L’arte di respirare come viaggio nell’inconscio e allineamento col “tempo divino”

L’arte di respirare come viaggio nell’inconscio e allineamento col “tempo divino”

Frankenstein di Mary Shelley durante la lettura

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

L’arte di respirare come viaggio interiore e allineamento col “tempo divino”

L’iperventilazione consapevole ci insegna a diventare piloti del nostro sistema nervoso autonomo e del nostro corpo, anziché semplici passeggeri ed è a tutti gli effetti una via per viaggiare dentro di noi accedendo a quella parte subconscia che spesso rimane celata e non ascoltata. 

28 MARZO 2026 – TORINO

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

L’arte di respirare di James Nestor. Ecco la mia recensione.

Il tema centrale di questo libro, per me, non è stato l’aspetto pratico del respirare con consapevolezza.

È stato ciò che ha rappresentato.

Un segnale di perfetto allineamento con quello che possiamo chiamare tempo divino.

L’arte di respirare mi viene regalato il 19 Ottobre 2021 e lo lascio per quasi cinque anni nella sezione della libreria dove ripongo i libri da leggere: quelli che compro perché ne sono attirata in quel momento ma che non sempre leggo immediatamente.

Ecco, questo è uno di quei libri.

Più volte l’ho tirato fuori dalla libreria per iniziare a leggerlo, con il risultato che non aprivo nemmeno una pagina.

Non era il momento.

L’altra sera ho capito perché.

Il giorno prima di finirlo di leggere seguo un corso sul sistema nervoso. Conoscevo già l’argomento, ma solo oggi ne sento fortissimo il richiamo, al punto di volerlo introdurre anche all’interno di Spiritual CEO con lezioni e pratiche energetiche specifiche.

La sera in cui ho finito di leggerlo ho unito i puntini: dovevo prima avere l’epifania nel cuore di ciò che rappresenta per me – e per i miei studenti e clienti – il lavoro sul sistema nervoso, prima di arrivare alla fine di questo libro.

Una di quelle sincronicità che ci danno la certezza di essere in allineamento con quello che chiamiamo: tempo divino.

Respiro olotropico e Metodo Wim Hof: la mia esperienza

Nel corso degli anni, ancora prima del mio trasferimento a Torino, la mia rinascita era iniziata (fra le altre cose) proprio attraverso l’incontro con il Metodo Wim Hof.

Una di quelle cose che ti sfidano a fare un passo in più.

La mia mente aveva bisogno di un reset.

Di ricominciare.

E Wim Hof è stato quella guida che mi ha scossa dal torpore in cui ero intrappolata. [Consideriamo che la recensione del suo libro è datata 5 Febbraio 2020…]

Leggere fra le pagine de L’arte di respirare ciò che ha condotto Wim Hof a “diventare Wim Hof” mi ha riempita di emozione profonda.

Così come anche incontrare l’esperienza di Alexandra David-Néel che ho “sentito” molto. 

La sua forza liberale già so che per me sarà icona e guida.

Accedere all’inconscio e rimuovere blocchi energetici

Grazie a L’arte di respirare di James Nestor ho anche potuto approfondire l’aspetto scientifico di come funziona la respirazione olotropica, che in una fase più consapevole – per capirci ero già a Torino – ho potuto praticare con risultati davvero straordinari.

È un vero e proprio strumento di guarigione.

Rilascia blocchi energetici ed emotivi bypassando completamente la parte razionale.

Semplicemente, c’è il rilascio.

Un modo potentissimo per accedere al proprio inconscio (se lo si desidera) in maniera totalmente autonoma. Non è per tutti questo è vero, ma se si supera la soglia dall’altra parte c’è la completa liberazione!

Ogni volta che ho praticato la respirazione olotropica di Stanislav Grof ho sempre rilasciato tantissimo.

Tutte le volte è stato un profondo reset energetico e mentale.

Non a caso ho sempre svolto questa pratica alla domenica, ossia un giorno in cui potevo completamente concentrarmi su di me e sul mio sentire, sia prima che dopo la pratica.

Non sempre ho saputo collegare l’emozione rilasciata – spesso in modo violento e brutale – ad un evento, ad una situazione o ad una persona in particolare, ma ho sempre avuto completa fiducia nel mio corpo e nella mia mente di rimanere integri durante il rilascio.

Mi ricordo perfettamente di quando la prima volta è come se il mio corpo mi avesse chiesto:

posso rilasciare?

Io ho risposto sì!

Il mio corpo ha iniziato a muoversi da solo e la voce è uscita potente dalla gola.

Dopo ero stremata ma in pace!

Quando sperimenterai questo tipo di pratica semplicemente dai il permesso al tuo corpo e alla tua mente di lasciare andare.

Abbi fiducia.

Perdi il controllo.

Trova il tuo equilibrio.

Frankenstein di Mary Shelley durante una recensione spirituale
Dorso dell’edizione BUR Deluxe di Frankenstein di Mary Shelley
Copertina illustrata di Frankenstein di Mary Shelley edizione BUR Deluxe

Qigong e Breathwork: lavorare con il respiro

Quando respiriamo, espandiamo la nostra forza vitale.

I cinesi chiamavano il loro sistema di respirazione conscia qigong.

Qi significa “respiro”.

Gong significa “lavoro”.

Dunque lavoro con la respirazione.

Originariamente la domenica per me era dedicata alla pratica del Cord Cuttin. Devo tantissimo anche a questa tecnica energetica. Davvero tantissimo…infatti l’ho praticata ogni settimana per un anno e mezzo! Avevo tanto lavoro da fare sì…

Ad oggi ho canalizzato varie pratiche energetiche connesse al tagliare i cordoni energetici, ed è possibile svolgere questa pratica in maniera guidata insieme a me accedendo o a Spiritual CEO Academy oppure ad Ultracosmo.

Quando poi ho voluto andare più in profondità, ecco che il mio viaggio evolutivo e di guarigione energetica e animica incontra la respirazione olotropica di Stanislav Grof.

Solo oggi scopro l’origine di questa parola:

“la respirazione olotropica deriva dal greco holos, che significa “intero”, e trepein, che si traduce come “avanzare verso qualcosa”.”

