regina degli scacchi di Walter Tevis, mi sono sentita subito dentro un viaggio. Non solo quello di Beth, ma anche il mio.
L’ho letto come si legge un diario che non è tuo, ma che potresti aver scritto tu stess*. Pagina dopo pagina, la vita di questa giovane donna diventava una lente per osservare la mia.

C’è qualcosa di profondamente spirituale negli scacchi.
La disciplina, il silenzio, la mente che impara a vedere oltre il presente. È un gioco che ti insegna a respirare dentro l’attesa e a fidarti del tempo.
E ogni volta che pensi di aver perso, in realtà stai solo imparando un altro modo per vincere.

Gli scacchi funzionano davvero come quando stai lavorando ad un nuovo progetto, e ti rendi conto che la strategia si mostra a te mossa dopo mossa, passo dopo passo, guarigione dopo guarigione.

Non è mai solo il momento presente.

Ma sempre l’aprirsi all’istante futuro che, così come quando entri nel Campo Quantico (vai alle meditazioni gratuite di Spiritual CEO), già conosci perché hai già visto tutto con gli occhi della mente.

Libro La regina degli scacchi di Walter Tevis chiuso in mano
Libro La regina degli scacchi aperto durante la lettura
Dorso del libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

La solitudine del giocatore di scacchi e dell’imprenditore

Beth è un personaggio autentico, forte e trasparente nella sua complessità.
Cresce sotto i nostri occhi mentre leggiamo di lei e della sua vita. La incontriamo dagli otto fino ai diciannove anni, e in quel tempo impariamo insieme a lei che la solitudine non è sempre un nemico: è una maestra severa che ci prepara alla grandezza.

Lo stesso vale per chi come me cresce il proprio progetto imprenditoriale: c’è un momento di gestazione, di preparazione…quel momento che si chiama vuoto, in cui effettivamente tutto si prepara a “diventare ciò che già è”; proprio come quando il seme viene piantato.

La preparazione, lo studio, la strategia, l’analisi, la crescita sono tutte cose che si fanno da soli con l’unica compagnia di se stessi e questo Beth Harmon ce lo mostra molto bene.

I trofei sono “facili da vivere” e arrivati al traguardo è facile stare vicino al vincitore ma tutt’altro è passare per quei momenti in cui ciò che sarà esiste solo nella nostra mente…al limite della follia. A volte superando anche quel limite per amore di ciò che si sta creando.

Le tante identità che vivono dentro di te

Anche negli scacchi, come nella vita, si vince solo quando si impara ad integrare tutte le aree della vita nella maniera più armoniosa possibile.

Proprio come accade a Beth Harmon arriva sempre quel momento in cui ti rendi conto che hai messo tutta te stessa, davvero tutta te stessa, in un unico luogo/progetto e improvvisamente è come se ti rendessi conto che c’è davvero molto di più oltre agli scacchi (e al Business).

Ed io a questo punto, a questa consapevolezza, ci sono arrivata proprio ora mentre scrivo questo articolo…ora che la struttura di Spiritual CEO è finalmente completa ed è esattamente come desideravo che fosse.


La verità è che nessun sogno, nessun progetto per quanto importante e ambizioso, può contenere tutto ciò che siamo…non da solo almeno!

Dobbiamo trovare quello che per “noi” è il perfetto equilibrio tra le parti, perché anche se vincessimo sempre al gioco che stiamo giocando, alla lunga la mancanza di tutto il resto si farebbe tremendamente sentire e Beth Harmon questo lo ha vissuto sulla sua pelle così come ora anche io.


C’è un tempo per giocare, uno per vincere e uno, ancora più prezioso, per vivere.

Morale: La partita invisibile della vita

La vita è una scacchiera infinita.
E ogni nostra mossa — anche quella sbagliata — è un atto di conoscenza.
Beth mi ha insegnato che la vera vittoria non è arrivare al “matto”, ma continuare a giocare con grazia, anche quando la partita sembra perduta.

Per esperienza personale ti dico che ci vuole tanto coraggio a continuare a giocare quando sembra che la sconfitta è assicurata, ma…non è finita finché non è finita!

E anche se “perdi” hai imparato qualcosa di fondamentale anche se dentro brucia come il fuoco, soprattutto in certi contesti.

Nella vita, come negli scacchi, la partita è sempre uno contro uno: tu contro i tuoi demoni.

E solo quando impari a guardarli senza paura, puoi finalmente avanzare libera.
Perché a volte per vincere non serve attaccare.
Serve restare ferma, presente, lucida, in ascolto della prossima mossa.

Questo è l’atto di co-creazione e a conti fatti è ciò che ci conduce alla vera vittoria!

 

L’autrice dell’articolo

Ciao, il mio nome è Marzia Rosi e questo è il mio Book Blog.

Qui racconto come i libri mi insegnano ogni giorno a viaggiare dentro e fuori di me.

Mi definisco Guida evolutiva per l’imprenditoria visionaria 🔮

Esperta in allineamento fra identità e obiettivi  lavoro sia con chi sta scalando il fatturato che imprenditrici/imprenditori con Business strutturati nella propria crescita personale, spirituale e imprenditoriale con l’obiettivo di incarnare la propria identità più elevata e raggiungere insieme gli obiettivi di fatturato unendo Strategia ed Energetica!

Oggi puoi iniziare anche tu il tuo viaggio dentro di te accedendo alle risorse gratuite di Spiritual CEO Academy.

Sinossi

Beth Harmon, rimasta orfana a otto anni, scopre negli scacchi un rifugio dalla solitudine e dal dolore.
Crescendo tra orfanotrofio, adozione e tornei internazionali, trasforma il suo talento in ossessione, oscillando tra dipendenza e genialità.
La sua scalata nel mondo competitivo degli scacchi la porta fino a Mosca, dove scoprirà la più grande verità: nessuna vittoria può essere raggiunta se resti da sol*.

 

Info bibliografiche

Titolo originale: The Queen’s Gambit

Titolo: La regina degli scacchi

Autore: Walter Tevis

Prima edizione: 1983

Prima edizione italiana: 1984 (traduzione di Franco Salvatorelli)

Editore italiano: Minimum Fax

La mia edizione: 2020

Editore italiano: Mondadori

Genere: ROMANZO

Numero di pagine: 322

 

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Mission impossible: diventare amica della sfiga che t’accompagna da sempre. Ma si può!

Mission impossible: diventare amica della sfiga che t’accompagna da sempre. Ma si può!

ROMANZOBIOGRAFICOGROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

Mission impossible: diventare amica della sfiga che t’accompagna da sempre. Ma si può!

Che cosa fai quando la sfiga è quell’amica maligna che prova piacere quando ti va tutto male?! E che cosa fai quando all’ennesimo round finisci faccia a terra e non hai più nemmeno un briciolo di forza? Giochi d’astuzia, cambia strategia e ti liberi di tutti quelle parti di te che sono sempre state per la sfiga un epico trampolino di lancio.

Ma stavolta sul podio tocca a te salire, perché mentre la sfiga in tutti questi anni è stata pigra tu ti sei reinventata talmente tante volte che finalmente stavolta hai trovato la tua dimensione sia come donna che come imprenditrice.

20 OTTOBRE 2023 – TORINO

ROMANZOBIOGRAFICOGROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

É stata sfiga a prima vista di Federica Micoli. Ecco la mia recensione.

 

Ad un certo punto della propria vita bisogna guardarsi in faccia, ammetterlo prima nella testa e poi dichiararlo ad alta voce: “Ciao il mio nome è ……..e mi attiro la sfiga!”.