“La respirazione olotropica disintegra la mente per portarla verso l’integrazione.”

E io verso qualcosa ci stavo avanzando davvero ed ero disposta a fare tutto ciò che necessitava al mio “arrivarci lì dove stavo andando” che puoi solo immaginare l’emozione di scoprire che una delle pratiche che più di ogni altra mi ha condotta dove sono oggi in realtà si chiama avanzare verso qualcosa!

Riprendere il controllo della propria vita

Dentro L’arte di respirare di James Nestor certamente si trovano tecniche pratiche per iniziare a dare un aiuto reale e concreto alla propria salute – sì, anche in caso di malattie croniche, autoimmuni, psicologiche, psicosomatiche – ma soprattutto si ritrova la speranza e la fiducia.

La fiducia nel fatto che esiste uno spazio di intervento.

Uno spazio di possibilità.

L’essere umano non è solo un organismo […] è anche una mente la cui forza, se usata saggiamente, può consentirgli di riparare il corpo quando vacilla.

Morale: il paradosso di lasciare andare per avere il pieno controllo

L’arte di respirare non è arrivato quando volevo leggerlo.

È arrivato quando avevo bisogno della conferma di aver integrato ciò che avevo esplorato negli ultimi 6 anni della mia vita.

 

Solo quando lasciamo andare.

Lasciamo che “avvenga”.

E osserviamo la Legge del non attaccamento allora ci sintonizziamo davvero sul tempo divino.

E quando accade, quando riusciamo a fare questo, tutto semplicemente arriva a noi.

Sinossi

L’arte di respirare è un viaggio tra scienza, storia e sperimentazione personale che mette in discussione qualcosa che diamo per scontato ogni giorno: il respiro.

James Nestor parte da una domanda semplice ma destabilizzante: stiamo davvero respirando nel modo giusto? Attraverso ricerche scientifiche, incontri con esperti e pratiche antiche dimenticate, l’autore dimostra come il modo in cui respiriamo influenzi profondamente salute fisica, equilibrio mentale e qualità della vita.

Il libro intreccia discipline come la fisiologia, la medicina moderna, le tradizioni yogiche e le tecniche di respirazione ancestrali, mostrando come l’essere umano abbia progressivamente “disimparato” a respirare in modo naturale, con conseguenze su ansia, sonno, postura e persino struttura del volto.

Tra esperimenti diretti – come il respirare esclusivamente dalla bocca per giorni – e analisi di casi clinici, emerge una verità tanto semplice quanto scomoda: il respiro è uno degli strumenti più potenti di regolazione del sistema nervoso, eppure è anche uno dei più trascurati.

“L’arte di respirare” non è solo un saggio divulgativo, ma una guida concreta per recuperare una funzione biologica fondamentale e trasformarla in una leva di benessere, presenza e performance.

 

 

 

Info bibliografiche

Titolo originale: Breathe: The new science of lost art
Titolo italiano: L’arte di respirare
Autore: James Nestor

Anno di uscita originale: 2020
Prima pubblicazione italiana: 2021

La mia edizione: Prima edizione, 2021
Editore italiano: Aboca
Numero di pagine: 334

Genere: GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

Data, luogo ed età di acquisto del libro: 19 Ottobre 2021, Torino, 32 anni
Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 28 Marzo 2026, Torino, 36 anni

 

 

 

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L’impostazione shintoista giapponese ai giorni nostri per riconnettersi con il Tutto

L’impostazione shintoista giapponese ai giorni nostri per riconnettersi con il Tutto

Copertina libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP FILOSOFIASPIRITUALITÁ

L’impostazione shintoista giapponese ai giorni nostri per riconnettersi con il Tutto (sia nel tangibile che nel sottile)

Non puoi integrare una nuova filosofia senza diventare una nuova versione di te. Il cambiamento non è qualcosa che va imparato ma che va ricordato poiché appartiene alla nostra natura innata essendo parte del Tutto da cui abbiamo origine.

21 MARZO 2026 – TORINO

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP FILOSOFIASPIRITUALITÁ

Il pensiero giapponese di Le Yen Mai Tavis. Ecco la mia recensione.

15 concetti.

15 luoghi che corrispondono a 15 tappe geografiche attraverso il Kansai in Giappone.

1 pretesto per integrare nel quotidiano lo shintoismo che scopriamo essere molto più vicino a noi di quanto non si possa pensare.

Questo è un libro che si lascia leggere veloce ma si integra lentamente perché di mezzo c’è il cambiamento identitario. Non a caso ho comprato questo libro il 2 aprile 2023 a Napoli dove lo inizio a leggere e lo finisco oggi che scrivo che è il 21 marzo 2026 a tre anni di distanza.

Già, le evoluzioni identitarie sono in assoluto quelle che richiedono più tempo…

Di fatto è uno di quei libri che non finiscono quando arrivi all’ultima pagina, ma che è proprio quando arrivi all’ultima pagina che iniziano davvero.

 

Accogliere l’imperfezione e praticare il miglioramento costante

2 Kaizen • 6 Nintai 

Quando avevo circa 16 anni o giù di lì, incontro per la prima volta il termine Kaizen. Da allora me ne innamoro, lo sposo e lo faccio mio in ogni ambito della mia vita al punto da creare un progetto che è stato battezzato proprio così.

Questo concetto è autenticamente quello che mi ha permesso di raggiungere ogni cosa nella mia vita sia personale che imprenditoriale. Senza non sarei mai diventata chi sono oggi e non potrei essere chi devo diventare. É molto semplice: nessuno stravolgimento improvviso ma un cambiamento costante, come una scala che si sale gradino dopo gradino.

La seconda parola giapponese che incontro nel mio percorso evolutivo è ikigai e questo perché quando avevo circa 18 anni ero alla ricerca di come dare un senso alla mia vita. 

In quel periodo chiunque fosse interessato di marketing e crescita personale veniva inondato da “questo ikigai”, solo pochi lo hanno davvero integrato nelle loro vite e ancora meno lo hanno portato nella dimensione imprenditoriale. Io sono fra coloro che hanno saputo farlo e ora sono Guida Evolutiva per chi desidera fare lo stesso.