Si perché la sfiga quella vera non è quella che ti prende solo in giro, ma è quella che ti fa male davvero! E non si accontenta di romperti una o due volta, ma si esprime al meglio quando ogni volta che ti rialzi, perché in qualche modo sei riuscita a rimettere a posto tutti i pezzi (che si noti ogni volta diventano sempre più piccoli! – ovviamente altrimenti che “divertimento” c’è?!), lei arriva e trova un nuovo modo per demolirti…solo che ogni volta rompe parti più profonde e vitali di te!

Per capirsi, si parte dal romperti una gamba, al farti rinunciare a tutto per un lavoro che poi in un click ti cancella, al farti sentire uno schifo vero sia come persona, professionista (e che ce lo facciamo mancare?!)…come donna, fino a toglierti quel fondamentale pilastro che essendo “fuori di te” era apparentemente immune alla sfiga. E invece no! 

“Quando sai che non puoi sfuggire alla tua sofferenza devi sperimentarla e devi lasciarti mangiare dalla tigre, perché non puoi scappare da essa. Una volta che la tigre ti ha divorato, non resta più alcuna paura. Rimane solo la tigre.”

 ANETTE CARLSTROM

Una sfiga tira l’altra

La sfiga ti costringe a cambiare piani, ti costringe a migliorarti perché devi, altrimenti finisci a vegetare in pigiama per il resto dei tuoi giorni con pizza, gelato e la combo film e serie tv che non stanno al passo del tuo “binge watching” nonostante tu abbia sottoscritto qualsiasi abbonamento “streaming” possibile.

E quando non c’è più assolutamente nulla da guardare (e meno male) che fai?! Ti guardi dentro, probabilmente butti direttamente quel pigiama che oramai hai logorato a forza di viverci dentro, e decidi di dare una nuova forma alla tua vita.

Sì, di nuovo!

Meglio puntare sulla flessibilità, sapersi reinventare, scavare dentro di sé alla ricerca di nuovi talenti, coltivare piani B e farsi trovare pronti quando è il momento di cambiare.

Lottare contro la sfiga sfianca seriamente…

Ti reinventi con tanta di quella fatica, che a malapena hai la forza di godertela un po’ quella versione di te, e sei felice per un po’ finché, la palla da bowling rotola di nuovo e fa crollare tutti i birilli che a fatica avevi risollevato.

Capita una volta, poi un’altra e tutte le volte ti rialzi e sei diventata quasi brava al punto da istigare l’ “ira” della sfiga, che stavolta ti inchioda al pavimento senza la minima possibilità di rialzarti.

In quel momento […] la forza non ce l’avevo.

Più tu cresci, più la sfiga cresce con te. Ed ecco che impara a infliggerti delle vere e proprie batoste, perché “hey, se sei così forte fammi vedere come ti rialzi anche stavolta!”

Quarta di copertina del libro Erotica di Ghiannis Ritsos

Quando conosci il tuo nemico…hai più possibilità di vincere.

Diciamo che “forse” Sun Tzu ci è arrivato prima di noi, appena qualche secolo fa, ma la guerra è un’arte e quando siamo a terra e il guanto di sfida ci viene lanciato, a sbeffeggiarci ulteriormente perché non bastava averci ridotto ad un colabrodo emotivo ed energetico, ecco che il caro e vecchio istinto di sopravvivenza, decide di darci una mano. Certo negli ultimi anni probabilmente era in vacanza su una spiaggia tropicale e prima ancora in ritiro spirituale neanche fosse il Greuille di Süskind nel suo capolavoro Il profumo, ma adesso è tornato ed è in splendida forma.

Quindi sì a conti fatti abbiamo appurato che: 1) la sfiga ce la attiriamo come i polmoni fanno con l’ossigeno, 2) che siamo ridotte piuttosto male ma anche che 3) esiste un positivo, e non uno soltanto, dono collaterale.

Il primo dono collaterale a farci timidamente ciao è la consapevolezza che mentre “noi” in tutti questi anni abbiamo sempre imparato a risollevarci in mille modi diversi, che Edward de Bono e il suo Pensiero laterale sarebbero più che orgogliosi di noi, la sfiga se l’è pressa comoda e ha sempre e solo seguito uno stesso schema. Quindi ora che abbiamo (l’ennesimo) punto di vista alternativo, ci rendiamo “magicamente” conto che noi la sfiga la conosciamo bene, così bene da renderci conto che ha un solo e unico subdolo modo di agire per sabotarci ogni volta!

Ci fa sentire in colpa dei nostri successi, immeritevoli di provare gioia e quasi obbligate a distruggere quello che di bello con tanta fatica abbiamo costruito e portato nella nostra vita.

Ma come già detto se lei agisce sempre con questi “miseri trucchetti” che altro che sindrome dell’impostore, noi invece siamo dotate di pensiero laterale e spogliate di tutto ciò di cui potevamo essere spogliate, rimaniamo solo noi. Noi e i nostri bei buchi da rattoppare ovviamente, e così facciamo: li rattoppiamo uno dopo l’altro.

Ho cominciato un grosso lavoro su me stessa […] liberarmi dal senso di colpa

Ma stavolta lo facciamo con l’intenzione di vincerla questa guerra, sì anche dopo aver perso tutte le battaglie.

Guardiamo la nostra essenza, perché a conti fatti quella solo ci è rimasta, e decidiamo con consapevolezza e intenzione i panni con cui vogliamo vestirci d’ora in avanti!

Ognuna può e deve inventarsi il percorso che preferisce

Certo è un percorso eh, non è che arriva tutto subito e facilmente, però passo dopo passo ci rendiamo conto che anche se abbiamo una veste completamente inaspettata, è esattamente quella che meglio ci permette di essere completamente noi stesse.

Doni collaterali

Personalmente mi ha sempre infastidita la frase “non tutti i mali vengono per nuocere”, non per il significato in sé che è del tutto vero, ma perché spesso è una frase che si pronuncia con leggerezza. Ancor più di frequente proprio da persone che la sfiga vera, quella che ti mette faccia a terra proprio dentro una pozzanghera di fango vero da far invidia a qualsiasi anticellulite “cruelty free”, non l’hanno mai vista.

Ma noi tra queste righe, e nella nostra vita vera, quella dove ci siamo rialzate ogni singola volta possiamo dirlo davvero:

É stata proprio la sfiga a temprarmi, a darmi una marcia in più.

Ora mi rendo conto che ammettere questo, scatena una rivolta tra tutte le “mille me” che albergano in ciascuna di noi, perché sono tutte d’accordo (anche questa volta), sul fatto che: “Ma non c’era un modo più soft di guadagnarsi questa benedetta marcia in più?! Noh?! Vabbè.”

Ed ecco che proprio ingranando questa marcia in più ci ritroviamo a salire dritte dritte su quella montagna e a raggiungere proprio quel luogo, dove le lacrime diventano elisir che rattoppano i nostri buchi. Eh si, non siamo più un colabrodo! Eh sì, abbiamo delle belle cicatrici, ma finalmente tutti i nostri buchi si sono richiusi e possiamo accogliere completamente l’abbondanza della vita.

Quando hai vissuto per tanto tempo al buio, ogni goccia d i luce è un dono e una conquista

In tutto ciò noi, che siamo smart più dei nostri smartphone, grazie ai quali però abbiamo costruito la nostra carriera o almeno ci siamo date una mossa perché come dice Veronica BeniniLa vita inizia dove finisce il divano“, finalmente siamo libere dal senso di colpa e  avanziamo nella nostra vita con una leggerezza e determinazione che non avremmo mai nemmeno immaginato.