Libro La regina degli scacchi di Walter Tevis chiuso in mano
Libro La regina degli scacchi aperto durante la lettura
Dorso del libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

Sbocciare come i fiori di ciliegio: diventare noi stessi “bellezza” raggiungendo lo scopo più alto

3 Hanafubuki • 9 Shinrin-Yoku • 113 Ikigai • 4 Yūgen

Molto facile è guardare la bellezza che è fuori di noi.

Grandissimo insegnamento è però quello di diventare noi stessi bellezza.

Accogliere le ciclicità e la caducità della vita.

Ricordare che funzioniamo esattamente come un fiore: da bocciolo dobbiamo aprirci, mostrarci al mondo con la corolla aperta e rivelare la nostra bellezza per poi semplicemente fare posto alle successive stagioni.

Ed è quando accogliamo chi siamo davvero che anche il nostro scopo più alto, non “solo” la Missione ma il nostro ikigai si rivela e in allineamento ad esso riusciamo davvero a vivere.

Per quanto il termine e la filosofia alla base dell’Ikigai possa far pensare a qualcosa di totalmente impalpabile, in realtà è incentrato non solo sul bilanciamento fra crescita personale e spirituale ma anche imprenditoriale. Non si può infatti essere completamente realizzati senza avere anche l’appagamento nel denaro (scopri il corso per migliorare il tuo rapporto con il denaro).

L’armonia perfetta delle parti.

Questo è il vero obiettivo dell’Ikigai.

Il ruolo dell’altro

4 Omoiyari • 8 Omotenashi 

E forse la società occidentale insegna una predominanza dell’Ego e quindi di agire per noi stessi; ma ben presto ci viene rivelato che solo quando siamo a servizio degli altri e in condivisione con loro, imparando anche ad anticiparne persino i bisogni, allora siamo davvero integri.

Comprendere e appagare i bisogni altrui non è servilismo né tantomeno sottomissione ma è cura reciproca; a mio avviso un concetto meraviglioso che può forse suonare utopico ma del tutto praticabile a partire dalla semplicità quotidiana. Non è un atteggiamento perbenista ma legato ad una profonda cultura orientata all’altro. 

Per chiunque abbia un Business questo diventa letteralmente oro colato perché allenare lo spirito di osservazione, l’empatia e la conoscenza dell’altro (nella fattispecie del proprio cliente) si riuscirà ad appagare davvero i suoi desideri.

Ed è lì che ci si sente davvero sazi nello spirito.

Accogliere le rotture e praticare la gratitudine profonda

5 Kintsugi • 1 Wabi Sabi • 7 Itadakimasu • 15 Mono No Aware

 

Avevo già avviato Spiritual CEO quando la mia evoluzione mi ha portata a rompermi in mille pezzi, ancora e ancora. Ed è in quel momento che con un tempismo meraviglioso incontro la parola Kintsugi. Come per le altre me ne innamoro tant’è che anni più tardi leggerò il libro di Tomas Navarro mentre vado ad incontrare la mia Fiamma Gemella al Lago Maggiore. Quel viaggio ha inaugurato una nuova versione di me.

Sapevo che ero rotta ma non mi volevo arrendere all’essere “da buttare” e così quello che ho fatto è stato, così come insegna la pratica del kintsugi, a fare delle mie ferite la mia unicità. Non le ho più nascoste ma impreziosite con l’oro.

 

La parola Wabi Sabi invece la incontro a Torino in uno dei tanti mercatini artigianali che rendono viva la città che ad oggi che scrivo è ancora la mia casa.

Dovevo abbandonare il perfezionismo che sempre mi aveva accompagnata e accogliere la bellezza dell’imperfezione. Ero pronta ad integrare anche questo nuovo codice e ne ho subito scoperto la bellezza.

Questi due concetti sono molto vicini e forse è proprio per questo che sono arrivati nella mia vita con la stessa prossimità.

Praticare l’identità del benessere e aprirsi all’amore

10 Hanasaki • 11 Koi No Yokan • 12 Danshari 

 

Ad eccezione dei 4 che avevo incontrato nel mio percorso, tutti gli altri concetti li ho scoperti grazie a questo libro ma anche se non ne conoscevo il nome ho subito riconosciuto che facevano già parte di me e del mio modo di essere: della mia identità!

L’identità è uno dei nodi cardine con cui ciascuno di noi si trova a dover fare i conti.

Ciò che pensiamo, quello che mangiamo, come ci prendiamo cura di noi, dei luoghi che abitiamo, dei gruppi di cui facciamo parte.

Cesellare con consapevolezza il “chi siamo” è la più alta forma d’amore che possiamo sperimentare nella nostra vita. E solo dopo che abbiamo normalizzato questa vibrazione nelle nostre vite allora potremmo anche fare esperienza di quella “premonizione d’amore” che ci porta a connetterci ad un livello più profondo non solo con noi stessi ma soprattutto con la persona che è arrivata sul nostro cammino per amarci e accogliere il nostro amore.

L’autrice dell’articolo

Ciao, il mio nome è Marzia Rosi e questo è il mio Book Blog.

Qui racconto come i libri mi insegnano ogni giorno a viaggiare dentro e fuori di me.

Mi definisco Guida evolutiva per l’imprenditoria visionaria 🔮

Esperta in allineamento fra identità e obiettivi  lavoro sia con chi sta scalando il fatturato che imprenditrici/imprenditori con Business strutturati nella propria crescita personale, spirituale e imprenditoriale con l’obiettivo di incarnare la propria identità più elevata e raggiungere insieme gli obiettivi di fatturato unendo Strategia ed Energetica!

Oggi puoi iniziare anche tu il tuo viaggio dentro di te accedendo alle risorse gratuite di Spiritual CEO Academy.

Sinossi

Il pensiero giapponese di Le Yen Mai è un viaggio immersivo nella cultura del Sol Levante, costruito come una camminata simbolica tra Kyoto e la regione del Kansai.

Attraverso quindici luoghi, il libro diventa una porta d’accesso ai concetti fondamentali del pensiero giapponese: filosofico, spirituale e quotidiano.