Bel dono collaterale noh?!

Ho riassaporato una leggerezza che non provavo da tempo. Sentivo che finalmente la vita mi stava risarcendo almeno in parte per il dolore che avevo sopportato  negli ultimi anni.

Sinossi

Il primo incontro tra Federica e la sfiga avviene sette anni, quando si procura un trauma cranico tentando di fare la verticale su una palla. “Ogni intoppo amento è giovamento” commenta serafica la madre, già preparata al futuro di acrobazie malriuscite, cadute rovinose e corse in ospedale che l’aspetta. Forte di tanta saggezza, Federica impara presto il trucco: non perdere tempo a compiangersi e riparte subito di slancio (fino alla frattura successiva). Un ottimo allenamento che le servirà in età adulta, quando la sfiga assume forme assai più serie: una relazione tossica, un capo maschilista deciso a farle la guerra, una malattia che la costringe a rimettere tutto in discussione. Il suo atteggiamento non cambia: sicura le ferite e torno a combattere più forte di prima. Perché, ne è convinta, ogni sfiga può insegnarti qualcosa, indicarti una nuova strada e addirittura offrirti doni inaspettati. Basta ribaltare la prospettiva e saperli cogliere. Anche quando la sfiga picchia duro, quando ti affonda con il lutto più doloroso o ti toglie la possibilità di essere madre, c’è modo di rialzarsi. Il percorso più lungo, ma primo poi arriva una luce, un segnale, un sorriso cui aggrapparsi per rimettersi in piedi. E se c’è una cosa che Federica imparato-anche grazie la sfiga-e riconoscere e tenersi stretto ogni sprazzo di felicità.

Info bibliografiche

Titolo originale: É stata sfiga a prima vista (italiano)

Titolo: É stata sfiga a prima vista

Autore: Federica Micoli

Prima edizione: 2020

Prima edizione italiana: Ottobre 2020

La mia edizione: I edizione – Ottobre 2020

Editore italiano: Sonzogno

Collana: –

Genere: Biografico

Numero di pagine: 150

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Storia irreale e sabbiosa sull’importanza dell’inconsistenza dell’anima sul corpo. Ma non è zen

Storia irreale e sabbiosa sull’importanza dell’inconsistenza dell’anima sul corpo. Ma non è zen

Copertina del libro “Il mondo prima di pesare 21 grammi” di Alessandro Tonoli del 2020

RACCONTO

Storia irreale e sabbiosa sull’importanza dell’inconsistenza dell’anima sul corpo. Ma non è zen

Il mondo prima di pesare 21 grammi è un romanzo, in cui siamo guidati alla scoperta di ciò che rende l’uomo, un essere umano al di là della materia di cui è composto.

16 FEBBRAIO 2021 – ROMA

RACCONTO

Il mondo prima di pesare 21 grammi di Alessandro Tonoli. Ecco la mia recensione.

 

Lo storytelling è una delle capacità più importanti che chiunque voglia trasmettere un messaggio dovrebbe coltivare. Colui e colei che è “storyteller”, racchiude in se quella capacità di raccontare una storia: forse la sua, forse quella che ha visto e/o udito da qualcun altro. Certo è che quando si racconta una storia, questa prende vita e acquisisce più valore, per il semplice fatto che qualcuno, interpretandola ed enfatizzandola è stat*, in grado di carpirne il valore intrinseco e comunque i punti salienti, ovvero quelli degni di essere raccontati in una storia che valga questo nome.

C’era condivisione, ma nessuna intenzione di condividere.

(…)

Nessuno le faceva proprie. Nessuno le rielaborava. Nessuno gli donava le sue. [di parole]

Indipendentemente dal fatto che ci si immedesimi, in quello che si sta ascoltando o leggendo, ciò che conta è quello che l’ “esperienza” del venire a contatto con una nuova storia suscita in noi, sai nell’immediato sia per cosa ci lascia dopo. Leggendo “La vita prima di pesare 21 grammi”, sono rimasta distaccata dalla vicenda…un osservatore quasi onnisciente. Certo è, che immedesimarsi con qualcosa che è più simile ad una sagoma che non ad una persona è alquanto improbabile, eppure quando l’autore Alessandro Tonoli, ha scritto questo libro di poco più che duecento pagine, ci è riuscito. Anzi, ha creato nel personaggio di Selim, il pretesto per porre attenzione sulla sostanza della vita, rispetto alla forma.

Le parole potevano creare, quanto ricongiungere.

Questa “massa dalle non-forme” questo “manichino” che è Selim, rappresenta ciò che l’essere umano sarebbe se non intraprendesse alcun percorso, atto ad esplorare e quindi accrescersi e soprattutto esplorarsi; tanto nei propri lati umani carichi di dubbi e sentimenti, che nei propri lati bestiali in cui la cieca rabbia talvolta, prende il sopravvento.

Non può dolere la solitudine se non si è mai compresa la sua alternativa.

Bianco e nero, come pure tutti gli altri colori e le loro sfumature fanno tutte parti di noi esseri umani, e forse è per questo motivo che l’autore Alessandro Tonoli, non si sofferma a descrivere il “colore” di Selim. Ci racconta che ha non-mani, non-gambe, non-occhi… ma gli unici colori che ci vengono proposti con cura sono quelli del mondo esterno: il rosso del sangue che esce dal “manichino” quale è Selim, e l’argento della figura sua simile che incontra, evidenziando in tal modo il fatto che ciascuno di noi si realizza in rapporto con il suo intorno, che inevitabilmente deve includere dei nostri simili

(…) egli sentì la forza e la voglia di tutti quei pensieri di divenire parte del mondo.

In un primo momento tutto ciò che viene visto e udito, dopo che il “Groviglio’’ ha fatto dono a Selim degli occhi e quindi delle orecchie, è proprio l’esterno. Solo “poi” inizia a prendere consapevolezza di , dei propri pensieri, di quello che gli piace o meno, e di quello che era in grado di sentire sia a livello superficiale, che ad un qualche livello più profondo.

La mancanza di una direzione lo aveva completamente annullato.

E in questo suo indagare, dopo anni di vagabondaggio nel deserto attirato come l’ago di una bussola verso una direzione “obbligata”, interpretabile come il futuro, Selim si rende conto che immaginare, sognare e percepire non ha assolutamente senso se non si condivide con qualcuno che sia simile a noi, il nostro specchio perfino! Qualcuno che sia fatto della nostra stessa materia.

Si poteva chiaramente osservare come le due fossero modellate dalla stessa fonte.

Per disegnare immagini da portare all’esterno.

Quarta di copertina del libro Erotica di Ghiannis Ritsos

Traslando l’insegnamento de “Il mondo prima di pesare 21 grammi” nella realtà anche noi che leggiamo queste pagine ci rendiamo conto ancora una volta, che condividere la propria esperienza, il proprio vissuto con qualcun altro è una delle realtà più significative con cui possiamo e dobbiamo fare i conti. 

Energia e desiderio hanno in mano le sorti del mondo.

Ma c’è un’altro insegnamento che possiamo cogliere da questo romanzo di Alessandro Tonoli, e cioè che nessuna creatura umana e non-umana può effettivamente sfuggire a quello che è il proprio “groviglio” interiore. L’odio che Selim ad un certo punto prova per il Groviglio, è l’espressione dell’odio che in talune occasioni nutriamo nei nostri stessi confronti.

Creatura Deserto (il suono del mondo)

E dall’esperienza di questo “non-uomo” carpiamo che al dunque dobbiamo sempre venire a patti con noi stessi, con il nostro passato per compiere quel percorso obbligato che è il nostro futuro, per il quale dovremmo davvero essere disposti a lasciarci indietro tutto il nostro passato, per diventare chi siamo, nella forma che sempre avremmo dovuto essere e che in forma di seme siamo sempre stati, senza magari rendercene davvero conto.

L’accettare di invalidare tutta l’esistenza che si è vissuta fino a quel momento (…) accogliendone una nuova.

Forse, le ricerche più complesse possono definirsi solo nel momento in cui si perdono di vista. È la mente ad arrivare dal viandante quando egli smette di guardarla e si dimostra degno del cammino.

Fu così che La Meta, infine, giunse da lui.

Ascoltati.

Ascolti e cerca…un seme.

Ciò che costituisce i nostri 21 grammi

 

  • Vista
  • Pensieri
  • Sogni
  • Immaginazione
  • Bellezza
  • Eternità/Tempo
  • Motivazione/Senso
  • Comunicazione
  • Felicità
  • Paura
  • Risata/Ridere
  • Baciare
  • Solitudine
  • Odio
  • Malinconia
  • La Chiave (noi stessi)
  • La Speranza
  • Vita
  • Destino

Info bibliografiche

Titolo originale: Il mondo prima di pesare 21 grammi

Autore: Alessandro Tonoli

Prima pubblicazione: 2020

Prima pubblicazione in Italia: 2020 (Porto Seguro Editore)

La mia edizione: I edizione Porto Seguro Editore 2020

Editore italiano: Porto Seguro Editore

Collana: Rose blu

Genere: Romanzo

Numero di pagine: 216

Preceduto daLa piccola Parigi. Leggende di Cabiate (2015)

Seguito da: –

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Un secondo appuntamento con la visione politica della Rowling nel suo Ickabog

Un secondo appuntamento con la visione politica della Rowling nel suo Ickabog

Libro su Frida Kahlo

RACCONTOFANTASTICORAGAZZI

Un secondo appuntamento con la visione politica della Rowling nel suo Ickabog

L’Ickabog di J.K.Rowling è un libro per bambini (ma anche per adulti), in cui si affrontano tematiche significative come la politica, la corruzione e il potere femminile.

18 NOVEMBRE 2020 – ROMA

RACCONTOFANTASTICORAGAZZI

L’Ickabog di J.K.Rowling. Ecco la mia recensione.

Le pagine di questo racconto sono rimaste chiuse a lungo in una scatola impolverata, nella soffitta scozzese di J.K.Rowling. Solo il “richiamo dei bambini”, poteva spingerla a riprendere in mano quella bozza, per trasformarla ne L’Ickabog.

Così ho tirato fuori dalla soffitta la scatola polverosa piena di fogli scritti a mano e a macchina, e mi sono messa a lavoro.

Erano dieci anni che la storia dell’Ickabog attendeva di essere pubblicata, perché fino al 2020 gli unici che ad averla ascoltata, erano i due figli dell’autrice, 

il primo vero pubblico dell’Ickabog,

Come fu per Harry Potter e la maledizione dell’erede, anche per L’Ickabog, i ricavati delle vendite verranno devoluti in beneficienza, ma questo non è l’aspetto più bello di questo libro.

Pubblicato gratuitamente online, l’autrice ha chiesto ai bambini di disegnarne le illustrazioni, e i trentaquattro vincitori del concorso, tutti con un’età compresa tra i sette e dodici anni, hanno così avuto il privilegio di mostrare a tutti la loro visione, di questa storia.

E bisogna davvero dire, che tutte le illustrazioni sono così ricche di dettagli e ben fatte, che se qualcuno non ce lo avesse detto, non avremmo mai immaginato che si tratta di disegni fatti da bambini.

Leggendo la storia de L’Ickabog, ci rendiamo conto (anche dal fatto che i capitoli sono ben 64 su un libro di 307 pagine), che si tratta di una di quelle favole che venivano raccontate a voce, quasi una legenda. Come se la sera ci si riunisse tutti quanti, per ascoltarne oggi una parte (capitolo), domani un’altra; e sono sicura che nel periodo di quarantena in molte case è stato così.

E mi piace fare il paragone con quella che è la trasmissione orale, (perché non sempre e non soltanto le storie vengono scritte), in quanto è tipico delle storie narrate, che abbiano un significato, una morale, e il compito di dare delle risposte a domande, che molto spesso sono più grandi di noi.

  • Che cosa ci dicono di noi i mostri che evochiamo?
  • Cosa deve succedere perché il male si impossessi di una persona o di una nazione, e come si fa a sconfiggerlo?
  • Perché le persone scelgono di credere alle bugie, anche a fronte di prove esili o inesistenti?

Cornucopia è una piccola nazione e le sue città sono quattro, almeno all’inizio della storia: 

  • Chouxville: la capitale nel sud del paese, famosa per i suoi dolci
  • Montecaglio: collegata a Capocolle tramite un ponte sul Fluma, famosa per i suoi formaggi.
  • Capocolle: città dirimpettaia di Montecaglio, dove la carne e tutti i suoi derivati sono impareggiabili
  • Jeroboam: che si potrebbe chiamare la città del vino.

Cornucopia è quindi una terra ricca di tutto, florida, e le persone lavorano e vivono serenamente sotto il giusto governo (primo tema: politica) di Re Teo, che in tutta onestà non deve faticare poi molto, per regnare su una nazione felice.

Esiste però, un luogo di Cornucopia nel nord del paese chiamato le Paludi, ebbene qui la situazione è molto diversa: la terra è arida e le pecore sono magre! Le persone che vi abitano sono sporche, e vivono di stenti perché la lana delle loro pecore vale poco a vendersi; ma non è tutto.

In questa terra lontana, nacque una legenda ben prima che questa storia venisse narrata la prima volta, si tratta dell’Ickabog! Ma che si trattasse di fatti veri o inventati non importava poi molto a nessuno, poiché nel caso, sarebbe stato un problema dei paludesi (secondo tema: egoismo e indifferenza).

Un masso gigantesco, coperto di lunghe alghe di palude color marrone-verdastro(…) un groviglio di lunghi, ruvidi peli verdi che lo coprivano dalla testa ai piedi

Quarta di copertina del libro Erotica di Ghiannis Ritsos

Data una serie di circostanze il Re Teo, che di “Temerario” aveva ben poco, decide di partire alla volta del nord con l’intenzione di “uccidere il mostro”. Sfortuna volle che nonostante fosse tendenzialmente di animo buono, benché molto vanitoso (terzo tema: vanità), la qual cosa costerà la vita alla Signora di Maggio (quarto tema: sfruttamento sul lavoro) scelse come migliori amici e consiglieri privati, proprio Lord Scaracchio e Lord Flappone (quinto tema: capacità di giudizio).

Davvero una pessima scelta, soprattutto se si pensa al fatto che sarà Lord Flappone a uccidere (accidentalmente) il capitano Raggianti, e che questo episodio sarà il pretesto per l’uno e l’altro (ma non solo), di arricchirsi a spese del giusto popolo di Cornucopia (sesto tema: avidità).

E se è vero, come lo è, che la verità viene sempre a galla (settimo tema: verità/onestà), altrettanto vero è, che per tenerla sommersa, ci vogliono davvero un’innumerevole quantità di sforzi e di bugie (ottavo tema: menzogna/imbrogliare). Infatti per coprire la colpa di Flappone, Lord Scaracchio con l’ormai capitano Blatta, fingono di essersi imbattuti nella ferocia dell’Ickabog avviando un’incredibile serie di omicidi (nono tema: omicidio politico), il tutto per garantire l’ingrasso della loro fortuna (decimo tema: interesse personale).