L’autrice guida il lettore nella comprensione di idee affascinanti ma spesso difficili da tradurre nella vita occidentale, colmando la distanza tra due visioni del mondo profondamente diverse.

È un percorso che non si limita a spiegare, ma invita a vedere, sentire e integrare questi principi nella propria realtà, trasformando la distanza culturale in possibilità di crescita interiore. 

 

Info bibliografiche

Titolo originale: Il pensiero giapponese
Titolo italiano: Il pensiero giapponese
Autore: Le yen Mai

Anno di uscita originale: 2020
Prima pubblicazione italiana: 2020

La mia edizione: Prima edizione, Quinta ristampa 2022
Editore italiano: Giunti Editore
Numero di pagine: 303

Genere: GROWTH, MIND & BODY, SELF HELP FILOSOFIASPIRITUALITÁ

Data, luogo ed età di acquisto del libro: 2 Aprile 2023, Napoli, 33 anni
Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 21 Marzo 2026, Torino, 36 anni

 

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Come la filosofia di Nietzsche ci insegna a tirare fuori Leadership e potere personale

Come la filosofia di Nietzsche ci insegna a tirare fuori Leadership e potere personale

Copertina libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELPFILOSOFIA

Come la filosofia di Nietzsche ci insegna a tirare fuori Leadership e potere personale

Se cerchi un libro per addolcire lo stress questo è quello sbagliato! Se invece vuoi trovare uno spazio in cui riflettere e nel quale vedere chi diventi quando lo attraversi allora Nietzsche per stressati di Allan Perci è il tuo prossimo libro!

17 NOVEMBRE 2025 – TORINO

GROWTH, MIND & BODY, SELF HELPFILOSOFIA

Nietzsche per stressati di Allan Percy. Ecco la mia recensione.

Non è un balsamo (come credevo…).
È uno specchio.

E quando lo leggerai (il momento non sarà casuale ma questo già lo sai!), scoprirai che ciò che chiami “stress” è spesso la richiesta dell’anima di tornare a sé stessa.
Nietzsche non consola: chiarifica.
Non massaggia le ferite: ci soffia sopra per farci vedere dove brucia davvero.

Ed è proprio lì, in quel punto che scotta, che la Leadership si risveglia dal torpore.
É nel “fastidio” che inizia il potere personale.

Ricordo perfettamente quando ho acquistato questo libro: Torino, 12 Ottobre 2022.
Avevo 33 anni e un micro-mondo da tenere in equilibrio, come spesso succede a chi sta crescendo, cambiando pelle, lasciando andare parti della propria identità per far spazio alla nuova versione di sé.

Di fatto Spiritual CEO stava prendendo forma insieme alla mia nuova me e tutto l’aiuto possibile, anche da un libro di “filosofia riletto in chiave moderna” è stato d’aiuto.

Ero in uno di quei periodi in cui senti l’esigenza non di qualcuno che ti prenda per mano, ma di una voce che ti dica la verità.

Nietzsche è questo tipo di voce, se glielo permetti.

Allan Percy rende la sua filosofia (non proprio leggerissima, se hai letto dei testi integrali lo sai bene) accessibile con una delicatezza che sorprende, ma conserva la potenza ruvida e tagliente del pensiero originale.


Ogni aforisma diventa un invito, a volte scomodo, a osservare come stai usando la tua energia (ci lavoriamo in Spiritual CEO), dove la stai disperdendo e quali pesi stai portando che non sono più tuoi.

Questo libro non ti calma.
Ti risveglia.

E a volte è esattamente ciò di cui hai bisogno per ricordarti che non sei venut* al mondo per sopravvivere allo stress…ma per guidare la tua vita con presenza, potere e consapevolezza.

Perché leggere Nietzsche oggi: la filosofia come allenamento al coraggio interiore

Nietzsche non parla di coraggio come gesto eroico.
Per lui il coraggio è una postura interiore: è restare in piedi davanti alla propria verità.

Leggerlo oggi significa accettare tre cose fondamentali:

  1. Il caos non è il nemico: è il maestro (…e già solo questo potrebbe bastare)
    Ciò che etichettiamo come confusione è spesso il preludio di un allineamento più grande.
  2. Lo stress non va “eliminato”: va ascoltato
    È un segnale di frizione tra ciò che vivi e ciò che sei chiamata a diventare (e qui è lo Human Design che diventa Maestro di vita per guidarci insieme alla nostra Leadership risvegliata)
  3. La forza non significa essere duri: significa onestà.
    È la capacità di guardarti senza filtri, senza edulcorare ciò che va cambiato.

Nietzsche ti invita a smettere di abbellire la realtà e iniziare a usarla.
A trasformarla in allenamento.
In visione.
In direzione.

È un atto di coraggio prendere in mano le proprie giornate e dire:
“Da qui in avanti scelgo me. E scelgo la mia energia.”

Libro La regina degli scacchi di Walter Tevis chiuso in mano
Libro La regina degli scacchi aperto durante la lettura
Dorso del libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

Dal caos alla lucidità: cosa ci insegna Nietzsche quando la vita ci mette alla prova

Quando la vita agita le acque, non lo fa per destabilizzarti: lo fa per mostrarti cosa resta in piedi.
Questa è la filosofia nietzscheana nella sua essenza.

Ed è profondamente attuale.

Perché oggi viviamo in un mondo dove il rumore è continuo e la frenesia è quasi un culto.
Eppure, proprio lì dentro, Nietzsche ti dice:

“Diventa ciò che sei.”

Che significa:

  • smettere di fare a gara con le aspettative altrui,

  • riconoscere la tua voce anche quando tremi,

  • ricordarti che nessuna tempesta esterna può vincere un centro interno solido.

Lo stress non è un ostacolo: è un indicatore.
Un messaggero che ti chiede di ricalibrare, riorganizzare, riposizionarti (soprattutto interiormente e ancora di più quando scali il tuo Business).

E ogni volta che rispondi a questo richiamo, fai un passo in più verso la tua lucidità.

Nietzsche non ti dà la soluzione.
Ti dà una postura:
la fermezza di chi non scappa da sé.