Inventare bugie che si incastravano perfettamente, divenne complicato anche per una mente come quella di Scaracchio; ma per sua fortuna aveva come alleato il suo maggiordomo Otto Balzelli, disposto praticamente a tutto pur di riempirsi le tasche al pari di Cancheri, le cui orecchie e occhi si trovavano casualmente sempre a portata di qualche informazione (undicesimo tema: spiare) degna d’essere carpita.

Con un Re Teo completamente (e opportunamente) terrorizzato dalla minaccia dell’Ickabog, e il Primo Consigliere Lisca d’Aringa tolto di mezzo (dodicesimo tema: lealtà) , con un agghiacciante e rapida azione, il florido regno di Cornucopia finì nelle mani di Scaracchio, che riuscì a renderlo completamente arido, povero e infelice.

la speranza aveva lasciato il suo cuore come un uccello vola via dal nido saccheggiato

Attuando un regime di polizia, i rapporti umani (tredicesimo tema: umanità) vengono meno e il sospetto unito alla sfiducia parrebbero farla da padrone.

Vero è che quando una famiglia, anzi due in questo caso (i di Maggio e i Raggianti) vengono distrutti da un lutto (una madre/moglie e un padre/marito) (quattordicesimo tema: morte), la vita perde davvero molto del suo colore, (quindicesimo tema: famiglia) come ben espresso dal cambio d’abiti di Margherita di Maggio. La bambina passa infatti dall’indossare quei meravigliosi abiti che le cuciva la madre, a una tuta da lavoro, che finisce col diventare davvero troppo piccola per lei (sedicesimo tema: alienazione), nonostante durante la sua “prigionia” era sempre ben pronta a dividere, con i bambini più piccoli parte del suo magro pasto (diciassettesimo tema: altruismo)

un bel vestitino (…) giallo sole, con delle margherite

ricamate intorno allo scollo e ai polsini…molto tempo prima,

quando sua madre era viva e le cuciva tutti i vestiti.

E quando anche dire liberamente ciò che si pensa (diciottesimo tema: libertà d’espressione) viene considerato tradimento perché scomodo (diciannovesimo tema: tirannia), allora anche il legame che unisce due persone, che sono da sempre come fratello e sorella (Roberta Raggianti/Michele di Maggio – Robi Raggianti/Margherita di Maggio), si spezza come fosse il filo dello yo-yo che Robi regala a Margherita per il suo compleanno.

Gli anni passano e i dubbi degli abitanti di Cornucopia aumentano, e con questi anche il pugno di ferro (ventesimo tema: corruzione) di Scaracchio che con i suoi Pedoni Oscuri (ventunesimo tema: strafexpedition/repressione), fagocita la paura per il mostro (ventiduesimo tema: manipolazione).

Ma chi ha davvero perso una persona cara, non può rimanere indifferente agli eventi (ventitreesimo tema: nobiltà d’animo), così Robi (in un modo o nell’altro) partito  alla volta dell’Ickabog (ventiquattresimo tema: vendetta) ritroverà una vecchia amica, (venticinquesimo tema: amicizia) scoprendo con gioia che tra di loro nulla era cambiato.

E mentre a nord c’erano Robi, Margherita, Marta e Bernardo, che l’Ickabog l’hanno incontrato davvero, a sud si faceva di tutto per tenere viva una menzogna, arrivando a rapire (ventiseiesimo tema: rapimento “politico”) e imprigionare (ventisettesimo tema: prigionia) persone innocenti obbligandole a collaborare dietro le più basse delle minacce (ventottesimo tema: ricatto). 

(…) che le croste bruciate e le basi troppo umide capitano anche ai migliori. Rimboccati le maniche e fai un altro dolce (…) Non ha senso lamentarsi di qualcosa a cui non c’è rimedio!

(ventinovesimo tema: tenacia)

Come abbiamo avuto modo di scoprire la vera amicizia sconfigge il tempo e gli orrori della vita, 

di certo sapeva come recuperare una cosa che sembrava rovinata

(trentesimo tema: perseveranza)

e infatti Roberta Raggianti nel suo periodo di prigionia, 

Raggianti insiste perché tutti i prigionieri avessero

una fetta di una torta finita, in modo

da comprendere il risultato del loro sforzi.

(trentunesimo tema: lavoro onesto)

farà molto di più che continuare a sfornare dolci per il Re (trentaduesimo tema: caparbietà),

Non aveva mai immaginato che una cuoca

potesse essere altera come una nobildonna

(trentatreesimo tema: donne e lavoro)

salverà delle vite  (trentaquattresimo tema: solidarietà) e la mente del suo nuovo futuro marito, perché l’amore quando è intrappolato (trentacinquesimo tema: amore “inespresso”) e non può uscire, può fare davvero più danni di una guerra nella vita delle persone.

Le lacrime possono guarire la mente, proprio come le risate

Cornucopia è in ginocchio (trentaseiesimo tema: carestia): gli orfanotrofi e i cimiteri si riempiono, i commercianti vedono le proprie attività fallire (trentasettesimo tema: impotenza) e iniziano a cercare lavoro altrove (trentottesimo tema: migrazioni interne) e gli unici che possono salvare la situazione, e quindi Cornucopia

aveva la strana sensazione di essere destinata a qualcosa di grande,

qualcosa che avrebbe cambiato non solo la sua vita

ma il destino di tutta Cornucopia.

 sono quattro bambini e un Ickabog (trentanovesimo tema: lungimiranza).

I bambini erano più saggi degli adulti!

Il primo approccio con “la montagna verde e pelosa” (quarantesimo tema: diffidenza/paura del “diverso”) non è stato certo dei migliori, considerando anche il fatto che le intenzioni dell’Ickabog erano quelle di mangiarseli, quei quattro ragazzini che aveva salvato

E sarà stata la neve, il caldo di un comodo giaciglio e di un fuoco sempre acceso, ma il pensiero di tutti, Ickabog compreso, era rivolto a chi in quel momento non era con loro (quarantunesimo tema: nostalgia); e il canto del gigante non indorava di certo la pillola.

Per fortuna, anche se Mo’ Grugna non sarebbe d’accordo, che Margherita aveva ripreso il carattere forte (quarantaduesimo tema: potere femminile) di suo padre. Infatti una sera decide (quarantatreesimo tema: dialogo/mediazione) di sederglisi affianco

Margherita si diresse coraggiosamente verso l’entrata

della grotta, e si sedette accanto all’Ickabog

e capire davvero la sua storia, e fu così che il disgelo arrivò, non solo fuori dalla caverna (quarantaquattresimo tema: saggezza).

Con la Nascenza alle porte, e un obiettivo (quarantacinquesimo tema: motivazione) ben chiaro la strampalata compagnia, si mette in viaggio (quarantaseiesimo tema: fiducia nel prossimo) intenzionata a chiarire una cosa:

l’Ickabog mangia solo funghi

E fu così che nonostante tutte le misure preventive, il vero Ickabog arriva a Chouxville, la verità viene a galla, e i cospiratori (quelli veri) (quarantasettesimo tema: cospirazione), ricevono la loro punizione (quarantottesimo tema: giustizia/tutti i nodi vengono al pettine).

E la nuova Signora di Maggio, sarà stata enormemente contenta nello sfornare tutte quelle torte nuziali (quarantanovesimo tema: amore “espresso”), che certamente vennero mangiate con le lacrime agli occhi, come sempre accadeva con i dolci di Chouxville…e con i suoi in particolare.


In conclusione l’Ickabog pur essendo un libro per bambini, è un racconto estremamente politico, che evidenzia le opinioni dell’autrice come già abbiamo visto ne Il seggio Vacante. É importante anche sottolineare che vi sono altri due temi fondamentali, e sono il coraggio che a volte manca (Re Teo e i suoi due amici Lord) a volte abbonda (praticamente tutti gli altri personaggi “buoni“) (cinquantesimo tema: coraggio).

Ma non è solo il coraggio a intridere ogni parola dell’ickabog, il quale dimostra il coraggio abbandonando la sua palude (cinquantunesimo tema: confort zone/status quo), c’è anche la speranza. Quella potente leva che ci spinge ad andare avanti sempre nonostante tutto e tutti (cinquantaduesimo tema: speranza), come se ci fosse la consapevolezza del successo, purché si agisca nell’interesse della comunità cui si appartiene (cinquantatreesimo tema: collettività/nazione/patriottismo).

Personaggi

  • L’Ickabog: personaggio della leggenda nata a nord di Cornucopia nella zona de “le Paludi”. È un mostro che abita in una zona acquitrinosa, buia e nebbiosa a nord del paese, troppo pericolosa per gli esseri umani. L’aspetto dell’Ickabog cambiava a seconda di chi ne raccontava la storia e i suoi poteri erano grandi quanto l’immaginazione di chi raccontava. Si dice che il mostro mangi bambini e pecore. Il termine Ickabog deriva da Ichabod, che significa “senza gloria” o “la gloria se n’è andata”. “Un masso gigantesco, coperto di lunghe alghe di palude color marrone-verdastro(…) un groviglio di lunghi, ruvidi peli verdi che lo coprivano dalla testa ai piedi
  • Re Teo il Temerario: anche se era il primo tra i fifoni, ha i capelli biondi ed è molto vanitoso
  • Lord Scaracchio: uno dei due migliori amici di Re Teo il Temerario. Una volta chiese a Lady Eslanda di sposarlo e lei rifiutò. Molto magro, astuto e intelligente, governerà Cornucopia con l’inganno. Molto abile nel persuadere il re.
  • Lord Flappone: uno dei due migliori amici di Re Teo il Temerario. Rubicondo e molto grasso; meno intelligente di Scaracchio ma comunque più del Re. Molto abile nel convincere il re e questo, tra le altre cose sarà la sua fortuna.
  • Lady Eslanda: nobildonna che piace a Re Teo, e che è segretamente innamorata del coraggioso Buonuomo. Ha i capelli neri e davvero molto coraggio, oltre ad avere un cuore grande.
  • Bruno Buonuomo: come Lady Eslanda lo è di lui anche egli è segretamente innamorato della nobildonna. Dopo aver dimostrato grande lealtà alla nazione diverrà Primo Ministro di Cornucopia 
  • Re Porfirio: reggente della vicina Pluritania, che aveva offerto in sposa a Re Teo una delle sue figlie in cambio di una fornitura a vita di Celie Celesti
  • Robi “Robertino” “Lardolardo” Raggianti: uno dei personaggi principali di questa storia, è un bambino di Chouxville un po’ grassottello a causa del lavoro della madre e per questo chiamato Lardolardo dagli altri bambini 
  • Signora Roberta Raggianti: madre di Robi “Robertino” è amica d’infanzia di Michele di Maggio. È capo pasticciera personale del Re e moglie del capitano Raggianti
  • Signor Michele di Maggio: padre di Margherita, il miglior falegname di Chouxville e amico d’infanzia della signora Raggianti, lavora per Re Teo come tuttofare 
  • Maggiore Raggianti: padre di Robi Raggianti. Lavora per il Re Teo accompagnandolo cinque volte la settimana a caccia è membro della Guardia Reale. Verrà ucciso accidentalmente da Lord Flappone e premiato con la Medaglia al Valore per Estremo Coraggio contro il Letale Ickabog
  • Margherita di Maggio: migliore amica di Robi “Lardolardo”, nati a pochi giorni di distanza i due erano come fratelli e lei più snella e agile del “fratello” ne prendeva sempre le parti. Il nome deriva dalla passione per la madre, Maddalena di Maggio, per le margherite
  • Maddalena di Maggio: capo sarta del palazzo, un lavoro di prestigio considerando la passione del re per il suo guardaroba, adorava (perché verrà uccisa dal troppo lavoro) cucire abiti per la figlia Margherita
  • Lisca d’Aringa: Primo Consigliere del Re Teo, con una lunga barba grigio argento, che verrà eliminato da Blatta 
  • Bernardo Blatta: il più grande dei fratelli Blatta che ora abitava nella stanza che era di Margherita, nonostante fu il primo a prendere in giro Robi ne diverrà uno tra i migliori amici, e anche di Margherita. Sposerà Marta
  • Cancheri: uno dei valletti le cui orecchie hanno la precipua abitudine di trovarsi esattamente dove c’è qualcosa da origliare
  • Capitan Buonuomo: figlio di casari di Montecaglio amato dalla timida e bella Lady Eslanda
  • Capitan Blatta: padre di Bernardino Blatta era il vice di Raggianti. Era l’uomo più grosso di tutta la Guardia Reale e aveva baffi neri come l’inchiostro, succederà a Raggianti dopo la sua morte
  • Bertina: la domestica che avverte Lady Eslanda e porta il vino nel la Sala del Trono dove il capitano Blatta incontra la signora Raggianti dopo che il corpo del defunto Capitano Raggianti viene deposto nel Salotto Azzurro. É originaria di Jeroboam
  • Augusto Bottone: giovane soldato semplice (inventato) che avrebbe dovuto consegnare alla signora Raggianti la notizia della morte del marito. Verrà onorato con la Medaglia al Valore per Estremo Coraggio contro il Letale Ickabog
  • Ogden: uno dei tre soldato della Guardia Reale che vengono imprigionati per tradimento, è un uomo semplice e sposato
  • Wagstaff: uno dei tre soldato della Guardia Reale che vengono imprigionati per tradimento, è un uomo spiritoso e incline ai brufoli
  • Signora Bottone: madre di Augusto Bottone, è in realtà il maggiordomo di Scaracchio con una parrucca rossa
  • Professor Truffalmacco: finto esperto dell’Ickabog, ha l’aspetto di un uomo-talpa tanto sono spessi i suoi occhiali, è in realtà il maggiordomo di Scaracchio. In questa veste ha l’aspetto di un ometto anziano con i capelli candidi e un paio di occhiali così spessi che i suoi occhi quasi sparivano nel nulla
  • Otto Balzelli: maggiordomo di Lord Scaracchio che bada alle sue proprietà e che avrebbe fatto qualunque cosa per denaro, e lo dimostrerà di certo
  • Malik Macola: miglior ritrattista del paese assunto per eseguire un ritratto di Re Teo mentre lotta contro l’Ickabog
  • Fratello del soldato Ogden: allevatore di maiali fuori Capocolle 
  • Madre del soldato Wagstaff: serve da bere in una taverna di Jeroboam
  • Filippo Filetto: macellaio di Capocolle che organizzò una riunione in municipio per far firmare una petizione in cui si chiedevano le prove su come veniva spesa la nuova tassa
  • Zagaglia: soldato incaricato da Scaracchio di “liberarsi” di Margherita di Maggio, è originario di Jeroboam
  • Rosy: nipote di zagaglia è una ragazzina dell’età di Margherita e lo zio gli è molto affezionato, ecco perché non riesce nel compito assegnatogli
  • Ma’Grugna: vecchia di Jeroboam, che in cambio un ducato al mese accetta sotto il proprio tetto dei bambini, non le importa affatto della loro provenienza. Veste di nero e si accompagna con un bastone dal manico d’argento, ha un enorme verruca marrone e pelosa sulla punta del naso
  • Gianni il Bruto: uno dei ragazzi che viveva nell’orfanotrofio con Margherita, una sorta di vice Ma’ Grugna
  • Marianna: collega di Roberta Raggianti alla quale quest’ultima riferisce per sbaglio che Michele di Maggio in realtà non credé nell’esistenza dell’Ickabog
  • Signora Filetto: moglie del macellaio una donna molto gentile, che non avendo figli suoi si occupava di quelli degli altri e cantava nel coro locale
  • Matilde: la cameriera di Lady Eslanda
  • Signor Bertoni: marito di Bertina, lex cameriera che avvertí Lady Eslanda
  • Marta: compagna di orfanotrofio di Margherita 
  • Signora Conventi: insegnante di Robi
  • Alberto: cugino di Roberta Raggianti che abita a Jeroboam
  • Gemelli Bertoni: figli di Bertina e il Signor Bertoni, i cui genitori sono costretti a lasciarli in orfanotrofio quando la loro attività fallì come quella di tanti altri connazionali
  • Speroni: stalliere della tenuta di campagna di Scaracchio, che evidentemente non gli è molto fedele