 

“Per vivere da soli bisogna essere una bestia o un dio.”

Leadership: gli aforismi di Nietzsche come strumenti per espandere il potere personale a partire dal quotidiano

La Leadership non nasce nelle grandi imprese, nelle decisioni eclatanti o nei cambi di vita radicali.

Nasce nella quotidianità.

E Nietzsche, con la sua filosofia affilata e visionaria (e noi qui, sia io che te lo sappiamo bene perche entramb* siamo Leader visionari*), te lo ricorda un aforisma dopo l’altro.

Ecco come i suoi pensieri diventano strumenti concreti di potere personale:

  1. “Diventa ciò che sei.”
    È il fondamento della Leadership autentica: smettere di interpretare ruoli e iniziare a incarnare verità.

In un mondo che ti chiede di conformarti, Nietzsche ti ricorda che il tuo potere comincia dove finisce la finzione.

  1. “Chi ha un perché può sopportare quasi ogni come.”
    Il tuo scopo è l’ancora che ti sostiene quando tutto vacilla.

Quando il tuo perché è vivo, i tuoi passi diventano inevitabili: non puoi più ignorarli.

  1. “La strada migliore per cominciare è smettere di parlare e iniziare a fare.”
    Questo è un richiamo diretto alla tua Leadership quotidiana.

Meno parole, più azione.

Meno intenzioni, più movimento.

Il potere personale cresce nelle scelte che fai, non in quelle che rimandi.

  1. “Non posso crederti se non credo in te.”
    La fiducia che gli altri ripongono in te nasce dalla fiducia che tu riponi in te stessa.

La Leadership non è mai persuasione: è magnetismo.

E il magnetismo nasce dall’allineamento interiore.

  1. “Nessuno può costruire per te il ponte su cui devi camminare per attraversare il fiume della vita.”

Questa è l’essenza di tutto.

Nessuno può fare il passo al posto tuo.

Nessuno può scegliere al posto tuo.

Nessuno può incarnare la tua verità.

La Leadership diventa reale solo quando accetti che quel ponte lo costruisci tu… e che ogni asse è una tua decisione.

 

Questi non sono aforismi da sottolineare.
Sono istruzioni di allineamento.
Piccoli atti quotidiani di potere personale.

Perché il potere non è dominio.
È direzione.
È visione.
È la decisione di non tradire sé stessi per comodità, paura o abitudine.

Morale: la vera libertà arriva quando smetti di compiacere e inizi a vivere secondo la tua natura autentica

La filosofia di Nietzsche non è comoda.
Ma è liberatoria.

Ti insegna che:

  • non sei qui per essere accettat*
  • non sei qui per essere capit*
  • non sei qui per rispondere a ciò che gli altri proiettano su di te

Sei qui per vivere la tua natura.
Per incarnare la tua forza.
Per scegliere la tua via anche (soprattutto) quando trema tutto sotto i piedi.

La libertà non arriva da fuori.
Arriva quando smetti di compiacere e inizi finalmente a vibrare secondo ciò che sei.

Ed è in quel momento che il potere personale si accende.
E che la tua Leadership diventa non uno sforzo, ma una conseguenza.

L’autrice dell’articolo

Ciao, il mio nome è Marzia Rosi e questo è il mio Book Blog.

Qui racconto come i libri mi insegnano ogni giorno a viaggiare dentro e fuori di me.

Mi definisco Guida evolutiva per l’imprenditoria visionaria 🔮

Esperta in allineamento fra identità e obiettivi  lavoro sia con chi sta scalando il fatturato che imprenditrici/imprenditori con Business strutturati nella propria crescita personale, spirituale e imprenditoriale con l’obiettivo di incarnare la propria identità più elevata e raggiungere insieme gli obiettivi di fatturato unendo Strategia ed Energetica!

Oggi puoi iniziare anche tu il tuo viaggio dentro di te accedendo alle risorse gratuite di Spiritual CEO Academy.

Sinossi

Un libro piccolo, denso e sorprendentemente incisivo, che prende il pensiero di Friedrich Nietzsche e lo traduce in pillole di saggezza quotidiana, accessibili e immediatamente applicabili.
Allan Percy seleziona 99 frasi del filosofo e le trasforma in micro-riflessioni che parlano di autonomia, coraggio, responsabilità personale, anti-vittimismo e potere interiore.

Il vero cuore del testo è semplice:
smetti di subire, inizia a scegliere.

Ogni pagina è una sveglia: ti ricorda che la vita non è ciò che ti capita, ma ciò che decidi di fare con ciò che ti capita.
Perfetto per chi attraversa un momento di confusione, pressione o sovraccarico emotivo, questo libro si legge velocemente ma resta addosso come una piccola rivoluzione privata.

Un compagno ideale per ritrovare la forza di dire “Sì” a sé stessi e “No” a ciò che non è più allineato al proprio benessere.

Info bibliografiche

Titolo originale: Nietzsche para estresados
Titolo italiano: Nietzsche per stressati. 99 pillole di filosofia quotidiana
Autore: Allan Percy

Anno di uscita originale: 2010
Prima pubblicazione italiana: 2020

La mia edizione: Prima edizione, 2020
Editore italiano: Giunti Editore
Numero di pagine: 121

Genere: GROWTH, MIND & BODY, SELF HELPFILOSOFIA

Data, luogo ed età di acquisto del libro: 12 Ottobre 2022, Torino, 33 anni
Data, luogo ed età di scrittura dell’articolo: 17 Novembre 2025, Torino, 36 anni

 

 

 

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La vita è come la scacchiera di Beth Harmon

La vita è come la scacchiera di Beth Harmon

Copertina libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

ROMANZO

La vita è come la scacchiera di Beth Harmon

Ogni libro è una soglia.
E La regina degli scacchi è una soglia doppia: quella che varchi nel momento in cui inizi a leggere, e quella che si apre dentro di te quando inizi a capire che la vita stessa è una partita a scacchi.

8 NOVEMBRE 2025 – TORINO

ROMANZO

La regina degli scacchi di Walter Tavis. Ecco la mia recensione.