Luoghi

  • Cornucopia: minuscola e florida nazione, governata da Re Teo. La sua agricoltura è la più florida di tutti i paesi limitrofi
  • Chouxville: la capitale nel sud di Cornucopia, famosa per i suoi dolci vanta i migliori pasticceri
  • Montecaglio e Capocolle: città gemelle collegate da un ponte di pietra ad arco sul fiume principale di Cornucopia
  • Montecaglio: collegata a Capocolle tramite un ponte sul Fluma, famosa per i suoi formaggi.
  • Capocolle: città dirimpettaia di Montecaglio, dove la carne e tutti i suoi derivati sono impareggiabili
  • Jeroboam: città di Cornucopia in granito  famosa per i suoi vigneti al punto che si potrebbe chiamare la città del vino. I suoi mercanti erano i più ricchi del regno
  • Fluma: fiume principale di Cornucopia
  • Pluritania: terra vicina a Cornucopia dove i cospiratori pro Ickabog dicono siano andati i di Maggio
  • le Paludi: luogo all’estremità settentrionale di Cornucopia dove tutta la ricchezza di Cornucopia pareva incapace di arrivare. Agricoltura e pastorizia erano più che scarne e gli abitanti erano vestiti di stracci poiché le loro pecore malnutrite non rendono molti soldi.
  • Città nella città: quartiere di Chouxville in cui viveva chi lavorava per Re Teo, con le loro famiglie. Era separato dal resto della città da mura bianche e la sera, dopo che le perte erano chiuse, godevano della protezione dalla Guardia Reale
  • Salotto Giallo: luogo di ritrovo del re con i suoi ospiti dopo la cena di solito Lord Flappone e Lord Scaracchio 
  • Sala del trono: luogo del palazzo in cui, tra le altre cose, si tengono le udienze con i sudditi 
  • Stanza della Guardia: dove Scaracchio riunisce tutte le guardie per offrire loro una versione ufficiale sulla morte del capitano Raggianti
  • Ickaville: quinta città di Cornucopia, situata a metà tra Montecaglio e Jeroboam sulle rive del Fluma, divenne città di coltivatori di funghi

Dolci

  • Culle di Fata: i dolci migliori di Chouxville
  • Celie Celesti: dolci di Chouxville, così buoni che tutti piangono dopo averli mangiati 
  • Folli sfoglie: dolci molto apprezzati da Re Teo
  • Culle di Fata: ottimi dolci di Chouxville 
  • Delizie del Duca: ottimi dolci di Chouxville, dolci molto apprezzati da Re Teo
  • Sogni di fanciulla: dolci di Chouxville
  • Ickapuff: paste più leggere e soffici che si possano immaginare di invenzione di Roberta Raggianti oramai di Maggio

Termini & nomi

  • Riccardo il Ritto: padre di Teo fu re prima di Teo il Temerario, che a dispetto del nome “Ritto” aveva tutti i denti storti, e i capelli biondi  come anche suo figlio
  • Blatta: famiglia con cui i di Maggio sono “invitati” a scambiare casa 
  • Giorno delle udienze: occasione molto gradita a Re Teo, soprattutto perché poteva indossare un abito nuovo per l’occasione si teneva una volta l’anno 
  • Paludese: abitante delle paludi come il pastore padrone di Macchia
  • Macchia: cane presumibilmente divorato dall’Ickabog
  • Fanghiglione: animale simile a un topo senza peli che abita le Paludi
  • Guardia Reale: esercito che protegge Cornucopia, anche se prima delle vicende narrate in questa storia, non avevano davvero un gran che da fare
  • Medaglia al Valore per Estremo Coraggio contro il Letale Ickabog: encomio che Scaracchio propone di conferire tanto al Re Teo (in oro) che a Raggianti che a Bottone (in argento, per risparmiare)
  • Brigata Speciale Anti-Ickabog: un piccolo esercito composto da cento uomini, con la divisa color verde, che costringerà le famiglie di tutto il regno a pagare una tassa supplementare di due ducati d’oro al mese
  • Bandalore: com’era chiamato lo yo-yo a quei tempi, Robi ne regala uno a Margherita
  • Gianni: tutti i “maschi” di Ma’ Grugna
  • Gianna/e: tutte le “femmine” di Ma’ Grugna
  • Pedoni Oscuri: squadre incaricate di assassinare di notte gli scettici e coprire il crimine con le finte impronte dell’Ickabog
  • Gianna la Brutta: appellativo che Ma’ Grugna diede a Margherita di Maggio nel vano tentativo di “piegare” la sua impertinenza annichilendola
  • Ickerese: la lingua degli Ickabog
  • Nascenti: i nuovi Ickabog che nascono prendendo il posto di quella che li ha generati
  • Icker: genitore dei nuovi Ickabog 
  • Ickaboggoli: cuccioli di Ickabog
  • Ickabubbo: modo in cui gli Ickabog chiamano i loro fratelli e sorelle 

Temi

Tutti i temi individuati sono frutto di una personale lettura del racconto, ciò non esclude possibili altre interpretazioni e conclusioni.