Beth Harmon non gioca solo contro i suoi avversari, ma contro le sue paure, le dipendenze, la fame di essere vista e amata.
E mentre la guardiamo muovere i pezzi sulla scacchiera, comprendiamo che la vera sfida non è mai con l’altro — ma con ciò che ci abita dentro.

 

Infatti per me, che da sempre trovo nei libri ciò di cui la mia evoluzione ha bisogno, mi sono resa conto che la storia di Beth Harmon è un promemoria potente: non giochi davvero contro l’altro.
Giochi contro la tua impazienza, il tuo orgoglio, la tua voglia di vincere subito…come quando vuoi di più nella vita e nel Business e i risultati tardano ad entrare in materia.

Gli scacchi diventano così il linguaggio visibile di un conflitto invisibile: restare intera mentre avanzi, scegliere cosa sacrificare e quando, capire che l’errore non è la fine ma una mossa in più nel disegno più ampio.

Beth Harmon: imparare a vedere oltre il presente

Quando ho iniziato a leggere La regina degli scacchi di Walter Tevis, mi sono sentita subito dentro un viaggio. Non solo quello di Beth, ma anche il mio.
L’ho letto come si legge un diario che non è tuo, ma che potresti aver scritto tu stess*. Pagina dopo pagina, la vita di questa giovane donna diventava una lente per osservare la mia.

C’è qualcosa di profondamente spirituale negli scacchi.
La disciplina, il silenzio, la mente che impara a vedere oltre il presente. È un gioco che ti insegna a respirare dentro l’attesa e a fidarti del tempo.
E ogni volta che pensi di aver perso, in realtà stai solo imparando un altro modo per vincere.

Gli scacchi funzionano davvero come quando stai lavorando ad un nuovo progetto, e ti rendi conto che la strategia si mostra a te mossa dopo mossa, passo dopo passo, guarigione dopo guarigione.

Non è mai solo il momento presente.

Ma sempre l’aprirsi all’istante futuro che, così come quando entri nel Campo Quantico (vai alle meditazioni gratuite di Spiritual CEO), già conosci perché hai già visto tutto con gli occhi della mente.

Libro La regina degli scacchi di Walter Tevis chiuso in mano
Libro La regina degli scacchi aperto durante la lettura
Dorso del libro La regina degli scacchi di Walter Tevis

La solitudine del giocatore di scacchi e dell’imprenditore

Beth è un personaggio autentico, forte e trasparente nella sua complessità.
Cresce sotto i nostri occhi mentre leggiamo di lei e della sua vita. La incontriamo dagli otto fino ai diciannove anni, e in quel tempo impariamo insieme a lei che la solitudine non è sempre un nemico: è una maestra severa che ci prepara alla grandezza.

Lo stesso vale per chi come me cresce il proprio progetto imprenditoriale: c’è un momento di gestazione, di preparazione…quel momento che si chiama vuoto, in cui effettivamente tutto si prepara a “diventare ciò che già è”; proprio come quando il seme viene piantato.

La preparazione, lo studio, la strategia, l’analisi, la crescita sono tutte cose che si fanno da soli con l’unica compagnia di se stessi e questo Beth Harmon ce lo mostra molto bene.

I trofei sono “facili da vivere” e arrivati al traguardo è facile stare vicino al vincitore ma tutt’altro è passare per quei momenti in cui ciò che sarà esiste solo nella nostra mente…al limite della follia. A volte superando anche quel limite per amore di ciò che si sta creando.

Le tante identità che vivono dentro di te

Anche negli scacchi, come nella vita, si vince solo quando si impara ad integrare tutte le aree della vita nella maniera più armoniosa possibile.

Proprio come accade a Beth Harmon arriva sempre quel momento in cui ti rendi conto che hai messo tutta te stessa, davvero tutta te stessa, in un unico luogo/progetto e improvvisamente è come se ti rendessi conto che c’è davvero molto di più oltre agli scacchi (e al Business).

Ed io a questo punto, a questa consapevolezza, ci sono arrivata proprio ora mentre scrivo questo articolo…ora che la struttura di Spiritual CEO è finalmente completa ed è esattamente come desideravo che fosse.


La verità è che nessun sogno, nessun progetto per quanto importante e ambizioso, può contenere tutto ciò che siamo…non da solo almeno!

Dobbiamo trovare quello che per “noi” è il perfetto equilibrio tra le parti, perché anche se vincessimo sempre al gioco che stiamo giocando, alla lunga la mancanza di tutto il resto si farebbe tremendamente sentire e Beth Harmon questo lo ha vissuto sulla sua pelle così come ora anche io.


C’è un tempo per giocare, uno per vincere e uno, ancora più prezioso, per vivere.

Morale: La partita invisibile della vita

La vita è una scacchiera infinita.
E ogni nostra mossa — anche quella sbagliata — è un atto di conoscenza.
Beth mi ha insegnato che la vera vittoria non è arrivare al “matto”, ma continuare a giocare con grazia, anche quando la partita sembra perduta.

Per esperienza personale ti dico che ci vuole tanto coraggio a continuare a giocare quando sembra che la sconfitta è assicurata, ma…non è finita finché non è finita!

E anche se “perdi” hai imparato qualcosa di fondamentale anche se dentro brucia come il fuoco, soprattutto in certi contesti.

Nella vita, come negli scacchi, la partita è sempre uno contro uno: tu contro i tuoi demoni.

E solo quando impari a guardarli senza paura, puoi finalmente avanzare libera.
Perché a volte per vincere non serve attaccare.
Serve restare ferma, presente, lucida, in ascolto della prossima mossa.

Questo è l’atto di co-creazione e a conti fatti è ciò che ci conduce alla vera vittoria!

 

L’autrice dell’articolo

Ciao, il mio nome è Marzia Rosi e questo è il mio Book Blog.

Qui racconto come i libri mi insegnano ogni giorno a viaggiare dentro e fuori di me.

Mi definisco Guida evolutiva per l’imprenditoria visionaria 🔮

Esperta in allineamento fra identità e obiettivi  lavoro sia con chi sta scalando il fatturato che imprenditrici/imprenditori con Business strutturati nella propria crescita personale, spirituale e imprenditoriale con l’obiettivo di incarnare la propria identità più elevata e raggiungere insieme gli obiettivi di fatturato unendo Strategia ed Energetica!