  • 1. primo temapolitica
  • 2. secondo temaegoismo e indifferenza
  • 3. terzo temavanità
  • 4. quarto temasfruttamento sul lavoro
  • 5. quinto temacapacità di giudizio
  • 6. sesto tema: avidità
  • 7. settimo tema: verità/onestà
  • 8. ottavo temamenzogna/imbrogliare
  • 9. nono temaomicidio politico
  • 10. decimo temainteresse personale
  • 11. undicesimo temaspiare
  • 12. dodicesimo temalealtà
  • 13. tredicesimo temaumanità
  • 14. quattordicesimo temamorte
  • 15. quindicesimo temafamiglia
  • 16. sedicesimo temaalienazione
  • 17. diciassettesimo tema: altruismo
  • 18. diciottesimo tema: libertà d’espressione
  • 19. diciannovesimo tema: tirannia
  • 20. ventesimo tema: corruzione
  • 21. ventunesimo temastrafexpedition/repressione
  • 22. ventiduesimo temamanipolazione
  • 23. ventitreesimo tema: nobiltà d’animo
  • 24. ventiquattresimo tema: vendetta
  • 25. venticinquesimo temaamicizia
  • 26. ventiseiesimo tema: rapimento “politico”
  • 27. ventisettesimo tema: prigionia
  • 28. ventottesimo tema: ricatto
  • 29. ventinovesimo tema: tenacia
  • 30. trentesimo tema: perseveranza
  • 31. trentunesimo tema: lavoro onesto
  • 32. trentaduesimo temacaparbietà
  • 33. trentatreesimo temadonne e lavoro
  • 34. trentaquattresimo temasolidarietà
  • 35. trentacinquesimo temaamore “inespresso”
  • 36. trentaseiesimo temacarestia
  • 37. trentasettesimo temaimpotenza
  • 38. trentottesimo temamigrazioni interne
  • 39. trentanovesimo temalungimiranza
  • 40. quarantesimo temadiffidenza/paura del “diverso”
  • 41. quarantunesimo temanostalgia
  • 42. quarantaduesimo tema: potere femminile
  • 43. quarantatreesimo temadialogo/mediazione
  • 44. quarantaquattresimo temasaggezza
  • 45. quarantacinquesimo temamotivazione
  • 46. quarantaseiesimo temafiducia nel prossimo
  • 47. quarantasettesimo tema: cospirazione
  • 48. quarantottesimo temagiustizia/tutti i nodi vengono al pettine
  • 49. quarantanovesimo temaamore “espresso”
  • 50. cinquantesimo temacoraggio
  • 51. cinquantunesimo temaconfort zone/status quo
  • 52. cinquantaduesimo temasperanza
  • 53. cinquantatreesimo temacollettività/nazione/patriottismo

Info bibliografiche

Titolo originale: The Ickabog

Autore: J.K.Rowling

Prima pubblicazione: 2020

Prima pubblicazione in Italia: 2020

La mia edizione: I Edizione 2020

Editore italiano: Salani

Collana: –

Genere: Ragazzi

Numero di pagine: 307

Preceduto da: Animali fantastici – I crimini di Grindenwald (2018)

Seguito da: –

capitoli

  • Capitolo 1. Re Teo il Temerario
  • Capitolo 2. L’Ickabog
  • Capitolo 3. Morte di una sarta
  • Capitolo 4. La casa silenziosa
  • Capitolo 5. Margherita di Maggio
  • Capitolo 6. Il litigio in cortile
  • Capitolo 7. Lord Scaracchio racconta storie
  • Capitolo 8. Il Giorno delle Udienze
  • Capitolo 9. Il racconto del pastore
  • Capitolo 10. La missione di Re Teo
  • Capitolo 11. Il viaggio verso nord
  • Capitolo 12. La spada smarrita del re
  • Capitolo 13. L’incidente
  • Capitolo 14. Il piano di Lord Scaracchio
  • Capitolo 15. Il re ritorna
  • Capitolo 16. Robi dice addio
  • Capitolo 17. Buonuomo non ci sta
  • Capitolo 18. Fine di un consigliere
  • Capitolo 19. Lady Eslanda
  • Capitolo 20. Medaglie per Raggianti e Bottone
  • Capitolo 21. Il professor Truffalmacco
  • Capitolo 22. La casa senza bandiere
  • Capitolo 23. Il processo
  • Capitolo 24. Il bandalore
  • Capitolo 25. Il problema di Lord Scaracchio
  • Capitolo 26. Un lavoro per il signor di Maggio
  • Capitolo 27. Rapita
  • Capitolo 28. Ma’Grugno
  • Capitolo 29. La signora raggianti si preoccupa
  • Capitolo 30. Il piede
  • Capitolo 31. Scomparsa di un macellaio
  • Capitolo 32. Una falla nel piano
  • Capitolo 33. Re Teo è preoccupato
  • Capitolo 34. Altri tre piedi
  • Capitolo 35. La proposta di Lord Scaracchio
  • Capitolo 36. Cornucopia ha fame
  • Capitolo 37. Margherita e la luna
  • Capitolo 38. La visita di Lord Scaracchio
  • Capitolo 39. Robi e la brigata Anti-Ickabog
  • Capitolo 40. Robi trova un indizio
  • Capitolo 41. Il piano della signora Raggianti
  • Capitolo 42. Dietro la tenda
  • Capitolo 43. Robi e la guardia
  • Capitolo 44. La signora Raggianti contrattacca
  • Capitolo 45. Robi e Jeroboam
  • Capitolo 46. Il racconto di Bernardo Blatta
  • Capitolo 47. Nelle segrete
  • Capitolo 48. Robi e Margherita si ritrovano
  • Capitolo 49. Fuga da Ma’Grugna
  • Capitolo 50. Un viaggio d’inverno
  • Capitolo 51. Nella grotta
  • Capitolo 52. Funghi
  • Capitolo 53. Il mostro misterioso
  • Capitolo 54. La canzone dell’Ickabog
  • Capitolo 55. Scaracchio offende il re
  • Capitolo 56. Il complotto nelle segrete
  • Capitolo 57. Il piano di Margherita
  • Capitolo 58. Bertina Bertoni
  • Capitolo 59. Ritorno a Jeroboam
  • Capitolo 60. Ribellione
  • Capitolo 61. Flappone spara ancora
  • Capitolo 62. La Nascenza
  • Capitolo 63. L’ultimo piano di Lord Scaracchio
  • Capitolo 64. Cornucopia ritorna

La giuria

  • Claudio Strinati: critico d’arte, presidente della giuria
  • Matteo Bussola: scrittore e illustratore
  • Ivan Canu: direttore Nimaster Illustrazione e illustratore
  • Francesca Crescentini @tegamini: traduttrice e content creator
  • Alice Maddalozzo Delle Puppa: libreria Baobab, Porcia
  • Nicola Magrin: artista e illustratore
  • Mariagrazia Mazzitelli: direttore editoriale di Salani
  • Chiara Valerio: scrittrice

I vincitori

  • 1. Lucia Battistello: otto anni
  • 2. Alessandro Sanguinetti: dieci anni
  • 3. Pablo Santoruvo: dodici anni
  • 4. Frida Colucci: dieci anni
  • 5. Cloe Zorzi: dieci anni
  • 6. Elena Horowitz: dieci anni
  • 7. Stefano Cosentino: undici anni
  • 8. Caterina Nocelli: dieci anni
  • 9. Ada Barbarini: dodici anni
  • 10. Leonardo Lodi: dieci anni
  • 11. Elisa Bampa: undici anni
  • 12. Bianca Maria Perottino: dieci anni
  • 13. Alice Barchi: undici anni
  • 14. Ellie Stewart: nove anni
  • 15. Simone Balducci: dodici anni
  • 16. Nicole Cavarzan: sette anni
  • 17. Giulia Rossi: sette anni
  • 18. Maria Grazia De Carlo: dodici anni
  • 19. Nora Arcuri: dieci anni
  • 20. Gaia Carnesecchi: dieci anni
  • 21. Sofia Segalini: dodici anni
  • 22. Irene Semplici: nove anni
  • 23. Sofia Oudich: otto anni
  • 24. Anna Sarboraria: dodici anni
  • 25. Anita Pirola: dieci anni
  • 26. Sofia Cioffi: undici anni
  • 27. Simone Iacomino: dodici anni
  • 28. Luca Lerede: dieci anni
  • 29. Alice Abate: dieci anni
  • 30. Matilda Zanatta: undici anni
  • 31. Davide Mancarella: otto anni
  • 32. Martina Pia Mondelli: dodici anni
  • 33. Elena Agata Scardilla: dieci anni
  • 34. Lorenzo Dalla Costa: undici anni
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