Oggi puoi iniziare anche tu il tuo viaggio dentro di te accedendo alle risorse gratuite di Spiritual CEO Academy.

Sinossi

Beth Harmon, rimasta orfana a otto anni, scopre negli scacchi un rifugio dalla solitudine e dal dolore.
Crescendo tra orfanotrofio, adozione e tornei internazionali, trasforma il suo talento in ossessione, oscillando tra dipendenza e genialità.
La sua scalata nel mondo competitivo degli scacchi la porta fino a Mosca, dove scoprirà la più grande verità: nessuna vittoria può essere raggiunta se resti da sol*.

 

Info bibliografiche

Titolo originale: The Queen’s Gambit

Titolo: La regina degli scacchi

Autore: Walter Tevis

Prima edizione: 1983

Prima edizione italiana: 1984 (traduzione di Franco Salvatorelli)

Editore italiano: Minimum Fax

La mia edizione: 2020

Editore italiano: Mondadori

Genere: ROMANZO

Numero di pagine: 322

 

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Mission impossible: diventare amica della sfiga che t’accompagna da sempre. Ma si può!

Mission impossible: diventare amica della sfiga che t’accompagna da sempre. Ma si può!

ROMANZOBIOGRAFICOGROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

Mission impossible: diventare amica della sfiga che t’accompagna da sempre. Ma si può!

Che cosa fai quando la sfiga è quell’amica maligna che prova piacere quando ti va tutto male?! E che cosa fai quando all’ennesimo round finisci faccia a terra e non hai più nemmeno un briciolo di forza? Giochi d’astuzia, cambia strategia e ti liberi di tutti quelle parti di te che sono sempre state per la sfiga un epico trampolino di lancio.

Ma stavolta sul podio tocca a te salire, perché mentre la sfiga in tutti questi anni è stata pigra tu ti sei reinventata talmente tante volte che finalmente stavolta hai trovato la tua dimensione sia come donna che come imprenditrice.

20 OTTOBRE 2023 – TORINO

ROMANZOBIOGRAFICOGROWTH, MIND & BODY, SELF HELP

É stata sfiga a prima vista di Federica Micoli. Ecco la mia recensione.

 

Ad un certo punto della propria vita bisogna guardarsi in faccia, ammetterlo prima nella testa e poi dichiararlo ad alta voce: “Ciao il mio nome è ……..e mi attiro la sfiga!”.

Si perché la sfiga quella vera non è quella che ti prende solo in giro, ma è quella che ti fa male davvero! E non si accontenta di romperti una o due volta, ma si esprime al meglio quando ogni volta che ti rialzi, perché in qualche modo sei riuscita a rimettere a posto tutti i pezzi (che si noti ogni volta diventano sempre più piccoli! – ovviamente altrimenti che “divertimento” c’è?!), lei arriva e trova un nuovo modo per demolirti…solo che ogni volta rompe parti più profonde e vitali di te!

Per capirsi, si parte dal romperti una gamba, al farti rinunciare a tutto per un lavoro che poi in un click ti cancella, al farti sentire uno schifo vero sia come persona, professionista (e che ce lo facciamo mancare?!)…come donna, fino a toglierti quel fondamentale pilastro che essendo “fuori di te” era apparentemente immune alla sfiga. E invece no! 

“Quando sai che non puoi sfuggire alla tua sofferenza devi sperimentarla e devi lasciarti mangiare dalla tigre, perché non puoi scappare da essa. Una volta che la tigre ti ha divorato, non resta più alcuna paura. Rimane solo la tigre.”

 ANETTE CARLSTROM

Una sfiga tira l’altra

La sfiga ti costringe a cambiare piani, ti costringe a migliorarti perché devi, altrimenti finisci a vegetare in pigiama per il resto dei tuoi giorni con pizza, gelato e la combo film e serie tv che non stanno al passo del tuo “binge watching” nonostante tu abbia sottoscritto qualsiasi abbonamento “streaming” possibile.

E quando non c’è più assolutamente nulla da guardare (e meno male) che fai?! Ti guardi dentro, probabilmente butti direttamente quel pigiama che oramai hai logorato a forza di viverci dentro, e decidi di dare una nuova forma alla tua vita.

Sì, di nuovo!

Meglio puntare sulla flessibilità, sapersi reinventare, scavare dentro di sé alla ricerca di nuovi talenti, coltivare piani B e farsi trovare pronti quando è il momento di cambiare.

Lottare contro la sfiga sfianca seriamente…

Ti reinventi con tanta di quella fatica, che a malapena hai la forza di godertela un po’ quella versione di te, e sei felice per un po’ finché, la palla da bowling rotola di nuovo e fa crollare tutti i birilli che a fatica avevi risollevato.

Capita una volta, poi un’altra e tutte le volte ti rialzi e sei diventata quasi brava al punto da istigare l’ “ira” della sfiga, che stavolta ti inchioda al pavimento senza la minima possibilità di rialzarti.

In quel momento […] la forza non ce l’avevo.

Più tu cresci, più la sfiga cresce con te. Ed ecco che impara a infliggerti delle vere e proprie batoste, perché “hey, se sei così forte fammi vedere come ti rialzi anche stavolta!”

Quarta di copertina del libro Erotica di Ghiannis Ritsos

Quando conosci il tuo nemico…hai più possibilità di vincere.

Diciamo che “forse” Sun Tzu ci è arrivato prima di noi, appena qualche secolo fa, ma la guerra è un’arte e quando siamo a terra e il guanto di sfida ci viene lanciato, a sbeffeggiarci ulteriormente perché non bastava averci ridotto ad un colabrodo emotivo ed energetico, ecco che il caro e vecchio istinto di sopravvivenza, decide di darci una mano. Certo negli ultimi anni probabilmente era in vacanza su una spiaggia tropicale e prima ancora in ritiro spirituale neanche fosse il Greuille di Süskind nel suo capolavoro Il profumo, ma adesso è tornato ed è in splendida forma.

Quindi sì a conti fatti abbiamo appurato che: 1) la sfiga ce la attiriamo come i polmoni fanno con l’ossigeno, 2) che siamo ridotte piuttosto male ma anche che 3) esiste un positivo, e non uno soltanto, dono collaterale.

Il primo dono collaterale a farci timidamente ciao è la consapevolezza che mentre “noi” in tutti questi anni abbiamo sempre imparato a risollevarci in mille modi diversi, che Edward de Bono e il suo Pensiero laterale sarebbero più che orgogliosi di noi, la sfiga se l’è pressa comoda e ha sempre e solo seguito uno stesso schema. Quindi ora che abbiamo (l’ennesimo) punto di vista alternativo, ci rendiamo “magicamente” conto che noi la sfiga la conosciamo bene, così bene da renderci conto che ha un solo e unico subdolo modo di agire per sabotarci ogni volta!

Ci fa sentire in colpa dei nostri successi, immeritevoli di provare gioia e quasi obbligate a distruggere quello che di bello con tanta fatica abbiamo costruito e portato nella nostra vita.

Ma come già detto se lei agisce sempre con questi “miseri trucchetti” che altro che sindrome dell’impostore, noi invece siamo dotate di pensiero laterale e spogliate di tutto ciò di cui potevamo essere spogliate, rimaniamo solo noi. Noi e i nostri bei buchi da rattoppare ovviamente, e così facciamo: li rattoppiamo uno dopo l’altro.

Ho cominciato un grosso lavoro su me stessa […] liberarmi dal senso di colpa

Ma stavolta lo facciamo con l’intenzione di vincerla questa guerra, sì anche dopo aver perso tutte le battaglie.

Guardiamo la nostra essenza, perché a conti fatti quella solo ci è rimasta, e decidiamo con consapevolezza e intenzione i panni con cui vogliamo vestirci d’ora in avanti!

Ognuna può e deve inventarsi il percorso che preferisce

Certo è un percorso eh, non è che arriva tutto subito e facilmente, però passo dopo passo ci rendiamo conto che anche se abbiamo una veste completamente inaspettata, è esattamente quella che meglio ci permette di essere completamente noi stesse.

Doni collaterali

Personalmente mi ha sempre infastidita la frase “non tutti i mali vengono per nuocere”, non per il significato in sé che è del tutto vero, ma perché spesso è una frase che si pronuncia con leggerezza. Ancor più di frequente proprio da persone che la sfiga vera, quella che ti mette faccia a terra proprio dentro una pozzanghera di fango vero da far invidia a qualsiasi anticellulite “cruelty free”, non l’hanno mai vista.

Ma noi tra queste righe, e nella nostra vita vera, quella dove ci siamo rialzate ogni singola volta possiamo dirlo davvero:

É stata proprio la sfiga a temprarmi, a darmi una marcia in più.

Ora mi rendo conto che ammettere questo, scatena una rivolta tra tutte le “mille me” che albergano in ciascuna di noi, perché sono tutte d’accordo (anche questa volta), sul fatto che: “Ma non c’era un modo più soft di guadagnarsi questa benedetta marcia in più?! Noh?! Vabbè.”

Ed ecco che proprio ingranando questa marcia in più ci ritroviamo a salire dritte dritte su quella montagna e a raggiungere proprio quel luogo, dove le lacrime diventano elisir che rattoppano i nostri buchi. Eh si, non siamo più un colabrodo! Eh sì, abbiamo delle belle cicatrici, ma finalmente tutti i nostri buchi si sono richiusi e possiamo accogliere completamente l’abbondanza della vita.

Quando hai vissuto per tanto tempo al buio, ogni goccia d i luce è un dono e una conquista

In tutto ciò noi, che siamo smart più dei nostri smartphone, grazie ai quali però abbiamo costruito la nostra carriera o almeno ci siamo date una mossa perché come dice Veronica BeniniLa vita inizia dove finisce il divano“, finalmente siamo libere dal senso di colpa e  avanziamo nella nostra vita con una leggerezza e determinazione che non avremmo mai nemmeno immaginato.

Bel dono collaterale noh?!

Ho riassaporato una leggerezza che non provavo da tempo. Sentivo che finalmente la vita mi stava risarcendo almeno in parte per il dolore che avevo sopportato  negli ultimi anni.

Sinossi

Il primo incontro tra Federica e la sfiga avviene sette anni, quando si procura un trauma cranico tentando di fare la verticale su una palla. “Ogni intoppo amento è giovamento” commenta serafica la madre, già preparata al futuro di acrobazie malriuscite, cadute rovinose e corse in ospedale che l’aspetta. Forte di tanta saggezza, Federica impara presto il trucco: non perdere tempo a compiangersi e riparte subito di slancio (fino alla frattura successiva). Un ottimo allenamento che le servirà in età adulta, quando la sfiga assume forme assai più serie: una relazione tossica, un capo maschilista deciso a farle la guerra, una malattia che la costringe a rimettere tutto in discussione. Il suo atteggiamento non cambia: sicura le ferite e torno a combattere più forte di prima. Perché, ne è convinta, ogni sfiga può insegnarti qualcosa, indicarti una nuova strada e addirittura offrirti doni inaspettati. Basta ribaltare la prospettiva e saperli cogliere. Anche quando la sfiga picchia duro, quando ti affonda con il lutto più doloroso o ti toglie la possibilità di essere madre, c’è modo di rialzarsi. Il percorso più lungo, ma primo poi arriva una luce, un segnale, un sorriso cui aggrapparsi per rimettersi in piedi. E se c’è una cosa che Federica imparato-anche grazie la sfiga-e riconoscere e tenersi stretto ogni sprazzo di felicità.

Info bibliografiche

Titolo originale: É stata sfiga a prima vista (italiano)

Titolo: É stata sfiga a prima vista

Autore: Federica Micoli

Prima edizione: 2020

Prima edizione italiana: Ottobre 2020

La mia edizione: I edizione – Ottobre 2020

Editore italiano: Sonzogno

Collana: –

Genere: Biografico

Numero di pagine: 150

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